domenica 28 febbraio 2010

Gli auguri del Papa a Bartolomeo I per i suoi 70 anni: il Signore la sostenga con la forza e la grazia nel suo alto ministero di Pastore

“Lo Spirito di Dio continui a illuminare e a indicare il nostro comune cammino verso la piena comunione voluta da Cristo per tutti i suoi discepoli”: è quanto scrive il Papa nel messaggio augurale indirizzato al Patriarca Ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I (nella foto con Benedetto XVI) in occasione del suo settantesimo compleanno. Questo gioioso evento – afferma il Papa – “mi offre la gradita opportunità di rendere grazie a Dio, Padre di nostro Signore Gesù Cristo e Datore di ogni buon dono, per le abbondanti benedizioni che ha riversato su di Lei, Santità, e, nello stesso tempo, di trasmetterle i miei affettuosi buoni auguri. Questi auspici ferventi e fraterni – aggiunge - sono accompagnati dalle mie preghiere affinché il nostro unico Signore La sostenga con la sua forza e la sua grazia mentre svolge il suo alto ministero di Pastore, Predicatore del Vangelo e Maestro di vita spirituale”. Benedetto XVI conclude il messaggio ricordando i suoi incontri col Patriarca – con cui scambia “un santo abbraccio - e la sua visita al Fanar, esprimendo infine la sua “fiducia fervente” nel proseguimento del cammino ecumenico.

Benedetto XVI: tristezza e preoccupazione per la violenza sui cristiani in Iraq, sia ridata sicurezza. Prego per le vittime del terremoto in Cile

Il Papa dopo la recita dell’Angelus ha lanciato due accorati appelli: per la sicurezza dei cristiani in Iraq, dopo i numerosi attentati di questi giorni, e alla solidarietà per le popolazioni terremotate del Cile. Benedetto XVI ha espresso “profonda tristezza” per “le tragiche notizie delle recenti uccisioni di alcuni Cristiani nella città di Mossul” manifestando la sua “viva preoccupazione” anche per “gli altri episodi di violenza, perpetrati nella martoriata terra irachena ai danni di persone inermi di diversa appartenenza religiosa”. Notizie che il Papa ha seguito costantemente anche durante la settimana di esercizi spirituali conclusa ieri in Vaticano: “In questi giorni di intenso raccoglimento ho pregato spesso per tutte le vittime di quegli attentati ed oggi desidero unirmi spiritualmente alla preghiera per la pace e per il ripristino della sicurezza, promossa dal Consiglio dei Vescovi di Ninive. Sono affettuosamente vicino alle comunità cristiane dell’intero Paese. Non stancatevi di essere fermento di bene per la patria a cui, da secoli, appartenete a pieno titolo!”. In questa “delicata fase politica che sta attraversando l’Iraq” il Papa rivolge il suo appello alle Autorità civili, “perché compiano ogni sforzo per ridare sicurezza alla popolazione e, in particolare, alle minoranze religiose più vulnerabili”. “Mi auguro che non si ceda alla tentazione di far prevalere gli interessi temporanei e di parte sull’incolumità e sui diritti fondamentali di ogni cittadino. Infine, mentre saluto gli iracheni presenti qui in Piazza, esorto la comunità internazionale a prodigarsi per dare agli Iracheni un futuro di riconciliazione e di giustizia, mentre invoco con fiducia da Dio onnipotente il dono prezioso della pace”. Quindi, Benedetto XVI ha rivolto il suo pensiero alle popolazioni del Cile colpite dal terremoto nella notte tra venerdì e sabato, che “ha causato numerose perdite in vite umane e ingenti danni”: “Prego per le vittime e sono spiritualmente vicino alle persone provate da così grave calamità; per esse imploro da Dio sollievo nella sofferenza e coraggio in queste avversità. Sono sicuro che non verrà a mancare la solidarietà di tanti, in particolare delle organizzazioni ecclesiali”.

Radio Vaticana

Il Papa: le gioie seminate da Dio luci che Egli ci dona perché Gesù solo sia la nostra Legge e la sua Parola il criterio che guida la nostra esistenza

Benedetto XVI questa mattina, prima della recita dell'Angelus, ha focalizzato la sua riflessione sul Vangelo della Trasfigurazione, proclamato nella Messa di oggi, seconda domenica di Quaresima. “Questo evento straordinario – ha detto il Papa - è un incoraggiamento nella sequela di Gesù”. Il Pontefice si è soffermato sui diversi atteggiamenti assunti dai discepoli di fronte al trasfigurarsi di Gesù. All’inizio, “i tre discepoli che assistono alla scena sono oppressi dal sonno: è l’atteggiamento di chi, pur essendo spettatore dei prodigi divini, non comprende. Solo la lotta contro il torpore che li assale permette a Pietro, Giacomo e Giovanni di “vedere” la gloria di Gesù”. Poi, “mentre Mosé ed Elia si separano dal Maestro, Pietro parla e, mentre sta parlando, una nube copre lui e gli altri discepoli con la sua ombra; è una nube, che, mentre copre, rivela la gloria di Dio, come avvenne per il popolo pellegrinante nel deserto. Gli occhi non possono più vedere, ma gli orecchi possono udire la voce che esce dalla nube: ‘Questi è il Figlio mio, l’eletto; ascoltatelo!’”. Quindi, quando il racconto parla di “Gesù solo”, il Papa commenta: “‘Gesù solo’ è tutto ciò che è dato ai discepoli e alla Chiesa di ogni tempo: è ciò che deve bastare nel cammino. È lui l’unica voce da ascoltare, l’unico da seguire, lui che salendo verso Gerusalemme donerà la vita e un giorno ‘trasfigurerà il nostro misero corpo per conformarlo al suo corpo glorioso’”. E ancora, commentando le parole di Pietro, “Maestro, è bello per noi essere qui”, Benedetto XVI aggiunge: “l’espressione estatica di Pietro,…assomiglia spesso al nostro desiderio di fronte alle consolazioni del Signore. Ma la Trasfigurazione ci ricorda che le gioie seminate da Dio nella vita non sono punti di arrivo, ma sono luci che Egli ci dona nel pellegrinaggio terreno, perché “Gesù solo” sia la nostra Legge e la sua Parola sia il criterio che guida la nostra esistenza”. Il Pontefice ha concluso la sua riflessione con un invito: “In questo periodo quaresimale invito tutti a meditare assiduamente il Vangelo. Auspico, inoltre, che in quest’Anno Sacerdotale i Pastori “siano veramente pervasi dalla Parola di Dio, la conoscano davvero, la amino al punto che essa realmente dia loro vita e formi il loro pensiero”.

AsiaNews


sabato 27 febbraio 2010

Previsto per fine novembre il Concistoro per i nuovi cardinali. La geografia delle possibili porpore della Curia romana e delle diocesi metropolitane

È attesa per il prossimo novembre una notevole "infornata" di nomine cardinalizie, destinata a mutare in modo considerevole gli equilibri di un futuro conclave. Il Concistoro per le nuove porpore, secondo quanto "filtra" da autorevoli ambienti vaticani, potrebbe tenersi attorno al prossimo 20 novembre, vigilia della Solennità di Gesù Re dell'Universo, ed essere annunciato un mese prima, mentre a Roma sarà in corso il Sinodo dei vescovi per il Medio Oriente. Il primo Concistoro del Pontificato si tenne il 24 marzo 2006, il seconda il 24 novembre 2007. Nella sua terza creazione cardinalizia Benedetto XVI potrebbe imporre la berretta rossa a 24 nuovi porporati. A fine novembre saranno infatti 19 i posti vacanti nel collegio dei 120 elettori del Papa con meno di ottant’anni, ma altri cinque cardinali perderanno il diritto di entrare in conclave per raggiunti limiti d’età nei primi due mesi del 2011, tra questi anche l’ex presidente della CEI Camillo Ruini: per questo Papa Ratzinger potrebbe eccezionalmente superare il tetto stabilito, dato che nel giro di soli tre mesi il numero degli elettori rientrerà nella norma. Molti sono gli italiani che attendono la porpora. In Curia sono date per certe le porpore per il Prefetto dei santi, Angelo Amato, il presidente della Prefettura degli affari economici della Santa sede, Velasio De Paolis e il Penitenziere maggiore Fortunato Baldelli, già nunzio in Francia. A questi si aggiungono anche gli italiani Paolo Sardi, pro-Patrono del Sovrano Ordine di Malta, e Francesco Monterisi, arciprete della Basilica di San Paolo fuori le Mura. Altri italiani curiali candidati possibili, ma di per sé non sicuri, sono il presidente del Consiglio per l’interpretazione dei testi legislativi, l’ambrosiano Francesco Coccopalmerio, e il "ministro della Cultura" del Vaticano, l’ambrosiano Gianfranco Ravasi. Insieme a loro sarebbero "porporabili" l’arcivescovo Antonio Maria Veglió della Pontificio Cniglio per la pastorale per i migranti, come pure Claudio Celli del Pontificio Consilio per le Comunicazioni sociali. Per quanto riguarda invece le diocesi italiane, sono in attesa Palermo, l’arcivescovo Paolo Romeo ha già saltato il Concistoro del 2007, e Firenze, diocesi retta dall’arcivescovo Giuseppe Betori. A questi due potrebbe aggiungersi il nuovo arcivescovo di Torino, che sarà nominato dopo l’Ostensione della Sindone: in pole position c’è l’attuale vescovo di Alessandria, Giuseppe Versaldi. Come si vede, la schiera dei candidati del nostro Paese è molto lunga ed essendo poco realistico che su 24 nuove porpore quasi la metà siano nate nel Bel paese, è probabile che più d’uno non rientri nella lista. Tornando alla Curia romana, è sicura la porpora per l’americano Raymond Leo Burke, Prefetto della Segnatura apostolica, così come i successori del card. Kasper al Pontificio Consiglio per l'Unità dei cristiani, si prevede lo svizzero Kurt Koch, e i nuovi Prefetti dei vescovi, del clero, dei religiosi e di Propaganda Fide, nel caso siano nominati almeno un mese prima del Concistoro e non siano già rivestiti di porpora. Infine, sempre in Curia, è un possibile candidato anche il "ministro della Sanità" Zimowski. Per quanto riguarda invece le sedi residenziali, vengono considerate probabilissime le porpore per gli arcivescovi Reinhart Marx (Monaco di Baviera), Kazimierz Nycz (Varsavia), Timothy Michael Dolan (New York), Orani João Tempesta (Rio), Thomas Collins (Toronto). Due i possibili candidati spagnoli, a Toledo e Siviglia, mentre attendono la porpora anche gli arcivescovi di Westminster, Vincent Nichols, di Bruxelles, André-Mutien Léonard; di Praga, Dominik Duka. Altre possibili porpore latinoamericane potrebbero arrivare per Montevideo (Uruguay), o Asunción (Paraguay), come pure per gli arcivescovi brasiliani di Belo Horizonte, Fortaleza, Brasilia. In Asia è attesa la nomina di Malcolm Ranjith (Colombo), di Peter Okada (Tokyo), Charles Maung Bo (Yangon, in Myanmar), mentre i candidati africani sono gli arcivescovi di Kampala, Kinshasa e Yaoundé. Infine, nell’elenco potrebbe comparire anche il patriarca latino di Gerusalemme, Fouad Twal.

