venerdì 19 aprile 2013

'NON ABBANDONO LA CROCE, RESTO IN MODO NUOVO PRESSO IL SIGNORE CROCIFISSO'. E NOI, TUOI CIRENEI, STIAMO CON TE. GRAZIE, SANTO PADRE!

"Da quel momento in poi ero impegnato sempre e per sempre dal Signore. Sempre - chi assume il ministero petrino non ha più alcuna privacy. Appartiene sempre e totalmente a tutti, a tutta la Chiesa. Alla sua vita viene, per così dire, totalmente tolta la dimensione privata. Ho potuto sperimentare, e lo sperimento precisamente ora, che uno riceve la vita proprio quando la dona...Molte persone che amano il Signore amano anche il Successore di San Pietro e sono affezionate a lui;...il Papa ha veramente fratelli e sorelle, figli e figlie in tutto il mondo, e che si sente al sicuro nell’abbraccio della vostra comunione; perché non appartiene più a se stesso, appartiene a tutti e tutti appartengono a lui.
Il 'sempre' è anche un 'per sempre' - non c’è più un ritornare nel privato. La mia decisione di rinunciare all’esercizio attivo del ministero, non revoca questo. Non ritorno alla vita privata, a una vita di viaggi, incontri, ricevimenti, conferenze eccetera. Non abbandono la croce, ma resto in modo nuovo presso il Signore Crocifisso. Non porto più la potestà dell’officio per il governo della Chiesa, ma nel servizio della preghiera resto, per così dire, nel recinto di San Pietro. San Benedetto, il cui nome porto da Papa, mi sarà di grande esempio in questo. Egli ci ha mostrato la via per una vita, che, attiva o passiva, appartiene totalmente all’opera di Dio".

Anche quest'anno ho aspettato l'ora esatta dell'Habemus Papam per scriverti queste poche righe, amato Benedetto XVI. 365 giorni fa, mai avrei pensato che il tuo Pontificato un anno dopo sarebbe stato concluso e sul Soglio di Pietro ci fosse un altro Pontefice. Ancora faccio fatica a rendermi conto della situazione. L'affetto per te è rimasto lo stesso, immutato da quel 19 aprile 2005, dal momento in cui ti vidi per la prima volta vestito di bianco. Ma l'amarezza è ancora tanta. Non per la tua rinuncia, quanto per ciò che ha portato ad essa. Sporcherei questo mio messaggio di gratitudine per gli otto anni passati con te se cominciassi a elencare il male che è venuto fuori quando tu eri Papa, contro la tua persona, e la maggior parte delle volte da dentro la stessa Chiesa di Cristo.
Sì, 8 anni fa, in questi momenti, abbracciasti con tutte le tue forze di 78enne quella croce che il Signore ti stava porgendo. Non hai mai smesso di farlo, caricandoti soprattutto di colpe non tue. Lasciato solo da coloro che per titolo e missione dovevano sostenerti e aiutarti, ma non da noi. Tanti piccoli Cirenei che, in diverse forme, non ti hanno mai fatto mancare un po' di consolazione, di amicizia, di comprensione, di amore. Ancora oggi abbracci la croce, forse e giustamente diventata meno pesante. Ce l'hai detto tu stesso: "resto in modo nuovo presso il Signore Crocifisso". E noi continuiamo a restare con te, dolce Joseph!
E' finito il tuo Pontificato, e Dio e la Storia ti renderanno merito per tutto ciò che di straordinario hai fatto, ma non finisce il nostro cammino iniziato 8 anni fa. Per sempre!
Non te lo diremo mai abbastanza: grazie, di cuore, per tutto.
Ti vogliamo bene
Scenron
 

martedì 16 aprile 2013

86° GENETLIACO DI BENEDETTO XVI. BUON COMPLEANNO, GIOVANE JOSEPH!

Buon compleanno, amato Benedetto XVI!
A differenza del mondo e di una parte della Chiesa, non ci siamo dimenticati di te. Della tua umiltà, della tua tenerezza, del tuo amore per tutti, indistintamente, del tuo sorriso da bambino, del tuo luminoso Magistero, per noi costante e inattaccabile punto di riferimento. No, sei sempre nel nostro cuore. Un cuore che ancora soffre per non vederti e sentirti più, come eravamo abituati quasi quotidiamente. Ma ancora ci sentiamo da te prendere per mano, ora in un modo nuovo, con la preghiera e il silenzio.

