
"Questa visita in Giordania mi offre la gradita opportunità di esprimere profondo rispetto per la comunità Musulmana e di rendere omaggio al ruolo di guida svolto da Sua Maestà il Re nel promuovere una migliore comprensione delle virtù proclamate dall'Islam". Sono state queste le prime parole di Benedetto XVI al suo arrivo nel Regno di Giordania che, ha riconosciuto, "è da tempo in prima linea nelle iniziative volte a promuovere la pace nel Medio Oriente e nel mondo, incoraggiando il dialogo inter-religioso, sostenendo gli sforzi per trovare una giusta soluzione al conflitto Israeliano-Palestinese, accogliendo i rifugiati dal vicino Iraq, e cercando di tenere a freno l'estremismo". Papa Ratzinger è arrivato "come pellegrino, per venerare i luoghi santi che hanno giocato una cosi' importante parte in alcuni degli eventi chiave della storia Biblica". In un Paese che per il 97 per cento è popolato da islamici, la possibilità di costruire santuari cristiani - uno dei quali sulle rive del Giordano dove Gesù fu battezzato da Giovanni Battista - è stata rilevata dal Pontefice come una testimonianza importante: "la possibilità che la comunità cattolica di Giordania possa edificare pubblici luoghi di culto è un segno del rispetto di questo Paese per la religione e a nome dei cattolici".
"Desidero esprimere - ha detto - quanto sia apprezzata questa apertura. La libertà religiosa è certamente un diritto umano fondamentale ed è mia fervida speranza e preghiera che il rispetto per i diritti inalienabili e la dignità di ogni uomo e di ogni donna giunga ad essere sempre più affermato e difeso, non solo nel Medio Oriente, ma in ogni parte del mondo". Senza citare direttamente la lettera dei 138 intellettuali islamici che ha contribuito a ricucire i rapporti dopo le incomprensioni seguite alle interpretazioni mediatiche del discorso di Ratisbona, Benedetto XVI ha ricordato "le nobili iniziative" a favore del dialogo interreligioso partite da Amman, sottolineando che esse "hanno ottenuto buoni risultati nel favorire un'alleanza di civiltà tra il mondo Occidentale e quello Musulmano, smentendo le predizioni di coloro che considerano inevitabili la violenza e il conflitto". "Non posso lasciare passare questa opportunità - ha continuato - senza richiamare alla mente gli sforzi d'avanguardia a favore della pace nella regione fatti dal precedente re Hussein cosi' come appare opportuno che il mio incontro di domani con i leader religiosi musulmani, il corpo diplomatico e i rettori dell'Università abbia luogo nella moschea che porta il suo nome". L'auspicio di Papa Ratzinger è stato quindi che l'impegno del sovrano scomparso "per la soluzione dei conflitti della regione possa continuare a portar frutto nello sforzo di promuovere una pace durevole e una vera giustizia per tutti coloro che vivono nel Medio Oriente". Il Papa ha anche ricordato il Seminario tenutosi a Roma lo scorso autunno presso il Foro Cattolico-Musulmano, nel quale si è esaminato "il ruolo centrale svolto, nelle nostre rispettive tradizioni religiose, dal comandamento dell'amore".


Cerimonia di benvenuto all’Aeroporto internazionale Queen Alia (Amman, 8 maggio 2009) - il testo integrale del discorso del Papa