martedì 31 marzo 2009

Il Papa potrebbe trascorrere le vacanze estive a Les Combes

Il Papa potrebbe accogliere l'invito a tornare in Valle d'Aosta, a Les Combes di Introd, per trascorrere le vacanze estive. La conferma ufficiale è attesa entro qualche giorno, a Pasqua, ma le amministrazioni e i fedeli si stanno preparando ad accogliere Benedetto XVI per la terza volta, dopo il 2005 e il 2006. Verrebbe così accantonata l'ipotesi di un ritorno a Bressanone come è accaduto nel 2008. La villetta che ospiterà il Santo Padre è la stessa in cui aveva soggiornato Giovanni Paolo II e lo stesso sarà anche il sindaco Osvaldo Naudin che aspetta l'ufficialità per commentare la notizia.

I vescovi del Triveneto esprimono comunione e solidarietà al Papa: non mancheremo di incoraggiare e richiamare i cristiani alla fedeltà

I vescovi del Triveneto, come informa una nota, hanno nuovamente espresso la loro comunione ed intensa solidarietà a Papa Benedetto XVI. ''Noi tutti - scrivono in una lettera redatta in occasione dell'incontro periodico della conferenza episcopale del triveneto - siamo riconoscenti a Vostra Santità per il ministero che sta svolgendo nel rafforzare fratelli e sorelle nella fede e nell'aiutarli a vivere la comunione ecclesiale, quale il Signore Gesù ha desiderato che fosse, testimonianza cioè di unità e strumento anche per la pace nel mondo, sapendo superare ogni forma di divisione. Anche nel sacrificio, Vostra Santità prosegue e sviluppa il Suo servizio per la crescita della fede, in un mondo in cui il relativismo sembra invece conglobare ogni forma di cultura ed escludere Dio stesso dalla vita della società e delle persone. Non abbiamo mancato e non mancheremo di incoraggiare ed eventualmente richiamare fratelli e sorelle nella fede, e in particolare i nostri sacerdoti, ad uno spirito di fedeltà alla natura propria dell'essere Chiesa e alla missione che ad essa Cristo ha affidato; possiamo assicurarLe che siamo impegnati per rafforzare la fede, anche attraverso i media, per una sempre più retta presentazione del pensiero di Vostra Santità sulle questioni di attualita', in spirito di gratitudine per la guida che Ella offre a tutta la Chiesa, secondo il mandato di Cristo di confermare i fratelli''.

'L'Osservatore Romano': il Papa prima della curia e delle strutture pastorali punta a innovare la mentalità e il cuore dei cristiani

"Benedetto XVI è un Papa che innova. Ma prima di rinnovare curia, strutture, piani pastorali, punta a innovare la mentalità e il cuore dei cristiani". Lo scrive L'Osservatore Romano, in un editoriale a firma del vicedirettore Carlo Di Cicco. "E mentre all'interno egli spinge per questo cambio di mentalità, nei confronti dell'esterno - si legge - la città secolare, egli propone una reciproca e diversa attenzione: rispetto pieno, distinzione e dialogo aperto a tutto campo, modulandolo sulla ragione. Una ragione che anzitutto è chiamata a ricuperare la ragionevolezza del problema di Dio, senza il quale non si può cogliere neppure la natura della Chiesa, che va pensata e giudicata entro criteri religiosi e non secondo categorie economiche e politiche. Benedetto XVI - prosegue - sa bene che è in primo piano la credibilità della Chiesa e perciò punta tutte le carte a renderla, in ogni sua espressione, credibile discepola del Vangelo". "Si comprende così anche l'insistenza del Papa sui temi della fede, della speranza e della carità che sono i segni distintivi dei cristiani - sottolinea il quotidiano vaticano - coloro cioè che si fidano di Dio e che perciò amano sempre, anche quando non se ne avrebbe voglia. Sono i cristiani di nuovo conio a cui pensa Benedetto XVI. Aperti, non paurosi ma neppure tracotanti; miti come il loro fondatore, gente che vive spendendosi per gli altri, interessata a creare unità, che propone la propria fede senza imporla. Quando il Papa invita a leggere il Concilio Vaticano II con l'ermeneutica della riforma pone un tema centrale, una possibile piattaforma di unità che garantisce l'aggiornamento con ogni sua esigenza, senza rinnegare la parte buona del patrimonio secolare della storia cristiana, meglio noto come la grande tradizione cattolica. I cattolici, progressisti o conservatori che si vogliano definire, ne sono ugualmente figli". "Ma per Papa Ratzinger la riforma va presa sul serio, non solo a parole. Perciò - scrive l'organo della Santa Sede - incalza e scomoda tutti perché sollecita a cambiare radicalmente il modo di pensare cristiano, passando da un pensiero animato dai saperi secolari, a un pensiero che si fa guidare anzitutto dal sapere biblico e teologico. Se Dio rappresenta il centro nella mente dei credenti, la fedeltà a lui esprime la misura per valutare la rispondenza delle istituzioni religiose alla missione di annunciare il Vangelo. E se egli legge il concilio nell'ottica della riforma - osserva - significa che tale riforma è necessaria e che non è ancora compiuta. Per questo occorre guardare piuttosto al presente e al futuro per essere buoni ascoltatori di Dio più di quanto siamo stati nel passato. Può sembrare un paradosso che un Papa chieda ai fedeli di fidarsi maggiormente di Dio sopra ogni altra cosa, ma non lo è, perché il Dio con il quale egli chiede di aprire il colloquio non è un Dio generico, un idolo creato da noi, ma un Dio che 'benché spesso nascosto, esiste, è vicino, ci aiuta e ci accompagna'". "Se può allora apparire un paradosso Benedetto XVI che invita i cristiani e i giovani chiamati alla vita sacerdotale o consacrata a fidarsi di Dio - conclude - altrettanto paradossale appare la difficoltà a riconoscere il Papa quale amico prezioso del tempo presente".

XXIV Giornata Mondiale della Gioventù. La celebrazione della Domenica delle Palme con i giovani in diretta su internet

Le celebrazioni della XXIV Giornata Mondiale della Gioventù, questa domenica a Roma, potranno essere seguite per la prima volta in diretta su internet. Gli eventi della giornata, tra cui la Santa Messa presieduta dal Papa per la Domenica delle Palme e la consegna della Croce e dell’Icona della GMG – saranno infatti integralmente trasmesse su http://www.xt3.com/, il network sociale messo in rete in occasione della GMG di Sydney. Lanciato più di nove mesi fa, Xt3.com, che sta a significare Cristo (Xt) nel Terzo (3) Millennio, ha registrato in questo arco di tempo una crescita record. Gli iscritti sono ormai decine di migliaia da 200 Paesi e i contatti quotidiani raggiungono cifre a sei zeri. Il suo target, ovviamente, sono i giovani di età compresa tra i 16 e i 35 anni. Come in altri network sociali saliti di recente alla ribalta delle cronache, gli iscritti condividono idee, amici, fotografie, gruppi di discussione e pagine interattive. Il sito invia messaggi di testo, audio e video per segnalare informazioni e interviste su eventi e temi di attualità religiosa, politica, sociale, culturale e anche sportiva che interessano la Chiesa, cui seguono commenti e reazioni. Come si ricorderà lo scorso settembre al social network è anche giunto un breve messaggio del Santo Padre, Benedetto XVI. Forti di questo successo il sito si è arricchito progressivamente di nuove pagine. Tra le novità di maggior successo il nuovo podcast settimanale inserito nella sezione dedicata alla Quaresima “Does God have a Sense of Humour” (“Dio ha un senso dell’umorismo?”) con ospiti diversi attori comici di successo.

Il Papa in Camerun e Angola. Mons. Crociata: lo sguardo di Benedetto XVI è molto alto, cerca il bene della persona

La risposta del Papa su preservativo e prevenzione dell'Aids, che ha suscitato numerosissime polemiche, si può ''tradurre'' secondo il segretario generale della CEI, mons. Mariano Crociata, in questi termini: ''A problemi di ordine etico, culturale, sociale e spirituale non si risponde con espedienti tecnici''. Il segretario dei vescovi italiani ha risposto oggi alle domande dei giornalisti in occasione della conferenza stampa di presentazione del comunicato finale del Consiglio Permanente della Conferenza Episcopale italiana.''Gli strumenti tecnici - ha aggiunto - sono, appunto, strumenti, aiuti. Il Papa vuole dire che al di là di strumenti che il progresso scientifico mette a disposizione dobbiamo guardare guarda all'uomo, e al suo bene''. Benedetto XVI ''ha mostrato di essere interessato alla persona e alle cause che generano i problemi e a ciò che permette veramente di superare problemi e difficoltà. Il suo è uno sguardo molto alto, che cerca il bene della persona''. Mons. Crociata ha notato anche ''con rammarico'' che, ''sulla stampa Occidentale, i grandi temi sociali e etici della visita del Papa sono stati oscurati. E mi chiedo perchè''. ''E' facile - ha concluso - affermare che in Africa c'è la corruzione'', ma questo non deve far dimenticare la responsabilità dei Paesi ricchi, che devono mettere in atto le loro promesse di aiuto allo sviluppo.

Benedetto XVI ordina una visita apostolica presso la congregazione dei Legionari di Cristo per superare le difficoltà esistenti

Benedetto XVI ha disposto la nomina di una equipe di prelati, vescovi o ecclesiastici, che realizzeranno una visita apostolica alle istituzioni dei Legionari di Cristo. Lo riferisce l'agenzia Zenit, secondo cui il compito dei visitatori apostolici consisterà nel conoscere da vicino la vita e l'apostolato della Congregazione e nell'informare successivamente la Santa Sede. Recentemente è apparsa la notizia che padre Marcial Maciel, morto lo scorso anno, avesse una relazione segreta con una donna da cui aveva avuto una figlia. La disposizione del Pontefice è stata comunicata dal card. Tarcisio Bertone, segretario di Stato vaticano, in una lettera inviata al Superiore dei Legionari di Cristo, padre Alvaro Corcuera, che la Congregazione ha reso pubblica oggi sulla sua pagina web (http://www.legionariesofchrist.org/). Il card. Bertone afferma che "Sua Santità Benedetto XVI rinnova ai Legionari di Cristo, ai membri del Movimento Regnum Christi e a tutti coloro che vi sono spiritualmente vicini, la sua solidarietà e la sua preghiera in questi momenti delicati. Il Santo Padre - aggiunge - cosciente degli alti ideali che vi animano, e della fortezza e spirito di preghiera con cui state affrontando le attuali circostanze, vi incoraggia a continuare la ricerca del bene per la Chiesa e per la società, mediante le iniziative e le istituzioni che sono a voi proprie. A questo proposito, potrete contare sempre sull'aiuto della Santa Sede affinché, attraverso la verità e la trasparenza, in un clima di dialogo fraterno e costruttivo, superiate le difficoltà esistenti", dichiara Bertone. In una lettera indirizzata ai Legionari di Cristo in occasione dell'annuncio della visita apostolica, padre Corcuera ringrazia il Papa per questo ulteriore aiuto offerto loro per far fronte alle attuali vicissitudini. "Pieni di fiducia nella Provvidenza divina e in nostra Madre, la Chiesa, che vigila per l'autentico bene dei suoi figli, ci disponiamo ora ad accogliere i visitatori apostolici che, durante i prossimi mesi, verranno a conoscere da vicino la vita e l'apostolato della Legione di Cristo", scrive. "Confermiamo la nostra donazione ed eleviamo la nostra preghiera affinché Dio ci conceda di continuare a cercare la santità alla quale Lui ci chiama e affinché possiamo portare a pienezza il carisma che ci ha affidato", conclude il Superiore.