Ci manchi tantissimo, e come ti ripetiamo spesso, non sei solo! Possa arrivarti, in questo giorno in cui ringraziamo il Signore per il dono che con la tua persona ci ha fatto, il nostro affettuoso e caloroso abbraccio. Ti abbiamo spedito i nostri messaggi composti in occasione della tua rinuncia al ministero petrino, possano essere delle carezze nel tuo volto di padre, un padre che nonostante le colpe e i tradimenti dei figli continua ad amarli di un amore grande e immeritato.
Resta con noi per tanto tempo e accompagnaci nel nostro cammino di fede e di vita. Ancora una volta, grazie per tutto!
Ad multos annos, Santo Padre!
Ti vogliamo bene

Scenron

IL NOSTRO PAPA. LA VIGNA DEL SIGNORE SALUTA E RINGRAZIA BENEDETTO XVI - I MESSAGGI
 

giovedì 28 febbraio 2013

IL NOSTRO PAPA. 'LA VIGNA DEL SIGNORE' SALUTA E RINGRAZIA BENEDETTO XVI - I MESSAGGI

Ci mancheranno le sue catechesi semplici ma profonde. Ci mancherà la sua gentilezza, la sua parola chiara ma forte. Preghiamo per la chiesa, perché lo Spirito Santo illumini le menti di chi dovrà nominare il suo successore. Santità preghi per noi.
Mara Sepiello

Il Signore non ti abbandonerà.
Brunella Esposito

Amatissimo Padre Santo Benedetto, la ringrazio in ginocchio e con una sofferenza immensa. Pregherò sempre per Lei, mi ha folgorato con la Sua fede ed è stato l'unica Luce e l'unica guida. Ancora grazie!
Laura

Santità grazie per tutto quello che ha fatto in questi anni, vi sarò vicina con la preghiera, e voi pregate per tutti noi!
Carmela

Posso comprendere il vostro dolore, perché amo il caro Papa Benedetto dal profondo del cuore, veramente come un padre, il padre che ho perso quando ero bambina. Anche se capisco e accolgo il suo gesto di profonda umiltà ed estrema onestà, verso la Chiesa, che è di Cristo, non dei Papi o nostra, è di Cristo e va servita al massimo livello, come la Sposa del Figlio di Dio. Però non posso pensare di non rivedere il suo viso tanto dolce, il suo sorriso che mi sapeva rincuorare, di non sentire più le sue parole, che tanto mi hanno arricchito spiritualmente! Perché, perché non è possibile che, magari dopo qualche mese, quando il nuovo Papa sarà entrato nel cuore dei fedeli, il caro Benedetto non torni a farsi vedere, magari in qualche celebrazione, seduto tra i vescovi o i cardinali? Io spero che il suo nascondimento non sia per sempre! Preghiamo tanto per lui! 
Le vogliamo tanto bene, Santità!
Licia Scapini

Un grazie grandissimo per questi 8 anni e per averci aiutato a guardare dentro di noi. Sarà molto difficile non vederti più e non sentire più la tua voce, mi consola sapere che sei però a pregare per noi...e che questa sofferenza di ora ci porterà a ritrovarci insieme nella "vita eterna" come la intendi tu, quando dici che " conoscenza"... Grazie, grazie e prega per noi, come io pregherò per te.
M. Luisa

Grazie Santo Padre Benedetto XVI per sempre, ci hai dato otto anni di grazia, ci hai convinto della ragionevolezza della fede, ci hai spiegato l'amore. Sarai sempre nella nostra preghiera. Grazie!
Corinna Perrucchini

Un'abbraccio Papa Benedetto! Che la Mamma Celeste e il Bambino Gesù Ti proteggano sempre.
Cristina Borghini