Andrea Tornielli,
Il Giornale

Conclusi gli Esercizi spirituali in Vaticano. Il Papa: l'uomo non è perfetto in sè, ha bisogno dell'ascolto di Dio per conoscere e divenire sè stesso

Benedetto XVI e la Curia Romana hanno terminato questa mattina la settimana di esercizi spirituali della Quaresima. Nella Cappella Redemptoris Mater del Palazzo apostolico, il predicatore salesiano, don Enrico Dal Covolo, ha ricevuto il ringraziamento e gli apprezzamenti del Papa per le sue “lezioni di Dio e della Chiesa sulla vocazione sacerdotale”. Un modo “appassionato e molto personale” di riflettere sul ministero del sacerdozio, una guida “nel cammino verso Cristo, nel cammino di rinnovamento” della vocazione. Dopo aver ascoltato, pregato e riflettuto in silenzio per una settimana nel ritiro della sua cappelletta privata, interna alla più grande cappella Redemptoris Mater, Benedetto XVI ha voluto sottolineare così il viaggio intrapreso. Il Papa ha mostrato di apprezzare proprio l’aspetto dell’ascolto intimo, profondo. Quello che – come ricordato durante gli esercizi – Salomone chiese e ricevette come grazia, la docilità di un cuore capace di ascoltare Dio: “In realtà mi sembra che qui sia riassunta tutta la visione cristiana dell'uomo. L'uomo non è perfetto in sé, l'uomo ha bisogno della relazione, è un essere in relazione...Ha bisogno dell'ascolto, dell'ascolto dell'altro, soprattutto dell'Altro con la A maiuscola, di Dio. Solo così conosce se stesso, solo così diviene se stesso”. Questo tipo di ascolto, ha proseguito il Pontefice, è segno di una sapienza possibile solo nella comunione della Chiesa. Come quella che Benedetto XVI ha rivelato di aver contemplato in questi giorni in uno degli splendidi mosaici che ornano la Cappella Redemptoris Mater, che ritrae la Vergine, definita “Trono vivente della Saggezza”, con in grembo Cristo, la “Sapienza incarnata”. “I Padri della Chiesa dicono che nel momento della concezione del Verbo eterno nel grembo della Vergine lo Spirito Santo è entrato in Maria tramite l'orecchio. Nell'ascolto ha concepito la Parola eterna, ha dato la sua carne a questa Parola. E così ci dice che cosa è avere un cuore in ascolto”. "Maria è qui circondata dai padri e dalle madri della Chiesa, dalla comunione dei santi. E così vediamo e abbiamo capito proprio in questi giorni che non nell'io isolato possiamo realmente ascoltare la Parola: solo nel noi della Chiesa, nel noi della comunione dei santi". Benedetto XVI ha quindi ricordato i cosiddetti “medaglioni” sacerdotali presentati da don Enrico Dal Covolo, che hanno dato concretezza alla riflessione sulla vocazione al ministero ordinato. Cinque ritratti esemplari di presbiteri, da San Giovanni Maria Vianney a Giovanni Paolo II, con un preambolo incentrato sulla concezione che del sacerdozio avevano i Padri antichi, da Sant’Agostino a Sant’Ignazio di Antiochia: “Così abbiamo realmente di nuovo percepito che cosa vuol dire essere sacerdote, divenire sempre più sacerdoti. Lei ha anche sottolineato che la consacrazione va verso la missione, è destinata a divenire missione. In questi giorni abbiamo approfondito con l'aiuto di Dio la nostra consacrazione. Così, con nuovo coraggio, vogliamo adesso affrontare la nostra missione. Il Signore ci aiuti. Grazie a lei per il suo aiuto, Don Enrico”.

Radio Vaticana, Agi

CONCLUSIONE DEGLI ESERCIZI SPIRITUALI DELLA CURIA ROMANA - il testo integrale del saluto del Papa

venerdì 26 febbraio 2010

I vescovi tedeschi nominano un coordinatore per accertare i casi di abusi sessuali del clero e le relative pene. Creato un ufficio e un numero verde

Al termine dell'Assemblea plenaria della Conferenza Episcopale tedesca (Dbk), il presidente dei vescovi, mons. Robert Zollitsch, ha rilasciato ieri a Friburgo una dichiarazione ufficiale sui recenti casi di abuso. ''Noi vescovi tedeschi - ha detto - siamo colpiti per ciascun caso di abuso sessuale commesso da religiosi e altri collaboratori. Vogliamo che tutto venga chiarito in modo leale, senza falsi ritegni. Le vittime hanno diritto a ciò''. Il presidente della Dbk ha annunciato la nomina di ''alcuni responsabili'' incaricati di ''verificare le direttive esistenti sugli abusi e la loro applicazione con il sostegno di consulenti esterni indipendenti''. Per una ''prevenzione completa'', Zollitsch ha auspicato ''una cultura dell'attenzione'' da parte di responsabili delle scuole e della pastorale per i giovani. Ha inoltre dichiarato che ''per la prevenzione occorre una formazione conseguentemente attenta dei futuri sacerdoti''. Zollitsch ha infine comunicato la nomina del vescovo di Treviri, mons. Stephan Ackermann, quale incaricato speciale della Dbk per tutte le questioni relative agli abusi, con la creazione di un ufficio presso il Segretariato della Dbk, e l'istituzione di un numero verde per fornire informazioni sull'argomento.

Asca

Il Papa in Portogallo. I responsabili dei viaggi papali nel Paese per fare il punto della situazione. A marzo mons. Marini per preparare le liturgie

L'équipe del Vaticano responsabile dei viaggi del Papa ha concluso ieri una visita di tre giorni in Portogallo per studiare questioni organizzative e di sicurezza in vista del viaggio apostolico di Benedetto XVI. Il Papa sarà nel Paese dall'11 al 14 maggio e visiterà Lisbona, Fatima e Porto. Secondo quanto rende noto il sito ufficiale del viaggio papale, la delegazione vaticana, guidata dal dottor Alberto Gasbarri e che includeva, tra gli altri, un responsabile della sicurezza e una rappresentante dell'Alitalia, si è riunita a Lisbona, vicino alla Nunziatura, con alcuni membri della Commissione Organizzatrice del viaggio, diretta da mons. Carlos Azevedo, vescovo ausiliare di Lisbona. Il gruppo del Vaticano ha poi avuto una riunione di lavoro al Ministero degli Esteri con rappresentanti del Protocollo di Stato e delle forze di sicurezza (PSP e GNR). Mercoledì, l'équipe è stata a Fatima e a Porto, riunendosi con i responsabili locali dell'organizzazione e della sicurezza. Giovedì si è svolta una riunione di bilancio di queste tre giornate in Portogallo. Il responsabile delle celebrazioni liturgiche pontificie, mons. Guido Marini (nella foto con Benedetto XVI), sarà in Portogallo dall'8 al 10 marzo per visitare i luoghi in cui si svolgeranno gli atti liturgici del viaggio del Papa. Mons. Marini accompagnerà la preparazione delle celebrazioni e assisterà ad alcune prove. Benedetto XVI celebrerà la Santa Messa a Lisbona, l'11 maggio alle 18.15 al Terreiro do Paço, a Porto, il 14 maggio alle 10.15 nella Avenida dos Aliados, e presiederà la Messa del Pellegrinaggio Internazionale dell'Anniversario il 13 maggio alle 10.00 a Fatima. Il 12 maggio si recherà alla Cappellina delle Apparizioni, alle 17.30; parteciperà inoltre ai Vespri nella Chiesa della Santissima Trinità, alle 18.00, alla recita del Rosario e alla Processione delle Candele, alle 21.30.

Zenit

giovedì 25 febbraio 2010

Il presidente dei vescovi tedeschi: parlerò con il Papa degli abusi sessuali dei preti in Germania. La diocesi di Monaco promette 'tolleranza zero'