Il Papa in Terra Santa. Il patriarca di Gerusalemme: la Messa a Nazareth il più grande raduno di cristiani nella storia recente

Un grande anfiteatro con una parte fissa in pietra, capace di contenere 7 mila persone, la cosiddetta area Vip, con l’aggiunta dietro di altri 32 mila posti a sedere. Comincia a prendere forma l’area del Monte del precipizio, sopra Nazareth, dove il 14 maggio prossimo Benedetto XVI celebrerà la Messa, davanti ad almeno 40 mila cristiani. Le ruspe ed i camion sono in funzione a pieno ritmo per chiudere i lavori in tempo utile, secondo quanto riferito dal patriarca latino di Gerusalemme, Fouad Twal, alle telecamere di Telepace Holy land tv che fornisce anche alcuni dettagli della messa: “il Papa arriverà in elicottero ed atterrerà non molto distante dal luogo della celebrazione che raggiungerà non prima di aver fatto un giro di saluto tra i fedeli che arriveranno con appositi bus navetta messi a disposizione dal Comune”. “Quello di Nazareth – spiega Twal - sarà il raduno più grande in termini numerici, stimiamo almeno 40 mila persone, della tappa in Israele. Nessuno dovrà perdere questa bella occasione”. Secondo il vicario patriarcale della Galilea, mons. Giacinto B. Marcuzzo, “il numero potrebbe aumentare in virtù della presenza dei tanti lavoratori stranieri che sono qui, specie filippini, ed anche dei gruppi di pellegrini. Abbiamo davanti, probabilmente, il più grande raduno di cristiani nella storia recente della Terra Santa”.

Il Papa: Dio a suscita le vocazioni, all'uomo spetta una libera risposta d'amore sostenuta dalla preghiera della comunità cristiana

La risposta alla chiamata a servire Dio nel sacerdozio o nella vita religiosa non ceda alle difficoltà o ai dubbi, ma si rafforzi costantemente grazie alla preghiera e all’Eucaristia. L’auspicio di Benedetto XVI è contenuto nel suo Messaggio per la 46° Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni, che verrà celebrata domenica 3 maggio, IV Domenica di Pasqua, sul tema “La fiducia nell’iniziativa di Dio e la risposta umana”. Lungo la strada verso la santità, aperta a tutti, la storia della Chiesa ha visto stagliarsi in tempi e luoghi diversi molte chiamate di particolare radicalità evangelica. E’ uno “speciale dono divino” - spiega il Papa nel suo Messaggio - quello per cui alcuni uomini e donne diventano “ministri e testimoni privilegiati” di Cristo. Ma “chi può ritenersi degno di accedere al ministero sacerdotale? Chi può abbracciare la vita consacrata contando solo sulle sue umane risorse?”. Il Papa si addentra nel mistero che si cela dietro una vocazione, in particolare in quell’“intreccio d’amore” tra la “libera iniziativa” di chi chiama e la “libera risposta” di chi è chiamato. “Quando si è consapevoli che è Dio a prendere l’iniziativa ed è ancora lui a portare a termine il suo progetto salvifico”, scrive Benedetto XVI, la risposta dell’uomo “non si riveste mai del calcolo timoroso del servo pigro che per paura nascose sotto terra il talento affidatogli, ma si esprime in una pronta adesione all’invito del Signore, come fece Pietro quando non esitò a gettare nuovamente le reti pur avendo faticato tutta la notte senza prendere nulla, fidandosi della sua parola”. E questo, spiega il Papa, non è un “abdicare” alla responsabilità personale, ma un diventare “corresponsabile”, “in e con Cristo”, lungo la strada della propria vocazione. Gesù che nel Getsemani si rende disponibile a “bere il calice della volontà di Dio” è l’esempio supremo di “dialogo vocazionale”. Il suo sacrificio, celebrato nell’Eucaristia, fa comprendere meglio - afferma il Pontefice - “come la fiducia nell’iniziativa di Dio modelli e dia valore alla risposta umana”. “Nella celebrazione eucaristica - osserva Benedetto XVI - è Cristo stesso che agisce in coloro che Egli sceglie come suoi ministri; li sostiene perché la loro risposta si sviluppi in una dimensione di fiducia e di gratitudine che dirada ogni paura, anche quando si fa più forte l’esperienza della propria debolezza o si fa più aspro il contesto di incomprensione o addirittura di persecuzione”. Il Papa ringrazia Dio per la fioritura di nuove vocazioni, nonostante - riconosce - “la preoccupante carenza di presbiteri” in “talune regioni della terra”, o le “difficoltà e ostacoli” che “accompagnano il cammino della Chiesa”. Benedetto XVI chiede alle comunità cristiane, alle singole famiglie come alle parrocchie, di “mantenere viva con preghiera incessante”, “ininterrotta e fiduciosa”, l’invocazione perché quell’iniziativa divina non smetta “di chiedere ad alcuni - auspica - di impegnare liberamente la loro esistenza per collaborare con lui più strettamente nell’opera della salvezza”. Il Papa conclude invitando sacerdoti e consacrati a non scoraggiarsi di fronte alle difficoltà e ai dubbi, ma a seguire fedelmente Gesù. “Sarete - assicura - i testimoni della gioia che scaturisce dall’unione intima con lui”. E imitando Maria, conclude, “impegnatevi con ogni energia spirituale a realizzare il progetto salvifico del Padre celeste, coltivando nel vostro cuore, come Lei, la capacità di stupirvi e di adorare Colui che ha il potere di fare ‘grandi cose’ perché Santo è il suo nome”.

lunedì 30 marzo 2009

L'appello del Papa per gli operatori della Croce Rossa rapiti nelle Filippine: nel nome di Dio liberateli

Appello di Papa Benedetto XVI per gli operatori umanitari rapiti nelle Filippine dal gruppo di Abu Sayyaf, tra cui l'italiano Eugenio Vagni: il Pontefice ''chiede la loro liberazione e sollecita le autorità a favorire ogni pacifica soluzione della drammatica vicenda''. Abu Sayyaf ha minacciato di decapitare gli ostaggi se entro le 14 di domani, le 8 in Italia, l'esercito filippino non si sara' ritirato da 14 villaggi della provincia di Sulu.''Il Santo Padre - si legge in un comunicato della Sala Stampa della Santa Sede -, facendo propria la preoccupazione delle famiglie e di quanti hanno a cuore la salvezza dei tre operatori umanitari della Croce Rosa sequestrati nell'isola di Jolo (Filippine), desidera elevare la sua voce e fare appello affinchè il senso umanitario e la ragione abbiano il sopravvento sulla violenza e l'intimidazione. Il Santo Padre, nel nome di Dio, chiede la loro liberazione e sollecita le autorità a favorire ogni pacifica soluzione della drammatica vicenda''.

Il Papa in Camerun e Angola. I vescovi angolani: riconoscimento e gratitudine a Benedetto XVI per la nobile missione compiuta

La Conferenza episcopale di Angola e Sao Tomé e Principe ringrazia Benedetto XVI per il viaggio da lui compiuta in Angola dal 20 al 23 marzo, e loda i media locali per come hanno seguito l'evento. In una nota inviata all'agenzia Fides in occasione della loro Assemblea plenaria, i vescovi di Angola e Sao Tomé e Principe esprimono il loro compiacimento per il “modo responsabile ed esemplare con il quale i media nazionali, pubblici e privati, hanno preparato, accompagnato, trattato e divulgato la visita e il messaggio del Papa in Angola, differenziandosi dall'atteggiamento, purtroppo riduzionista, di alcuni mezzi di comunicazione, soprattutto occidentali e di alcune istituzioni, durante la visita del Santo Padre, in Camerun”. I vescovi esprimono “il loro riconoscimento e la gratitudine per la nobile missione compiuta” da Benedetto XVI e dichiarano la loro solidarietà al Santo Padre e ai Vescovi della Conferenza episcopale del Camerun. I presuli infine, “incoraggiano tutti i mass media nazionali, pubblici e privati, ad impegnarsi in modo inequivocabile per diffondere la verità, a favore della vita nella sua interezza e per i valori fondamentali che devono nobilitare la nostra società”.

Il Papa in Terra Santa. Il nunzio apostolico in Giordania: la popolazione di questa regione ha fame e sete di giustizia e di pace

“La popolazione di questa regione ha fame e sete di giustizia e di pace”. E’ lo spirito con cui i giordani attendono la prossima visita a maggio di Benedetto XVI in Giordania, Israele e Territori palestinesi. “Il viaggio del Papa nel regno Hashemita è il primo in un paese arabo dalla sua elezione del 2005 – dice al SIR il nunzio apostolico in Giordania e Iraq, mons. Francis Assisi Chullikat – e questo è motivo di orgoglio per tutta la popolazione. In tante occasioni Benedetto XVI ha riconosciuto il ruolo centrale della Giordania nella ricerca di una pace durevole nella regione”. “Il Pontefice conoscerà una nazione pacifica dove cristiani e musulmani vivono nel rispetto reciproco, in armonia, lavorando insieme per il bene comune” aggiunge il nunzio per il quale “il viaggio contribuirà al dialogo interreligioso ed ecumenico specialmente con i nostri fratelli della Chiesa ortodossa”. Mons. Chullikat parla di una “vibrante chiesa cattolica composta da circa 140 mila fedeli” che accoglierà il Papa “in questa visita pastorale. Accettando l’invito del Re il Santo Padre, infatti, ha voluto dimostrare tutta la sua cura paterna verso il gregge giordano. Sarà una visita unica che attirerà l’attenzione internazionale su questa regione”.

