Mons. Vegliò: disumana l'indifferenza verso la situazione del Corno d'Africa. Bisogno urgente dell’intervento concreto della comunità internazionale
Mons. Antonio Maria Vegliò, presidente del Pontificio Consiglio della Pastorale dei Migranti e gli itineranti, riprendendo l’appello di Benedetto XVI, non ha esitazioni a definire “disumana l’indifferenza” che continua a caratterizzare buona parte dell’umanità, incapace di ascoltare il grido di dolore dell’Africa. "Basta un dollaro per salvare un bambino dalla morte per fame", afferma a L’Osservatore Romano Vegliò, che lancia una proposta concreta ai lettori del giornale vaticano e non solo: devolvere agli aiuti per l’emergenza del Corno d’Africa l’equivalente di un pasto o di un giorno di lavoro. "Se usciamo per andare a bere o a mangiare un boccone, cerchiamo - spiega - di dare anche qualcosa, offriamo un turno di lavoro per la Somalia". Un impegno che dovrebbe assumersi ciascuno e che avrebbe anche l’effetto di sensibilizzare i governi. Infatti, afferma il presule, "c’è bisogno urgente dell’intervento reale e concreto della comunità internazionale che punti a uno sviluppo sostenibile e che ponga un freno all’aumento generalizzato dei prezzi dei generi alimentari". L'Unione europea ha affermato ancora mons. Vegliò "dovrebbe sviluppare opportunità per i rifugiati che sono un bene per i diversi Paesi". "Non si può negare – ha aggiunto il presidente del Pontificio Consiglio - che un atteggiamento di maggior chiusura si è creato nei confronti dei richiedenti asilo, dei rifugiati e dei Migranti, contraddicendo l'atteggiamento che l'Europa aveva mostrato per decenni dopo la seconda guerra mondiale, quando centinaia di migliaia di profughi furono ammessi e integrati nella società. Durante quel tempo, soluzioni innovative erano state sviluppate e messe in atto. L'idea era di dare una speranza e un futuro ai rifugiati, facendoli uscire dai campi profughi". L’Osservatore Romano registra i dati allarmanti del tasso di mortalità infantile tra i profughi somali presenti in Kenya e dei livelli di malnutrizione contenuti in un nuovo rapporto delle Nazioni Unite. "Il campo profughi di Dadaab, che ospita circa quattrocentomila persone, oltre quattro volte la capienza prevista, ha visto - scrive il quotidiano della Santa Sede – il tasso di mortalità tra i bambini al di sotto dei cinque anni salire da 1,2 morti ogni 1.000 bambini a 1,8", e ciò senza tener conto di "altri decessi che potrebbero non essere stati registrati" in quanto avvenuti fuori dalle strutture sanitarie e dai campi. "Si stima - conclude - che siano oltre 2,3 milioni i bambini malnutriti nel Corno d’Africa e che più di mezzo milione di questi rischia di morire se non avrà accesso al più presto agli aiuti internazionali".