Il presidente dei vescovi tedeschi, mons. Robert Zollitsch, discuterà con il Papa dei casi di preti pedofili emersi di recente in Germania, nel corso dell'udienza che Papa Ratzinger gli concederà in Vaticano a marzo. Lo ha detto lo stesso presule a conclusione dell'assemblea generale della Conferenza Episcopale tedesca che si è conclusa oggi a Friburgo. "Come ogni anno dopo l'assemblea generale partirò presto per colloqui a Roma. Nel corso della mia visita al Papa tratterò la tematica degli abusi sessuali", ribadisce Zollitsch nella nota finale, che aveva già accennato all'udienza papale a inizio dell'assemblea episcopale. Dopo le dimissioni di un abate benedettino, l'arcidiocesi di Monaco di Baviera chiede "piena trasparenza" sui fatti del passato remoto e recente e promette "tolleranza zero". "L'arcidiocesi di Monaco e Frisinga si attende dall'abate benedettino di Ettal un chiarimento senza riserve delle accuse di abusi sessuali sui minori nella scuola o nel collegio del monastero", afferma la nota diffusa nella tarda serata di ieri. "Per l'abuso sessuale di bambini e adolescenti, non ci può essere alcuna tolleranza. Quindi mi aspetto che dal monastero un inflessibili chiarimento e trattamento delle accuse e dei possibili crimini", afferma nella nota il vicario generale della diocesi, mons. Peter Beer. "Non si tratta solo degli eventi dei passati decenni, che oggi possono essere difficilmente perseguiti penalmente. Bisogna anche rispondere alla domanda se ancora nel recente passato ci sono stati colpe ed errori". L'abate del convento benedettino di Ettal, padre Barnabas Boegle, si è dimesso ieri. Otto ex allievi del collegio hanno recentemente affermato di essere stati vittima di abusi sessuali nel 1954, ma anche negli anni Settanta e Ottanta. Ora l'arcidiocesi chiede all'abbazia di specificare quanti casi sono noti, che tipo di crimine è stato compiuto e se il monastero si è adeguato alle linee guida che i vescovi tedeschi hanno approvato di recente. Inoltre l'arcidiocesi vuole spiegazioni su come sono stati trattati i religiosi sospettati e se essi sono stati mantenuti in servizio a contatto con dei minori. "So che affrontare queste accuse è un processo doloroso", afferma il vicario generale nella nota. "Ma non ci sono alternative, perché si tratta della protezione di bambini e giovani e di giustizia per le vittime". L'arcidiocesi sottolinea di aver già fornito tutte le informazioni richieste e di essere pronta a dare "ulteriore sostegno" per un "chiarimento effettivo ed efficace". "Sarebbe inaccettabile ogni dissimulazione, copertura o insabbiamento", afferma mons. Beer. "La nostra linea è tolleranza zero sugli abusi sessuali e sulla connivenza con possibili crimini. Pretendiamo piena trasparenza", afferma il presule. L'arcidiocesi di Monaco e Frisinga, di cui Joseph Ratzinger è stato arcivescovo dal 1977 al 1982, è ora retta da mons. Reinhard Marx, molto stimato dal Papa. Lo scandalo dei preti pedofili in Germania è scoppiato in seguito alle rivelazioni che il settimanale Der Spiegel ha pubblicato sugli abusi compiuti negli anni Settatanta e Ottanta nel prestigioso collegio gesuita Canisius a Berlino. Nel corso delle scorse settimane sono poi emersi numerosi altri casi relativi ad altre case di gesuiti ad Amburgo, St. Blasien (Foresta nera) e nella zona di Bonn. I gesuiti hanno condannato con nettezza i casi emersi, costretto a dimissioni il rettore di una di queste residenze per giovani e aperto un'inchiesta interna affidata all'avvocatessa Ursula Raue. Nel frattempo lo scandalo si è allargato. Sono emerse denunce di abusi che sarebbero stati compiuti in una casa per minori handicappati gestito da salesiani a Berlino-Wannsee, e l'ordine fondato da don Bosco ha aperto un'inchiesta, in altre case per ragazzi gestite da pallottini che hanno incoraggiato le vittime a parlare, da francescani minoriche per ora tacciono, e nella diocesi di Hildesheim. Ora viene toccata dallo scandalo anche la diocesi di Monaco. In Vaticano la situazione tedesca non viene sottovalutato, anche se appare evidente che i casi tedeschi sono sporadici. L'Osservatore Romano ha di recente ripubblicato, sulla situazione tedesca, un articolo precedentemente apparso sulla Frankfurter Allgemeine Zeitung nel quale si condannavano i casi di pedofilia e si ricordava che i vescovi tedeschi già negli anni scorsi hanno affrontato il tema approvando nel 2002 linee guida molto rigorose per la punizione dei colpevoli e la prevenzione di altri casi.

Apcom

Mons. Ravasi: entro l'anno nascerà la fondazione 'Il cortile dei gentili' ispirata al discorso del Papa alla Curia per il dialogo con i non credenti

Una fondazione per favorire il dialogo della Chiesa Cattolica con atei e agnostici: la annuncia, in un'intervista al quotidiano della CEI Avvenire, il presidente del Pontificio Consiglio per la Cultura, mons. Gianfranco Ravasi. ''ll nostro dicastero - spiega l'arcivescovo - sta organizzando una Fondazione intitolata 'Il cortile dei gentili' che si ispira al discorso del Papa alla Curia a dicembre''. In quell'occasione, Benedetto XVI aveva invitato la Chiesa a creare un luogo di dialogo con i non credenti 'in ricerca' e aperti all'esperienza religiosa. L'obiettivo, prosegue mons. Ravasi, è quello di ''creare una rete di persone agnostiche o atee che accettino il dialogo e entrino come membri nella Fondazione e quindi del nostro dicastero. Inoltre, vogliamo avviare contatti con organizzazioni atee per avviare un confronto (non certo con l'Uaar italiana, che è folcloristica)''. Poi, il Vaticano vuole ''studiare lo spazio della spiritualità dei senza Dio su cui aveva già indagato la Cattedra dei non credenti del cardinale Martini a Milano'' e ''sviluppare i temi del rapporto tra religione, società, pace e natura''. ''Vorremmo, con questa iniziativa - sintetizza mons. Ravasi -, aiutare tutti ad uscire da una concezione povera del credere, far capire che la teologia ha dignità scientifica e statuto epistemologico. La Fondazione vorrebbe organizzare ogni anno un grande evento per affrontare, di volta in volta, uno di questi temi''. Il debutto della Fondazione è previsto nella seconda metà di quest'anno, probabilmente a Parigi: ''Abbiamo già avuto la disponibilità di Julia Kristeva'', nota linguista e psicanalista, annuncia mons. Ravasi.

Asca

mercoledì 24 febbraio 2010

Il dolore del Papa per i cristiani uccisi a Mosul. In una lettera del card. Bertone al premier iracheno la richiesta di tutela per la comunità

Il Papa, impegnato negli Esercizi spirituali insieme ai suoi collaboratori della Curia romana, ha appreso con profondo dolore che nella zona di Mosul continuano le uccisioni di cristiani: le ultime risalgono alla giornata di ieri, con l'assassinio di tre membri di una famiglia siro-cattolica. Benedetto XVI è vicino a quanti soffrono le conseguenze della violenza con la preghiera e l'affetto. Sulle violenze contro le minoranze e in particolare contro i cristiani, il cardinale segretario di Stato aveva richiamato l'attenzione del primo ministro Nouri Kamil Mohammed al-Maliki in una lettera inviata all'inizio dello scorso gennaio e pubblicata oggi da L’Osservatore Romano. Il porporato ricorda nella lettera l’importante visita compiuta dal premier in Vaticano nel 2008 e il suo incontro col Papa. In quell’occasione era stata espressa “la speranza comune che, attraverso il dialogo e la cooperazione fra i gruppi etnici e religiosi del suo Paese, incluse le sue minoranze, la Repubblica dell'Iraq sarebbe stata in grado di effettuare una ricostruzione morale e civile, nel pieno rispetto dell'identità propria di quei gruppi, in uno spirito di riconciliazione e alla ricerca del bene comune”. Benedetto XVI aveva esortato “al rispetto in Iraq per il diritto alla libertà di culto” chiedendo “la tutela dei cristiani e delle loro chiese”. Il premier aveva assicurato al card. Bertone che il Governo iracheno avrebbe considerato “molto seriamente la situazione della minoranza cristiana che vive da così tanti secoli accanto alla maggioranza musulmana, contribuendo in modo ingente al benessere economico, culturale e sociale della nazione”. "Il Santo Padre - prosegue Bertone nella lettera datata 2 gennaio - mi ha chiesto di scriverLe ora per trasmettere la sua sincera solidarietà a Lei, Eccellenza, e a quanti sono stati uccisi o feriti nella recente serie di attacchi a edifici governativi e luoghi di culto in Iraq, sia islamici sia cristiani. Prega con fervore per la fine della violenza e chiede al Governo di fare tutto il possibile per aumentare la sicurezza intorno ai luoghi di culto in tutto il Paese, in particolare alla luce della solennità del Natale".

Radio Vaticana, Apcom

Messaggio del Papa per la Campagna di Fraternità in Brasile: perseverate nel testimoniare l'amore di Dio per condurre gli uomini fuori dal deserto

Messaggio di Benedetto XVI a sostegno della Campagna di Fraternità 2010 promossa dalla Chiesa Cattolica brasiliana, nel periodo quaresimale, insieme al Consiglio nazionale delle Chiese cristiane del Paese latinoamericano. “Non potete servire Dio e il denaro”, è il motto della Campagna incentrata sul tema “Economia e vita”. Apprezzamento da Benedetto XVI, nel suo Messaggio, per le Chiese e le comunità ecclesiali brasiliane, che hanno deciso quest’anno “di unire i loro sforzi per riconciliare le persone con Dio, aiutandole a liberarsi dalla schiavitù del denaro”. Quindi l’augurio di riscuotere lo stesso successo del Curato d’Ars, figura esemplare preso a modello dell’Anno Sacerdotale in corso, “che nel suo tempo seppe trasformare il cuore e la vita di tante persone, facendo sentire loro l’amore misericordioso del Signore”. Ricorda il Papa “che la schiavitù del denaro e l’ingiustizia ‘hanno origine nel cuore dell’uomo, dove si trovano i germi di una misteriosa connivenza col male”. "Per questo vi incoraggio – scrive il Santo Padre - a perseverare nel testimoniare l’amore di Dio", affrontando quel ‘deserto interiore’, di cui aveva già parlato all’inizio del suo Pontificato, invitando “la Chiesa nel suo insieme…a mettersi in cammino, per condurre gli uomini fuori dal deserto, verso il luogo della vita, verso l’amicizia con il Figlio di Dio, verso Colui che ci dona la vita, la vita in pienezza”. Conclude il Papa il suo messaggio: “noi esistiamo per mostrare Dio agli uomini”, perché dove “si vede Dio, comincia veramente la vita”.

Radio Vaticana


martedì 23 febbraio 2010

Il Papa esprime dolore e costernazione per le vittime dell'alluvione nell'isola portoghese di Madera e si appello alla solidarietà internazionale

Un appello alla solidarietà internazionale perchè si mobiliti a favore dell'isola portoghese di Madeira è stato lanciato da Benedetto XVI in un messaggio che esprime inoltre profondo cordoglio per le vittime delle alluvioni che, nei giorni scorsi, hanno colpito provocando almeno 43 morti e 250 dispersi. Nel telegramma inviato al vescovo di Funchal, mons. Antonio Josè Carrilho, e reso noto oggi dalla Sala Stampa vaticana, a firma del cardinale segretario di Stato Tarcisio Bertone, il Papa esprime ''dolore e costernazione'' per le vittime e i danni provocati dall'alluvione e invoca ''la benedizione e il conforto di Dio per tutti coloro che sono stati colpiti dal dramma e per quanti si stanno prodigando nei soccorsi''.