Pasqua 2009. Per la Domenica delle Palme in Vaticano i “Parmureli" di Bordighera e Sanremo

Domenica 5 aprile, in occasione della Domenica delle Palme, si rinnoverà l’antica tradizione di Capitan Bresca e dei “Parmureli”, le composizioni di foglie di palma intrecciate di Bordighera e Sanremo, che verranno donate al Papa e a Cardinali e Vescovi per la Celebrazione in Piazza San Pietro. Nell’imminenza dei festeggiamenti per la Domenica delle Palme verrà presentato il tradizionale privilegio riservato dal 1586 agli eredi di Capitan Bresca: i Parmureli di Bordighera e Sanremo, che verranno donati al Papa, Cardinali e Vescovi, grazie al Consorzio Il Cammino e al Centro Studi e Ricerche per le Palme, con la compartecipazione della Regione Liguria, della Provincia di Imperia, dei Comuni di Bordighera (Città delle Palme) e Sanremo (Città dei Fiori), e sotto gli auspici della Fondazione Bambino Gesù. Le composizioni di palme intrecciate sono dono di due delle più importanti città rivierasche, Sanremo e Bordighera, unite nel corso dei secoli nella perpetuazione di questa tradizione. Anche quest’anno i parmureli saranno benedetti prima della celebrazione della Santa Messa della Domenica delle Palme. Saranno alti 1,5 m. gli oltre 150 parmureli preparati per farne regalo ai Cardinali e ai Vescovi, mentre uno di dimensioni ancor più notevoli sarà donato al Santo Padre. Il parmurelo destinato a Benedetto XVI supererà i 3 m. d’altezza e per realizzarlo due persone lavoreranno per 3 giorni, piegando con cura e maestria le foglie di palma, senza mai utilizzare, così come vuole la tradizione, alcun punto metallico. e. Quello di portare in Vaticano i parmureli della Riviera dei Fiori in occasione della Domenica delle Palme è un antico privilegio che risale al 1586, quando Papa Sisto V decise di ringraziare in questo modo il sanremese Capitan Bresca. La tradizione racconta che col provvidenziale grido "Aiga ae corde!" (Acqua alle corde) Bresca interruppe il silenzio imposto durante l’elevazione dell’obelisco in Piazza San Pietro: lo slancio del sanremese scongiurò l’eccessivo surriscaldamento delle gomene usate per issare il monolite, evitando così una strage di fedeli accorsi per l’occasione.

Verso la Giornata Mondiale della Gioventù 2011. A Roma primo incontro di verifica e riflessione sul cammino proposto ai giovani dal Papa

S'incontreranno a Roma dal 3 al 5 aprile prossimi i responsabili della pastorale giovanile di tutto il mondo, per un momento ''di verifica e riflessione'' sul ''cammino pastorale proposto ai giovani del mondo nei prossimi anni'' da Benedetto XVI. L'iniziativa parte dalla Sezione giovani del Pontificio Consiglio per i laici, che ha chiamato a Roma delegati di circa 70 Paesi e rappresentanti di 35 comunità, associazioni e movimenti giovanili cattolici, oltre ai comitati organizzatori di Sydney 2008 e di Madrid 2011.I lavori prenderanno l'avvio venerdì 3 aprile con il saluto introduttivo del card. Stanisaw Ryko, presidente del Pontificio Consiglio per i laici, seguito da una verifica di Sydney 2008 con gli interventi del card. George Pell e di mons. Anthony Fisher, i quali ''analizzeranno i frutti dell'evento per la diocesi di Sydney e per la pastorale giovanile dell'Australia intera''. ''Verso Madrid 2011'' è invece il tema di cui si parlerà sabato 4 con gli interventi, tra gli altri, dell'arcivescovo di Madrid, card. Antonio Maria Rouco Varela, e di mons. Cesar Augusto Franco Martinez. Domenica 5, infine, i delegati parteciperanno alla Celebrazine della Domenica delle Palme presieduta da Benedetto XVI in Piazza San Pietro, durante la quale avverrà il tradizionale passaggio della Croce della Gmg dai giovani australiani ai giovani spagnoli.

Pasqua 2009. La comunità cattolica di Gaza e l'India nelle celebrazioni della Settimana Santa di Benedetto XVI

Le celebrazioni della Settimana Santa con Benedetto XVI si aprono domenica prossima, 5 aprile, Domenica delle Palme e della Passione del Signore, XXIV Giornata Mondiale della Gioventù. Alle 9.30 in Piazza San Pietro Papa Ratzinger benedirà le palme e gli ulivi e, al termine della processione, celebrerà la Santa Messa. Giovedì Santo, 9 aprile, il Papa presiederà la Santa Messa crismale con cardinali, vescovi e presbiteri presenti a Roma, a alle 9.30, e la sera alle 17.30 la Santa Messa nella Cena del Signore. Evento, quest'ultimo, che segna l'avvio del Triduo pasquale. Nella basilica di San Giovanni in Laterano il Papa farà, nel corso della Messa, la lavanda dei piedi a dodici sacerdoti. "Durante il rito i presenti - si legge nella nota vaticana - saranno invitati a compiere un atto di carità a sostegno della comunità cattolica di Gaza. La somma raccolta sarà affidata al Santo Padre al momento della presentazione dei doni". Il Venerdì Santo, 10 aprile, Benedetto XVI presiede la Celebrazione della Passione del Signore nella Basilica di San Pietro, alle 17, e alle 21.15 si trasferisce al Colosseo per presiedere la tradizionale Via Crucis. Le meditazioni sono state affidate, quest'anno, a mons. Thomas Menamparampil, arcivescovo di Guwahati (India). Sabato santo, 11 aprile, a partire dalle 21, Papa Ratzinger presiede nella Basilica Vaticana la Veglia Pasquale che inizia, come di consueto, con la benedizione del 'fuoco nuovo' nell'atrio della basilica, la processione con il cero pasquale e il canto dell'Exsultet. Domenica di Pasqua, 12 aprile, il Papa celebra la Santa Messa del giorno sul sagrato di San Pietro e poi, dalla loggia centrale della Basilica, impartisce la Benedizione 'Urbi et orbi'.

SETTIMANA SANTA 2009 Notificazione

Visita alla Parrocchia del Santo Volto di Gesù. Il saluto ai membri del Consiglio pastorale e ai bambini di Prima Comunione

I Consiglio pastorali sono un dono dello Spirito Santo perché aiutano il parroco a prendere le decisioni giuste per la sua comunità. Con questo messaggio, Benedetto XVI si è congedato ieri mattina dalla visita alla chiesa romana del Santo Volto di Gesù, nel quartiere della Magliana, dove ha presieduto la Messa intrattenendosi con i fedeli e i bambini della parrocchia. Ai membri del Consiglio pastorale, il Papa ha detto di aiutare il loro sacerdote a seminare la Parola di Dio fra la gente e ad essere sensibili alle esigenze dei poveri e dei malati. Costruire una Chiesa viva in mezzo a una società che vorrebbe Dio morto o in disparte. E’ compito dei cristiani in generale e, in particolare, di chi lavora all’interno di un Consiglio pastorale parrocchiale. Il Papa ha alternato i suoi pensieri a parole di gratitudine per i laici impegnati nel Consiglio pastorale, un organismo definito “uno dei doni del Concilio Vaticano II” che aiuta a costruire “una Chiesa viva” nel cuore di un quartiere, portando alla gente la Parola di Dio e i Sacramenti. “Nel nostro tempo, in cui il secolarismo è forte, e tutte le impressioni del nostro tempo ci chiudono alla presenza di Dio - alla capacità di percepire questa presenza - è tanto più importante che il sacerdote non sia un ‘solista’, ma sia circondato da credenti che con lui portano in sé questo seme della Parola e aiutano perché sia vivo e cresca anche nel nostro tempo”. Con i parrocchiani della Magliana, Benedetto XVI ha rievocato la sua recente sosta al Centro di assistenza per malati e disabili di Yaoundé in Camerun, fondato dal cardinale canadese, Paul Emile Léger. Più forti dell’Aids o della lebbra spiccavano, ha affermato il Papa, “la forza della fede” delle tante persone a servizio degli infermi. Grazie al loro amore, ha soggiunto, la “sofferenza viene trasformata”: “E le persone che aiutano vengono trasformate, diventano più umane, diventano più cristiani, si sente qualcosa dell’amore di Dio. Così, nelle nostre dimensioni, vogliamo anche noi sempre essere sensibili verso la sofferenza e i sofferenti, i poveri, le persone bisognose, in diverse forme di povertà, anche spirituale, che ci aspettano e nelle quali ci aspetta il Signore”. Benedetto XVI ha concluso il suo breve saluto facendo risaltare la grande utilità del Consiglio pastorale, nel solco della tradizione ecclesiale: “Il Consiglio è un dono dello Spirito Santo e proprio un parroco, e tanto più anche un Papa ha bisogno di consigli, di essere aiutato a trovare le decisioni. E così questi Consigli realizzano anche un’opera dello Spirito Santo e testimoniano la sua presenza nella Chiesa”.
Il Papa ha augurato poi buoni festeggiamenti ai bambini di prima comunione ma si raccomanda di considerare Gesù e non il pranzo il centro delle cerimonie. "Vi auguro una buona preparazione alla Pasqua e alla comunione e molta gioia nelle vacanze - ha detto Benedetto XVI nel discorso rivolto ai bambini - e poi naturalmente buone feste per la prima comunione: il centro non è il pranzo, ma il centro sarà Gesù stesso, poi anche il pranzo può essere buono". Papa Ratzinger ha anche scherzato con i bambini sull'ora legale e sulla pioggia che batteva ieri il quartiere della Magliana: "Sono felice di essere oggi con voi - ha detto - anche se il tempo è brutto e ci siamo alzati un'ora prima perchè è cambiata l'ora, ma tuttavia siamo tutti riuniti e so che vi state preparando alla prima comunione, all'incontro con Gesù".

Visita alla Parrocchia romana del Santo Volto di Gesù alla Magliana (29 marzo 2009) - I testi integrali dei saluti del Papa

domenica 29 marzo 2009

Benedetto XVI all'Angelus: la conversione dei cuori e una nuova umanità per le sfide odierne. In Africa questa umanità è viva

La "gioia visibile nei volti della gente" e il palpabile "senso del sacro" sono i due aspetti che più hanno colpito il Papa nel corso del suo recente viaggio in Camerun e Angola. Ne parla lo stesso Benedetto XVI nel corso del consueto Angelus domenicale in Piazza San Pietro.
"Mi hanno impressionato due aspetti, entrambi molto importanti", ha detto Benedetto XVI affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico in piazza San Pietro. "Il primo è la gioia visibile nei volti della gente, la gioia di sentirsi parte dell'unica famiglia di Dio, e ringrazio il Signore per aver potuto condividere con le moltitudini di questi nostri fratelli e sorelle momenti di festa semplice, corale e piena di fede. Il secondo aspetto è proprio il forte senso del sacro che si respirava nelle celebrazioni liturgiche, caratteristica questa comune a tutti i popoli africani ed emersa, potrei dire, in ogni momento della mia permanenza tra quelle care popolazioni. La visita - ha aggiunto Papa Ratzinger - mi ha permesso di vedere e comprendere meglio la realtà della Chiesa in Africa nella varietà delle sue esperienze e delle sfide che si trova ad affrontare in questo tempo".

