
"Radicati e fondati in Cristo, saldi nella fede" (Col 2, 7)
Il motto scelto dal Papa per questa Giornata richiama le metafore della radice e della costruzione per dimostrare la profondità dell’unione con il Signore, la forza del vincolo e la chiave della sua vitalità. Essere radicati implica un’appartenenza: una persona radicata è quella che mantiene dei legami forti con le proprie origini. Si legge nel libro dei Salmi: come un albero piantato lungo corsi d’acqua, che dà frutto al suo tempo: le sue foglie non appassiscono (Sal 1, 3). Sia il salmista che il profeta Geremia (17, 8) riprendono il significato del nesso vitale che esiste tra l’albero e la terra fecondata dalle acque. Essere radicati signifi ca anche possedere una base solida a cui appoggiarsi. Lo stesso Cristo usa questa metafora nelle sue parabole (Mt 7, 24). E quella roccia era il Cristo, avverte San Paolo per mostrarci qual è la fonte da cui sgorga l’acqua della salvezza (1Cor 10, 1-6). Cristo è la roccia, la pietra angolare, la pietra sulla quale Gesù costituisce Simone affinché sia base solida della Chiesa. Questa fermezza della fede, radicata e fondata sulla roccia di Cristo stesso, si rende visibile nella roccia di Pietro, fondamento della Chiesa (Mt 16, 13). Questa edizione della Giornata Mondiale della Gioventù ha come sede la città di Madrid. Tuttavia il centro nevralgico di ogni GMG, al di là del continente fisico in cui viene celebrata, è sempre Pietro, il Vicario di Cristo in terra. L’essere radicati in Cristo, che dà senso ad ognuna delle manifestazioni della vita della Chiesa, si concretizza e si rende visibile attraverso le celebrazioni liturgiche nelle quali i giovani, adunati attorno al successore di Pietro, adorano il Signore, si alimentano della sua Parola e del suo Corpo e sono invitati a portare in ogni angolo della terra il messaggio e il mistero di Cristo.
Celebrazioni liturgiche
Liturgia della Parola durante il benvenuto dei giovani al Santo Padre. Nel tardo pomeriggio di giovedì 18 agosto il Santo Padre fa la sua entrata a Madrid passando per l’emblematica Porta di Alcalà. Accompagnato dal pastore della diocesi, il cardinale arcivescovo Antonio Maria Rouco Varela e da giovani dei cinque continenti, il Papa attraversa la Porta accolto festosamente dai pellegrini. Gli viene offerta una talea di ulivo perché la pianti in un piccolo terreno. Questo ulivo resterà a Madrid come segno visibile dell’essere radicati, ovvero del motto di questa Giornata. La celebrazione si svolge nella vicina piazza di Cibeles. Campeggia sull’altare la splendida immagine di Santa Maria la Reale dell’Almudena, patrona della città. Gruppi di giovani si susseguono per riceverlo, gli danno il benvenuto e presentano al Santo Padre l’assemblea che si è riunita nella piazza e nei dintorni. L’Inno della Giornata, interpretato dal coro e dall’orchestra della GMG, segna l’inizio della celebrazione della Parola. La liturgia di benvenuto mette in risalto il valore della Parola di Dio e la forza della sua proclamazione. Il diacono, accompagnato dai ministranti e da alcuni giovani
che portano palme e rami di ulivo, porta processionalmente l’Evangeliario. Viene proclamato il testo del Vangelo secondo San Matteo che ricorda che la roccia è il fondamento solido di ogni costruzione. Le ultime generazioni hanno sofferto l’aggressione di una cultura senza fondamenta umane e spirituali, e offre loro proposte di vita vuote, lontane da Dio e dall’impegno cristiano. Senza esserne del tutto consapevoli, molto spesso ci sono giovani che cadono in questa dittatura, la dittatura del relativismo, per usare le parole del Santo Padre, e finiscono per costruire la propria casa, la vita, le aspirazioni, la condotta morale e gli aneliti più intimi del cuore, sulla sabbie mobili della passione passeggera, del desiderio di gioie momentanee o sull’accettazione acritica di una concezione meramente orizzontale dell’esistenza. L’accoglienza di questa Parola è al centro del messaggio del Santo Padre ai giovani: "Quando le persone e i popoli accolgono la presenza di Dio, lo adorano nella verità e ascoltano la sua voce, si costruisce concretamente la civiltà dell’amore, in cui ciascuno viene rispettato nella sua dignità, cresce la comunione, con i frutti che essa porta". Dopo l’omelia del Papa, giovani in diverse lingue recitano la preghiera dei fedeli e dopo il Padre Nostro ricevono la benedizione.
