venerdì 28 febbraio 2014

A UN ANNO DALLA FINE DEL PONTIFICATO, 'TE DEUM, LAUDAMUS' PER BENEDETTO XVI

Te Deum, laudamus, per il dono che nella persona di Joseph Ratzinger hai fatto alla Chiesa e all'umanità intera, un dono spesso ignorato o peggio, non gradito.
Te Deum, laudamus, per averci fatto il dono di conoscerlo, capirlo e amarlo: la nostra gratitudine non sarà mai abbastanza.
Te Deum, laudamus, per aver fatto incrociare il nostro cammino con il suo.
Te Deum laudamus, per la sua fede, semplice e genuina, per il suo amore sincero verso l'uomo, per la sua incondizionata fedeltà a Te, unico Dio.
Te Deum, laudamus, per le visibili meraviglie che hai compiuto attraverso questo tuo servo umile e fedele.
Te Deum, laudamus, per averlo scelto come successore di San Pietro e per l'averlo guidato e sostenuto negli otto anni del suo Pontificato, anni pieni di gioia ma anche di sofferenza.
Te Deum, laudamus, per il pellegrino Benedetto, che con la sua preghiera costante accompagna, da un anno, noi tutti. Proteggilo, donagli pace e serenità, per il resto dei suoi giorni.
Te Deum, laudamus, per la ricompensa eterna che Benedetto XVI si è guadagnato giorno dopo giorno su questa terra.
Amen.

IL PRIMO ANNO DI BENEDETTO XVI DOPO IL PONTIFICATO

28 febbraio 2013
ore 20.00: si conclude il Pontificato
Con puntualità tedesca, il portone delle Ville Pontificie si chiude. Le Guardie Svizzere, finora custodi del Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, lasciano il compito di vegliare sulla sicurezza di Benedetto XVI alla Gendarmeria Vaticana. Anche questa è una novità assoluta di una conclusione inedita di un Pontificato, sancita dalla cerimonia simbolica della chiusura del portone e dalla svestizione dell’abito tradizionale di quelli che sono stati per secoli, e che continueranno a essere, gli “angeli custodi” del nuovo Papa, e che torneranno a Roma questa sera in abiti, per così dire, borghesi. Il cortile antistante è gremito di gente in attesa, di fotografi e cameramen. Nella parrocchia di Castel Gandolfo, una donna s’inginocchia in preghiera. Nessuno di loro vuole lasciare solo “il suo Papa”, nel momento del congedo finale. Poco prima, era stato il Papa a ringraziarli uno per uno. Famiglie con bambini in braccio, tanti giovani. “Viva il Papa”, quasi urla la folla alla chiusura del portone. È la fine ufficiale del Pontificato di Benedetto XVI, che non governa più “la barca di Pietro”. Da ora inizia il periodo della Sede Vacante, che condurrà al conclave per l’elezione del nuovo Pontefice, e il governo della Chiesa passa nelle mani del Collegio dei cardinali. Gli amici del Papa, come li ha chiamati ancora una volta questa mattina, congedandosi da loro uno per uno, dopo avergli rivolto un ultimo discorso. (SIR)



5 marzo 2013
Il telegramma del Collegio cardinalizio
“Riconoscenza di tutta la Chiesa” per l’“instancabile lavoro nella vigna del Signore”. È la “gratitudine” espressa al Papa emerito dal Collegio cardinalizio, nel telegramma letto dal cardinale decano Angelo Sodano durante la terza Congregazione generale di oggi. “I padri cardinali riuniti in Vaticano per le loro Congregazioni generali in vista del prossimo Conclave - il teso del messaggio letto ai giornalisti da padre Federico Lombardi, direttore della sala stampa della Santa Sede -. Le inviano in coro un devoto saluto con l’espressione della loro rinnovata gratitudine per tutto il Suo luminoso ministero petrino e per l’esempio loro dato di una generosa sollecitudine pastorale per il bene della Chiesa e del mondo”. “La loro gratitudine - prosegue il telegramma - vuole rappresentare la riconoscenza di tutta la Chiesa per il suo instancabile lavoro nella vigna del Signore”. “I membri del Collegio cardinalizio - la conclusione del testo - confidano infine nelle sue preghiere per loro, come per tutta la Santa Chiesa”. (SIR)

13 marzo 2013
La telefonata del nuovo Papa
Appena eletto, il primo pensiero di Papa Francesco è per Benedetto XVI e quella sera stessa gli telefona a Castel Gandolfo. Non si conosce ovviamente il contenuto della telefonata, ma la memoria suggerisce idealmente una risposta del Papa emerito. Un atto di umiltà col quale, a un passo dal congedo, aveva stupito i suoi primi collaboratori, la Chiesa e il mondo: “Che il Signore vi mostri quello che è voluto da Lui. E tra voi, tra il Collegio Cardinalizio, c’è anche il futuro Papa al quale già oggi prometto la mia incondizionata reverenza ed obbedienza”. Otto anni dopo il suo predecessore, Jorge Mario Bergoglio, il 266° Romano Pontefice della storia della Chiesa, primo Papa gesuita della storia, alle 20.21 si è affacciato per la prima volta dalla Loggia delle Benedizioni per ricevere il saluto della folla. “Fratelli e sorelle buonasera”, le sue prime, semplici, parole. “Sembra che i miei fratelli cardinali siano andati a prenderlo quasi alla fine del mondo”, ha scherzato il nuovo Papa sulle sue origini argentine, “ma siamo qui”. “Vi ringrazio dell’accoglienza”, ha poi detto riferito alla città di Roma. Il primo pensiero al suo predecessore: “Prima di tutto, vorrei fare una preghiera per il nostro vescovo emerito, Benedetto XVI”, ha detto Francesco: "Preghiamo tutti insieme per lui, perché il Signore lo benedica e la Madonna lo custodisca”. Poi la recita del Padre Nostro, dell’Ave Maria e del Gloria, insieme alla piazza. (Radio Vaticana, SIR)

19 marzo 2013
La telefonata di Papa Francesco per gli auguri dell'onomastico
"Cari fratelli e sorelle! Ringrazio il Signore di poter celebrare questa Santa Messa di inizio del ministero petrino nella solennità di San Giuseppe, sposo della Vergine Maria e patrono della Chiesa universale”. Queste le prime parole di Papa Francesco nell’omelia che inaugura ufficialmente il suo Pontificato. “È una coincidenza molto ricca di significato, ed è anche l’onomastico del mio venerato predecessore: gli siamo vicini con la preghiera, piena di affetto e di riconoscenza”, il primo pensiero del Papa, che ha ricevuto immediatamente l’applauso della folla. Poco dopo le 17.00, Papa Francesco ha chiamato al telefono Benedetto XVI per fargli i più sentiti auguri in occasione della festa onomastica di san Giuseppe e manifestargli ancora la gratitudine sua e della Chiesa per il suo servizio. Ne dà notizia un comunicato della Sala Stampa della Santa Sede, informando che il colloquio è stato ampio e cordiale. Joseph Ratzinger ha seguito con intensa partecipazione gli eventi di questi giorni, in particolare la celebrazione per l’inizio del ministero petrino del vescovo di Roma, e ha assicurato al suo successore la sua continua vicinanza nella preghiera. (SIR, L'Osservatore Romano)

