
“Il mio cuore si volge in maniera speciale ai pellegrini provenienti dalla martoriata Gaza a motivo della guerra: vi chiedo di portare alle vostre famiglie e comunità il mio caloroso abbraccio, le mie condoglianze per le perdite, le avversità e le sofferenze che avete dovuto sopportare. Siate sicuri della mia solidarietà con voi nell’immensa opera di ricostruzione che ora vi sta davanti e delle mie preghiere che l’embargo sia presto tolto”. Così Benedetto XVI nell'omelia. “Per gli uomini e le donne di ogni luogo – ha detto il Papa - Betlemme è associata al gioioso messaggio della rinascita, del rinnovamento, della luce e della libertà”.


E tuttavia, ha sottolineato, “qui, in mezzo a noi, quanto lontana sembra questa magnifica promessa dall’essere compiuta! Quanto distante appare quel Regno di ampio dominio e di pace, sicurezza, giustizia ed integrità, che il profeta Isaia aveva annunciato e che proclamiamo come fondato in maniera definitiva con la venuta di Gesù Cristo, Messia e Re!”. Nell’assumere la nostra carne, ha proseguito il Santo Padre, “Gesù ci ha chiamato ad essere testimoni della sua vittoria sul peccato e sulla morte”. E questo, ha evidenziato Benedetto XVI, “è ciò che il messaggio di Betlemme ci chiama ad essere: testimoni del trionfo dell’amore di Dio sull’odio, sull’egoismo, sulla paura e sul rancore che paralizzano i rapporti umani e creano divisione fra fratelli che dovrebbero vivere insieme in unità, distruzioni dove gli uomini dovrebbero edificare, disperazione dove la speranza dovrebbe fiorire!”.Ma quali sono le virtù richieste a uomini e donne che vivono nella speranza? In primo luogo, ha ricordato il Papa, “la costante conversione a Cristo che si riflette non solo sulle nostre azioni, ma anche sul nostro modo di ragionare: il coraggio di abbandonare linee di pensiero, di azione e di reazione infruttuose e sterili. La cultura di un modo di pensare pacifico basato sulla giustizia, sul rispetto dei diritti e dei doveri di tutti, e l’impegno a collaborare per il bene comune”. E poi, ancora, “la perseveranza, perseveranza nel bene e nel rifiuto del male. Qui a Betlemme si chiede ai discepoli di Cristo una speciale perseveranza: perseveranza nel testimoniare fedelmente la gloria di Dio qui rivelata nella nascita del Figlio suo, la buona novella della sua pace che discese dal cielo per dimorare sulla terra”.

Santa Messa nella Piazza della Mangiatoia (Betlemme, 13 maggio 2009) - il testo integrale dell'omelia del Papa