Agi, Asca

Il Papa a Torino. Lectio divine, GMG diocesana, Vie Crucis: i giovani piemontesi verso l'Ostensione della Sindone e l'incontro con Benedetto XVI

La diocesi del Piemonte si preparano a vivere l’Ostensione della Sindone e a rispondere all’invito del Papa, che sarà a Torino domenica 2 maggio per venerare il "Sacro Lino" e che nel pomeriggio incontrerà i giovani. "È grande l’attesa nel mondo giovanile – spiega mons. Pier Giorgio Micchiardi, vescovo di Acqui e delegato CEI per la Consulta regionale di pastorale giovanile – se la Sindone ricorda il mistero della passione di Gesù e fa pensare alle sofferenze umane, l’incontro col Papa spinge alla missione: i giovani che hanno incontrato Cristo devono farsi missionari verso i coetanei". Ad Acqui "oltre alla lectio divina mensile, utilizzeremo la GMG diocesana per prepararli all’appuntamento col Papa. Inoltre, entro l’anno sarà beatificata la giovane della nostra diocesi Chiara Luce Badano, morta di cancro nel 1990 dopo lunghe sofferenze, la cui figura richiama il mistero della Passione di Gesù che ritroviamo nella Sindone". Durante l’Ostensione, molte iniziative per giovani saranno proposte dalla Pastorale giovanile torinese, come la venerazione notturna della Sindone sabato 17 aprile. Tanti giovani pellegrini che da tutta Italia giungeranno a Torino per l’Ostensione saranno ospitati nella tendopoli al Villaggio di accoglienza di viale Thovez, che sarà inaugurato dall’arcivescovo Severino Poletto sabato 27 marzo, vigilia della XXV Giornata Mondiale della Gioventù. Nell’occasione il cardinale darà il mandato ufficiale del servizio ai volontari del Villaggio di accoglienza e agli oltre 250 membri del "Grande Coro Hope", che accompagnerà l’incontro col Papa. "Come commissione regionale – spiega don Carlo Rampone, coordinatore della consulta regionale di pastorale giovanile e delegato della gioventù di Asti – abbiamo collegato l’Ostensione della Sindone con la GMG di Madrid, realizzando sussidi di preghiera estiva. Per i giovani l’Ostensione è una novità, perché non l’hanno ancora vissuta, mentre la visita del Papa è la rampa di lancio verso Madrid. Occorre scaldare i motori". Ad Asti "ci siamo preparati centrando l’anno sul tema del 'Volto', agganciandoci alla Sindone e al Papa, segno in mezzo a noi della presenza di Cristo. A Pasqua faremo la Lectio con il vescovo e per la Giornata dei giovani abbiamo invitato Nando Bonini, chitarrista di Vasco Rossi che avvicina i giovani alla fede con la musica". A Novara, seconda città più popolata del Piemonte, il pellegrinaggio alla Sindone e l’incontro col Papa, come spiega don Stefano Rocchetti, arricchiranno il percorso diocesano, mentre per il catechismo è stato proposto un sussidio a partire dalla Sindone. A Vercelli venerdì 12 marzo ci sarà la Via Crucis dei giovani, la cui riflessione verterà sulla Sindone, come racconta suor Antonella Patti. Per don Emanuele Rossi, di Alessandria, l’incontro col Papa sarà "il punto di partenza verso Madrid, per cui coinvolgeremo i giovani a cominciare dai 200 che hanno già fatto le preiscrizioni per la GMG del 2011". L’Ostensione è tra i temi degli "sercizi spirituali per i giovani di Cuneo dal 5 al 7 marzo, ma anche la veglia delle Palme è stata orientata alla Sindone: "Avrà per tema 'il crocifisso risorto' e ai partecipanti daremo un piccolo segno del Volto della Sindone; inoltre faremo l’adorazione della croce sullo stile di Taizé – spiega don Mauro Biodo –. Insieme con le diocesi di Alba , Mondovì, Saluzzo e Fossano abbiamo preparato un sussidio di preghiera per giovani con l’invito a partecipare all’incontro col Papa, mentre dopo Pasqua vorremmo chiamare un sindonologo a parlare ai giovani". La Sindone è per i giovani "una provocazione a riscoprire la 'passione' – conclude don Maurizio De Angeli, referente della Pastorale giovanile della diocesi di Torino – nella doppia accezione di sofferenza e di aspirazioni che li animano".

Fabrizio Assandri, Avvenire

Mons. Crociata: gratitudine al Signore per la guida sperimentata di Papa Benedetto XVI, per tutti i credenti maestro autorevole e sapiente

La gratitudine al Signore "si mani­festa nella singolarità del nostro tempo di Chiesa per la guida speri­mentata del Santo Padre Benedetto XVI". Nel cui insegnamento "rilevia­mo attestato in maniera inimitabile quella dimensione del ministero pe­trino che il termine 'magistero' peculiarmente esprime, e che il simbolo della cattedra racchiude, ovvero il suo essere per tutti i credenti maestro au­torevole e sapiente". Lo ha detto il vescovo Mariano Cro­ciata, segretario generale della Confe­renza Episcopale italiana, nell’omelia della Messa celebrata ieri mattina pres­so il Policlinico "Agostino Gemelli" di Roma, nel giorno della festa della Cat­tedra di San Pietro. Una ricorrenza, ha sottolineato il presule, che ispira tre considerazioni: innanzitutto che "l’in­segnamento che sostanzia e alimenta la vita della Chiesa scaturisce per Pie­tro dal suo incontro personale, a tu per tu, con il Signore Gesù, dalla sua fede apertamente professata in lui e dall’essere stato chiamato e investito da lui di una missione che lo sequestra e lo destina". Seconda considerazione è che "solo quei pasto­ri che hanno fatto l’esperienza e salvaguardano la relazione personale con il Signore, possono vivere il rapporto con il gregge – che non è lo­ro, ma di Dio, che lo ha loro affidato – sorvegliandolo volentieri, non per vile interesse, non spadroneggiando ma facendosi modello". La terza, infine, è che "anche i fedeli sono chiamati a riprodurre in sé la struttura dell’esperienza pastorale. Infatti "l’anima del dinamismo profondo di tutta l’esistenza cristiana consiste nel lasciarsi conquistare dall’esperienza dell’incontro con il Signore, per far procedere...un profon­do rinnovamento di vita nella comunione con i fratelli di fede e nella te­stimonianza della sua bellezza di fronte a tutti nel cuore del mondo".

Avvenire

Verso la Giornata Mondiale della Gioventù 2011. Una delegazione della CEI a Madrid per preparare la partecipazione dei giovani italiani all'evento

In vista della prossima Giornata Mondiale della Gioventù 2011, una delegazione della CEI si recherà a Madrid (foto), in Spagna, per incontrare il Comitato organizzatore della GMG presieduto da don Gregorio Roldàn. La delegazione italiana sarà composta da mons. Domenico Pompili, sottosegretario e portavoce della CEI, mons. Fasani, economo della CEI, don Nicolò Anselmi, responsabile del Servizio nazionale per la pastorale giovanile della CEI, don Domenico Beneventi, del Servizio nazionale per la pastorale giovanile della CEI. La delegazione partirà domani 24 febbraio e la mattina di giovedì 25 incontrerà i responsabili del Comitato, a partire dal vescovo ausiliare e coordinatore generale della GMG di Madrid, mons. Cesar Franco Martinez. Nel corso dell’incontro si discuterà della partecipazione degli italiani alla Giornata Mondiale. Nei giorni fino a domenica 28, la delegazione visiterà inoltre i luoghi della GMG e verranno acquisite ulteriori informazioni circa le modalità di iscrizione. Durante la permanenza a Madrid la delegazione incontrerà il card. Antonio María Rouco Varela, arcivescovo di Madrid, e don Javier Igea Lòpez-Fandò, responsabile nazionale dell’ufficio per la pastorale giovanile della Conferenza Episcopale spagnola. Nel corso della visita la delegazione incontrerà anche don Joaquìn Martin Abad, Vicario episcopale e responsabile dell’accoglienza dei vescovi alla GMG. Alla GMG di Colonia hanno partecipato circa 120.000 giovani provenienti dalle varie diocesi e aggregazioni laicali della Penisola; a quella di Sydney, l’Italia con il suoi 16.000 partecipanti era tra gli Stati più numerosi.

GMG2011.it

Mons. Zollitsch chiede scusa alle vittime degli abusi sessuali compiuti da alcuni gesuiti tedeschi. A marzo ne discuterà con Benedetto XVI in Vaticano

I vescovi tedeschi chiedono scusa alle vittime degli abusi sessuali compiuti in alcune scuole di gesuiti della Germania tra gli anni ‘70 e ‘90. Al termine della prima giornata della riunione di primavera della Conferenza Episcopale tedesca a Friburgo, il presidente Robert Zoellisch, ha chiesto pubblicamente scusa, aggiungendo che il mese prossimo ne discuterà direttamente con Papa Benedetto XVI in Vaticano. Zoellisch si è detto “profondamente sconvolto” dallo scandalo. ''Gli abusi sessuali sui minori sono sempre un crimine atroce. Voglio associarmi a quanto fatto da Papa Benedetto XVI e chiedere scusa a tutti coloro che sono rimasti vittime di questi crimini'', ha detto Zollitsch in una conferenza stampa in cui ha ammesso che si tratta di fatti ancora più odiosi perchè gli adolescenti ripongono una fiducia particolare nei sacerdoti. Il presidente della Conferenza Episcopale ha assicurato che i vescovi tedeschi denunceranno alle procure i casi di abusi di cui dovessero venire a conoscenza. La vicenda è esplosa in Germania il mese scorso, quando una rinomata scuola gestita dai gesuiti a Berlino ha ammesso abusi sessuali sistematici sui suoi alunni messi in atto da due sacerdoti cattolici. Oltre un centinaio le vittime degli abusi accertati.

Agi, Asca

lunedì 22 febbraio 2010

Mons. Neary: Benedetto ha chiesto perdono alle vittime degli abusi sessuali del clero in Irlanda. Possibile la riorganizzazione della Chiesa locale

Papa Benedetto XVI ha ''chiesto il perdono delle vittime'' di abusi sessuali commessi da parte di alcuni membri della Chiesa d'Irlanda durante il summit di due giorni con i vescovi del Paese che si è tenuto la settimana scorsa in Vaticano. Lo riferisce mons. Michael Neary, arcivescovo di Tuam, in una lettera inviata ai sacerdoti della sua diocesi per riferire dei contenuti dell'incontro. Durante l'incontro in Vaticano, si è anche parlato di una ristrutturazione della struttura amministrativa della Chiesa irlandese. L'Irlanda ha 26 diocesi per una popolazione cattolica di meno di 4 milioni di persone, contro le 27 diocesi di un paese come la Germania, dove i cattolici sono più di 25 milioni. A parlarne in Vaticano, secondo quanto ha riferito in un'intervista alla BBC mons. Noel Treanor, vescovo di Down and Connor, sono stati i cardinali Re, prefetto della Congregazione per i vescovi, e Bertone, segretario di Stato vaticano, che ne hanno parlato come di una ''possibilità'' senza però approfondire il tema.

