
All'inizio del suo discorso Benedetto XVI ha salutato “la testimonianza di fede resa dalla Chiesa Siriaca di Antiochia nel corso della sua gloriosa storia, testimonianza di amore ardente per Cristo che le ha fatto scrivere, fino ai nostri giorni, pagine eroiche per rimanere fedele alla sua fede fino al martirio. La incoraggio – ha detto - ad essere per i popoli della regione segno della pace che viene da Dio e luce che fa vivere la loro speranza”. "Il nostro incontro di questa sera - ha affermato il Pontefice - è un segno eloquente del nostro desiderio profondo di rispondere all’appello del Signore Gesù: 'Perché tutti siano una sola cosa'. In questi tempi instabili ed inclini alla violenza, che conosce la vostra regione, è sempre più urgente che i discepoli di Cristo diano una testimonianza autentica della loro unità, affinché il mondo creda nel suo messaggio d’amore, di pace e di riconciliazione”: è questo il messaggio, ha detto il Papa, “che tutti i cristiani e noi in particolare abbiamo ricevuto la missione di trasmettere al mondo, e che acquista un valore inestimabile nell’attuale contesto del Medio Oriente”. "Lavoriamo senza sosta – ha proseguito - affinché il nostro amore per Cristo ci conduca poco a poco verso la piena comunione tra di noi. Perciò, attraverso la preghiera e l’impegno comune, dobbiamo ritornare continuamente al nostro unico Signore e Salvatore”. Concludendo il suo discorso, il Papa ha affidato alla Vergine Maria le varie comunità cristiane della regione: “Ella implori per noi il suo Figlio divino affinché siamo liberati da ogni male e da ogni violenza, e questa regione del Medio Oriente conosca infine il tempo della riconciliazione e della pace”.
Radio Vaticana
INCONTRO ECUMENICO NEL PATRIARCATO SIRO-CATTOLICO DI CHARFET - il testo integrale del discorso del Papa