23 marzo 2013
Il primo incontro con Papa Francesco
L’elicottero è atterrato a Castel Gandolfo, all’eliporto, verso le 12.15 e la macchina con il Papa emerito si è avvicinata al luogo dell’atterraggio dell’elicottero. Il Santo Padre è sceso: era accompagnato dal Sostituto, mons. Becciu, da mons. Sapienza e da mons. Alfred Xuereb. Appena il Papa è sceso, il Papa emerito si è avvicinato a lui e c’è stato un bellissimo abbraccio tra i due. Poi, dopo brevi saluti anche alle altre persone presenti – il vescovo di Albano e il direttore delle Ville Pontificie, Petrillo – sono saliti in macchina: il Papa Francesco è salito alla destra, quindi nel posto classico del Papa, mentre il Papa emerito si è posto alla sinistra. Vi era anche sulla stessa macchina mons. Georg Gänswein, che è Prefetto della Casa Pontificia. E così, la macchina si è portata poi agli ascensori e quindi i due protagonisti dello storico incontro sono saliti nell’appartamento e si sono recati subito alla cappella per un momento di preghiera. Nella cappella, il Papa emerito ha offerto il posto d’onore a Papa Francesco, ma questi ha detto: “Siamo fratelli”, e ha voluto che si inginocchiassero insieme allo stesso banco. Dopo un breve momento di preghiera, si sono portati alla Biblioteca privata dove, verso le 12.30, è incominciato l’incontro riservato. E’ la Biblioteca in cui normalmente il Papa riceve gli ospiti importanti a Castel Gandolfo. Papa Francesco ha portato una bella icona in dono al Papa emerito: un’icona mariana, detta “Madonna dell’umiltà”. Papa Francesco l’ha presentata a Benedetto XVI spiegando che è come un dono per i tanti esempi di umiltà che Benedetto XVI ha offerto nel corso del suo Pontificato. Poi è incominciato il colloquio che è finito alle 13.15, è durato quindi circa 45 minuti. Da notare, per quanto riguarda l’abbigliamento, che effettivamente – come avevamo accennato in precedenza – il Papa emerito porta una semplice talare bianca, senza fascia e senza mantelletta: sono i due particolari che lo distinguono, invece, dall’abbigliamento di Papa Francesco che ha anche una mantelletta e la fascia. Per il pranzo è prevista la presenza dei due segretari, quindi di mons. Georg e di mons. Xuereb, quindi l’aspetto totalmente privato e riservato di colloquio si è concluso con il colloquio nella Biblioteca. Al termine dell’incontro il Papa emerito ha riaccompagnato all’eliporto Papa Francesco che è ripartito verso il Vaticano alle 14.42. (Radio Vaticana, SIR)



16 aprile 2013
Gli auguri di Papa Francesco per l'86° compleanno
Nella mattina Papa Francesco ha chiamato al telefono Benedetto XVI per fargli gli auguri in occasione del suo ottantaseiesimo compleanno. Lo ha fatto dopo aver pregato per lui durante la messa celebrata nella cappella della Domus Sanctae Marthae. "Oggi - aveva detto ai presenti prima di dare inizio alla liturgia - è il compleanno di Benedetto XVI. Offriamo la Messa per lui, perché il Signore sia con lui, lo conforti e gli dia molta consolazione". La conversazione telefonica è stata molto cordiale e si è svolta in uno spirito di fraternità che ha richiamato il clima dell’incontro avvenuto il 23 marzo scorso a Castel Gandolfo. Dopo avergli detto del ricordo durante la Messa, Papa Francesco ha chiesto al predecessore di inviare i suoi saluti e i suoi auguri anche al fratello, mons. Georg Ratzinger, che già da diversi giorni si trovava a Castel Gandolfo, dove si è trattenuto proprio per festeggiare in forma familiare e fraterna la ricorrenza odierna. (L'Osservatore Romano)

2 maggio 2013
Il ritorno in Vaticano
L'elicottero è atterrato intorno alle 17.00: dopo due mesi trascorsi a Castel Gandolfo, Joseph Ratzinger è tornato da Papa emerito in Vaticano, dove risiederà, all'interno del monastero "Mater Ecclesiae", recentemente ristrutturato, con il suo segretario, l'arcivescovo Georg Ganswein, prefetto della Casa Pontificia, e le quattro "memores Domini" che lo hanno accompagnato in questi anni. Benedetto XVI "ora è lieto di rientrare in Vaticano, nel luogo in cui intende dedicarsi, come da lui stesso annunciato l'11 febbraio scorso, al servizio della Chiesa anzitutto con la preghiera", ha detto ai giornalisti il portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi. Ad accoglierlo nell'eliporto vaticano, sono stati il segretario di Stato Tarcisio Bertone, il cardinale decano del Collegio cardinalizio Angelo sodano e il card. Giuseppe Bertello, presidente del governatorato, oltre a mons. Angelo Becciu (sostituto della segreteria di Stato), mons. Dominique Mamberti (ministro degli Esteri) e mons. Giuseppe Sciacca (segretario del governatorato). Francesco e Benedetto XVI insieme in preghiera. Giunto in auto dall'eliporto al monastero Mater Ecclesiae, Ratzinger ha ricevuto l'abbraccio di Papa Francesco, che gli ha dato il benvenuto con grande e fraterna cordialità. I due Papi, poi, si sono recati nella Cappella del Monastero per un breve momento di preghiera. Come Benedetto, anche Francesco è apparso molto contento del ritorno in Vaticano di quello che più volte a definito come il suo ''venerato predecessore''. A differenza di quanto avvenne il 23 marzo a Castel Gandolfo, la Santa Sede ha deciso di non diffondere le immagini del rientro di Benedetto XVI in Vaticano e dell'incontro con Papa Francesco. Le fotografie scattate da L'Osservatore Romano sono comunque sufficienti a tranquillizzare sulle condizioni di salute del Papa Emerito. Sulle condizioni di spirito del Pontefice Emerito, che ha compiuto 86 anni due settimane fa, tranquillizza invece una sua battuta all'arrivo nella nuova residenza: "La casa è accogliente, qui si può lavorare bene". (La Repubblica.it)

