
Il Primato del Papa, spiega Benedetto XVI, non è perciò un potere secondo le modalità di questo mondo ma si inserisce nella sequela di Cristo: “È il potere del bene – della verità e dell'amore, che è più forte della morte. Sì, è vera la sua promessa: i poteri della morte, le porte degli inferi non prevarranno contro la Chiesa che Egli ha edificato su Pietro (cfr Mt 16, 18) e che Egli, proprio in questo modo, continua ad edificare personalmente” (29 giugno 2006).
La Chiesa, sottolinea il Papa, è sempre Chiesa di Cristo e non di Pietro che svolge il suo ruolo con le sue fragilità umane nella consapevolezza che Cristo è la roccia: “Così anche nel ministero di Pietro si rivela, da una parte, la debolezza di ciò che è proprio dell'uomo, ma insieme anche la forza di Dio: proprio nella debolezza degli uomini il Signore manifesta la sua forza; dimostra che è Lui stesso a costruire, mediante uomini deboli, la sua Chiesa” (29 giugno 2006).
Benedetto XVI chiede il sostegno della preghiera: “Questa festa mi offre l’occasione per chiedervi di accompagnarmi con le vostre preghiere, perché possa compiere fedelmente l’alto compito che la Provvidenza divina mi ha affidato quale Successore dell’apostolo Pietro” (Angelus, 22 febbraio 2009).
Radio Vaticana