Incontro con le giovani religiose e con i professori universitari nell’Escorial. Il monastero di San Lorenzo dell’Escorial è un monumento storico e religioso del XVI secolo, di straordinario valore; nella cripta sono seppelliti i Reali di Spagna. Venerdì 19 agosto, nel Patio de los Reyes, si svolge un incontro con le giovani religiose. La vita della Chiesa trova un appoggio solido nella preghiera delle religiose contemplative le quali, avendo scelto la parte migliore (Lc 10, 38), sono anche una roccia salda su cui si edifica il Regno di Dio. Numerose giovani di ordini, congregazioni e istituti religiosi di tutta la Spagna si riuniscono con il Papa, gli manifestano il loro affetto, pregano con lui e ricevono la sua benedizione. Dopo l’incontro con le consacrate, il Papa si recherà nella Basilica del Monastero dove lo aspettano giovani professori e ricercatori universitari, che studiano e lavorano nell’ambito della cultura, dell’arte e della ricerca scientifica. Il Papa conosce bene i loro affanni, dato che anch’egli è stato professore universitario da giovane. Nelle circostanze attuali si avvertono nel mondo universitario, espressione dei diversi ambiti della cultura e del sapere, gli effetti della secolarizzazione denunciata dal Papa: "C’è una forte corrente di pensiero laicista che vuole emarginare Dio dalla vita delle persone e della società, prospettando e tentando di creare un 'paradiso' senza di Lui. Ma l’esperienza insegna che il mondo senza Dio diventa un 'inferno': prevalgono gli egoismi, le divisioni nelle famiglie, l’odio tra le persone e tra i popoli, la mancanza di amore, di gioia e di speranza".

in diversi luoghi del mondo a causa della guerra, degli scontri fratricidi, delle persecuzioni per causa della fede, dell’emarginazione o della tossicodipendenza. Si ricordano inoltre le vittime dell’aborto, del terrorismo e delle catastrofi naturali.
La Festa del Perdono. Le prime ore di sabato 20 agosto sono testimoni di un evento singolare. Il Santo Padre confessa vari giovani nel Paseo de Coches del Parco del Retiro di Madrid. In questo parco sono installati, dalla domenica precedente, duecento confessionali in cui sacerdoti di tutto il mondo confessano nelle lingue più diverse. In questo modo i partecipanti alla GMG possono trovare il perdono di Cristo e la gioia della Riconciliazione con il Signore nel sacramento della Penitenza. La denominazione di "Festa del Perdono" sottolinea l’allegria per il ritorno a casa del peccatore pentito. Questo momento così delicato e soprannaturale, avvolto nella logica discrezione di una liturgia che riconcilia ogni penitente con l’amore di Dio, risponde anch’esso all’invito del Papa Benedetto XVI: "Cari giovani, imparate a 'vedere', a 'incontrare' Gesù nel Sacramento della Penitenza, in cui il Signore manifesta la sua misericordia nell’offrirci sempre il suo perdono".
Messa con i seminaristi. Nella Cattedrale dell’Almudena varie migliaia di seminaristi di tutto il mondo partecipano, la mattina di sabato 20 agosto, alla celebrazione dell’Eucaristia con il Papa. La Cattedrale, edificata di fronte al Palazzo Reale e dedicata nel 1993 dal Beato Giovanni Paolo II, ospita l’immagine della Nostra Signora dell’Almudena, patrona di Madrid e strettamente legata alla cittadina madrilena dagli inizi del secolo VIII. La celebrazione solenne e austera della Messa di Gesù Cristo Sommo e Eterno Sacerdote si svolge tra la musica gregoriana della Missa de Angelis e l’emozionata supplica del Cuore Misericordioso di Gesù, il quale effonde la santità del sacerdozio cattolico. La lettura della Lettera agli Ebrei ci colloca nella vera dimensione del sacerdozio della Nuova Alleanza che nasce dal mistero Pasquale di Cristo, Sacerdote, Vittima e Altare. Per capire questo mistero bisogna intraprendere la strada dell’obbedienza alla Volontà del Padre (Sal 39), che è quella di Gesù, che si fa obbediente fino alla morte, la morte in croce. Il Vangelo secondo San Luca che viene proclamato in questa celebrazione (Lc 22, 14-20) annuncia la consegna di Cristo sulla Croce il cui frutto, il Corpo e il Sangue del Signore, si ritrova nell’Eucaristia: ai sacerdoti è affidato il compito di rinnovarla nella celebrazione del Santo Sacrificio. Alla fine della celebrazione si canta l’Inno alla Nostra Signora dell’Almudena. I cori del Seminario intonano questo inno, innalzando le proprie voci tra la musica del magnifico organo a canne della Cattedrale.