Fine maggio 2013
Incontro con una delegazione della città di Frisinga
“Mi trovo molto bene in mezzo alla natura tra pini e cipressi con il canto degli uccelli e il cielo azzurro”. Lo ha detto Benedetto XVI in una bella giornata di fine maggio ricevendo una delegazione di Frisinga al Monastero Mater Ecclesiae. La banda della città guidata dal sindaco Tobias Eschenbacher ha partecipato alle celebrazioni del Corpus Domini al Pontificio Collegio Teutonico di Santa Maria in Camposanto. Con loro anche un coro di Treviri, la banda della Guardi Svizzera Pontificia e un coro di Gratz. Una piccola processione dal Camposanto si è snodata per i giardini fino alla Grotta di Lourdes dove il Prefetto della Casa Pontificia Georg Gänswein ha celebrato la Santa Messa. Poi la festa di nuovo nel Collegio Teutonico con prodotti tipici della Baviera e alla fine l’annuncio della udienza con Benedetto il mattino dopo. Benedetto XVI ha ricevuto la delegazione di Frisinga sul piazzale davanti al Monastero e la Banda di Frisinga ha eseguito la Marcia dei Vigili del Fuoco della città. Il Papa Emerito ha salutato personalmente tutti i presenti e poi ha ricordato il suo forte legame con la sua “heimat”, la sua patria. In particolare ha ricordato la sua ordinazione sacerdotale nel duomo di Frisinga (di cui ieri si è celebrato il 62 esimo anniversario) e i momenti belle della sua vita con i genitori a Frisinga. Poche parole per molti ricordi che ha nel cuore ed ha concluso: “salutatemi Frisinga, nella preghiera sono legato a tutti gli abitanti nel profondo del cuore!”. (Korazym.org)

Giugno 2013
Incontro con Manfred Lutz
La benedizione a Papa Francesco arriva direttamente dal predecessore, Benedetto XVI. Che si definisce: "d'accordo dal punto di vista teologico" con il suo successore. E non solo: "Sto bene, vivo come un monaco". Benedetto XVI si è espresso con queste parole in un colloquio con l'intellettuale tedesco Manfred Lutz, che è andato a trovarlo in Vaticano, al Monastero Mater Ecclesiae. "Era spiritoso, presente, interessato e pieno di umorismo come sempre", ha dichiarato lo scrittore. "Prego e leggo. Sto bene", ha detto il Papa Emerito al suo amico che è laureato in medicina. Secondo Lutz il Papa Emerito, "ha conservato la sua serenità e la sua gioia cristiana grazie alla certezza della sua fede". "Anche se - ha ammesso - l'ho trovato più debole fisicamente e un po' più curvo, rispetto al nostro ultimo incontro". "Dal punto di vista teologico siamo perfettamente d'accordo", ha assicurato Joseph Ratzinger nel suo colloquio con Lutz. (Affaritaliani.it)

5 luglio 2013
L'inaugurazione della statua di San Michele nei Giardini Vaticani
Una presenza straordinaria ha caratterizzato l’inaugurazione della statua di San Michele in Vaticano: quella di Benedetto XVI accanto a Papa Francesco. L’abbraccio è avvenuto durante la semplice cerimonia per la benedizione della statua collocata davanti al Palazzo del Governatorato, e per la consacrazione dello Stato della Città del Vaticano a san Giuseppe oltreché all’arcangelo. Papa Francesco e Benedetto XVI, tornato in pubblico per la prima volta dal giorno della sua rinuncia, si sono ritrovati così uno accanto all’altro. All’inizio della cerimonia, il cardinale Giuseppe Bertello, presidente del Governatorato, ha rivolto un breve saluto a Papa Francesco e a Benedetto XVI. Successivamente, il card. Giovanni Lajolo, presidente emerito del Governatorato, ha illustrato il significato del nuovo monumento e ha sottolineato come Papa Francesco abbia voluto che l’opera fosse ornata da un duplice stemma: il suo e quello di Benedetto XVI. Successivamente Papa Bergoglio ha indossato la stola rossa e ha recitato due preghiere di consacrazione: la prima a San Giuseppe e la seconda a San Michele Arcangelo. Nell’atto di consacrazione a san Giuseppe, il Pontefice ha posto sotto la protezione dello sposo di Maria i vescovi e i sacerdoti, le persone consacrate e i fedeli laici, che lavorano e vivono in Vaticano. (L'Osservatore Romano)



19 luglio 2013
L'incontro con Papa Francesco prima della GMG di Rio de Janeiro
Papa Francesco ha chiesto a Benedetto XVI di accompagnare con la preghiera il suo viaggio in Brasile e la Giornata Mondiale della Gioventù di Rio de Janeiro. Lo ha fatto in un cordiale colloquio di circa 30 minuti nella residenza di Joseph Ratzinger, nel monastero "Mater Ecclesiae". Lo ha riferito la sala stampa vaticana, aggiungendo che Francesco gli ha portato il libretto del programma del viaggio, in modo che possa partecipare spiritualmente e, se crede, seguire le trasmissioni dei diversi eventi; gli ha anche fatto omaggio della medaglia commemorativa preparata per il viaggio. Benedetto XVI ha assicurato la sua preghiera, ricordando le esperienze intense e meravigliose dei passati incontri mondiali con i giovani a Colonia, Sydney e Madrid. L'incontro, iniziato con un momento di preghiera comune nella Cappella e proseguito con un cordiale colloquio, è durato circa mezz'ora. (Rainews24)

26 luglio 2013
L'incontro per il dono dell'albero di Natale della Baviera in Vaticano

18 agosto 2013

Una passeggiata e un concerto a Castel Gandolfo
Benedetto XVI è tornato a Castel Gandolfo, nella villa estiva dei Papi dove ha passato i primi mesi dopo la rinuncia. La villa, con il suo ampio giardino, è da sempre un luogo a lui particolarmente caro. Malgrado l'invito di Papa Francesco, rimasto a Roma per continuare a lavorare, qualche mese fa Benedetto XVI aveva rifiutato di trascorrere il periodo estivo nella villa sui Colli Albani, scegliendo di continuare la sua vita di nascondimento nel monastero Mater Ecclesiae in Vaticano. Secondo quanto riferiscono le agenzie, però, il Papa emerito ha compiuto nel pomeriggio una visita di tre ore a Castel Gandolfo. Ratzinger era accompagnato dalle quattro memores domini, le laiche consacrate di Comunione e Liberazione che lo assistevano nell'appartamento papale e ora continuano a farlo dopo le dimissioni. Passeggiando nei giardini della villa, Benedetto XVI ha recitato, come suo solito, il rosario ed ha poi assistito a un breve concerto pianistico di musica classica prima di rientrare in serata in Vaticano. (Vatican Insider)

