
''Il mio pellegrinaggio nei luoghi Santi - ha dichiarato il Papa - rappresenta una delle preghiere in favore del prezioso dono di unità e pace per il Medio Oriente e tutta l'umanità''. ''Prego ogni giorno perchè la pace e la giustizia possano tornare in Terra Santa e nell'intera regione, portando sicurezza e speranza rinnovata per tutti'', ha aggiunto. ''Gerusalemme, a lungo crocevia per popoli di diverse origini, è una città che offre a ebrei, musulmani e cristiani l'opportunità e il privilegio di essere testimoni di una pacifica coesistenza a lungo desiderata dai fedeli di un unico Dio'', ha sottolineato.

"Nel linguaggio ebraico, la parola sicurezza, che si dice 'batah', deriva da fiducia e non si riferisce soltanto all'assenza di minaccia ma anche al sentimento di calma e di confidenza", ha detto Benedetto XVI, che ha fatto cenno all'immagine biblica di "un giardino ricolmo di frutti, non segnato da blocchi e ostruzioni". La giustizia e la sicurezza, secondo Papa Ratzinger, sono concetti inseparabili per ''il disegno di Dio del mondo''. ''Nessun individuo, famiglia, comunità o nazione è esente dall'obbligo di vivere nella giustizia e nel lavorare per la pace'', ha detto. ''Il vero interesse di una nazione - ha poi sottolineato Benedetto XVI - viene sempre servito mediante il perseguimento della giustizia per tutti''. Il Pontefice ha poi rivolto una domanda: ''Come la politica può superare i conflitti e la violenza? Con la verità, l'educazione alla giustizia e all'integrità''. Nel discorso Benedetto XVI ha affermato che "i valori e i fini autentici di una società, che sempre tutelano la dignità umana, sono indivisibili, universali e interdipendenti. Non si possono pertanto realizzare - ha detto - quando cadono preda di interessi particolari o di politiche frammentarie". La società, ha proseguito, non può diventare "una comunità di nobili aspirazioni, dove a tutti di buon grado viene dato accesso all'educazione, alla dimora familiare, alla possibilità d'impiego, una società pronta ad edificare sulle fondamenta durevoli della speranza?". E ancora, in implicito riferimento alle vittime del terrorismo palestinese e degli attacchi militari israeliani: "Quali genitori vorrebbero mai violenza, insicurezza o divisione per il loro figlio o per la loro figlia? Quale umano obiettivo politico può mai essere servito attraverso conflitti e violenze?". Per Papa Ratzinger, in termini più spirituali, "sicurezza, integrità, giustizia e pace: nel disegno di Dio per il mondo esse sono inseparabili".

Papa Benedetto XVI ha ricevuto una piccola Bibbia della grandezza di un chicco di sabbia; Shimon Peres ha presentato al Pontefice un Vecchio Testamento che gli scienziati locali hanno ridotto a un chip di silicone della grandezza di una capocchia di spillo. Il Papa ha invece regalato a Peres un dipinto di una Menorah, il tradizionale candelabro ebreo. Il Sindaco di Gerusalemme Nir Barkat ha infine consegnato al pontefice un'antica mappa della Terra Santa raffigurata al centro del mondo. Noam e Aviva Shalit, genitori del soldato Noam Shalit, prigioniero di Hamas a Gaza dal giugno 2006, si sono incontrati con il Papa nella residenza del presidente Shimon Peres. Noam Shalit ha chiesto l'aiuto del Papa per facilitare la liberazione del figlio e gli ha consegnato un messaggio.
Visita di cortesia al Presidente dello Stato di Israele nel Palazzo Presidenziale di Gerusalemme (11 maggio 2009) - il testo integrale del discorso del Papa