Asca

Giornata di preghiera degli anglo-cattolici per discernere la via da seguire dopo la pubblicazione della Costituzione 'Anglicanorum coetibus'

Oggi in tutta la Gran Bretagna gli anglo-cattolici celebrano una “Giornata di preghiera” per “riflettere e discernere la via da seguire” in seguito alla pubblicazione in novembre da parte della Santa Sede della Costituzione “Anglicanorum coetibus”. L’iniziativa - riferisce l'agenzia SIR - è promossa da “Forward in faith”, il gruppo che rappresenta, all’interno della Comunione Anglicana, l’area più vicina alla Chiesa Cattolica, contraria soprattutto all’ordinazione delle donne al sacerdozio e all’episcopato. In molte parrocchie di Inghilterra e Galles cattolici e anglo-cattolici pregheranno insieme sul loro futuro. Nella presentazione dell’iniziativa si sottolinea come la data del 22 febbraio coincida con la festa della Cattedra di San Pietro, una importante ricorrenza liturgica, che ricorda il ministero svolto dal successore di Pietro. Nella documentazione che “Forward in faith” ha preparato per la celebrazione della Giornata, si fa il punto sul dialogo cattolico-anglicano riguardo alla sede di Pietro. Nella documentazione, si afferma: “Nel XVI secolo, gli anglicani hanno rifiutato la giurisdizione del vescovo di Roma come primato universale”. “Oggi, tuttavia – si legge nel testo - alcuni anglicani stanno cominciando a considerare il valore potenziale di un ministero di primato universale che potrebbe essere esercitato dal vescovo di Roma come segno e focus dell’unità all’interno di una Chiesa ri-unita”. Nella stessa documentazione si precisa che “nonostante le notizie di stampa” la Giornata odierna di preghiera “non è un giorno di decisione. La Costituzione Apostolica ("Anglicanorum coetibus") non è un punto di crisi, ma l'apertura, in modo permanente, di un nuovo modo di entrare in unità con la Sede di Pietro. Le decisioni su come e se questo debba accadere per ciascuno di noi avverranno in luoghi differenti e in differenti momenti. La data di oggi è un momento di preghiera e di discernimento. Che Dio ci benedica”. Molti degli anglicani che stanno pensando di diventare cattolici, aspettano il Sinodo generale della Chiesa di Inghilterra del prossimo luglio prima di decidere che cosa fare. Al Sinodo infatti verrà discussa la possibilità di qualche misura speciale per accomodare chi è contrario all’ordinazione delle donne vescovo.

Radio Vaticana

I vescovi irlandesi: il Papa ci ha ascoltato attentamente, l'incontro tappa importante per la guarigione. Entro Pasqua dimissioni di un altro vescovo

La durata dell’incontro, la presenza personale ai colloqui di Papa Benedetto XVI, la partecipazione massiccia di 9 rappresentanti tra cardinali e arcivescovi della Curia romana dimostrano la “gravità” con la quale la Santa Sede guarda a quanto emerso dal Rapporto Murphy. I vescovi di Irlanda hanno preso per la prima volta la parola ieri dopo l’incontro avuto la scorsa settimana con il Papa e nelle omelie pronunciate per la prima domenica di Quaresima, si dicono tutti impressionati dalla “serietà” con cui il Vaticano sta affrontando la questione. “Il Rapporto Murphy – dice il vescovo Michael Smith di Meath – sottolinea i gravi errori commessi e la terribile sofferenza che hanno subito troppi bambini”. Il Papa – fa sapere il vescovo ai suoi fedeli – “ha ascoltato attentamente i commenti e i suggerimenti di tutti i presenti” e “contrariamente a quanto riportato da alcuni resoconti, ho trovato l’incontro con Papa Benedetto il più aperto, onesto e impegnato al quale abbia mai preso parte”. Dello stesso parere anche il vescovo Noel Treanor di Down e Connor secondo il quale l’incontro della scorsa settimana indica “la misura della importanza data da Benedetto XVI al crimine, al peccato e all’orrore degli abusi sessuali commessi ai danni di bambini e minori e adulti vulnerabili. Il Papa – ha aggiunto – ha espresso la sua tristezza per quanto accaduto qui in Irlanda”. Si tratta – ha detto mons. Treanor - di una “ferita” che è stata causata “nella vita delle vittime, nella vita della Chiesa e, per estensione, nella società. Come tale, questo incontro non può sanare” il dolore. Nei loro interventi, i vescovi hanno più volte sottolineato il fatto che tutto ciò “è avvenuto all’interno della Chiesa”, “hanno riconosciuto la cattiva gestione” con la quale si è cercato di “coprire” aggiungendo “sofferenza, rabbia e dolore” alle vittime. Ora è importante guardare al futuro e il vescovo Treanor ha ricordato come nella sua diocesi di Down e Connor, esiste un ufficio per la protezione dei minori gestito da professionisti. Per mons. Dennis Brennan, vescovo di Ferns, l’incontro con Benedetto XVI segna “un'ulteriore tappa nella ricerca di vitale importanza per la guarigione”. “Al nostro rientro a casa – ha aggiunto il vescovo - abbiamo assistito, ancora una volta, al dolore delle vittime sopravvissute che provano grande delusione perché il risultato del nostro incontro è di gran lunga al di sotto delle loro aspettative”. Il vescovo esprime assicurazioni sul fatto che “la visita a Papa Benedetto XVI da parte dei vescovi è solo una parte di un processo in corso”, “un passo importante sulla strada, da cui non si può tornare indietro”, di “un percorso di riconciliazione con i sopravvissuti - fondata sulla giustizia e il rispetto” che “rimane una priorità”. Il processo delle dimissioni rassegnate da mons. James Moriarty, oggi vescovo di Kildare e Leighlin, “sta andando avanti. Non è in questione il ‘se’ o il ‘quando’. Non saranno immediate ma non andranno oltre Pasqua”. Ad annunciarlo ieri è stato lo stesso mons. Moriarty, nella omelia della prima domenica di Quaresima. Mons. Moriarty è uno dei vescovi che vengono espressamente accusati dal Rapporto Murphy per aver coperto gli abusi sessuali ai danni di minori commessi da personale religioso dell’arcidiocesi di Dublino. Fino ad oggi, però, Papa Benedetto XVI ha accettato le dimissioni solo di mons. Donal Murray, vescovo di Limerick. La scorsa settimana – è lo stesso vescovo di Kildare a rivelarlo – a margine dell’incontro dei vescovi irlandesi con il Papa, mons. Moriarty ha parlato delle sue dimissioni in un “incontro privato” con il card. Re, prefetto della Congregazione dei vescovi. Ed ha aggiunto: “la quantità di tempo e di attenzione prestata personalmente dal Papa Benedetto XVI è stata impressionante”. La pubblicazione della Lettera pastorale di Benedetto XVI all’Irlanda è prevista per metà marzo.

SIR

Festa della Cattedra di San Pietro. Benedetto XVI: nella debolezza degli uomini Dio manifesta la sua forza, è Lui stesso a costruire la sua Chiesa

La Chiesa celebra oggi la festa della Cattedra di San Pietro, un’importante ricorrenza liturgica che pone in luce il ministero del Vescovo di Roma al servizio dell’unità dei discepoli di Cristo. La "cattedra", letteralmente, è il seggio fisso del vescovo, posto nella chiesa madre di una diocesi, che per questo viene detta "cattedrale", ed è il simbolo dell’autorità del vescovo e, in particolare, del suo "magistero", cioè dell’insegnamento evangelico che egli, in quanto successore degli Apostoli, è chiamato a custodire e trasmettere alla Comunità cristiana. La Cattedra di Pietro simboleggia, dunque, l’autorità del Vescovo di Roma che presiede alla comunione universale della carità, tutelando la varietà legittima delle Chiese particolari e vegliando affinché ciò che è particolare, non solo non danneggi l’unità, ma piuttosto la serva.
Il Primato del Papa, spiega Benedetto XVI, non è perciò un potere secondo le modalità di questo mondo ma si inserisce nella sequela di Cristo: “È il potere del bene – della verità e dell'amore, che è più forte della morte. Sì, è vera la sua promessa: i poteri della morte, le porte degli inferi non prevarranno contro la Chiesa che Egli ha edificato su Pietro (cfr Mt 16, 18) e che Egli, proprio in questo modo, continua ad edificare personalmente” (29 giugno 2006).
La Chiesa, sottolinea il Papa, è sempre Chiesa di Cristo e non di Pietro che svolge il suo ruolo con le sue fragilità umane nella consapevolezza che Cristo è la roccia: “Così anche nel ministero di Pietro si rivela, da una parte, la debolezza di ciò che è proprio dell'uomo, ma insieme anche la forza di Dio: proprio nella debolezza degli uomini il Signore manifesta la sua forza; dimostra che è Lui stesso a costruire, mediante uomini deboli, la sua Chiesa” (29 giugno 2006).
Benedetto XVI chiede il sostegno della preghiera: “Questa festa mi offre l’occasione per chiedervi di accompagnarmi con le vostre preghiere, perché possa compiere fedelmente l’alto compito che la Provvidenza divina mi ha affidato quale Successore dell’apostolo Pietro” (Angelus, 22 febbraio 2009).