30 agosto 2013
La lettera al matematico Piergiorgio Odifreddi
"Una risposta che mi ha sorpreso per due ragioni. Anzitutto, perché un Papa ha letto un libro che, fin dalla copertina, veniva presentato come una "luciferina introduzione all'ateismo. E poi, perché l'ha voluto commentare e discutere", scrive Piergiorgio Odifreddi su La Repubblica. Benedetto XVI ha risposto al matematico e saggista, a distanza da due anni dall'uscita del suo libro "Caro Papa ti scrivo". La risposta è arrivata il 3 settembre, una lettera di ben 11 pagine datate al 30 agosto e firmate da Ratzinger. La lettera si apre con le scuse dell'ex Papa per il ritardo della missiva e con "un'offerta di ringraziamenti per la lealtà della trattazione", "la realizzazione del massimo delle aspettative possibili", commenta Odifreddi. "Dopo aver letto la sua 'Introduzione al Cristianesimo', suggeritami da Sergio Valzania, avevo capito che la fede e la dottrina di Benedetto XVI, a differenza di quelle di altri, erano sufficientemente salde e agguerrite da poter benissimo affrontare e sostenere attacchi frontali", spiega. E, difatti, così come la risposta di Papa Francesco ad Eugenio Scalfari sullo stesso giornale, qualche tempo fa, quella di Benedetto XVI è innanzitutto un confronto sul piano filosofico, morale e intellettuale. La discussione si fa particolarmente accesa sulla parte riguardante Gesù: "Ciò che Lei dice sulla figura di Gesù non è degno del Suo rango scientifico. Se Lei pone la questione come se di Gesù, in fondo, non si sapesse niente e di Lui, come figura storica, nulla fosse accertabile, allora posso soltanto invitarLa in modo deciso a rendersi un po' più competente da un punto di vista storico", scrive il Papa. Ratzinger ci tiene innanzitutto a chiarire la propria "costernazione" per la questione della pedofilia all'interno della Chiesa ma precisa: "Mai ho cercato di mascherare queste cose. Che il potere del male penetri fino a tal punto nel mondo interiore della fede è per noi una sofferenza che, da una parte, dobbiamo sopportare, mentre, dall'altra, dobbiamo al tempo stesso, fare tutto il possibile affinché casi del genere non si ripetano". Si parla quindi di Gesù e del suo "personaggio storico" : "Ciò che Lei dice su Gesù è un parlare avventato che non dovrebbe ripetere. Che nell'esegesi siano state scritte anche molte cose di scarsa serietà è, purtroppo, un fatto incontestabile. [...] Il cosiddetto "Gesù storico" è per lo più lo specchio delle idee degli autori. Tali forme mal riuscite di lavoro storico, però, non compromettono affatto l'importanza della ricerca storica seria, che ci ha portato a conoscenze vere e sicure circa l'annuncio e la figura di Gesù". Il Papa emerito passa quindi a parlare della "religione della matematica" del sagista, come la definisce in cui mancano, a suo parere, i tre temi portanti di qualunque religione che si rispetti, senza i quali "resta vuota". Scrive Benedetto: "Se Lei, però, vuole sostituire Dio con "La Natura", resta la domanda, chi o che cosa sia questa natura. In nessun luogo Lei la definisce e appare quindi come una divinità irrazionale che non spiega nulla. Vorrei, però, soprattutto far ancora notare che nella Sua religione della matematica tre temi fondamentali dell'esistenza umana restano non considerati: la libertà, l'amore e il male. Mi meraviglio che Lei con un solo cenno liquidi la libertà che pur è stata ed è il valore portante dell'epoca moderna. L'amore, nel Suo libro, non compare e anche sul male non c'è alcuna informazione". La lettera si conclude in maniera conciliante, ricordando che il dialogo è ricchezza e facendo i propri auguri al matematico per il suo lavoro: "La mia critica al Suo libro in parte è dura. Ma del dialogo fa parte la franchezza; solo così può crescere la conoscenza. Lei è stato molto franco e così accetterà che anch'io lo sia. In ogni caso, però, valuto molto positivamente il fatto che Lei, attraverso il Suo confrontarsi con la mia Introduzione al cristianesimo, abbia cercato un dialogo così aperto con la fede della Chiesa cattolica e che, nonostante tutti i contrasti, nell'ambito centrale, non manchino del tutto le convergenze. Con cordiali saluti e ogni buon auspicio per il Suo lavoro". La lettera integrale di Joseph Ratzinger verrà pubblicata nel prossimo testo di Odifreddi, come anticipa lui stesso, a testimonianza di quello che il matematico ha definito con soddisfazione "un unicum nella storia della Chiesa: un dialogo fra un papa teologo e un matematico ateo. Divisi in quasi tutto, ma accomunati almeno da un obiettivo: la ricerca della Verità, con la maiuscola". (L'Huffington Post)