Il Papa ha tratto poi spunto dal Vangelo di oggi, in cui, all'avvicinarsi della morte, per Gesù "non è più l'ora delle parole e dei discorsi", per sottolineare che per l'Africa è la conversione dei cuori e una "nuova umanità" che possono affrontare le sfide odierne. "Pensando proprio alle sfide che segnano il cammino della Chiesa nel continente africano, ed in ogni altra parte del mondo - ha detto Benedetto XVI - avvertiamo quanto siano attuali le parole del Vangelo di questa quinta domenica di Quaresima. Gesù, nell'imminenza della sua passione, dichiara: 'Se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo. Se invece muore, produce molto frutto'. Ormai - ha affermato Papa Ratzinger - non è più l'ora delle parole e dei discorsi. E' giunta l'ora decisiva, per la quale il figlio di Dio è venuto nel mondo, e malgrado la sua anima sia turbata, egli si rende disponibile a compiere fino in fondo la volontà del Padre". Solo con la morte di Gesù in croce "potrà germogliare e crescere una nuova umanità, libera dal dominio del peccato e capace di vivere in fraternità", ha proseguito il Papa, che poi, in riferimento al viaggio in Camerun e Angola, ha rilevato che "nella grande festa della fede vissuta insieme in Africa, abbiamo sperimentato che questa nuova umanità è viva, pur con i suoi limiti umani. Là dove i missionari, come Gesù, hanno dato e continuano a spendere la vita per il Vangelo, si raccolgono frutti abbondanti".
Benedetto XVI ha voluto salutare al termine della preghiera mariana "i numerosi africani che vivono a Roma, tra cui molti studenti" che erano presenti in Piazza San Pietro per portare la loro solidarietà al Papa oggetto di attacchi dei media e di esponenti di governi dell'Unione Europea per la sua frase sull'Aids. "Carissimi - ha detto loro il Pontefice - avete voluto venire a manifestare gioia e riconoscenza per il mio viaggio apostolico in Africa. Vi ringrazio di cuore. Prego per voi, per le vostre famiglie e per i vostri Paesi di origine". Gli studenti africani, alcune centinaia, accompagnati da mons. Robert Sarah, segretario della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli, hanno srotolato nella Piazza un grande striscione con la scritta: "Ben tornato Santo Padre".


Il Papa in visita in parrocchia: il cristiano sia sempre al servizio del prossimo. La nostra volontà si apra a quella divina e sia trasformata

Visita di Benedetto XVI questa mattina alla parrocchia romana del Santo Volto di Gesù, nel quartiene Magliana, ricavata da un ex stabilimento dell'Enel. Il Papa è arrivato poco prima delle 9.30, ed ès stato accolto dal cardinale vicario Agostino Vallini e dal parroco don Luigi Coluzzi.
"Purtroppo piove, ma sta venendo fuori anche il sole. Forse è un segno di questo tempo pre-pasquale dove sentiamo i dolori del Signore e tutti i problemi del nostro mondo di oggi, ma sappiamo anche, benché nascosto, esiste, che Dio è vicino, ci aiuta e ci accompagna. In questo senso vogliamo andare adesso verso la Pasqua sapendo che alla nostra vita appartengono le sofferenze, le difficoltà, ma sapendo che dietro c'è il sole della Bontà divina". Così, Benedetto XVI, sul sagrato della chiesa a forma di 'v', come simbolo delle braccia aperte di Cristo, ha salutato al suo arrivo alla Magliana, le centinaia di persone che lo attendevano sotto la pioggia. La chiesa, intitolata dal 1982 a San Massimiliano Kolbe, ha modificato la denominazione nel 2001 in Santo Volto di Gesù. La parrocchia, 15mila abitanti a Ovest di Roma, conta 4 mila famiglie con genitori e figli fuori casa per lavoro e scuola gran parte della giornata. “Questo, spiega il parroco don Luigi Coluzzi, porta spesso ad una completa delega educativa da parte dei genitori, con la perdita della loro capacità formativa. Anche se i giovani della Magliana esprimono una forte domanda di valori, anche semplici”. Ed a loro il Papa, nell’omelia, non ha mancato di far arrivare il suo incoraggiamento: “Lasciatevi coinvolgere dal fascino di Cristo! Fissando, con gli occhi della fede, il suo Volto, chiedetegli: ‘Gesù. Cosa vuoi che io faccia con Te e per Te?’. Rimanete quindi in ascolto e, guidati dal suo Spirito, assecondate il disegno che Egli ha su di voi”.

Sullo sfondo della crisi economica, il Papa ha lodato ancora una volta il ruolo della Caritas. "In questo nostro tempo, segnato da una generale crisi sociale ed economica, molto meritevole è lo sforzo che state compiendo, attraverso soprattutto la Caritas parrocchiale e il gruppo di Sant'Egidio per andare incontro, come è possibile, alle attese dei più poveri e bisognosi", ha detto Benedetto XVI. Anche in tempi difficili come l’attuale, il cristiano, pur avvertendo le proprie difficoltà, non può che porsi "al servizio dei fratelli". Nella quinta domenica di Quaresima, il Papa ha esortato a "condividere lo stato d’animo di Gesù, rivivendo il mistero della sua crocifissione, morte e risurrezione". Anche in momenti di difficoltà - ha affermato - "Dio ci è vicino". È un "combattimento", quello contro la crisi e le difficoltà, che il Papa paragona a quello condiviso dai discepoli con Cristo, compensato dall’essere "compartecipi della sua vittoria". Recita il Vangelo che "chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo la conserverà per la vita eterna": parte da qui il Papa per spiegare: "'Odiare' la propria vita è una espressione semitica forte e paradossale, che ben sottolinea la radicale totalità che deve contraddistinguere chi segue Cristo e si pone, per suo amore, al servizio dei fratelli. Non esiste altra via - ha aggiunto il Pontefice - per sperimentare la gioia e la vera fecondità dell'amore". Gesù era un vero uomo, con i nostri sentimenti: avvertiva l'abisso del terrore, si sentiva schacciato dal peccato umano, da tutto quanto è sporco nell'umanità". Benedetto XVI ha spiegato poi la preghiera di Gesù nell'Orto degli Ulivi, riassumendola cosi': "Padre salvami da quest'ora, non permettere la croce, dammi la vita". "Ma allo stesso tempo - ha ricordato il Papa - non viene meno la sua filiale adesione al disegno divino. Dice infatti: 'Padre glorifica il tuo nome, accetto la Croce, la grandezza del tuo amore. Non la mia volontà ma la tua". Per il Pontefice "il grande processo del Monte degli Ulivi è quello che dovrebbe realizzarsi in ogni nostra preghiera, aprire la nostra volontà alla volontà divina perche sia trasformata. Gesù ha pregato con grida e lacrime. Ma è stato esudito, nel senso che è risorto, e ha trasformato cosi' il mondo". Concludendo l’omelia, Papa Ratzinger ha raccomandato che "la preghiera, personale e liturgica, occupi sempre il primo posto nella nostra vita" e ha incoraggiato i giovani a prepararsi "seriamente a costruire famiglie unite e fedeli al Vangelo" e a "essere suoi testimoni nella società". Oppure, ha detto guardando alla crisi delle vocazioni, "a dedicare totalmente la vostra esistenza al servizio della Chiesa come sacerdoti o come religiosi e religiose". Il Papa ha ricordato infine san Massimiliano Kolbe, morto ad Auschwitz al posto di altri prigionieri del campo di concentramento. "Mi rallegro con voi - ha detto Benedetto XVI - perché la vostra parrocchia è aperta ed accogliente, animata e resa viva da un amore sincero verso Dio e verso tutti i fratelli, ad imitazione di san Massimiliano Kolbe, a cui in origine essa era dedicata", ha detto il Papa. "Ad Auschwitz, con eroico coraggio, egli sacrificò se stesso per salvare la vita altrui".


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sabato 28 marzo 2009

Domani la visita del Papa alla parrocchia romana del Santo Volto di Gesù alla Magliana. Sullo sfondo la crisi economica

Il Papa visita domani mattina, a partire dalle 9.30, la parrocchia romana del Santo Volto di Gesù (foto), alla Magliana, ricavata da un ex stabilimento dell'Enel. Il quartiere sud-occidentale è alle prese con la crisi economica. "Il ceto medio è impiegatizio ma nel nostro quartiere ci sono anche tantissimi operai, commercianti, e quindi questo si sente", afferma il parroco don Luigi Coluzzi ai microfoni di Radio Vaticana. "Lo sentiamo soprattutto attraverso la Caritas, che è questo sportello aperto, questo occhio sulla popolazione del nostro quartiere e stiamo ricevendo tantissime richieste, molte di più di quante ne abbiamo ricevute in passato". La chiesa della Magliana è l'ottava parrocchia romana visitata da Papa Ratzinger dall'inizio del Pontificato: la prima, il 18 dicembre 2005, era stata Santa Maria Consolatrice a Casal Bertone, che fu chiesa titolare del cardinale Joseph Ratzinger. L'ultima, alla fine del 2008, quella di San Lorenzo al Verano.

