
“Al tempo stesso, però, pone in evidenza la libertà di Dio, che sorprende le nostre attese facendosi trovare proprio là dove non ce lo aspetteremmo” (Udienza generale, 4 ottobre 2006).
Ma Natanaele, incontrando direttamente Gesù, si sente toccato in profondità e si affida completamente a Lui. Il pregiudizio svanisce: “La nostra conoscenza di Gesù ha bisogno soprattutto di un'esperienza viva: la testimonianza altrui è certamente importante, poiché di norma tutta la nostra vita cristiana comincia con l'annuncio che giunge fino a noi ad opera di uno o più testimoni. Ma poi dobbiamo essere noi stessi a venir coinvolti personalmente in una relazione intima e profonda con Gesù” (Udienza generale, 4 ottobre 2006).
La ricerca prevede un cammino. Ci sono tanti, invece, afferma il Papa, che indicano agli altri la strada, ma restano fermi. Incontrando i giovani a Madrid l’anno scorso, Benedetto XVI li esortava: “E’ una cosa buona cercare sempre. Cercate soprattutto la verità, che non è un’idea, un’ideologia o uno slogan, ma una Persona, il Cristo, Dio stesso venuto tra gli uomini!” (Festa di accoglienza dei giovani, 18 agosto 2011).
Radio Vaticana