1° settembre 2013
La Messa con gli ex allievi
Ci troviamo sulla via giusta se proviamo a diventare persone che “scendono” per servire e portare la gratuità di Dio. Così in sintesi il Papa emerito Benedetto XVI nella Messa celebrata nella cappella del Governatorato in Vaticano, in occasione del tradizionale seminario estivo dei suoi ex-allievi, il cosiddetto Ratzinger Schülerkreis. L’incontro degli studenti come di consueto è organizzato a Castel Gandolfo ma quest’anno Benedetto XVI non vi ha partecipato. Questa 38° edizione è stata dedicata a “La questione di Dio sullo sfondo della secolarizzazione” alla luce della produzione filosofica e teologica di Rémi Brague, teorico francese premiato nel 2012 con il "Premio Ratzinger" per la teologia. Una cinquantina di persone hanno partecipato alla Messa concelebrata con il Papa emerito dai cardinali Kurt Koch, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani e Christoph Schönborn, arcivescovo di Vienna; gli arcivescovi Georg Gaenswein, prefetto della Casa Pontificia e Barthelemy Adoukonou, segretario del Pontificio Consiglio della Cultura, e il vescovo ausiliare di Amburgo, mons. Hans-Jochen Jaschke. Ognuno nella vita vuole trovare il suo posto buono. Ma quale è veramente il posto giusto? L’omelia di Benedetto XVI è, in fondo, una risposta a questa domanda e parte dal Vangelo di oggi, nel quale Gesù invita a prendere l’ultimo posto. “Un posto che può sembrare molto buono, può rivelarsi per essere un posto molto brutto”, nota il Papa emerito facendo riferimento a quanto accaduto già in questo mondo, anche negli ultimi decenni, dove vediamo come “i primi” sono stati rovesciati e improvvisamente sono diventati “ultimi” e quel posto che sembrava buono era invece “sbagliato”. Anche nei discorsi che si tennero durante l’Ultima Cena, i discepoli si litigano i posti migliori. Gesù si presenta invece come Colui che serve. Lui “nato nella stalla” e “morto sulla Croce” “ci dice” – afferma Benedetto XVI – che il posto giusto è quello vicino a Lui, “il posto secondo la sua misura”. E l’apostolo, in quanto inviato di Cristo “è l’ultimo nell’opinione del mondo”, e proprio per questo è vicino a Gesù: “Chi, in questo mondo e in questa Storia forse viene spinto in avanti e arriva ai primi posti, deve sapere di essere in pericolo; deve guardare ancora di più al Signore, misurarsi a Lui, misurarsi alla responsabilità per l’altro, deve diventare colui che serve, quello che nella realtà è seduto ai piedi dell’altro, e così benedice e a sua volta diventa benedetto”. E, dunque, qualunque sia il posto che la Storia vorrà assegnarci, quello che è determinante – sottolinea il Papa emerito – è “la responsabilità davanti a Lui, e la responsabilità per l’amore, per la giustizia e per la verità”. Nel Vangelo di oggi il Signore ricorda che chi si esalta sarà umiliato e chi si umilia sarà esaltato. E Benedetto XVI fa notare che “Cristo, il Figlio di Dio, scende per servire noi e questo fa l’essenza di Dio” che “consiste nel piegarsi verso di noi: l’amore, il ‘sì’ ai sofferenti, l’elevazione dall’umiliazione”: “Noi ci troviamo sulla via di Cristo, sulla giusta via se in Sua vece e come Lui proviamo a diventare persone che “scendono” per entrare nella vera grandezza, nella grandezza di Dio che è la grandezza dell’amore”. Benedetto XVI fa dunque nell’omelia una catechesi sul senso dell’abbassamento di Cristo e sull’essenza dell’amore di Dio. “La Croce, nella Storia, è l’ultimo posto” e il “Crocifisso non ha nessun posto, è un ‘non-posto’”, è stato spogliato, “è un nessuno” eppure – nota Benedetto XVI – Giovanni nel Vangelo vede “questa umiliazione estrema” come “la vera esaltazione”: “Così, Gesù è più alto; sì, è all’altezza di Dio perché l’altezza della Croce è l’altezza dell’amore di Dio, l’altezza della rinuncia di se stesso e la dedizione agli altri. Così, questo è il posto divino, e noi vogliamo pregare Dio che ci doni di comprendere questo sempre di più e di accettare con umiltà, ciascuno a modo proprio, questo mistero dell’esaltazione e dell’umiliazione”. Infine il Papa emerito ricorda che Gesù esorta a “invitare” a prescindere dai vantaggi, cioè a invitare i paralitici, gli storpi, i poveri perché Lui stesso lo ha fatto invitando “noi alla mensa di Dio”, e in questo modo mostrandoci cosa sia la gratuità. Giustamente l’economia si poggia sulla “giustizia commutativa”, sul do ut des, ma perfino in questo ambito rimane qualcosa di gratuito, ricorda Benedetto XVI sottolineando che “senza la gratuità del perdono nessuna società può crescere”, tanto è vero che le più grandi cose della vita, cioè “l’amore, l’amicizia, la bontà, il perdono” “non le possiamo pagare”, “sono gratis, nello stesso modo che in cui Dio ci dona a titolo gratuito”: “Così, pur nella lotta per la giustizia nel mondo, non dobbiamo mai dimenticare la ‘gratuità’ di Dio, il continuo dare e ricevere, e dobbiamo costruire sul fatto che il Signore dona a noi, che ci sono persone buone che ci donano ‘gratis’ la loro bontà, che ci sopportano a titolo gratuito, ci amano e sono buone con noi ‘gratis’; e poi, a nostra volta, donare questa ‘gratuità’ per avvicinare così il mondo a Dio, per diventare simili a Lui, per aprirci a Lui”. Quindi Benedetto XVI si sofferma sulla liturgia, sull’umiltà della liturgia cristiana che è insieme “incommensurabilmente grande” perché ci si unisce alle schiere degli angeli e dei santi nella festosa gioia di Dio. E il sangue di Cristo, che è al centro dell’Eucaristia, significa proprio “entrare nello splendore del raduno gioioso di Dio”: “questo Sangue è il suo amore - conclude Benedetto XVI – è il Monte di Dio e ci apre alla gloria di Dio”. (Radio Vaticana)

7 settembre 2013
La Giornata di preghiera per la pace in Siria e in Medio Oriente
Dal monastero Mater Ecclesiae nei giardini vaticani dove si è ritirato, Benedetto XVI ha partecipato alla “Giornata di digiuno e di preghiera per la pace in Siria, in Medio Oriente e nel mondo intero“ indetta dal suo successore Papa Francesco. “Il Papa emerito Benedetto segue l'invito di digiuno e di preghiera di Papa Francesco“, ha scritto l'agenzia stampa francese I.Media, specializzata nell'informazione vaticana. La conferma arriva direttamente dal Prefetto della Casa Pontificia, l'arcivescovo Georg Gaenswein, segretario particolare di Ratzinger. Il Papa emerito ha seguito l'appello lanciato da Papa Francesco a “tutta la Chiesa“ per “invocare da Dio“ il “grande dono“ della pace “per l’amata Nazione siriana e per tutte le situazioni di conflitto e di violenza nel mondo“. (Vatican Insider)

25 settembre 2013
L'incontro con il card. Béchara Pierre Raï, Patriarca di Antiochia dei Maroniti

2 ottobre 2013
L'incontro con l'attore italiano Lino Banfi
Benedetto XVI ha incontrato nel monastero di clausura dove vive in Vaticano l'attore italiano Lino Banfi. Un incontro durato, rivela lo stesso Banfi intervistato da radio RTL 102.5, circa mezz'ora. "Sono stato ricevuto per 35 minuti da Ratzinger - ha raccontato l'attore a Nicoletta Deponti e Gabriele Parpiglia nel corso del programma 'Password' - Benedetto XVI sta bene. Legge e suona il piano". Banfi aveva partecipato alla Festa delle Testimonianze dell'Incontro Mondiale delle Famiglie a Valencia, in Spagna, nel luglio 2006. "Ho avuto questo onore - ha detto Banfi  - ed è stata una cosa meravigliosa. Abbiamo parlato della fiction 'Un medico in famiglia'. Quando parlai in sua presenza nel 2006 a Valencia, con il mio spagnolo-pugliese, dissi che se io ero il 'nonno d'Italia', lui, il Papa, era 'il nonno del mondo'. Scoppiò un applauso fortissimo e alla fine Benedetto XVI mi ringraziò per quella definizione". "L'ho trovato serenissimo - ha aggiunto l'attore - e gli ho chiesto: "Che fa qui?". Mi ha risposto: ìSuono, leggo, studio, prego. Sto benissimo'". (Vatican Insider)