Radio Vaticana

Conclusa l'Ostensione delle spoglie di Sant'Antonio di Padova. Il Papa: il suo luminoso esempio susciti propositi di amore verso Cristo e i fratelli

Ostensione da record per le spoglie di Sant’Antonio. E messaggio del Papa Benedetto XVI per la chiusura dell’evento, arrivato ieri sera a Padova durante la Messa delle 19 in Basilica, presieduta da padre Jerzy Norel, vicario generale dei frati e letto dal vice rettore padre Giorgio Laggioni. "Concludendosi l'Ostensione delle spoglie mortali Sant’Antonio di Padova ricomposte in artistica urna in seguito alla traslazione e restauro della cappella dell’Arca - dice il messaggio inviato dal card. Tarcisio Bertone -, il Sommo Pontefice spiritualmente presente rivolge affettuoso pensiero ai benemeriti Frati Minori Conventuali e pellegrini e devoti del santuario accorsi numerosi a venerare reliquie grande apostolo predicazione et carità. Sua Santità auspica che provvido evento riproponendo luminoso esempio sacerdote francescano tanto popolare che affascinò generazioni di fedeli ispirando numerosi giovani ad abbracciare vita consacrata nella fedeltà e regola serafica, susciti rinnovati propositi di amore verso Cristo e i fratelli come pure generoso impegno per giustizia et pace. Con tali voti il Santo Padre invoca per intercessione grande taumaturgo copiosi favori celesti su quanti prendono parte alla solenne manifestazioni e di cuore invia speciale benedizione apostolica". Duecentomila presenze in questa settimana di venerazione, con un flusso di 2500 persone all’ora. Ieri la coda di pellegrini arrivava fino a Pontecorvo, attese anche di nove ore per arrivare alla Cappella delle Reliquie dov’era esposto il corpo del Santo. Mai vista così tanta gente, nei giorni precedenti. Oltre ogni previsione. Il serpentone di pellegrini, arrivati da tutta Europa per le ultime ore a disposizione, ha superato i due chilometri di lunghezza: dalla Basilica, attraverso il Prato della Valle, passando davanti a Santa Giustina, fino a via Sanmicheli, a due passi da piazzale Pontecorvo. Accantonata definitivamente l’ipotesi di prorogare di un’altra settimana l’Ostensione del corpo del Santo, è stato però prorogato l’orario. Il rettore della Basilica padre Enzo Poiana ieri si è imposto: "L’ostensione non si chiude fino a quando l’ultimo dei fedeli della lunga coda non avrà potuto venerare le spoglie". L’appuntamento sarà forse tra 21 anni, con una nuova Ostensione per il 2031, nel VIII centenario della morte del Santo. Cinquecento gli agenti impiegati ogni giorno nella sorveglianza, tra polizia, digos e squadra mobile, 45 i carabinieri, 420 i vigili urbani. Sono state 70 mila le presenze di fedeli solo ieri, un record inimmaginabile se confrontato con la media di 25/30 mila visite dei giorni precedenti. L’ipotesi iniziale di accogliere circa 120 mila pellegrini per l’evento si è rivelata del tutto sottostimata, visto che i numeri (ancora provvisori in tarda serata) parlavano di 2oo mila visitatori. Sono state 150 mila le preghiere e richieste d’aiuto depositate. Oltre 500 le persone che ogni giorno hanno sorvegliato l’ostensione, tra frati, protezione civile, Cisom, guardie della Basilica, volontari e dipendenti del Messaggero di Sant’Antonio. Alle 19 tutto si sarebbe dovuto concludere con la traslazione del corpo del Santo dalla Cappella delle Reliquie nell’Arca, fresca di restauro. Ma come da promessa i frati del Santuario antoniano hanno atteso che anche l’ultimo fedele avesse la possibilità di pregare sulla teca di cristallo. La cerimonia si è svolta così verso le 23. Al termine dell’Ostensione il sindaco Flavio Zanonato ha deposto accanto alle reliquie un sigillo d’argento e una pergamena come segno del grande affetto che lega Padova al suo Santo. Il corpo di Sant’Antonio è ritornato nella sua dimora tradizionale, tumulato nel marmo della Cappella dell’Arca.

Riccardo Bastianello, Corriere della Sera.it

(Foto Cantuale Antonianum)

Ad Assisi un Centro studi sulle radici ebraico-cristiane dell'Europa. Il Papa: una rinnovata coscienza che permetta di dialogare con le altre civiltà

Nasce ad Assisi un “Centro studi sulle radici culturali ebraico-cristiane della civiltà europea” istituito presso l’Università degli Studi di Perugia. Il centro sarà inaugurato oggi pomeriggio alle 17 con una cerimonia al Salone Papale del Sacro Convento di San Francesco. L’origine di questo centro di studi si trova nel contesto della celebrazione del settimo centenario di fondazione dell’Università perugina, avvenuta l’8 settembre 2008. In quella occasione, Papa Benedetto XVI ha inviato una lettera al rettore dell’Università in cui esprimeva il suo plauso per l’iniziativa. “Ritengo quanto mai significativa ed opportuna – scrive Benedetto XVI – la decisione, presa da codesto Ateneo, di aprire un centro studi sulle radici culturali ebraico-cristiane della civiltà europea”. “E’ infatti solo attingendo da tale patrimonio – sottolinea il Pontefice – che è possibile elaborare, nell’attuale temperie culturale dispersiva e relativistica, sintesi robuste ed efficaci, che sappiano al tempo stesso sostenere una rinnovata coscienza europea e permetterle di dialogare con le altre civiltà”. La cerimonia di inaugurazione sarà aperta dai saluti delle autorità. Seguiranno una relazione del vescovo di Chieti-Vasto, mons. Bruno Forte ed una tavola rotonda su "Le radici ebraico-cristiane della civiltà europea”. Saranno presenti tutti i vescovi dell’Umbria.

SIR

Iniziati gli Esercizi spirituali della Curia romana. Don Da Covolo: la presenza del Papa esemplare, abbiamo tutti bisogno della misericordia di Dio

Con l'esposizione eucaristica e la celebrazione dei vespri sono iniziati ieri, alle ore 18, gli Esercizi spirituali per la Curia romana, alla presenza del Papa, in preparazione alla Pasqua. Gli Esercizi avranno luogo nella cappella Redemptoris Mater del Palazzo apostolico vaticano fino a sabato 27 febbraio. Durante la settimana saranno sospese tutte le udienze pontificie, compresa quella generale di mercoledì prossimo. Le meditazioni saranno proposte dal salesiano don Enrico Ddal Covolo e avranno come tema "Lezioni di Dio e della Chiesa sulla vocazione sacerdotale". "La presenza del Santo Padre è esemplare, è un altissimo esempio per tutti i fedeli - spiega a Radio Vaticana don Dal Covolo - quasi a dire che nessuno è escluso e che tutti abbiamo bisogno di questi momenti decisivi per un recupero in profondità della nostra vita spirituale. La presenza del Papa ci richiama anche a meditare su un altro aspetto: nella Chiesa nessuno è già Santo, tutti hanno bisogno dell'aiuto della grazia, dell'aiuto dello Spirito, della preghiera. Siamo tutti peccatori e tutti abbiamo bisogno della misericordia di Dio, di poterla incontrare". '''Lezioni di Dio' - ha spiegato ancora il salesiano - indica il metodo di questi esercizi. Il metodo è quello antico della Lectio Divina, ma anche 'lezioni della Chiesa'. Intendo infatti terminare ogni giornata degli Esercizi spirituali con altrettanti 'medaglioni' di figure sacerdotali esemplari: Sant'Agostino, il Santo Curato d'Ars, il Curato di campagna di Bernanos, don Giuseppe Quadrio e, finalmente, il venerabile servo di Dio Giovanni Paolo II che ha commissionato il restauro della Cappella 'Redemptoris Mater', dove si terranno gli Wsercizi spirituali. Nel titolo si fa riferimento poi alla 'vocazione sacerdotale' perchè era un tema praticamente obbligatorio nel cuore dell'Anno Sacerdotale''. Il valore ''primario'' degli Wsercizi spirituali, per don dal Covolo, sta nel ''bisogno assoluto di trovare dei momenti fermi, nei quali potersi concentrare nella propria intimità con il Signore''. ''Oggi - spiega - questi Esercizi spirituali possono rivestire un significato del tutto speciale perchè forse siamo travolti da un'accelerazione della storia, che rischia di farci smarrire la vera gerarchia dei valori. Gli esercizi spirituali hanno lo scopo di aiutarci a mettere ordine nella nostra vita''.

domenica 21 febbraio 2010

Verso la Giornata Mondiale della Gioventù 2011. Il card. Varela sulla Via Crucis, le relazioni Stato-Chiesa sull'evento e l'accoglienza dei giovani

Il card. Antonio María Rouco Varela, arcivescovo di Madrid, si è concesso ai corrispondenti della stampa internazionale per spiegare le ultime novità della Giornata Mondiale della Gioventù 2011 e la sua dimensione mondiale. “Le relazioni Stato-Chiesa per quanto riguarda la Giornata Mondiale della Gioventù funzionano perfettamente”, ha affermato il 19 febbraio. Il porporato ha anche ringraziato per il clima di collaborazione con le amministrazioni pubbliche. Oltre a fornire spazi cittadini e strutture pubbliche, alla GMG è stato concesso il carattere di avvenimento di interesse pubblico straordinario, che concede benefici fiscali alle imprese che patrocinano l'evento. La collaborazione con il Governo spagnolo si estende però anche al rilascio dei visti: si sta lavorando, infatti, a formule facilitate e responsabili per accogliere le persone che provengono da Paesi che necessitano di questo iter. Tra le varie celebrazioni previste per l'evento, che si terrà a Madrid nell'agosto 2011, spicca la Via Crucis che si svolgerà lungo il paseo de la Castellana, l'asse viario della capitale spagnola. “Sarà una grande manifestazione culturale della Settimana Santa spagnola”, ha spiegato il cardinale, aggiungendo che riunirà Passioni di grande valore artistico e religioso provenienti da tutto il Paese. L'arcivescovo di Madrid ha ribadito che la sfida principale sarà quella logistica: “Dobbiamo essere preparati ad accogliere due milioni di giovani, dar loro da mangiare e fornire un luogo in cui dormire”. Si prevede che assistano a questo incontro di giovani anche più di mille vescovi e la metà dei cardinali di tutta la Chiesa. Il porporato si è comunque mostrato fiducioso di fronte a questa sfida, visto che “a Madrid abbiamo una capacità di risposta molto grande” e si è fatto anche tesoro dell'esperienza in altri grandi appuntamenti con il Papa. Molte famiglie madrilene accoglieranno i giovani, e si predisporranno anche grandi spazi per ospitare molti altri partecipanti alla GMG. “Madrid sarà una grande festa internazionale”, ha dichiarato il card. Rouco, “con una maggioranza di europei ma anche con molti giovani di Africa, America Latina e Asia”. La maggior parte dei giovani che assistono alla GMG è composta da cattolici, ma l'evento è aperto a persone di qualsiasi confessione religiosa e agnostici. “Tutti verranno accolti con rispetto, affetto e fraternità”, ha assicurato il cardinale. “La verità si propone, non si impone”, ha sottolineato parafrasando Giovanni Paolo II, che lo disse ai giovani a Cuatro Vientos nel suo ultimo viaggio in Spagna nel 2003. Rispondendo alle domande dei giornalisti sulla situazione religiosa della gioventù europea, il card. Rouco Varela ha riconosciuto che ci sono problemi. Ad ogni modo, si è detto “molto ottimista sulla gioventù europea”. “Non si può generalizzare dicendo che i giovani hanno rotto con le loro radici cristiane, e in Spagna e in molti altri Paesi si osserva una rinascita della fede in molti di loro”. Ha anche avvertito che le GMG, iniziate 25 anni fa, segnano un'inversione di tendenza in molti luoghi, e lasciano un segno nella vita dei giovani. In questo senso, ha dichiarato che “è un fatto quasi automatico che dopo ogni GMG aumentino le vocazioni sacerdotali o alla vita consacrata”.