'The Lancet' attacca il Papa sull'Aids. 'Radio Vaticana': nel 2000 sosteneva posizioni conformi. 'Avvenire': più cattolici, meno contagi

Dopo le accuse mosse dalla rivista scientifica inglese The Lancet che ha attaccato il Papa per le sue dichiarazioni a proposito dell'inutilità del preservativo come mezzo di contrasto all'Aids, oggi Radio Vaticana e Avvenire rispondono.
Secondo Radio Vaticana, la rivista nel 2000 sosteneva, proprio sul preservativo, posizioni conformi a quelle di Benedetto XVI. In un servizio di oggi l'emittente vaticana sostiene che nel 2000 Lancet scriveva che "i preservativi, come le cinture di sicurezza, possono rendere più disinvolti e far aumentare i comportamenti a rischio. Il condom non basta per sconfiggere l'Aids". "La stessa rivista scientifica - continua l'emittente del Papa - , sempre nel 2000, aveva spiegato che il rischio di contrarre il virus dell'Hiv, usando i preservativi durante i rapporti sessuali, è del 15 per cento. Ben lontano dallo zero".
"Anche se colpisce la virulenza dell'attacco da parte di una rivista che pure, in passato, ha ospitato studi e analisi che avanzavano dubbi sul preservativo come soluzione all'Aids, l'argomento - si legge sul quotidiano cattolico - non è certo nuovo e in queste settimane è stato sbandierato ripetutamente da scienziati, politici, capi di governo. Già nell'aprile 2005 - ricorda Avvenire - sulle colonne del giornale britannico The Guardian si leggeva che 'con il suo divieto del preservativo, la Chiesa sta provocando milioni di morti nelle zone dominate dai missionari, in Africa e nel resto del mondo'. Come sempre, però, chi lancia queste accuse - rileva il giornale della CEI - omette di portare esempi concreti a sostegno di questa tesi. Eppure, dovrebbe essere abbastanza semplice verificarne l'esattezza: siccome la presenza dei cattolici nei Paesi africani varia molto da Paese a Paese, e altrettanto varia è la diffusione dell'Aids, se certe accuse fossero vere si dovrebbe riscontrare una più alta prevalenza dell'infezione nei Paesi dove maggiore è la presenza cattolica. Come i dati segnalano efficacemente, però, non solo tale relazione è smentita dalla realtà, ma addirittura si nota come a un'alta percentuale di cattolici nel Paese si correli a un inferiore tasso di infezioni".

Riunione in Vaticano della Commissione sulla Chiesa in Cina. Al centro questioni religiose attuali e importanti

Dal 30 marzo al 1° aprile prossimo si riunirà, in Vaticano, la commissione che il Papa ha istituito nel 2007 per studiare la situazione della Chiesa Cattolica in Cina. Nella riunione, rende noto un comunicato della sala stampa vaticana, "si rifletterà su questioni religiose attuali e importanti". Benedetto XVI nel 2007 aveva scritto una speciale lettera ai cattolici cinesi per affrontare gli annosi problemi diplomatici ed ecclesiologici dei cattolici in Cina, più volte oggetto di persecuzione da parte del regime comunista. Della commissione che si riunirà la prossima settimana in Vaticano fanno parte i superiori dei dicasteri della Curia romana che sono competenti in materia, e alcuni rappresentanti dell'episcopato cinese e di congregazioni religiose. "La prima riunione plenaria, svoltasi nei giorni 10-12 marzo 2008 - ricorda la nota vaticana - ebbe, come tema, la Lettera che il Santo Padre Benedetto XVI aveva indirizzato ai cattolici cinesi il 27 maggio 2007. Durante i lavori fu esaminata l'accoglienza, che era stata riservata al medesimo Documento pontificio all'interno e al di fuori della Cina. Si fece anche una riflessione sui principi teologici, ispiratori della Lettera, al fine di cogliere le prospettive che da essi nascono per la comunità cattolica in Cina. Nella prossima riunione plenaria - aggiunge il comunicato - si prenderanno in esame alcuni aspetti della vita della Chiesa in Cina alla luce della medesima Lettera. In particolare si rifletterà su questioni religiose attuali e importanti".

Il Papa ai giovani del Servizio Civile: siate strumenti di pace e diffondete la giustizia, l'accoglienza, il perdono

''Siate, sempre e dappertutto strumenti di pace, rigettando con decisione l'egoismo e l'ingiustizia, l'indifferenza e l'odio, per costruire e diffondere con pazienza e perseveranza la giustizia, l'uguaglianza, la libertà, la riconciliazione, l'accoglienza, il perdono in ogni comunità''. E' l'esortazione rivolta questa mattina da Papa Benedetto XVI a 12mila giovani volontari del Servizio Civile nazionale, ricevuti questa mattina in udienza nell'Aula Paolo VI in Vaticano insieme al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Carlo Giovanardi. Il Papa ha lodato i giovani del Servizio civile per aver deciso di perseguire la pace nel mondo rifiutando la violenza. "L'autentica conversione dei cuori rappresenta la via giusta, la sola che possa condurre ciascuno di noi e l'intera umanità all'auspicata pace", ha detto Benedetto XVI, che ha sottolineato come "combattere la povertà è costruire la pace". "E' la via indicata da Gesù. Lui, che è il re dell'universo, non è venuto a portare la pace nel mondo con un esercito, ma attraverso il rifiuto della violenza", ed è, inoltre, "la via che hanno seguito e seguono non solo i discepoli di Cristo, ma tanti uomini e donne di buona volontà, testimoni coraggiosi della forza della non violenza". A questa "categoria di operatori di pace", ha proseguito Papa Ratzinger, "appartenete anche voi, cari giovani amici". Papa Ratzinger ha citato più volte il testo della costituzione apostolica del Concilio Vaticano II "Gaudium et Spes", e la sua testimonianza - ad esempio - contro la corsa agli armamenti. Con riferimento ai temi della crisi economica e dell’immigrazione, Benedetto XVI ha poi lodato l’impegno dei volontari del Servizio Civile in risposta “alle necessità dei poveri” per “fare quanto è concretamente possibile per venire in loro soccorso”. “Resta incontestabilmente vero - ha sottolineato - l’assioma secondo cui ‘combattere la povertà è costruire la pace’”. “Molti di voi, penso ad esempio a quanti operano con la Caritas ed in altre strutture sociali, sono quotidianamente impegnati - ha aggiunto - in servizi alle persone in difficoltà”. Inoltre, “nella varietà degli ambiti delle vostre attività, ciascuno, attraverso questa esperienza di volontariato, può rafforzare la propria sensibilità sociale, conoscere piu’ da vicino i problemi della gente e farsi promotore attivo di una solidarietà concreta”. “E’ questo sicuramente - ha riconosciuto il Pontefice - il principale obiettivo del Servizio Civile Nazionale, un obiettivo formativo: educare le giovani generazioni a coltivare un senso di attenzione responsabile nei confronti delle persone bisognose e del bene comune”. La vita, ha proseguito il Papa, ''è un mistero d'amore, che tanto più ci appartiene quanto più la doniamo. Anzi, quanto più ci doniamo, cioè facciamo dono di noi stessi, del nostro tempo, delle nostre risorse e qualità per il bene degli altri. Lo dice una celebre preghiera attribuita a san Francesco d'Assisi, che inizia così: 'O Signore, fa' di me uno strumento della tua pace'; e termina con queste parole: 'Perchè è dando che si riceve, perdonando che si è perdonati, morendo che si risuscita a vita eterna'''. ''Cari amici - ha concluso -, sia sempre questa la logica della vostra vita; non solo adesso che siete giovani, ma anche domani, quando rivestirete - ve lo auguro - ruoli significativi nella società e formerete una famiglia. Siate persone pronte a spendersi per gli altri, disposte anche a soffrire per il bene e la giustizia''.
Il sottosegretario della Presidenza del Consiglio Carlo Giovanardi che accompagnava i giovani del Servizio Civile ha descritto nel suo saluto al Papa questa realtà come un “piccolo grande esercito di pace”. La “volontà’ di mettersi al servizio del prossimo accomuna fortemente - ha speiagto - il servizio civile ai valori cristiani, che sono testimoniati oggi nel mondo da 16 mila missionari italiani, che non fanno polemiche ma dedicano la loro esistenza al servizio dei più poveri e dei più emarginati”. “Nato da queste forte radici, esiste dunque oggi un altro piccolo grande esercito di pace, costituito da ragazze e ragazzi e da molti enti pubblici e privati presso i quali sono impiegati”, ha concluso il sottosegretario indicando la “difesa non armata dei valori della patria” la funzione del servizio civile.

venerdì 27 marzo 2009

Il presidente cipriota: Benedetto XVI potrebbe fare scalo nell'isola durante il viaggio verso la Terra Santa

Papa Benedetto XVI potrebbe effettuare una sosta nell'isola di Cipro durante il volo che lo porterà in Terra Santa il prossimo maggio: lo ha anticipato ai giornalisti il presidente di Cipro Dimitris Christofias (nella foto con Benedetto XVI), durante una conferenza stampa a Roma. Il capo di Stato cipriota ha incontrato oggi Papa Benedetto XVI. L'''ipotesi'' di una sosta del Pontefice durante il volo di andata verso la Giordania, il prossimo 8 maggio, è confermata dall'ambasciata cipriota presso la Santa Sede. ''C'è nelle intenzioni del Papa di effettuare una sosta a Cipro durante il suo viaggio verso la Terra Santa - ha detto Christofias -. Da parte nostra abbiamo sottolineato che vorremmo che il Santo Padre effettuasse una visita specifica nella Repubblica di Cipro che è auspicata da ambo le parti'', dell'isola, sia quella greco-cipriota sia quella turco-cipriota.

Il messaggio del Papa in Camerun e Angola: alzate la voce! Svegliarti e incoraggiati costruiamo il nostro futuro

