
“È bello essere cristiani”. Un’affermazione che cozza contro gli infiniti e triti luoghi comuni, ripetuti da chi del Vangelo e della vita della Chiesa conserva qualche annoiato ricordo del catechismo, mentre magari aggiorna la propria fede con il sentito dire di un telegiornale o di un video su Youtube. Invece, Benedetto XVI invita i giovani a fare di Gesù un’esperienza diretta. Provate a conoscerlo di persona, dice, e vi accorgerete che le sue “regole” vi cambieranno la vita in meglio: “I Dieci Comandamenti ai quali Gesù, nella sua risposta, accenna sono solo una esplicitazione del Comandamento dell’amore: sono – per così dire – regole dell’amore, indicano la strada dell’amore con questi punti essenziali: la famiglia come fondamento della società, la vita da rispettare come dono di Dio, l’ordine della sessualità, della relazione tra uomo e donna, l’ordine sociale e, finalmente, la Verità. Questi elementi essenziali esplicitano la strada dell’amore: come realmente amare e trovare la via retta” (Incontro con i giovani di Roma in preparazione alla GMG, 25 marzo 2010).
E se scegliere Gesù vuol dire rinunciare alla “libertà” che offre il disimpegno, o alle estasi a breve scadenza di chi beve o si droga, ebbene, afferma Benedetto XVI, tali rinunce si fanno se hanno un perché, come gli atleti che si preparano alle Olimpiadi sapendo che vale la pena fare quegli sforzi: “Superare con queste rinunce la tentazione del momento, andare avanti verso il bene crea la vera libertà e rende preziosa la vita. In questo senso mi sembra che dobbiamo vedere che senza un ‘no’ a certe cose non cresce il grande ‘sì’ alla vera vita!” (Incontro con i giovani di Roma in preparazione alla GMG, 25 marzo 2010).
Ecco, allora, la proposta della GMG che, da Colonia a Madrid, è possibile cogliere nelle parole del Papa. Una proposta di libertà: siate liberi non di fare quello che volete, ma liberi di fare il bene. Questa, insiste Benedetto XVI, è la bellezza che allarga il cuore di chi vive il cristianesimo e che viceversa non coglie chi preferisce “mediare” tra la coerenza e la comodità: “Non di rado la religione diventa quasi un prodotto di consumo. Si sceglie quello che piace, e certuni sanno anche trarne un profitto. Ma la religione cercata alla maniera del ‘fai da te’ alla fin fine non ci aiuta. È comoda, ma nell’ora della crisi ci abbandona a noi stessi. Aiutate gli uomini a scoprire la vera stella che ci indica la strada: Gesù Cristo! Cerchiamo noi stessi di conoscerlo sempre meglio per poter in modo convincente guidare anche gli altri verso di Lui” (Veglia con i giovani a Colonia, 20 agosto 2005).
Dunque, cari giovani, conclude idealmente Benedetto XVI: “Custodite la fiamma che lo Spirito Santo ha acceso nei vostri cuori, perché non abbia a spegnersi, ma anzi arda sempre più e diffonda luce e calore a chi incontrerete sulla vostra strada, specialmente a quanti hanno smarrito la fede e la speranza. La Vergine Maria vegli su di voi in questa notte ed ogni giorno della vostra vita” (Veglia con i giovani a Sydney, 19 luglio 2008).
Radio Vaticana