
In un mondo dominato dal soggettivismo, Benedetto XVI invita ad un “annuncio esplicito del Vangelo, portato con delicata fierezza e con profonda gioia” nei vari ambiti della vita quotidiana: “I cambiamenti culturali in atto vi chiedono di essere cristiani convinti, ‘pronti a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi’, capaci di affrontare le nuove sfide culturali, in rispettoso confronto costruttivo e consapevole con tutti i soggetti che vivono in questa società”.
Il Papa indica lo stile cristiano del convivere nell’odierna società pluralista: “Non rinnegate nulla del Vangelo in cui credete, ma state in mezzo agli altri uomini con simpatia, comunicando nel vostro stesso stile di vita quell’umanesimo che affonda le sue radici nel Cristianesimo, tesi a costruire insieme a tutti gli uomini di buona volontà una ‘città’ più umana, più giusta e solidale”.
Infine raccomanda, anche alle Chiese del Triveneto, “l’impegno a suscitare una nuova generazione di uomini e donne capaci di assumersi responsabilità dirette nei vari ambiti del sociale, in modo particolare in quello politico”: “Esso ha più che mai bisogno di vedere persone, soprattutto giovani, capaci di edificare una ‘vita buona’ a favore e al servizio di tutti. A questo impegno infatti non possono sottrarsi i cristiani, che sono certo pellegrini verso il Cielo, ma che già vivono quaggiù un anticipo di eternità”.
Radio Vaticana
Assemblea del Secondo Convegno di Aquileia (Basilica di Aquileia, 7 maggio 2011)