9 ottobre 2013 
L'incontro con la Musikkapelle St. Leonhard di Wonneberg
Una fantastica esperienza per i musicisti della banda di St. Leonhard am Wonneberg: otto musicisti e il loro entourage hanno incontrato il Papa emerito Benedetto XVI nei Giardini Vaticani a Roma. "Fantastico, veramente fantastico" è stato l'incontro, dice Sepp Eder, Presidente della banda, parlando con il Traunsteiner Tagblatt. "Era anche un ricevimento privato", dice. "Noi non ci aspettavamo davvero questo" aggiunge con gioia "Ha salutato ciascuno personalmente". Il motivo del viaggio nella capitale italiana è il 20° anniversario dell'ordinazione sacerdotale di Monsignor Thomas Frauenlob, che sarà celebrato con una messa venerdì. Il precedente capo del seminario di Traunstein trascorse gli ultimi anni a Roma come membro della Pontificia Congregazione per l'educazione, e presto inizierà il suo ministero presso il decanato di Berchtesgaden. La banda musicale di St. Leonhard am Wonneberg ha da tempo legami di amicizia con mons. Frauenlob. "Egli è membro onorario della banda e pertanto abbiamo voluto fornire un accompagnamento musicale per la celebrazione della messa" dice Eder. Durante la pianificazione del viaggio è nata l'idea di contattare Georg Gänswein, Prefetto della Casa Pontificia e segretario privato del Papa emerito, per richiedere un incontro, che in realtà ha funzionato. In primo luogo, il gruppo ha partecipato all'udienza generale con Papa Francesco in Piazza San Pietro, dove la banda ha suonato di fronte ad oltre 100.000 pellegrini, diretti da Hans Geisberger. Dopo di che si sono diretti verso i Giardini Vaticani, accompagnati da Thomas Frauenlob. Eder racconta come la banda avesse iniziato a suonare davanti alla nuova casa del Papa emerito. "E poi è venuto giù per le scale". Essi hanno eseguito due marce e l'inno bavarese per lui. "Abbiamo anche cantato insieme" dice Sepp Eder. La banda si è poi presentata al Papa emerito Benedetto XVI con un cesto regalo contenente il loro speciale vino, marmellata fatta in casa, miele e pane fatto in azienda agricola. Il Papa emerito è stato felice dei regali. Naturalmente la banda aveva anche portato con sé a Roma la bandiera bavarese. "L'ha anche firmata" racconta Eder con orgoglio. Il Papa emerito, che secondo Eder è "in ottima salute", è stato anche alla mano raccontando alcuni aneddoti. Dunque è legato al gruppo dove ha sempre acquistato le scarpe, a St. Leonhard. Anche le scarpe indossate per la sua prima messa erano venute da lì. La banda musicale ha anche stretti legami con il Papa emerito. È stata la banda di St. Leonhard am Wonneberg ad accompagnare Joseph Ratzinger da Hallabruck alla sua casa dei genitori a Hufschlag alla vigilia della sua prima messa. "La banda di Surberg non era disponibile quel giorno" racconta Eder. "Per noi, con questo, si sta chiudendo un cerchio". (Traunsteiner Tagblatt)

12 ottobre 2013
La preghiera davanti alla statua originale della Madonna di Fatima
E' giunta in Vaticano nel primo pomeriggio la statua della Madonna di Fatima, per le celebrazioni della giornata mariana presiedute da Papa Francesco nell'ambito delle iniziative per l'Anno della fede. Proveniente dal santuario della Cova da Iria, la statua è stata trasportata fino all'aeroporto romano di Fiumicino da un volo di linea della compagnia portoghese Tap proveniente da Lisbona. All'atterraggio, riferisce L'Osservatore Romano, è stata presa in consegna dall'Aeronautica militare italiana, che ha provveduto al trasferimento in elicottero verso il Vaticano. Qui si è svolta una piccola processione dell'immagine mariana, con soste nella cappella del monastero Mater Ecclesiae, residenza di Benedetto XVI, e presso la Domus Sanctae Marthae, dove è stata accolta da Papa Francesco. (Asca)



13 ottebre 2013
L'incontro con la delegazione di Ratisbona

26 ottobre 2013
L'incontro con Papa Francesco prima della consegna del Premio Ratzinger
''Ho incontrato Benedetto XVI tre-quattro giorni fa''. Lo ha rivelato Papa Francesco conferendo, nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico Vaticano, al prof. Burridge e prof. Schaller il 'Premio Ratzinger' 2013 istituito nel 2011 dalla 'Fondazione Vaticana Joseph Ratzinger - Benedetto XVI'. Francesco ha inoltre rivolto a Benedetto XVI ancora una volta ''riconoscenza e grande affetto''. (Asca)

29 ottobre 2013
L'incontro con la Capella vocale di Prien
Quest'anno il coro Capella Vocale da Prien ha celebrato il suo 30 ° anniversario sotto la direzione di Rainer Schütz. Il culmine di una serie di concerti speciali nel anniversario è stato un viaggio a Roma tra cui l'Udienza generale con Papa Francesco e un'udienza privata con il suo predecessore, Benedetto XVI. Durante l'udienza privata mezz'ora con il Papa emerito nel Monastero Mater Eccelasiae, la Capella Vocale ha cantato un repertorio vario. Benedetto è uscito dalla casa appoggiandosi a un bastone. I suoi occhi si sono accesi quando ha visto il coro in abito da concerto e il suo maestro pronti ad alzare la sua bacchetta. Hanno iniziato con la Palestrina del "Tu es Petrus", e dopo le prime battute il Papa emerito era chiaramente commosso. Quando hanno cantato il Kyrie dalla "Missa L'Anno Santo", composto da Georg Ratzinger, a Benedetto sono venute le lacrime agli occhi. Il Papa emerito ha applaudito in segno di apprezzamento e ha ringraziato il coro. Benedetto conosce il direttore del coro, perché è stato il braccio destro di Georg Ratzinger a Regensburg. Uno dei membri del coro, Jacob Thalmayr, ha dato al Papa emerito un quadro che aveva dipinto per una sezione dell'affresco del soffitto del Assunta nella chiesa di Prien. Dopo che Benedetto ha dato la sua benedizione, mons. Georg Gänswein, come prefetto della Casa Pontificia ha dato ai cantanti i biglietti per l'Udienza generale, dando loro posti sul Sagrato piuttosto che in piazza.