Zenit

Quaresima 2010. Padre Lombardi: Benedetto XVI modello per vivere bene la Quaresima attraverso l'ascolto della Parola di Dio, la penitenza e la carità

Solidarietà verso i poveri, penitenza e conversione, ma anche preghiera e ascolto della Parola di Dio. Sono questi i temi richiamati recentemente da Benedetto XVI e che dovrebbero scandire la Quaresima di ogni fedele cristiano. E' quanto ha detto padre Federico Lombardi, direttore della Sala Stampa della Santa Sede, nel suo ultimo editoriale per il settimanale del Centro Televisivo Vaticano "Octava Dies". “Nella società secolarizzata molti non sanno più bene che cosa significhi la Quaresima e come la si debba vivere – ha osservato il sacerdote gesuita –. Se vogliamo una risposta chiara e concreta: basta guardare che cosa fa Papa Benedetto”. “Domenica scorsa – ha continuato – è andato all’Ostello della Caritas alla Stazione ferroviaria di Roma. Ha incontrato i poveri della città di cui è vescovo: è stato loro vicino, ha stretto le loro mani, li ha guardati negli occhi con commozione, ha avuto per loro parole di conforto e di speranza. Carità concreta”. “Lunedì e martedì – ha aggiunto – è stato con i vescovi dell’Irlanda. Ha pregato e condiviso le loro riflessioni sulla situazione della Chiesa nel loro Paese, dove si sono verificati tanti peccati e tanti errori, e lo scandalo per gli abusi sessuali anche da parte di sacerdoti ha ferito tante persone e umiliato profondamente la Chiesa”. “Il Papa – ha continuato il portavoce vaticano – li ha esortati a domandare la misericordia di Dio e il dono dello Spirito per il rinnovamento della Chiesa. Conversione e penitenza”. “Mercoledì e giovedì – ha proseguito –, il Papa ha celebrato la liturgia penitenziale, ricevendo e imponendo le ceneri, e poi si è incontrato con i sacerdoti della sua diocesi per leggere e meditare una pagina della Scrittura. Lo ha fatto con l’abituale profonda intelligenza e sapienza, aiutandoci a ritrovare il gusto - forse perduto - dell’ascolto della Parola di Dio”. “Preghiera e ascolto della Parola, conversione e penitenza, opere della carità. Come diceva Gesù a chi lo interrogava: Và e anche tu fa lo stesso!”, ha quindi concluso.

Zenit

La Quaresima di Papa Benedetto: editoriale di padre Lombardi

Il Papa: il mondo si migliora con la grazia di Dio incominciando da se stessi. La Quaresima tempo di 'agonismo' spirituale da vivere insieme con Gesù

"Il mondo si migliora incominciando da se stessi, cambiando, con la grazia di Dio, cio che non va nella propria vita": lo ha detto Papa Benedetto XVI alla recita dell'Angelus, nella prima domenica di Quaresima. "Cristo è venuto nel mondo - ha continuato il Pontefice - per liberarci dal peccato e dal fascino ambiguo di progettare la nostra vita a prescindere da Dio. Egli l'ha fatto non con proclami altisonanti, ma lottando in prima persona contro il Tentatore, fino alla Croce". Il Pontefice ha ripercorso le tentazioni di Gesù, che "non furono un incidente di percorso, ma la conseguenza della scelta di Gesù di seguire la missione affidatagli dal Padre, di vivere fino in ondo la sua realta di Figlio amato, che confida totalmente in Lui". La prima, che “prende origine dalla fame, cioè dal bisogno materiale”; la seconda, con “l’inganno del potere, che Gesù smaschera e respinge”; la terza, in cui “il Tentatore propone a Gesù di compiere un miracolo spettacolare”. “Riferendosi sempre alla Sacra Scrittura – ha spiegato il Papa - Egli antepone ai criteri umani l’unico criterio autentico: l’obbedienza alla volontà di Dio. Anche questo è un insegnamento fondamentale per noi: se portiamo nella mente e nel cuore la Parola di Dio, se questa entra nella nostra vita, possiamo respingere ogni genere di inganno del Tentatore. Inoltre, da tutto il racconto emerge chiaramente l’immagine di Cristo come nuovo Adamo, Figlio di Dio umile e obbediente al Padre, a differenza di Adamo ed Eva, che nel giardino dell’Eden avevano ceduto alle seduzioni dello spirito del male”. “La Quaresima – ha concluso Benedetto XVI - è come un lungo ‘ritiro’, durante il quale rientrare in se stessi e ascoltare la voce di Dio, per vincere le tentazioni del Maligno. Un tempo di ‘agonismo’ spirituale da vivere insieme con Gesù, non con orgoglio e presunzione, bensì usando le armi della fede, cioè la preghiera, l’ascolto della Parola di Dio e la penitenza. In questo modo potremo giungere a celebrare la Pasqua in verità, pronti a rinnovare le promesse del nostro Battesimo”. Il Papa ha infine evocato la Vergine Maria perché “interceda in particolare per me e i miei collaboratori della Curia romana, che questa sera inizieremo gli Esercizi Spirituali”.

Apcom, AsiaNews


sabato 20 febbraio 2010

Matteoli al Papa: ammiriamo la sua paterna insistenza che da forza e coraggio al mondo e la sua forza di apostolo delle genti, tra e per le genti

Un “grazie” per l’attenzione dimostrata anche oggi al tema del trasporto aereo è stato rivolto a Benedetto XVI da Altero Matteoli, ministro delle Infrastrutture e dei trasporti del governo italiano. Parlando all’inizio dell’udienza all’Enac e all’Enav il ministro, riferisce L’Osservatore Romano, ha detto al Papa che “la sua parola e la sua vicinanza” infondono “forza e coraggio per la nobiltà possibile e necessaria per la vita di ciascuno. Siamo fortemente ammirati - ha aggiunto - dalla sua paterna insistenza magisteriale che imprime forza e coraggio al mondo intero, affinchè segua e viva quei principi di ordine, di pace, di equilibrio, di rispetto autentico; affinchè la terra torni a essere strumento di edificazione morale e sociale, degno di una vita veramente umana, ispirata ai principi di verita’ e di giustizia”. Matteoli ha anche espresso ammirazione al Pontefice “per la sua forza di apostolo delle genti, tra le genti, per le genti”. Da parte sua, il presidente dell’Enac Vito Riggio, che ha spiegato come nell’Aula Paolo VI fossero rappresentati “tutti gli attori del traffico aereo italiano: dai cosmonauti dell’Agenzia spaziale italiana ai piloti di ultraleggeri. I tecnici, i dirigenti, le maestranze di Finmeccanica, leader mondiale del settore aereo, elicotteristico ed elettronico, di cui si avvalgono i controllori del traffico, i piloti delle nostre compagnie e gli equipaggi, a cominciare da Alitalia, che ha l’onore di averla come speciale passeggero; il personale di terra; gli addetti alla sicurezza, le forze dell’ordine, i vigili del fuoco, tutti gli aeroporti italiani, gli addetti alla manutenzione, il personale militare che vigila sui nostri cieli e partecipa con onore alle missioni di pace della comunità internazionale. Tutti - ha aggiunto Riggio - garantiscono lo svolgimento del volo in sicurezza e curano la qualità dei servizi, di cui ogni anno si avvalgono 135 milioni di passeggeri, con oltre ottomila voli al giorno”. “Siamo arrivati - ha assicurato il presidente dell’Enac - a un livello di sicurezza molto alto e vi dobbiamo restare. L’orizzonte non è del tutto chiaro, persistendo una crisi mondiale tanto aspra e vasta che coinvolge in prima battuta i trasporti riducendo il reddito delle persone. Ma stiamo tutti ai nostri posti, con dignità e fiducia. Certo nell’interesse di un servizio essenziale che ha allargato i confini e reso il mondo piu’ aperto e libero. Ma anche per l’intima soddisfazione di lavorare al meglio per le persone che si affidano a noi, specie i più deboli, gli anziani, i bambini, le persone a ridotta mobilità”. Per il presidente Riggio, “complemento del trasporto aereo è ovunque la pace. Che ricerchiamo ? ha sottolineato ? come bene prezioso e premessa dello sviluppo e del lavoro, cui lei si è recentemente riferito con un appello a difenderlo, a valorizzarlo, a diffonderlo. E questo si fa lavorando di più, meglio, con maggiore tecnologia e formazione umana e professionale, in una competizione serrata che vede emergere sempre nuovi protagonisti”.

Agi

Il primo ministro libanese Hariri presenta a Benedetto XVI la decisione di fare del giorno dell'Annunciazione di Maria una festa cristiano-musulmana

E' stato oggi per la prima volta in Vaticano, ricevuto in udienza da Papa Benedetto XVI, il premier libanese Saad Hariri (foto), figlio del politico ucciso nel 2005 da un attentato devastante sul lungomare di Beirut. Al Pontefice, il politico sunnita ha presentato la decisione di fare del giorno della solennità dell'Annunciazione di Maria, il 25 marzo, una festa nazionale comune cristiano-musulmana in Libano. L'iniziativa è stata adottata dal consiglio dei ministri proprio su proposta di Hariri che l'ha lanciata perchè ''la Vergine Maria è un denominatore comune per i cristiani e i musulmani, i quali le riservano un posto molto importante nelle rispettive devozioni, cosi' come avviene per la Bibbia e il Corano''. Sia il Vangelo che il Corano, come ricorda nell'edizione odierna L'Osservatore Romano presentando l'incontro, affermano che Cristo è nato da Maria da nascita verginale. Si tratta di un principio di fede comune a cristiani e musulmani. ''In questo - si legge in un comunicato della presidenza del Consiglio dei ministri libanese - risiede l'importanza di dedicare a questa festa una giornata nazionale, che celebrerà l'unità culturale e religiosa tra cristiani e musulmani e sarà accompagnata da un programma comune sociale, culturale e religioso''. Da diversi anni cristiani e musulmani pregano insieme durante il giorno dell'Annunciazione nel santuario della Vergine di Harisa, a circa venti chilometri da Beirut, senza che fosse stata decisa fino a ora una giornata di festa nazionale. Questa iniziativa - conclude il comunicato - potrebbe servire da esempio e potrebbe essere adottata in altri Paesi oltre al Libano.

