
Il vescovo negazionista lefebvriano Richard Williamson non ritratta, almeno non per ora: in un'intervista al settimanale tedesco Der Spiegel, Williamson si rifiuta ''per il momento'' di rivedere le sue posizioni sull'Olocausto e sulle camere a gas, e afferma di voler rivedere e studiare i dati storici. ''E se troverò queste prove, allora mi correggerò. Ma ci vorrà del tempo per questo''. Williamson reitera anche le critiche di tutta la Fraternità Sacerdotale San Pio X al Concilio Vaticano II, un'altra delle condizioni poste dalla Segreteria di Stato vaticana per concedere ai quattro vescovi lefebvriani la 'piena comunione' con la Chiesa. I testi conciliari, per il vescovo, sarebbero ambigui e porterebbero ''al caos teologico che abbiamo oggi''. Dubbi anche sui diritti umani, di cui la Santa Sede si è fatta paladina negli ultimi 40 anni e di cui ha celebrato recentemente l'anniversario della Dichiarazione universale. ''Se per diritti umani si intende un ordinamento oggettivo, che lo stato dovrebbe realizzare - argomenta Williamson - allora si arriva sempre ad una politica anticristiana''. Tuttavia, il vescovo conclude affermando che di non voler più mettere in imbarazzo, ''a nessuna condizione, la Chiesa e la Fraternità''.