
In tedesco il Santo Padre ha detto di essere vicino “in particolare ai fedeli che oggi pomeriggio partecipano alla beatificazione del sacerdote martire Carl Lampert a Dornbirn. Nel tempo oscuro del nazionalsocialismo, ha visto con chiarezza il significato della parola di san Paolo: ‘Noi non apparteniamo alla notte né alle tenebre’. In occasione di un interrogatorio che avrebbe potuto portarlo alla libertà, testimoniò con convinzione: ‘Io amo la mia Chiesa. Io rimango fedele alla mia Chiesa e anche al sacerdozio. Io sto dalla parte di Cristo e amo la sua Chiesa’”.
Benedetto XVI ha poi lodato l'Associazione "Aiuto alla Chiesa che Soffre", per l'iniziativa che si celebra oggi in Polonia della Giornata della solidarietà con la Chiesa perseguitata. "Quest'anno, con le vostre preghiere e con le vostre offerte, sostenete in modo particolare - ha ricordato rivolto ai fedeli polacchi presenti in Piazza San Pietro - la Chiesa in Sudan". "Auguro - ha concluso - che questa Giornata sensibilizzi tutti al dramma dell'umana povertà e delle persecuzioni, alla necessità del rispetto dell'umana dignità e del diritto alla libertà religiosa".
Nei saluti in italiano, infine, si è rivolto in particolare ai giovani che hanno preso parte al Convegno promosso dal Servizio nazionale per la pastorale giovanile della Conferenza Episcopale italiana, al Terz’Ordine dei Minimi di Pizzo Calabro, ai partecipanti all’incontro formativo per le guide dei Santuari mariani e ai volontari del Banco alimentare, che sabato 26 novembre faranno la “colletta alimentare”.
SIR, Agi