'L'Osservatore Romano' in versione 'ecologica': lo scoiattolo dell'albero di Natale di Piazza San Pietro e il merlo bianco dei giardini vaticani
Scoiattoli, alberi e merli: L’Osservatore Romano si presenta oggi in versione ecologica, con un editoriale su “Il grande albero”, ultima fatica letteraria di Susanna Tamaro, e un servizio fotografico esclusivo su un merlo bianco che abita i giardini vaticani, immortalato niente meno che da mons. Alfred Xuereb, uno dei segretari personali di Benedetto XVI. Lo scoiattolo Crik è il protagonista della storia della Tamaro: riesce ad arrivare fino al Papa per salvare il grande albero abbattuto e portato in Piazza San Pietro per il Natale. Il Papa, nel caso Giovanni Paolo II, lo ascolta e parla di alberi e di scoiattoli nella sua omelia. Si avvicina all’albero, e lo abbraccia, poi benedice Crik. Il giorno successivo, un enorme camion riporterà il grande abete e lo scoiattolo alla foresta dove, ricongiunto alle sue radici, l’albero riprenderà a vivere. “Non sappiamo se nel gigantesco abete portato per questo Natale c’è uno scoiattolo, sappiamo però che, se ci fosse, anche Benedetto XVI saprebbe ascoltarlo - commenta la Scaraffia sul giornale vaticano -. Papa Ratzinger, infatti, è ben noto per l’attenzione che sa prodigare al creato e alle sue creature, e per di più ha sempre confessato uno speciale amore verso i gatti, come racconta un altro grazioso libretto, uscito qualche tempo fa, "Joseph e Chico". È anche con libri come questi che si può far capire come la Chiesa abbia a cuore il benessere non solo degli esseri umani, ma anche del mondo, animale e vegetale, che Dio ci ha affidato”. Nelle pagine interne si trova un servizio fotografico su un merlo bianco, avvistato nei Giardini Vaticani: “‘Aberrazioni cromatiche’ le chiamano gli studiosi. Merli albini e merli leucistici non sono così insoliti da osservare, assicurano gli esperti. Anche in un angolo verde del tutto particolare come i Giardini Vaticani. Ce n’è un esemplare nella zona del giardino alla francese, alle spalle della Grotta di Lourdes, che non di rado si concede all’osservazione dei bird-watcher più fortunati nella cerchia delle Mura leonine. Tra i quali lo stesso Benedetto XVI e uno dei suoi segretari, monsignor Alfred Xuereb, che lo hanno notato durante la quotidiana preghiera del rosario recitato passeggiando lungo i viali. Fatto sta che il prelato, incoraggiato anche dal Papa, si è messo di impegno con l’intenzione di ‘catturarlo’. Ma per farlo è bastata una macchina fotografica dotata di un potente obiettivo. Che unita a una buona dose di pazienza e a uno spirito di osservazione non comune gli ha consentito il giorno seguente, al termine di un appostamento neanche tanto lungo, di immortalare in una serie di splendidi scatti il volatile”.