Amatissimo Papa, non posso che chiamarti così, poiché se in Terra il rappresentante di Cristo, anche se ancora per poco. Mi dispiace tanto che mi rivolgo al Signore per chiedere: come può un suo diretto rappresentante sulla Terra dare le dimissioni? Ma la risposta non ha tardato ad arrivare, tu Papa mio caro stai facendo la Sua santa volontà per il bene della Chiesa. Non posso che accettare la tua e la Sua volontà. Ti seguirò ovunque tu scelga di ritirarti, e sarò sempre in contatto con te, tramite la preghiera. continua. Con tanto amore filiale ti mando un abbraccio fraterno in Cristo Nostro Signore. Invoco una benedizione per me e la mia famiglia, e per il mondo intero. La pace sia con te amatissimo Papa Benedetto XVI!
Maria Bonaria Fanunza

Beatissimo e Amatissimo Padre!
Sinceramente non trovo le parole adeguate per esprimerLe la mia gratitudine così approfondita e il mio amore così cresciuto da non poter più misurare, nel corso di questi otto anni nel quale Lei è stato, e lo sarà per sempre, veramente “la lampada per i miei passi e la luce sul mio cammino”, non soltanto con le Sue parole da cui emanano il brillamento della Sapienza divina e il splendore dell’Amore divino, ma con la Sua persona che è la testimonianza viva e verace del Vangelo del nostro Signore Gesù Cristo, col Suo essere che è il specchio della Bontà di Dio vivente. Grazie, Santo Padre! Sono sempre con Lei nella preghiera, nella comunione dello Spirito che intercede per noi con gemiti inesprimibili, per pregare e vivere con Lei per il Signore e per la Chiesa.
Sua affettuosissima nel cuore di Maria immacolata,
Clara

Santo Padre!
Dopo il turbamento del primo momento per la notizia delle Sue dimissioni, ora sto riprendendo quota con sguardo di fede, sebbene con le lacrime nel cuore, poiché le ho voluto e le voglio tanto bene!
Sono qui, Santo Padre, per dirle il mio personale grazie per tutto il bene che ho ricevuto durante il suo pontificato, un magistero non da “umile servitore della vigna del Signore”, ma come sapiente Padre della Chiesa nella fede.
Ha veramente seminato molto! Ora il seme sparso in questo terreno arido del mondo, lentamente, misteriosamente e silenziosamente, sta maturando e porterà frutti abbondanti per il bene della Chiesa e del mondo intero nella Verità e nell’Amore!
Ogni giorno ho cercato di esserle vicina con la preghiera, anche se povera, per implorare da Dio, nostro Padre, la forza necessaria, la luce, il coraggio per affrontare tante fatiche, difficoltà, tanta sofferenza per la poca fedeltà di tanti fratelli, e anche mia…
Santo Padre, mi senta ora più che mai vicina con affetto riconoscente di figlia, ma soprattutto con un rinnovato e più vigoroso impegno nella preghiera. Grazie ancora Santo Padre Benedetto di tutto e anche della pace che sa trasmettere con la sua mitezza, il suo sereno distacco dalle glorie terrene.
L’esortazione ai Consacrati del 2 febbraio di quest’anno è per me come un “testamento” che cercherò, con l’aiuto della grazia, di passarlo in vita. Grazie, grazie ancora!!
Ora mi permetto di chiederle, Santo Padre, una Benedizione particolare, essendo una sua coetanea, che vive la sua consacrazione come Carmelitana Scalza nel Monastero San Giuseppe in Moncalieri da 61 anni, affinché sia vigile e non lasci mancare l’olio alla lampada, così da poter cantare in eterno la sua infinita misericordia.
Grazie! Con tanto affetto filiale,
Suor M. Assunta degli Angeli ocd

Per sempre grata a B16 che ci ha fatto intravedere il volto di Cristo.
Arcangela Tatulli

Santo Padre,
l'annuncio della sua rinuncia mi ha recato tanta tristezza; scompariva dal mio orizzonte umano una persona tanto amata e seguita. Le sue omelie, i suoi discorsi, i suoi scritti mi hanno sempre aiutato tanto nel mio cammino spirituale. Ho però ammirato tanto il suo senso di responsabilità, la sua umiltà. La sua fede granitica, la sua mitezza, la sua umiltà che emergono dalla sua persona e dalle sue parole sono un esempio che mi sprona ad amare sempre più il Signore e a servirlo nel servizio della carità e nella preghiera. Santità, sarà sempre presente nel mio pensiero e nella mia preghiera. Umilmente le chiedo la sua benedizione.
Suor Mariateresa Martinoli FSMP

