


In questo, ha evidenziato il Papa, “dobbiamo essere compatti, e lo siamo perché non ci unisce un’idea, una strategia, ma ci uniscono l’amore di Cristo e il suo Santo Spirito. L’efficacia del nostro servizio alla Chiesa, la Sposa di Cristo, dipende essenzialmente da questo, dalla nostra fedeltà alla regalità divina dell’Amore crocifisso. Per questo, sull’anello che oggi vi consegno, sigillo del vostro patto nuziale con la Chiesa, è raffigurata l’immagine della Crocifissione. E per lo stesso motivo il colore del vostro abito allude al sangue, simbolo della vita e dell’amore”. “Da qui – ha continuato il Santo Padre - deriva la nostra sapienza: sapientia Crucis”. Questo, ha sottolineato il Pontefice, “siamo sempre chiamati ad annunciare al mondo: Cristo ‘immagine del Dio invisibile’, Cristo ‘primogenito di tutta la creazione’ e ‘di quelli che risorgono dai morti’”, perché – come scrive san Paolo – “sia lui ad avere il primato su tutte le cose”. Il primato di Pietro e dei suoi Successori, dunque, “è totalmente al servizio di questo primato di Gesù Cristo, unico Signore; al servizio del suo Regno, cioè della sua Signoria d’amore, affinché essa venga e si diffonda, rinnovi gli uomini e le cose, trasformi la terra e faccia germogliare in essa la pace e la giustizia”. E’ “all’interno di questo disegno, che trascende la storia e, al tempo stesso, si rivela e si realizza in essa, trova posto la Chiesa, ‘corpo’ di cui Cristo è ‘il capo’”. “Ecco qual è la nostra gioia: quella di partecipare, nella Chiesa, alla pienezza di Cristo attraverso l’obbedienza della Croce, di “partecipare alla sorte dei santi nella luce”, di essere stati “trasferiti” nel regno del Figlio di Dio.
Radio Vaticana, SIR
CAPPELLA PAPALE E CONCELEBRAZIONE EUCARISTICA CON I NUOVI CARDINALI PER LA CONSEGNA DELL’ANELLO CARDINALIZIO - il testo integrale dell'omelia del Papa