
Si parte dalla famiglia per aprirla al mondo: il lavoro e la festa per "abitare" lo spazio sociale e "vivere" il tempo umano. Ad un anno dall’Incontro Mondiale della Famiglie, giunge “un sussidio prezioso”, ha sottolineato il card. Antonelli, primo frutto della collaborazione tra il dicastero pontificio e la diocesi di Milano, che, si è complimentato il porporato, sta portando il peso di questo evento “molto bene”, “con coraggio, forza e creatività”. Dieci le catechesi bibliche offerte nell’opuscolo, corredate da testi del magistero, illustrate con splendide immagini artistiche. Oltre che in italiano, i testi sono disponibili in inglese, spagnolo, francese, tedesco portoghese e polacco. Ha ricordato Antonelli l’indicazione di Benedetto XVI nell’indire questo Incontro, perché non fosse un evento “isolato” ma collocato “entro un adeguato percorso di preparazione ecclesiale e culturale”, intraprendendo “un valido itinerario con iniziative a livello parrocchiale, diocesano e nazionale”: “E’ necessario riprendere, far risuonare spesso questo invito”. Il card. Antonelli ha ricordato quindi “l’importanza della preparazione spirituale nelle Chiese locali”. “L’anno in corso - ha continuato il porporato - è molto importante per il Pontificio Consiglio: ricorre il 30° anniversario della sua istituzione da parte di Papa Giovanni Paolo II, che avrebbe annunciato la sua nascita proprio il 13 maggio 1981, festa della Madonna di Fatima e giorno dell’attentato in Piazza San Pietro”. “Sempre trent’anni fa – ha proseguito – nacque anche il ‘Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per studi su matrimonio e famiglia’ e venne anche presentata l’Enciclica ‘Familiaris consortio’, che costituisce la ‘magna charta’ della pastorale familiare”. Riferendosi all’attentato al Papa in coincidenza con la nascita delle due istituzioni vaticane per la famiglia, il cardinale ha parlato di “battesimo di sangue” per queste due realtà, chiamate “a sostenere e diffondere la dottrina della Chiesa sulla famiglia, a favorire un rinnovamento pastorale per il suo servizio e a far conoscere il valore della sessualità secondo l’antropologia cristiana, insieme alla spiritualità coniugale e familiare e a una giusta valorizzazione del ruolo sociale della famiglia”.
“La famiglia – ha detto il card. Tettamanzi – rappresenta la cellula fondamentale della società e l’attenzione che la Chiesa le riserva è in una prospettiva unitaria: cioè sia religiosa, sia umana. Grazie alla famiglia e alle sue dinamiche di amore e aiuto reciproco, si parte dall’umano per giungere a Dio”. “Nel campo delle politiche familiari non solo si può ma si deve fare di più”, ha detto ancora Tettamanzi, rispondendo a una domanda sulla situazione di difficoltà delle famiglie emersa ieri dai dati diffusi dall’Istat. Il cardinale ha sostenuto che “se l’auspicio è che siano potenziate tutte le politiche di sostegno per i più bisognosi, a maggior ragione andrebbero sostenute le politiche familiari così indispensabili per dare respiro a quanti sono in difficoltà. L’Italia – ha poi aggiunto – non brilla come potrebbe e come dovrebbe in questo settore”. Il cardinale ha poi risposto a un’altra domanda sulla situazione femminile, in famiglia e nel lavoro, sostenendo che “dall’insegnamento di Giovanni Paolo II si può e si deve recuperare il suo appello profetico perché la donna sia adeguatamente sostenuta e valorizzata nei suoi ruoli di madre e di lavoratrice. E, allo stesso modo, deve essere sostenuta anche una visione di valorizzazione dei figli, per il bene della famiglia e della società”.
SIR, Radio Vaticana
CONFERENZA STAMPA DI PRESENTAZIONE DELLE CATECHESI PREPARATORIE IN VISTA DEL VII INCONTRO MONDIALE DELLE FAMIGLIE A MILANO (30 MAGGIO- 3 GIUGNO 2012)
Testo online delle catechesi