Caro Benedetto ti voglio bene, prega per tutti noi, portaci nel tuo cuore dentro le tue attese per la Chiesa!
Teresa Stagnetto

Grazie Santo Padre, "umile lavoratore nella vigna del Signore", che ci ha accompagnati con amore in questi otto anni, invitandoci sempre più a vivere una vita vera, ricca di una gioia piena; una vita all'altezza dei desideri del nostro cuore. Le vogliamo tanto bene e saremo sempre con Lei!!! Grazie!!!
Mirko Farina

Santo Padre amatissimo,
la grandezza del Suo esempio, dall'inizio del Suo Pontificato, fino all'ultimo eroico gesto, segno chiaro di ascolto e amore alla Volontà di Dio, rimarrà sempre impressa nel mio cuore e sarà luce e forza nei momenti bui. Grazie di cuore perché mi ha mostrato la bellezza e la gioia di appartenere ad un Unico Amore, il Signore Gesù e alla Santa Madre Chiesa. Sarà per sempre la stella più luminosa del mio cielo! Il Signore La ricolmi della Sua benedizione!
Con affetto di figlia
Mariangela Di Tonno

“…si inginocchiò con tutti loro e pregò. Tutti scoppiarono in un gran pianto e, gettandosi al collo di Paolo, lo baciavano addolorati perché aveva detto loro che non avrebbero più visto il suo volto. E lo accompagnarono…” (At 20,36-38)
Carissimo, amatissimo Santo Padre Benedetto,
è con questa immagine nel cuore, allorché Paolo saluta i cristiani di Efeso in pianto perché “non avrebbero più rivisto il suo volto”, che desidero farle giungere il mio commosso, affettuoso, umile saluto.
Quanti sentimenti prorompono nel cuore in questi giorni: smarrimento e dolore per il Suo ritirarsi, e insieme profonda stima e affetto; riconoscenza a Dio per averci dato nella Sua persona un pastore buono, mite, fermo e pieni di misericordia, ma anche il desiderio ardente, se fosse possibile - pur nell’assoluto rispetto della Sua decisione -, di trattenerla ancora…
E finalmente la grande immensa gratitudine per quanto ha fatto per noi, per tutta la Chiesa durante il suo Pontificato. E, come ha saputo con amore raccogliere e condurre in questi anni, passati troppo in fretta, il gregge un po’ “orfano”del popolo di Dio, all’indomani della morte dell’altrettanto amato e grande Papa Giovanni Paolo II, così ora – lo sappiamo bene! – Ella non abbandona affatto le pecorelle che il Signore Gesù Le ha affidato otto anni fa.
Esse, come Maria di Betania ai piedi di Gesù, hanno ascoltato volentieri la Sua parola, sicure di essere condotte per i sentieri della verità e del bene attraverso il suo sapiente magistero, il quale non si esauriva nella sua parola, ma andava ben oltre: esso si incarnava nella sua stessa persona. Tanto che, rivolgendo lo sguardo su di lei, potevamo sentire nel nostro cuore risuonare quanto Gesù stesso diceva di sé: “Imparate da me che sono mite e umile di cuore”.
Santità, le mie parole sono troppo povere per esprimerle tutta la venerazione e il rispetto che provo per lei, anche perché incomparabilmente più grande è l’amore che Ella ci ha donato - e continuerà a donarci - con il suo Servizio, che d’ora in poi sarà soprattutto quello silenzioso e nascosto della preghiera. Grazie Santo Padre!
Qualche anno fa, quando venne a Torino in occasione della Ostensione della Santa Sindone, una mia consorella riuscì a baciarLe la mano – ne va ancora tutta fiera! - , ma io e altre non potemmo perché lontane: lo faccio ora spiritualmente con tanta filiale tenerezza, mentre umilmente chiedo, per me e i miei famigliari, la Sua Apostolica Benedizione e la Sua preghiera, tanto più preziosa quanto più si tratta della preghiera di un vero Padre che ci ha rigenerati nella fede e nella gioia del credere e del perdonare.
E, mentre ancora le chiedo perdono, con i miei fratelli e a nome dei miei fratelli e sorelle nella fede, di tante mie infedeltà e incoerenze, le prometto che anche io l’accompagnerò in questi giorni con il mio povero quotidiano ricordo orante, come sempre.
Con grande filiale affetto,
Suor M. Valeria ocd