Asca

Le nomine del Papa. Il premio Nobel per la chimica 2007 Gerhard Ertl membro della Pontificia Accademia delle Scienze

Benedetto XVI ha nominato membro ordinario della Pontificia Accademia delle Scienze il prof. Gerhard Ertl (foto), Premio Nobel per la Chimica nel 2007. Nato a Stoccarda nel 1936, il prof. Ertl è stato direttore del Dipartimento di fisica chimica presso il Fritz-Haber-Institut der Max-Planck-Gesellschaft di Berlino, dove ha coordinato ricerche in particolare sulle reazioni chimiche che avvengono sulle superfici solide e che sono alla base della catalisi eterogenea, impiegata sia nella chimica industriale, sia nella chimica ambientale. Ma si è interessato anche di fenomeni di auto-organizzazione spaziotemporale, che servono come modelli per effetti simili in molti altri campi.

Agi

Il Papa riceve il premier del Libano: tramite la convivenza delle diverse comunità religiose rimanga un ‘messaggio' per il Medio Oriente e il mondo

Il Libano, tramite l'esemplare convivenza delle diverse comunità religiose che lo compongono, rimanga un '''messaggio' per la Regione mediorientale e per tutto il mondo'': è quanto emerso dal colloquio, svoltosi in un clima di ''grande cordialità'', tra Papa Benedetto XVI e il premier libanese Saad Hariri (foto). Dopo l'udienza con il Pontefice, Hariri ha incontrato anche il segretario di Stato vaticano, card. Tarcisio Bertone, e il segretario per i Rapporti con gli Stati, mons. Dominique Mamberti. ''Nel corso dei colloqui - informa una nota della Sala Stampa vaticana -, svoltisi in un clima di grande cordialità ci si è soffermati sulla situazione in Libano e si è auspicato che esso, tramite l'esemplare convivenza delle diverse comunità religiose che lo compongono rimanga un 'messaggio' per la Regione mediorientale e per tutto il mondo''. ''Dopo aver sottolineato la necessità di trovare una soluzione giusta e globale ai conflitti che travagliano detta Regione - prosegue il testo -, si è richiamata l'importanza del dialogo interculturale e di quello interreligioso per promuovere la pace e la giustizia. In tale prospettiva non e' mancato un accenno alla prossima Assemblea Speciale del Sinodo dei Vescovi per il Medio Oriente''. ''Infine - è la conclusione del comunicato -, ricordando l'importanza della presenza e dell'opera dei cristiani nel Paese, si è espresso vivo apprezzamento per il contributo che la Chiesa Cattolica offre a beneficio di tutta la società, in particolare attraverso le sue istituzioni educative, sanitarie e assistenziali''.

Presentato al Papa l'Annuario Pontificio 2010: aumentano i fedeli cattolici e i sacerdoti nel mondo, in particolare in Asia e Africa. In calo le suore

Dal 2007 al 2008, il numero dei cattolici nel mondo è passato da 1147 milioni a 1166 milioni, con un aumento percentuale dell'1,7%, mentre quello dei preti eè cresciuto 0,3% e quello delle suore è calato, dal 2000 a oggi, di quasi l'8%. Sono alcuni dei dati contenuti nell'Annuario Pontificio 2010, presentato questa mattina a Papa Benedetto XVI dal segretario di Stato vaticano, card. Tarcisio Bertone, dal sostituto alla Segreteria di Stato per gli Affari Generali, mons. Fernando Filoni e curato da mons. Vittorio Formenti, incaricato dell'Ufficio Centrale di Statistica della Chiesa, e da Enrico Nenna. Dai dati diffusi oggi dalla Sala Stampa vaticana, si apprende che nel 2009 sono stati nominati 169 nuovi vescovi. Nel 2008, l'anno a cui si riferiscono gli ultimi dati statistici disponibili, i cattolici sono aumentati di 19 milioni, passando dal 17,33 al 17,40% della popolazione globale. Nelle 2.945 circoscrizioni ecclesiastiche del pianeta, ci sono 5002 vescovi, con un aumento dell'1,13% rispetto all'anno precedente. L'incremento è stato significativo in Africa (+ 1,83%) e nelle Americhe (+1,57%), mentre in Asia (+1,09%) e in Europa (+0,70%) i valori ''si collocano sotto la media complessiva''. L'Oceania registra nello stesso periodo un tasso di variazione di -3%. Quanto ai sacerdoti, sia diocesani che religiosi, il numero continua a ''mostrare, a livello aggregato, un'evoluzione positiva, ma moderata e comunque attorno all'1% nel periodo 2000 - 2008''. I sacerdoti, diocesani e religiosi, infatti, sono aumentati nel corso degli ultimi nove anni, passando da 405.178 nel 2000 a 408.024 nel 2007 e a 409.166 nel 2008. L'aumento nell'ultimo anno è stato di 1124 unità, pari allo 0,3%. ''La distribuzione del clero tra i continenti - spiega la nota vaticana -, nel 2008, è caratterizzata da una forte prevalenza di sacerdoti europei (47,1%), quelli americani sono il 30%; il clero asiatico incide per il 13,2%, quello africano per l'8,7% e quello nell'Oceania per l'1,2%''. In forte calo l'incidenza relativa del clero europeo, vistosamente sceso dal 51,5 al 47,1% del totale, mentre è cresciuto il peso sia del clero africano, sia di quello asiatico e dei sacerdoti americani. I dati diffusi oggi dal Vaticano evidenziano anche il progressivo calo del numero delle suore: erano 801.185 nel mondo nell'anno 2000, mentre nel 2008 se ne contavano 739.067, con una diminuzione del 7,8%. ''Va rilevato - precisa l'Annuario - che i gruppi più numerosi di religiose professe si trovano in Europa (40,9%) e in America (27,5%) e che le contrazioni di maggior rilievo si sono manifestate ugualmente in Europa (- 17,6%) e in America (-12,9%), oltre che in Oceania (-14,9%), mentre in Africa e in Asia si hanno dei notevoli aumenti (+21,2% per l'Africa e +16,4 per l'Asia), che controbilanciano l'anzidetta diminuzione, ma non sino al punto di annullarla''. Cresce invece il numero dei seminaristi, passato da 115.919 nel 2007 a 117.024 nel 2008, con un tasso di aumento di circa l'1%. I candidati al sacerdozio crescono soprattutto in Africa (3,6%), in Asia (4,4%) e in Oceania (6,5%), mentre l'Europa ha fatto registrare un calo del 4,3% e l'America risulta stazionaria.

Il Papa all'Aviazione italiana: la persona il primo capitale da salvaguardare e valorizzare. Per i Pontefici l’aereo strumento di evangelizzazione

E’ la persona umana “il primo capitale” da salvaguardare “nella sua integrità” all’interno di quei “crocevia” del villaggio globale che sono oggi gli aeroporti. Lo ha detto il Papa nell’udienza riservata questa mattina ai circa seimila addetti dell’Enac, l’Ente nazionale dell’Aviazione civile, e dell’Enav, la Società nazionale degli assistenti di volo, presenti in Aula Paolo VI accompagnati dal ministro dei Trasporti, Altero Matteoli, dal presidente dell'Enac, Vito Reggio. e dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta. Benedetto XVI ha messo in risalto l’importanza dei voli anche dal punto di vista pastorale, definendo l’aereo “un insostituibile strumento di evangelizzazione”. Milioni di persone in transito: per un viaggio di lavoro, una vacanza, un esilio da un Paese diventato inospitale verso uno migliore. Questa è la varia umanità che popola oggi un aeroporto, definito dal Papa un complesso “snodo della vita contemporanea”, in stretta relazione con le rotte aree definite “autostrade della viabilità moderna”. Benedetto XVI ha voluto riconoscere e apprezzare le difficoltà gestionali e organizzative di uno scalo aeroportuale, “lavoro – ha detto – spesso discreto e poco conosciuto”. "Siete chiamati a regolare e controllare il traffico aereo e a provvedere all'efficienza del sistema nazionale dei trasporti, nel rispetto degli impegni internazionali del Paese; a garantire agli utenti ed alle imprese la sicurezza dei voli, la tutela dei diritti, la qualità dei servizi negli scali e l'equa competitività nel rispetto dell'ambiente. In tali molteplici impegni, è importante ricordare che, in ogni progetto e attività, il primo capitale da salvaguardare e valorizzare è la persona, nella sua integrità. Essa, infatti, deve rappresentare il fine e non il mezzo a cui tendere incessantemente”. Tuttavia, ha osservato subito dopo il Pontefice, “il rispetto di tali principi può apparire particolarmente complesso e difficile nell’attuale contesto, a motivo della crisi economica, che provoca problematici effetti nel settore dell’aviazione civile, e della minaccia del terrorismo internazionale, che prende di mira pure gli aeroporti e gli aerei per attuare le proprie trame eversive”. Ma anche in questa situazione, ha ripetuto, “occorre non perdere mai di vista che il rispetto del primato della persona e l’attenzione alle sue necessità, non solo non rendono meno efficace il servizio e non penalizzano la gestione economica, ma, al contrario, rappresentano importanti garanzie di vera efficienza e di autentica qualità”. Quindi, lo sguardo di Benedetto XVI si è soffermato sui motivi che spingono quotidianamente folle di gente a salire su un aereo. Accanto ai più ovvii, il Papa ha notato che in questi anni “l’aeroporto è diventato luogo dove migranti e profughi vivono vicende di attesa, di speranza e di timori per il loro futuro. Inoltre, si rivela sempre più consistente la presenza di bambini e anziani, handicappati e malati, bisognosi di cure e di attenzioni speciali. Negli ultimi decenni, anche per il Successore di Pietro, l’aereo è diventato un insostituibile strumento di evangelizzazione”. E ringraziando tutti i professionisti dell’aria, il Papa ha conlcuso l’udienza riaffidando le loro persone e il loro lavoro alla Vergine di Loreto, che il 24 marzo 1920 Benedetto XV proclamava Patrona di tutti gli aeronaviganti.