di LDCaterina63

Il giornalista Gianteo Borderosabato 21 marzo 2009 inizia il suo articolo con queste parole: "Ormai è chiaro che quello di Benedetto XVI sarà tramandato ai posteri come un pontificato contestato".
Anche il Pontificato di Giovanni Paolo II venne contestato per questi temi, e lo stesso Kung ebbe a dire che era stato un Pontificato di grandi fallimenti. Qualsiasi Pontificato che non darà ragione alle lobby economiche, sarà definito fallimentare, inconcludente, castrante e quant'altro.
Vorrei sottolineare che il Papa non è andato in Africa per parlare di preservativi o di sesso. Il Papa non ha mai parlato nei suoi interventi di sesso o di contraccettivi, e aggiungo: leggete i testi del Papa! Andate alla fonte diretta per capire quale grande ed immenso messaggio egli sta portando.
Benedetto XVI non da fastidio perchè dice "no" ai presevativi, ma perchè sta dicendo molto di più. Sta dicendo agli africani: Svegliatevi! Vi stanno sfruttando, vi stanno strumentalizzando, vi stanno uccidendo l'anima. E questo non lo stanno comprendendo solo gli africani i buoni, ma anche i cattivi.
Questo temono le grandi lobby: che gli africani si sveglino e comincino a dire "no, adesso basta!". Il messaggio del Papa costruisce ponti e dona la speranza di un futuro migliore. Questo i nemici dell'Uomo non possono accettarlo; vogliono l'uomo addormentato, inibito, ricintrullulito per potergli vendere i loro prodotti fatti di illusion e di paradisi artificiali. Tale messaggio del Papa infatti dovrebbe rimbombare anche da noi, qui in Italia.
Il Messaggio culturale e sociale del Pontefice è appunto cattolico (= universale) e ci spinge a destarci da certi sogni che ci stanno semplicemente uccidendo dentro, sogni che fanno nutrire intere generazioni di cibo avariato, e tutto questo destare le coscienze ai nemici di Dio non può piacere.
Parole del Papa come domenica 22 marzo: "Il futuro dell’umanità nuova è Dio; proprio un iniziale anticipo di ciò è la sua Chiesa. Quando ne avrete la possibilità, leggetene con attenzione la storia: potrete rendervi conto che la Chiesa, nello scorrere degli anni, non invecchia; anzi diventa sempre più giovane, perché cammina incontro al Signore, avvicinandosi ogni giorno di più alla sola e vera sorgente da dove scaturisce la gioventù, la rigenerazione, la forza della vita". Non possono piacere a chi odia l'Uomo stesso e fa della Chiesa il capro espiatorio per nascondere la vera indole del male.
Chiedere ai Vescovi di difendere la dignità dell'Uomo fa tremare i politici ostili all'Uomo stesso. Parole del Papa quali: "Nella vostra sollecitudine di Pastori nei confronti di ogni essere umano, continuate ad alzare la voce in difesa della sacralità della vita umana e del valore dell'istituto matrimoniale e per la promozione del ruolo che ha la famiglia nella Chiesa e nella società, chiedendo misure economiche e legislative che le rechino sostegno nella generazione e nell'educazione dei figli", fanno tremare i politici corrotti e asserviti al male. "Alzate la voce" dice il Papa rammentandoci l'invito di Cristo: "gridate dai tetti la verità e se tacerete parleranno le pietre".
E' davvero scomodo e "pericoloso" un Papa che invita ad alzare la voce per dire la Verità sull'Uomo. E ancora certi dialoghi dottrinali di Benedetto XVI con l'Uomo, non piacciono, specialmente quando le risposte alle domande producono conversioni.
Dice il Papa ai giovani: "Leggo nel vostro cuore un dubbio, che voi rivolgete a me: «Questo è ciò che abbiamo. Quello che tu ci dici non si vede! La promessa ha la garanzia divina – e noi vi crediamo –, ma Dio quando si alzerà per rinnovare ogni cosa?».La risposta di Gesù è la stessa che Egli ha dato ai suoi discepoli: «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molti posti. Se no, vi avrei mai detto: Vado a prepararvi un posto?» (Gv 14, 1-2).Ma voi, carissimi giovani, insistete: «D’accordo! Ma quando accadrà questo?» Ad una domanda simile fatta dagli apostoli, Gesù rispose: «Non spetta a voi conoscere i tempi e i momenti che il Padre ha riservato alla sua scelta, ma avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni (…) fino agli estremi confini della terra» (At 1, 7-8). Guardate che Gesù non ci lascia senza risposta; ci dice chiaramente una cosa: il rinnovamento inizia dentro; riceverete una forza dall’Alto. La forza dinamica del futuro si trova dentro di voi.Si trova dentro...ma come? Come la vita è dentro un seme: così ha spiegato Gesù, in un’ora critica del suo ministero".
Un Papa che "legge dentro i cuori" le attese e le domande di chi comincia a svegliarsi, e risposte secche come queste: guardate che Gesù vi sta dicendo che che la forza del futuro è dentro di voi, svegliatevi, alzatevi, andiamo, fanno tremare i nemici dell'Uomo.
Difendere dunque il Papa da certi attacchi è difendere noi stessi, la nostra dignità da questi attacchi subdoli che vogliono invece che noi, i giovani non ascoltino, ma indirizzino la loro attenzione su false piste per vedere il Papa da un aspetto castrante e non invece il vederlo dalla nostra parte, dalla parte di ogni uomo.
Sta a noi destarci, sta a noi difenderci da chi vuole farci del male, a questo ci sta richiamando il Pontefice, il non ascoltarlo (e i suoi nemici lo ascoltano attentamente invece! ) non fa male a lui, ma a noi stessi.
Grazie Benedetto XVI!

XXIV Giornata Mondiale della Gioventù. Domenica delle Palme di speranza: le iniziative dei giovani italiani per la GMG 2009

"Diventati suoi fedeli discepoli, sarete così in grado di contribuire a formare comunità cristiane impregnate di amore, come quelle di cui parla il libro degli Atti degli Apostoli": questo passaggio del messaggo di Benedetto XVI per la GMG diocesana del 5 aprile, Domenica delle Palme, sta facendo riflettere i responsabili regionali di pastorale giovanile. È accaduto a don Carlo Rampone, delegato per il Piemonte e la Valle d’Aosta: "Queste parole del messaggio di Benedetto ci hanno dato lo sprint e ci confermano nel percorso che stiamo facendo per la 'formazione dei formatori'. Si tratta di un progetto che coinvolge tutte le diocesi e che è già partito a Biella e a Vercelli. In autunno, probabilmente, prenderà il via anche nelle diocesi del Cuneese. Questo è l’ambito di speranza in cui ci muoviamo: la formazione di nuovi animatori per rendere più incisiva la proposta del Vangelo della speranza". Non solo una festa, ma una tappa del cammino. Gli uffici di Pastorale giovanile delle diocesi italiane guardano alla XXIV GMG diocesana che si terrà la Domenica delle Palme pensando all’organizzazione puntuale di veglie, spettacoli, concerti, magari anche delle cene comunitarie in piazza, ma tenendo sempre lo sguardo alto, puntato sulla chiusura del triennio dell’Agorà di fine maggio.
Chiavari. La GMG si svolgerà sette giorni prima rispetto alla data del 5 aprile: domenica 29 marzo nella parrocchia di Santa Maria Madre della Chiesa a Lavagna. L’appuntamento è alle 17: dopo l’accoglienza, è previsto un momento di gioco insieme; alle 18.30 veglia di preghiera, presieduto dal vescovo Tanasini. Seguiranno cena insieme e animazione.
Asti. "C’è speranza per te" è lo slogan della serata di musica e lectio divina col vescovo Ravinale.
Torino. Il 4 aprile, nel teatro Grande Valdocco, si svolgerà la fase conclusiva del Concorso musicale "Annunciare la bella notizia" che vedrà la presenza di artisti di christian music.
Pescia. Per la Domenica delle Palme una caccia al tesoro per le vie della città con una veglia di preghiera serale.
Pinerolo. Doppio appuntamento con la liturgia penitenziale animata dai ragazzi, venerdì 3, e un concerto del complesso musicale "The hope" con raccolta di fondi a favore di una nuova sezione della San Vincenzo, sabato 4.
Venezia. Il 4 aprile grande Via Crucis diocesana dei giovani ("Cristo vive in me") con il card. Scola.
Basilicata. Le sei diocesi della regione terranno veglie con i loro vescovi in occasione della Domenica delle Palme.
Puglia. Sempre al centro le parole di Benedetto: quelle per la GMG diocesana, certo, ma anche quelle pronunciate a Sydney. "Eh sì – spiega don Gaetano Luca, responsabile regionale di pastorale giovanile – può far sorridere, ma molti ragazzi a Sydney si erano persi le parole del Papa perché la traduzione simultanea non ha funzionato. Ecco che all’interno di 'Sulle orme di Sydney' ogni mese i protagonisti non solo hanno offerto la loro testimonianza, ma ristampare le parole di Benedetto è stata l’occasione per rileggerle insieme e meditarle". In tutte le diocesi pugliesi si celebrerà la GMG diocesana con un occhio però al 18 aprile quando si terrà il convegno regionale per preparare la chiusura dell’Agorà dei giovani.
Isernia-Vanafro. la Veglia delle Palme si terrà il 4 aprile a partire dalle 17.30 con una preghiera corale, a cui seguiranno testimonianza da Nomadelfia, fino alle cena tipica offerta dal paese di Miranda che ospita i ragazzi e alla veglia vera e propria.
Rimini. Sulla frase paolina proposta dal Papa («Abbiamo posto la nostra speranza nel Dio vivente») sta lavorando il servizio di Pastorale giovanile che il 4 aprile richiama tutti in piazza Tre Martiri, dove il santuario di Sant’Antonio dei frati Paolotti è rimasto aperto per i giovani fino all’una di notte nei sabati di Quaresima, per andare in processione fino al Duomo e incontrare il vescovo Lambiasi.
Genova. Si chiama «Pasquagiovani», l’incontro dei ragazzi con l’arcivescovo Bagnasco la sera del 4 aprile dalle 19,30 (cena nel chiostro di San Matteo): la veglia comincerà in cattedrale alle 21, con il saluto del cardinale e un audiovisivo sulla Sindone che introdurrà alla Settimana Santa. Come ogni anno verrà dato un regalo ai diciottenni.
Cremona. Incontro con il vescovo Lafranconi per i giovani che si troveranno per la veglia delle Palme al Palazzetto dello sport a partire dalle ore 18; alle 20.45 lo spettacolo «Mani in alto!» della compagnia Intrecci-Associazione Giorgia.
Vercelli. Una veglia di preghiera insieme con l’arcivescovo Masseroni nella Cattedrale.
Nocera-Sarno. La pastorale giovanile, rimandando i festeggiamenti della GMG alla vigilia di Pentecoste, organizza però una Via Crucis con tutti i giovani per mercoledì 1° aprile.
Foggia-Bovino. Una veglia di preghiera vissuta in vari momenti: il primo in chiesa, arricchito da vari linguaggi (musica, drammatizzazione, video). La serata procede con una fiaccolata attraverso il centro con testimonianze di giovani che stanno plasmando la loro vita sulla speranza.
Palestrina. Ci si prepara a vivere la prossima GMG la notte che precede la domenica delle Palme con una fiaccolata fino alla Cattedrale di Sant’Agapito. Qui i ragazzi si riuniranno in una veglia di preghiera presieduta dal vescovo Sigalini; il giorno seguente, celebrazione della Messa delle Palme ognuno nelle parrocchie, ma nel pomeriggio il clou con il vescovo che accompagnerà i ragazzi al santuario della Madonna delle Grazie alla Mentorella in un pellegrinaggio un po’ particolare: ciascuno in sella al proprio motorino.
Catania. L’esperienza delle Palme è strettamente legata con la «Pentecoste dei giovani», l’annuale raduno-festa dei ragazzi catanesi. Sulla scia ideale della GMG, il 4 aprile a partire dalle 21.00, una grande croce verrà fatta passare dai giovani del quartiere Librino ai coetanei del quartiere di San Paolo a Gravina.
Diocesi di Alghero-Bosa. Spazio domenica prossima, a Macomer, all’animazione di Hope Music, l’iniziativa di musica legata al Servizio nazionale per la Pastorale giovanile, con la proposta dal titolo «Sulla strada... con la casa nel cuore». L’accoglienza avverrà presso l’Istituto Madonna di Bonaria (casa Fma) in viale Pietro Nenni, 16, a partire dalle 9. Alle 15.15 celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo Lanzetti.
Diocesi di Avezzano. Ci si prepara a scendere in piazza il 4 aprile: «Siate protagonisti di speranza...scommettete sugli ideali e non vivacchiate all’ombra della mediocrità» è il tema trattato dal vescovo Santoro in una lettera aperta indirizzata ai giovani. Previsti momenti di musica, con un concerto dal vivo di Eugenio Bennato, testimonianze, preghiera.
Diocesi di Ascoli Piceno. La GMG diocesana verrà vissuta a partire dalle ore 21 del 4 aprile, nella chiesa dell’Adorazione, con una veglia di preghiera per i giovani dai 14 anni in su. E dalle 23 si va avanti per tutta la notte fino alle 7 del mattino con l’adorazione eucaristica.

