mercoledì 12 maggio 2010

L'affidamento del Papa al Cuore di Maria: vogliamo essere pastori che non pascolano se stessi ma si donano a Dio per i fratelli trovando la felicità

E’ la solenne celebrazione dei Vespri nella Chiesa della Santissima Trinità di Fatima l’occasione in cui il Papa si rivolge alla Vergine per l’atto di affidamento e di consacrazione dei sacerdoti al Cuore Immacolato di Maria. “In questo luogo di grazia, convocati dall'amore del Figlio tuo Gesù, Sommo ed Eterno Sacerdote, noi, figli nel Figlio e suoi sacerdoti, ci consacriamo al tuo Cuore materno, per compiere con fedeltà la Volontà del Padre”, ha detto il Papa nella preghiera alla Vergine. Ed ha aggiunto: “Sposa dello Spirito Santo, ottienici l'inestimabile dono della trasformazione in Cristo". “Possa la Chiesa essere rinnovata da santi sacerdoti, trasfigurati dalla grazia di Colui che fa nuove tutte le cose”. “Siamo consapevoli che, senza Gesù, non possiamo fare nulla di buono – ha detto Benedetto XVI - e che, solo per Lui, con Lui ed in Lui, saremo per il mondo strumenti di salvezza”. "Aiutaci, con la tua potente intercessione, a non venir mai meno a questa sublime vocazione, a non cedere ai nostri egoismi, alle lusinghe del mondo ed alle suggestioni del Maligno”. “Vogliamo essere pastori che non pascolano se stessi, ma si donano a Dio per i fratelli, trovando in questo la loro felicità. Non solo a parole, ma con la vita”, le parole del Santo Padre: “Guidati da te, vogliamo essere Apostoli della Divina Misericordia, lieti di celebrare ogni giorno il Santo Sacrificio dell'Altare e di offrire a quanti ce lo chiedono il sacramento della Riconciliazione”. “Con questo atto di affidamento e di consacrazione – l’impegno assunto da Benedetto XVI a nome di tutti i sacerdoti - vogliamo accoglierti in modo più profondo e radicale, per sempre e totalmente, nella nostra esistenza umana e sacerdotale”. “Preservaci con la tua purezza - ha continuato -, custodiscici con la tua umiltà, e avvolgici col tuo amore materno, che si riflette in tante anime a te consacrate diventate per noi autentiche madri spirituali”. “Madre nostra da sempre, non ti stancare di ‘visitarci’, di consolarci, di sostenerci”, ha detto ancora, “la tua presenza faccia rifiorire il deserto delle nostre solitudini e brillare il sole sulle nostre oscurità, faccia tornare la calma dopo la tempesta, affinché ogni uomo veda la salvezza del Signore, che ha il nome e il volto di Gesù, riflesso nei nostri cuori, per sempre uniti al tuo!”.

Korazym.org, SIR