23 novembre 2013

L'incontro con i Patriarchi Orientali
Dopo la plenaria della Congregazione per le Chiese orientali, i Patriarchi presenti a Roma hanno fatto visita a Benedetto XVI "come dei pellegrini sotto la pioggia". Lo ha raccontato Raphael Louis Sako I, patriarca caldeo e arcivescovo di Baghdad, al sito della sua arcidiocesi: "Abbiamo avuto un incontro amichevole, gli abbiamo chiesto della sua salute e lui ci ha chiesto del Medio Oriente e della situazione dei cristiani orientali". L'incontro è avvenuto presso il monastero Mater Ecclesiae, in Vaticano, dove il Papa emerito ha scelto di passare il suo periodo di ritiro dal mondo. Sua Beatitudine Sako ha detto a Benedetto XVI: "Santità, siamo venuti dal nostro hotel sotto la pioggia come pellegrini, e quindi meritiamo una benedizione speciale e una preghiera speciale per l'Iraq". In risposta, il Papa emerito ha detto: "Prego tutti i giorni per l'Iraq, la Siria e per il resto dell'Oriente". Poi Mar Sako ha chiesto: "Siete in pensione, ma non c'è la possibilità di venire in Iraq?". E Benedetto XVI ha risposto concludendo l'incontro: "Sto invecchiando, e sono un monaco che ha deciso di passare il resto del suo tempo nella preghiera e nel riposo". (AsiaNews)

15 dicembre 2013
L'incontro con il coro della Basilica di Collemaggio
Con molta commozione il Coro della Basilica di Collemaggio ha incontrato Benedetto XVI. L’incontro svoltosi presso il monastero “Mater Ecclesiae” è stato toccante, il Coro ha ringraziato il Pontefice per la visita fatta alla città il 28 aprile 2009, 22 giorni dopo il sisma del 6 aprile, ha ricordato il gesto toccante fatto dal Pontefice appena aperta la Porta Santa di Collemaggio, al suo interno vi era la Teca con le spoglie mortali di Celestino il Papa commosso, donò a Celestino, ma anche alla Città di L’Aquila il Suo Pallio. Il Coro ha voluto sottolineare quel gesto paterno donando al Pontefice un’immagine raffigurante Maria che tiene a se il Bambinello, a tale dono si è aggiunto quello del Sindaco Massimo Cialente che ha donato una maschera raffigurante una faccia della storica fontana delle 99 cannelle, oltre a questi due regali, il Coro con l’orafo Cesare Cavallo hanno donato al Pontefice Emerito, al suo segretario mons. Georg Ganswein e a Papa Francesco un segnalibro in seta con il rosone centrale della Basilica simbolo ormai entrato nei cuori di tutti gli aquilani. (Abruzzo 24ore.tv)

18 dicembre 2013
La telefonata di Papa Francesco per gli auguri di Natale
Una breve conversazione per rivolgere un saluto e augurare il buon Natale al suo predecessore. È quella che Papa Francesco ha avuto nel corso di una telefonata a Benedetto XVI. A riferirlo è stato il direttore della Sala Stampa della Santa Sede, padre Federico Lombardi. (Radio Vaticana)

23 dicembre 2013

La visita di Papa Francesco per gli auguri di Natale
Nel pomeriggio, intorno alle 17, Papa Francesco è andato in visita a Benedetto XVI per gli auguri di Natale. Benedetto XVI ha accolto Francesco all’ingresso della sua residenza (già monastero Mater Ecclesiae). Dopo una breve preghiera insieme nella Cappella, l’incontro privato, durato circa mezz'ora, in una sala della residenza. Poi Papa Francesco, che era accompagnato dai suoi segretari personali, ha salutato anche gli altri membri della “famiglia” del Papa emerito, mons. Gänswein e le Memores Domini. La visita è durata circa 45 minuti. (Radio Vaticana)



27 dicembre 2013 
Il pranzo con Papa Francesco nella Casa Santa Marta
Benedetto XVI si è recato a Santa Marta per pranzare insieme a Papa Francesco. In occasione della sua recente visita per gli auguri natalizi presso la residenza del Papa emerito, il Pontefice aveva invitato il suo predecessore per un pranzo a Casa Santa Marta in questi giorni festivi. Oltre ai rispettivi segretari, sono stati invitati anche il segretario per i rapporti con gli Stati, l’arcivescovo Dominique Mamberti, e mons. Bryan Wells, assessore per gli Affari generali della Segreteria di Stato, presenti in questi giorni in Vaticano. (Radio Vaticana)
 
15 gennaio 2014

Il 90° compleanno del fratello Georg
Giornata di festa per i novant’anni di mons. Georg Ratzinger, fratello maggiore di Benedetto XVI. Al mattino è stata celebrata la Messa solenne cantata, nella cappella del monastero Mater Ecclesiae, attuale residenza di Benedetto XVI. I festeggiamenti, che hanno avuto il tono caratteristico della tradizione bavarese, sono stati allietati da canti e cori augurali. Nel pomeriggio la banda musicale della Guardia Svizzera Pontificia ha voluto anch’essa festeggiare mons. Ratzinger, offrendogli, oltre all’apprezzata esecuzione di quattro brani, anche una torta augurale. Successivamente, nella sala di registrazione della Radio Vaticana nel palazzo Leone XIII. distante un centinaio di metri, il Papa emerito e il fratello hanno partecipato insieme a un concerto, durante il quale si sono alternati due pianisti, un tenore e un violinista. Tra i quaranta invitati, il cardinale eletto Gerhard Ludwig Müller, prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede e già vescovo di Ratisbona, e l’arcivescovo Georg Gänswein, prefetto della Casa Pontificia e segretario particolare di Benedetto XVI. (L'Osservatore Romano)

24 gennaio 2014

La lettera a Hans Küng 
"Il Papa emerito Benedetto XVI mi ha da poco scritto, a me eterno ribelle, una missiva affettuosa in cui s’impegna a sostenere Francesco sperando in ogni suo successo...Ecco, attenda solo un momento, mi lasci prendere qui sulla mia scrivania affollata quel manoscritto con la carta della Santa Sede intestata a lui personalmente dalla sua residenza di Papa emerito. Data, 24 gennaio 2014. Intestazione, 'Pontifex emeritus Benedictus XVI'. 'Io sono grato di poter essere legato da una grande identità di vedute e da un’amicizia di cuore a Papa Francesco. Io oggi vedo come mio unico e ultimo compito sostenere il suo Pontificato nella preghiera'". (La Repubblica)