Il Papa in Terra Santa. La Messa nella valle di Josafat: in un luogo carico di significati biblici e cristiani la memoria della Passione

Una Messa all’aperto sot­to le mura di Gerusa­lemme. In quel tratto della valle del Cedron che – se­condo la tradizione – è la valle di Josafat (foto), cioè il posto dove al­la fine dei tempi Dio «riunirà tutte le genti e verrà a giudizio con loro» ( Gioele 4,2). È proba­bilmente questo momento la novità più significativa del pro­gramma del viaggio di Bene­detto XVI in Terra Santa, ufficializzato ieri dalla Sala Stampa vaticana. Martedì 13 maggio al­le 16.30 il Papa presiederà la sua unica Messa pubblica a Geru­salemme. E lo farà – appunto – in questo luogo molto denso di significati. La valle del Cedron corre a ri­dosso della Città Vecchia e pren­de il nome dal torrente omoni­mo che qui un tempo scorreva. La valle scende fino al deserto di Giuda in quella che politica­mente oggi è Gerusalemme E­st; ma il tratto in cui si trova l’a­rea dove Benedetto XVI presie­derà la Messa è proprio quello centrale, tra il Monte del Tem­pio e il Monte degli Ulivi. È la zona che chiunque è stato a Ge­rusalemme ricorda per i grandi cimiteri: quello ebraico, con le tombe bianche senza fiori ma solo pietre, come è nella tradi­zione giudaica; ma, a poca di­stanza ci sono anche le tombe musulmane e il piccolo cimite­ro cristiano. Si tratta di una col­locazione legata proprio al pas­so del profeta Gioele: gli abitanti di Gerusalemme si fanno sep­pellire qui perché questo sarà il luogo del giudizio finale. Per la tradizione cristiana, però, questo luogo è importante an­che per un altro motivo: di qui Gesù è certamente passato nel­la notte della Passione. Per an­dare dal Cenacolo, il luogo del­l’Ultima Cena, al Getsemani, il podere dove pregò il Padre pri­ma di essere consegnato nelle mani di coloro che lo avrebbe­ro crocifisso, il Maestro e i di­scepoli devono avere per forza percorso questo tratto della val­le del Cedron. La Messa che il Papa celebrerà qui – dunque – sarà il momento del viaggio in cui si farà memoria della Pas­sione. Il luogo dove avverrà la celebrazione in realtà è un terreno abbastanza piccolo che verrà si­stemato per l’occasio­ne. Non si tratterà di un momento di mas­sa: saranno appena cinquemila i posti di­sponibili. Vi parteci­peranno dunque molte meno delle cin­quantamila persone attese giovedì 14 a Na­zaret, per la Messa sul Monte del Precipizio. Ma la celebrazione eucaristica di Benedetto XVI nella valle di Josafat sarà co­munque uno dei momenti più suggestivi del pellegrinaggio in Terra Santa. Sarà infatti la pri­ma volta che un Papa celebrerà una Messa in uno spazio aper­to a Gerusalemme: sia Paolo VI nel 1964 sia Giovanni Paolo II nel 2000 avevano presieduto la loro solenne concelebrazione all’interno della Basilica del Santo Sepolcro. Dunque si trat­terà di un momento dal signifi­cato particolare per la comunità cristiana della Città Santa. Inoltre sarà anche un rito che rimarrà impresso nelle memo­ria per via delle immagini: il Pa­pa celebrerà avendo sullo sfon­do la sagoma d’oro – musulma­na – della Cupola della Roccia, le pietre bianche delle tombe del cimitero ebraico e la basili­ca cristiana del Getsemani. In­sieme allo spettacolo inegua­gliabile delle mura di Gerusa­lemme all’ora del tramonto.

Udienza del Papa al presidente di Cipro. Nel colloquio la speranza per il processo di pace e le relazioni con ortodossi e musulmani

Le speranze per il processo di pace in corso e la condizione delle chiese e degli edifici cristiani della parte nord dell'isola: sono stati questi i temi chiave dei ''cordiali colloqui'' che si sono svolto questa mattina in Vaticano tra il Papa e il presidente cipriota Demetris Christofias (nella foto con Benedetto XVI). Lo rende noto un comunicato della Sala Stampa vaticana. ''I cordiali colloqui - si legge nel testo - hanno affrontato alcuni temi riguardanti la situazione del Paese e il suo futuro. Il Presidente Christofias non ha mancato di informare in merito alla condizione di numerose chiese ed edifici cristiani nel nord dell'isola. Gli interlocutori hanno condiviso l'auspicio che i negoziati in corso tra le Parti possano portare alla soluzione dell'annosa questione cipriota''. L'incontro non ha trascurato però anche la situazione internazionale, con particolare attenzione per il Continente africano e ''si è, infine, sottolineata l'importanza di buone relazioni tra cattolici e ortodossi e tra cristiani e musulmani, chiamati tutti a collaborare in favore del bene della società e della convivenza pacifica dei popoli''.

giovedì 26 marzo 2009

Verso la Giornata Mondiale della Gioventù 2011. Il card. Rouco Varela: nella croce Cristo ha manifestato il suo amore infinito per tutti gli uomini

Il 5 aprile, Domenica delle Palme, più di 4.000 giovani della diocesi di Madrid, accompagnati dal card. Antonio Maria Rouco Varela (nella foto con Benedetto XVI) e da giovani provenienti da altre parti della Spagna, riceveranno la Croce dei giovani dalle mani dei giovani di Sydney, dove si è celebrata l’ultima GMG. Lo scrive in una lettera pastorale rivolta a tutti i fedeli della diocesi madrilena lo stesso arcivescovo, che ricorda anche come “questa Croce fu consegnata per la prima volta ai giovani da Giovanni Paolo II nell'anno 1984, Anno Santo della Redenzione, affinché peregrinasse per il mondo per il tempo che trascorre tra una Giornata mondiale della gioventù e la seguente”. “Con questo incontro processionale tra l'immagine di Gesù e la Croce dei giovani che io stesso presiederò – dice il card. Rouco Varela -, comincerà una peregrinazione della croce nelle parrocchie e comunità cristiane della nostra arcidiocesi e delle diocesi di Alcalá di Henares e di Getafe, e per tutte le diocesi spagnole che lo chiederanno per preparare così la Giornata Mondiale della Gioventù che avrà luogo a Madrid nel 2011”. Nella lettera il cardinale invita quindi tutti i fedeli “a partecipare alla liturgia in cattedrale e alla successiva processione della Croce per le nostre strade, per confessare che la vita ci viene da Cristo che ha voluto manifestare il suo amore infinito per tutti gli uomini” nella croce.

Il Papa in Terra Santa. Il programma ufficiale del pellegrinaggio di Benedetto XVI

La Santa Sede ha ufficializzato oggi le date e il programma del viaggio di Papa Benedetto XVI in Giordania, Israele e Palestina, già diffuso questa mattina dal Patriarcato latino di Gerusalemme. Nel programma ufficiale c'è la visita del pontefice al Memoriale dell'Olocausto Yad Vashem, assente invece nel programma del Patriarcato.
Benedetto XVI partirà alla volta della Giordania la mattina di venerdì 8 maggio. Nella capitale Amman, dopo la cerimonia di benvenuto, visiterà prima il Centro “Regina Pacis” e poi si recherà nel Palazzo Reale al-Husseinye per una visita di cortesia al re ed alla regina di Giordania. Sabato 9 maggio, lascerà Amman per la visita all’antica Basilica del Memoriale sul Monte Nebo, dove Mosè vide la Terra Promessa mentre nella vicina Madaba benedirà la prima pietra dell’Università del Patriarcato latino. Al rientro ad Amman farà visita al Museo Achemita ed alla Moschea Al-Hussein Bin-Tatal dove incontrerà i capi religiosi musulmani, con il Corpo diplomatico e con i rettori delle università giordane. Nel pomeriggio la celebrazione dei Vespri con i sacerdoti, i religiosi e le religiose, i seminaristi ed i movimenti ecclesiali, nella cattedrale Greco-Melkita di San Giorgio. Domenica 10, in mattinata la Santa Messa allo Stadio internazionale di Amman, il pranzo con i patriarchi ed i vescovi nel Vicariato latino e nel pomeriggio il trasferimento al Bethany beyond sul fiume Giordano, per la benedizione delle prime pietre delle Chiese dei Latini e dei Greco-Melkiti su uno dei siti dove secondo la tradizione sarebbe stato battezzato il Signore. Lunedì mattina 11 maggio, la partenza da Amman e l’arrivo in Israele, all’aeroporto internazionale di Tel Aviv. Nel pomeriggio la visita di cortesia al presidente dello Stato d’Israele nel Palazzo presidenziale di Gerusalemme, l’attesa visita al Memoriale di Yad Vashem e l’incontro con le organizzazioni per il dialogo interreligioso nell’Auditorium del Notre Dame of Jerusalem Center. La mattinata di martedì 12 sarà dedicata al dialogo interreligioso: sulla Spianata delle Moschee di Gerusalemme infatti, la visita alla Cupola della Roccia e l’incontro del Papa con il Gran Muftì. Seguirà la visita al Muro Occidentale e quella di cortesia ai due Gran Rabbini di Gerusalemme nel Centro Hechal Shlomo. Benedetto XVI reciterà poi il Regina Coeli con gli ordinari di Terra Santa nel Cenacolo di Gerusalemme e visiterà la Concattedrale dei Latini. Nel pomeriggio un breve incontro con i consoli generali di Gerusalemme nella delegazione apostolica e la Santa Messa nella Josafat Valley della Città Santa. Mercoledì 13 il pellegrinaggio papale farà tappa a Betlemme nei Territori palestinesi, con la Santa Messa nella Piazza della Mangiatoia e la visita privata alla Grotta della Natività. Nel pomeriggio dopo aver fatto visita al Caritas Baby Hospital ed al Campo profughi Aida, il Papa sarà ricevuto dal presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese nel Palazzo presidenziale di Betlemme. Dopo il rientro a Gerusalemme, giovedì 14 Benedetto XVI si trasferirà a Nazareth dove in mattinata celebrerà una Messa sul Monte del Precipizio. Seguirà l’incontro con il premier israeliano nel Convento dei Francescani, il saluto ai capi religiosi della Galilea e la visita alla Grotta dell’Annunciazione. Sempre in serata, la celebrazione dei Vespri con i vescovi, i sacerdoti, i religiosi e le religiose, i movimenti ecclesiali e gli operatori pastorali della Galilea, nella Basilica superiore dell’Annunciazione. Venerdì 15 maggio, prima della partenza per Roma, l’incontro ecumenico nella Sala del Trono della Sede del Patriarcato Greco-Ortodosso di Gerusalemme, la visita al Santo Sepolcro e la visita alla Chiesa patriarcale Armena apostolica di San Giacomo, ultima tappa di questo pellegrinaggio papale sulle orme di Gesù.