Incontro con giovani disabili e malati. Il pomeriggio del sabato il Santo Padre visita il Centro San José. Qui i Fratelli di San Juan de Dios svolgono un encomiabile lavoro di accoglienza, attenzione e cura dei disabili fi sici e psichici. Si ritrova in questo libro la preghiera finale e la benedizione del Romano Pontefice.

Messa a Cuatro Vientos. Una volta trascorsa la Veglia e dopo aver passato la notte nella spianata dell’aerodromo, al risveglio i giovani sono invitati ad offrire le opere della giornata e a recitare le Lodi mattutine. Giovani religiosi e religiose dirigono questa preghiera, nella quale tante voci si fanno una sola per identifi carsi con quella del Signore Gesù e offrire al Padre la preghiera che lo Spirito Santo ispira alla sua Chiesa. La Messa conclusiva della GMG di Madrid è quella della XXI Domenica del Tempo Ordinario con le letture proprie. Dopo i canti iniziali, viene benedetta l’acqua e aspersa l’assemblea in memoria del Battesimo. Per molti mesi, migliaia di donne, nelle proprie case, conventi, parrocchie, hanno cucito e confezionato camici e paramenti liturgici, così come stole e purifi catoi per tutte le celebrazioni liturgiche della GMG. Questa iniziativa è stata denominata "coser y cantar", alludendo ad una nota espressione castellana con cui si indica qualcosa di molto semplice da fare. Il lavoro di queste donne, unito alla generosità di molti donatori, ha permesso di acquisire le casule e le mitrie dei vescovi le quali conferiscono lo splendore e la dignità conforme al culto di Nostro Signore. La prima lettura di questa celebrazione viene ripresa dal profeta Isaia che annuncia nell’istituzione di un giovane re la tipologia del Messia che verrà; la seconda dalla Lettera di San Paolo ai Romani, in cui egli loda l’infinita saggezza di Dio che si rivela al cuore dell’uomo. Il Vangelo riferisce la confessione di Pietro a Cesarea di Filippo secondo quanto viene trasmesso da San Matteo (16, 13-20). Si tratta di una coincidenza provvidenziale dal momento che molti giovani della nostra epoca si sentono interpellati dalla persona di Gesù. Ascoltano tante teorie e false dottrine e non pochi si ritrovano confusi. Tuttavia la rivelazione non viene dalla carne e dal sangue ma dall’alto: da Dio Padre che lo rivela a Pietro e con lui alla Chiesa e al mondo. I giovani recitano con il Papa il simbolo della fede, formulano in lingue diverse la preghiera dei fedeli e presentano le offerte del pane e del vino per celebrare l’Eucaristia. La liturgia eucaristica sviluppa la sua preghiera alla quale centinaia di migliaia di giovani si uniscono formando, come la primitiva comunità cristiana, un cuore solo e un’anima sola. L’assemblea dei giovani presieduta dal Pastore della Chiesa Universale, da tanti vescovi in comunione con lui, con molti sacerdoti che prestano le proprie mani e la propria voce all’unico Sacerdote che è Cristo, è parte integrante del Popolo di Dio, Corpo di Cristo e Tempio dello Spirito. La Chiesa si aduna in un mondo in cui la disgregazione e lo scontro sono eventi abituali che distruggono le costruzioni più belle dello spirito e rompono le radici di profondo contenuto etico generando anonimanto, desolazione e morte. Al termine della Messa il Santo Padre benedice e impone a cinque giovani una piccola croce, mentre la stessa croce viene consegnata a tutti i giovani presenti, in segno del mandato missionario. Nella sua allocuzione prima della preghiera dell’Angelus il Papa annuncia la sede e l’anno in cui avrà luogo la successiva GMG. I giovani spagnoli consegnano la grande Croce della GMG ai giovani chiamati a preparare la prossima Giornata Mondiale.
Incontro con i volontari della GMG. Il pomeriggio di domenica 21, nel cammino verso l’aeroporto, il Santo Padre si trattiene presso l’Ifema dove saluta e benedice i giovani volontari che hanno prestato il proprio generoso servizio durante la preparazione e lo svolgimento di questa GMG. Il loro lavoro, molte volte nascosto, riceve un caloroso omaggio in questo momento. Da parte sua il Papa rivolge loro alcune parole, li benedice e prega con loro.
La Chiesa che è in Spagna, arricchita dalla presenza dei giovani venuti da tutte le parti del mondo, in comunione con Papa Benedetto XVI, prega la Santissima Vergine dell’Almudena perché ottenga da Gesù, suo Figlio, l’abbondanza dei frutti di questa Giornata Mondiale: tutti i giovani siano radicati e fondati in Cristo, saldi nella fede.
Messale per il Viaggio Apostolico