5 febbraio 2014

L'incontro con mons. Negri
“Abbiamo visto il Papa emerito più scarno in volto, con gli occhi più affossati ma vivi, sempre più vivi”: ce lo confida al telefono Marco Ferrini, riminese, direttore generale della Fondazione Internazionale Giovanni Paolo II per il Magistero sociale della Chiesa, che mercoledì 5 febbraio alle 12,30 ha accompagnato mons. Luigi Negri, arcivescovo di Ferrara-Comacchio e presidente della Fondazione stessa, ad incontrare Benedetto XVI. “Un incontro che mi ha veramente colpito - ci racconta Ferrini -, intensamente, fin nel profondo, per la profondità e per la dolcezza della sua persona, una testimonianza viva per tutti”. “Ci ha ricevuti come Fondazione, nella sua abitazione in Vaticano, il convento Mater Ecclesiae. Siamo stati insieme per oltre quaranta minuti, in una cordialità assoluta. L’abbiamo trovato più anziano per i suoi 87 anni di età, ma molto vivo e molto presente, lucidissimo nel colloquio, come sempre in una posizione di totale e assoluta umiltà e benevolenza nei confronti degli interlocutori”. “Come sempre”: infatti Marco Ferrini conosce bene Joseph Ratzinger per avere con lui una frequentazione ultradecennale, “da quando era Prefetto per la Congregazione per la Dottrina della fede”, incarico cui fu chiamato dal beato Giovanni Paolo II nel 1978. Forte il legame fra Ratzinger e Negri, che il Papa volle come suo rappresentante al sinodo sulla nuova evangelizzazione del 2012, per poi nominarlo in dicembre arcivescovo destinandolo alla sede di Ferrara-Comacchio. Resta negli annali la visita pastorale del Sommo Pontefice del 19 giugno 2011 quando Negri era vescovo di San Marino-Montefeltro, ed è proprio sul Titano che ha sede la Fondazione Giovanni Paolo II. “Abbiamo trovato il Santo Padre in perfetta forma fisica e intellettuale - prosegue il racconto Ferrini -, cammina in maniera spedita senza l’aiuto del bastone. Si è dimostrato molto attento al lavoro che la nostra Fondazione da anni sta svolgendo, che lui conosceva già bene. Gli abbiamo detto che grazie al magistero di Giovanni Paolo II e al suo, abbiamo recuperato la continuità di fede e cultura con l’impegno sociale e politico. Nel senso che non c’è dualismo tra la fede e l’impegno sociale e umano. Poi con un po’ di preoccupazione perché c’è da qualche parte nella Chiesa un ritorno a un certo tipo di dualismo, quindi questo sembra far ritornare la Chiesa a una posizione di autoemarginazione. E’ stato allora che Benedetto XVI ha detto: «Ogni dualismo è cristianamente negativo». Ci ha parlato delle difficoltà del contesto in cui la Chiesa agisce oggi, subendo l’attacco sempre più virulento da parte del mondo. E ha detto: «se non c’è battaglia, non c’è cristianesimo»”. Il Papa emerito “ha un interesse molto vivo su quello che succede - prosegue Ferrini -, non è slegato o fuori dal mondo, ma anzi molto attento. Con una discrezione assoluta e un rispetto dei ruoli massimo”. “Un incontro che mi ha veramente colpito”, conclude il racconto Marco Ferrini ribadendo “la profondità e la dolcezza della sua persona”. Ultima notazione, Benedetto XVI ha fatto cenno anche al Meeting di Rimini che ricorda bene: vi intervenne personalmente da cardinale nel 1990, all’edizione 2012 inviò un suo messaggio autografo, un fatto raro che testimonia una predilezione. (La Voce di Romagna)

18 febbraio 2014
Lettera al quotidiano La Stampa
«Non c'è il minimo dubbio circa la validità della mia rinuncia al ministero petrino» e le «speculazioni» in proposito sono «semplicemente assurde». Joseph Ratzinger non è stato costretto a dimettersi, non l'ha fatto a seguito di pressioni o complotti: la sua rinuncia è valida e oggi nella Chiesa non esiste alcuna «diarchia», nessun doppio governo. C'è un Papa regnante nel pieno delle sue funzioni, Francesco, e un emerito che ha come «unico e ultimo scopo» delle sue giornate quello di pregare per il suo successore. Dal monastero «Mater Ecclesiae» dentro le mura vaticane, il Papa emerito Benedetto XVI ha preso carta e penna per stroncare le interpretazioni sul suo storico gesto di un anno fa, rilanciate da diversi media e sul web in occasione del primo anniversario della rinuncia. Lo ha fatto rispondendo personalmente a una lettera con alcune domande che gli avevamo inviato nei giorni scorsi, dopo aver letto alcuni commenti sulla stampa italiana e internazionale riguardanti le sue dimissioni. In modo sintetico ma precisissimo, Joseph Ratzinger ha risposto, smentendo i presunti retroscena segreti della rinuncia e invitando a non caricare di significati impropri alcune scelte da lui compiute, come quella di mantenere l'abito bianco anche dopo aver lasciato il ministero di vescovo di Roma. Lo scorso 16 febbraio, Andrea Tornielli ha inviato al Papa emerito un messaggio con alcune specifiche domande in merito a queste interpretazioni. Due giorni dopo è arrivata la risposta. «Non c’è il minimo dubbio - scrive nella missiva - circa la validità della mia rinuncia al ministero petrino. Unica condizione della validità è la piena libertà della decisione. Speculazioni circa la invalidità della rinuncia sono semplicemente assurde». Nella lettera che ci ha inviato, il Papa emerito risponde anche alle domande sul significato dell'abito bianco e del nome papale. «Il mantenimento dell’abito bianco e del nome Benedetto - ci ha scritto - è una cosa semplicemente pratica. Nel momento della rinuncia non c’erano a disposizione altri vestiti. Del resto porto l’abito bianco in modo chiaramente distinto da quello del Papa. Anche qui si tratta di speculazioni senza il minimo fondamento». «Il prof. Küng ha citato letteralmente e correttamente le parole della mia lettera indirizzata a lui», ha precisato in modo lapidario. Prima di concludere con la speranza di aver risposto «in modo chiaro e sufficiente» alle domande che gli avevamo posto. (La Stampa)

22 febbraio 2014
L'abbraccio con Papa Francesco al Concistoro per i nuovi cardinali
Benedetto XVI ha partecipato al primo Concistoro di Papa Francesco nella Basilica di San Pietro. E' la prima cerimonia pubblica alla quale ha partecipato Joseph Ratzinger dopo la rinuncia al Soglio pontificio. Dopo aver guidato la processione d'ingresso, Papa Francesco prima di raggiungere la sua sede si è avvicinato al Papa emerito Benedetto XVI per scambiare un abbraccio con lui. Con un gesto di grande umiltà, Benedetto XVI si è levato lo zucchetto nel momento del saluto al Pontefice. Benedetto XVI ed è apparso sorridente e in buona salute. «Salutiamo, con uguale affetto e venerazione, il Papa emerito, Sua Santità Benedetto XVI, lieti per la sua presenza in mezzo a noi», ha esordito il segretario di Stato. Un saluto, quest’ultimo, accompagnato da un lungo emozionato applauso. Uscendo da San Pietro, Papa Francesco ha deviato per una seconda volta la processione per salutare il suo predecessore. Tra i due, Bergoglio e Ratzinger con la papalina bianca in mano, sorrisi, un abbraccio, e qualche breve parola. (La Repubblica.it)



26 febbraio 2014
L'incontro con i diaconi transeunte del Seminario Arcivescovile di Milano