mercoledì 25 marzo 2009

Il Papa in Camerun e Angola. 'L'Osservatore Romano': per un cristianesimo africano nelle le manifestazioni culturali e liturgiche locali

Il viaggio di Benedetto XVI in Camerun e Angola è servita per promuovere la fisionomia di un "cristianesimo africano", spiega il quotidiano della Santa Sede, L'Osservatore Romano, in un articolo pubblicato nell'edizione italiana di questo giovedì. Compiendo un bilancio del primo viaggio in Africa di questo pontificato, l'analisi osserva che l'undicesima visita apostolica internazionale ha permesso di manifestare "l'apprezzamento del Pontefice per le manifestazioni culturali e liturgiche locali". Secondo l'articolo, firmato da Mario Ponzi, giornalista del quotidiano vaticano, la visita ha avuto luogo in un momento in cui la Chiesa in Africa sta intensificando "un'attenta opera di inculturazione del Vangelo e di inserimento della espressività culturale tipica del continente nelle celebrazioni liturgiche". "Durante il viaggio, in alcune occasioni gli africani hanno manifestato a Benedetto XVI il loro progredire su questa strada", constata L'Osservatore Romano. Il momento più importante in questo senso è stata la celebrazione della Messa nello stadio Amadou Ahidjo, a Yaoundé, per la consegna dell'"Instrumentum laboris", il documento di lavoro del prossimo Sinodo dei Vescovi africani, che si celebrerà a Roma a ottobre. "Canti sacri ritmati dagli strumenti tradizionali delle tribù africane, intronizzazione del Vangelo su una portantina di legno, sorretta da giovani nei costumi tradizionali, preceduti e seguiti da due schiere di giovani che agitavano piume e rami di palmizi", spiega. "Ma sono stati soprattutto i canti, eseguiti coralmente dalle sessantamila persone presenti, a dare l'esatta dimensione di quanto gli africani abbiano bisogno di rimanere se stessi per ritrovarsi nella casa del Padre come nella loro casa". Secondo il quotidiano, "incontrando questi popoli, appare aleatorio il concetto di civiltà e di cultura che abitualmente riferiamo al modello europeo o comunque occidentale. Quando il Papa parla di unicità della cultura africana, ne indica le radici nella dimensione spirituale". "Nella visione africana del mondo, da sempre, il sacro occupa una posizione centrale - aggiunge -. La consapevolezza del legame tra il creatore e le creature è profonda". "Ne derivano un grande rispetto per la vita, in tutte le sue manifestazioni, e uno spiccato senso della famiglia e della comunità. Il che spiega la stessa carica di affetto dimostrata al Pontefice in ogni istante della sua permanenza tra di loro". Il Papa, afferma L'Osservatore Romano, "ha giudicato con favore le manifestazioni della cultura africana proposte durante il suo viaggio". "Ha solo raccomandato che non venga mai meno la solennità, l'integrità e la compostezza della celebrazione stessa", conclude.

Pasqua 2009. Calendario delle dirette della Settimana Santa di Benedetto XVI

Domenica 5 aprile
ore 9.30 BENEDIZIONE DELLE PALME, SANTA MESSA E RECITA DELL’ANGELUS diretta su Rai Uno dalle 9.25

Mercoledì 8 aprile

ore 10.30 UDIENZA GENERALE

Giovedì 9 aprile
ore 9.30 SANTA MESSA DEL CRISMA

ore 17.30 SANTA MESSA NELLA CENA DEL SIGNORE

Venerdì 10 aprile
ore 17.00 CELEBRAZIONE DELLA PASSIONE DEL SIGNORE

ore 21.15 VIA CRUCIS AL COLOSSEO diretta su Rai Uno dalle 21.10

Sabato 11 aprile

ore 21.00 VEGLIA PASQUALE NELLA NOTTE SANTA

Domenica 12 aprile

ore 10.15 SANTA MESSA DEL GIORNO DI PASQUA E BENEDIZIONE URBI ET ORBI diretta su Rai Uno dalle 10.10

Sabato i volontari del Servizio civile nazionale in udienza dal Papa in Vaticano

Circa 7.000 volontari del Servizio civile nazionale, provenienti da tutta Italia, saranno ricevuti in udienza speciale dal Papa nell'Aula Paolo VI in Vaticano sabato 28 marzo. Ne dà notizia l'Ufficio Nazionale per il Servizio Civile. Alla cerimonia parteciperanno anche i responsabili degli enti e gli operatori che seguono i giovani nei progetti di servizio civile, oltre al capo dell'Unsc, Leonzio Borea. Il governo sarà rappresentato dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Carlo Giovanardi, che ha la delega al Servizio civile. "Dal 2001, anno della sua istituzione, il Servizio civile - sottolinea l'Unsc - ha fornito un apporto fondamentale alla società attraverso innumerevoli progetti di assistenza alle fasce più deboli della popolazione, di valorizzazione delle risorse naturali e artistiche del Paese, di protezione civile e di educazione alla pace a livello nazionale e internazionale, in Italia e all'estero. Le esperienze di 200.000 volontari che in questi anni hanno scelto di svolgere il Servizio civile sono la testimonianza dell'esistenza, in Italia, di una riserva immensa di giovani disposti a dedicare le loro energie, il loro tempo e le loro fatiche a creare e rinsaldare i legami tra società civile e istituzioni, nell'ambito di una moderna concezione della difesa civile della patria".

Annunciazione del Signore. Un avvenimento umile e nascosto, ma decisivo per l’umanità: il Magistero di Benedetto XVI

Ricorre oggi la Solennità dell’Annunciazione della Beata Vergine Maria, “stupendo mistero della fede” al quale Benedetto XVI ha dedicato numerose riflessioni fin dai primi passi del suo Pontificato. Un avvenimento “umile e nascosto”, lo ha definito il Papa, “ma al tempo stesso decisivo per la storia dell’umanità”. In quel sì della Vergine all’annuncio dell’Angelo, sottolinea il Pontefice, incomincia la nuova era della storia sancita poi nella Pasqua come “nuova ed eterna Alleanza”.
La gioia di un Annuncio che cambia l’umanità per sempre: nella sua prima visita ad una parrocchia romana, il 18 dicembre 2005, Benedetto XVI si sofferma con i fedeli sul Mistero dell’Annunciazione e spiega il significato autentico del saluto che l’Angelo rivolge alla Vergine, Kaire Maria: “Significa di per sé ‘gioisci’, ‘rallegrati’. Solo con questo dialogo dell’Angelo con Maria comincia realmente il Nuovo Testamento. Così possiamo dire che la prima parola del Nuovo Testamento è ‘gioisci’, ‘rallegrati’, è ‘gioia’”.
L’Angelo, ricorda il Papa, invita Maria a “non temere” e Lei si affida completamente al Signore: “Maria dice sì alla volontà grande, apparentemente troppo grande, per un uomo. Questo sì che appare talvolta così difficile. Vogliamo preferire la nostra volontà”.
Maria diventa così un esempio per tutti noi. Ci mostra la gioia che deriva dal fare la volontà del Padre: “Appare inizialmente come un peso quasi insopportabile, un giogo non da portare, ma in realtà non è un peso la volontà di Dio. La volontà di Dio ci dona ali per volare in alto”.
Il 31 maggio dell’anno scorso, a conclusione del Mese mariano, il Papa torna sul Mistero avvenuto nell’umile casa di Nazareth: “Immaginiamo lo stato d’animo della Vergine dopo l’Annunciazione, quando l’Angelo partì da Lei. Maria si ritrovò con un grande mistero racchiuso nel grembo; sapeva che qualcosa di straordinariamente unico era accaduto; si rendeva conto che era iniziato l’ultimo capitolo della storia della salvezza del mondo”.
Il sì di Maria, è la riflessione del Papa all’Angelus del 25 marzo 2007, è “il riflesso perfetto di quello di Cristo stesso quando entrò nel mondo”: “L’obbedienza del Figlio si rispecchia nell’obbedienza della Madre e così, per l’incontro di questi due 'sì', Dio ha potuto assumere un volto di uomo. Ecco perché l’Annunciazione è anche una festa cristologica, perché celebra un mistero centrale di Cristo: la sua Incarnazione”.
"Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me secondo la tua Parola", risponde Maria all’Angelo. E il frutto di quella risposta, sottolinea Benedetto XVI, è presente nella vita della Chiesa: “La risposta di Maria all’Angelo si prolunga nella Chiesa, chiamata a rendere presente Cristo nella storia, offrendo la propria disponibilità perché Dio possa continuare a visitare l’umanità con la sua misericordia”.

Domenica gli studenti africani in Piazza San Pietro per esprimere solidarietà a Papa Benedetto: no alle strumentalizzazioni e alle speculazioni

“No alle strumentalizzazioni del messaggio del Papa per l’Africa, no alle speculazioni, no a chi vuole fare dell’Africa uno dei principali mercati di sbocco dei preservativi, sì alle cure efficaci per l’Aids in Africa e sì all’educazione”. Lo affermano gli studenti africani a Roma che, riuniti in comitato, hanno indetto una manifestazione di solidarietà per Benedetto XVI in Piazza San Pietro per domenica prossima alle 11.30. Vogliano ringraziare il Papa, spiegano, “per la lucida e accurata diagnosi sociale, culturale, spirituale, ambientale ed economica che ci ha indicato affinchè siamo noi stessi gli artefici e i protagonisti del nostro futuro”. E ancora per dire alla Comunità internazionale che “le priorità assolute dell’Africa sono: il cibo, l’acqua, l’energia, le cure mediche, un reddito stabile alle famiglie, un sistema commerciale che faciliti anche l’esportazione di prodotti africani e non solo l’esportazione delle materie prime, la valorizzazione sul posto delle proprie ricchezze e non il saccheggio delle risorse”.
Il comunicato degli studenti africani è stato diffuso dalla Sala Stampa della Santa Sede.