Padre Santo,
permettimi di dirti ora quanto il mio cuore ha ripetuto ogni giorno di questi otto anni: "Grazie, mio dolce Cristo in terra".
Isabella Maria Jureidini

Santo Padre, Lei è la mia guida spirituale da molti anni. Prima attraverso i Suoi scritti , poi con il suo eccezionale ministero. Finché vivo Lei resterà la luce che mi conduce a Cristo.
Con infinita riconoscenza
Alessandra Vigi
Mi mancherai Grande Papa. Sei l'uomo che porta la croce con grande dignità e coraggio. Prega per me per favore.
@antonellam61

Caro Santo Padre siamo certi che sali sul monte per pregare per l'umanità bisognosa di pace e perdono divino. Ti siamo vicini.
Giuseppe Semino

"Nulla anteporre all'amore di Cristo" (San Benedetto)
Santo Padre, sono felicissimo di essere cristiano! Grazie per tutto!
Suo dev.mo
Moreno V.

Carissimo e adorato PAPA Benedetto XVI, il giorno che ho appreso dalla tv le tue dimissioni sono rimasta ammutolita, per tutto il giorno non ho pensato che a te, a questo inaspettato avvenimento e mi sono sentita improvvisamente disorientata, sola, triste...ho subito pensato a te, ho percepito la tua solitudine, la tua grande fatica quotidiana, a tutte le battaglie che hai dovuto affrontare in tutti questi anni… ah, se avessi potuto, anche solo per un istante vederti e chiederti come una piccola e umile serva: "Mio Signore cosa posso e devo fare per te"...anche se poco, avrei tanto desiderato poter alleviare la tua grande fatica, ma io sono solo una come tante...che ti ama e che ti adora, che spera sempre di poterti vedere almeno un giorno della sua vita e avere la possibilità e l'onore di poter baciare la tua mano santa e ringraziarti con tutto il cuore, per averci sempre guidato in questi tempi così' difficili...
Con Immenso affetto,
Cinzia Mezzacasa

Caro amato Papa,
in questi ultimi minuti del Suo Pontificato, io voglio dire a Lei, che Lei è una delle persone più amate nella mia vita. Io sono russo e sono incredulo, ma ero con Lei in ogni momento di questi 8 anni. Lei e Papa (anche papà!) non solo per cattolici, ma per tutti! Grazie per la Sua bellezza, la sua intelligenza, dolcezza e sincerità! Io la prego di non smettere di scrivere Suoi libri, perché non posso dimenticare come Lei ha detto cosa è successo a Tommaso d'Aquino quando ha smesso di scrivere. Mio caro Papa, auguro a Lei buon riposo, forte saluto e felicità! E noi prepariamo un regalo per il Suo compleanno.
Grazie, Santità, l'amerò per sempre.
Richard  

Pur avendo vissuto nella generazione del suo predecessore, posso dire che - anche se solo per 8 anni - il "mio" Papa siete stato voi...e per quanti dubbi o domande io ora non sia in grado di capire, la ringrazio di cuore. Di tutto.
Francesco U  

Carissimo e adorato Papa Benedetto XVI, Gesù e Maria vi amano.
Lucia Biolchini

Santo Cammino verso la Luce Eterna caro Papino! Ci incontreremo lassù!
Maria Mutter

Grazie Santo Padre per essere stato con noi in tutti questi anni. Ti vogliamo tanto bene.
Pamela Pascucci

Penso che non sia ancora tutto compiuto nel progetto di Dio, pregherò per lei Santo Padre e lei preghi per tutti noi.
Stefania Mittiga
Caro Santo Padre, solo ora capisco: Dio é vicino al Suo miglior Servo. Troppe anime in pericolo: Dio trionferà. Prego per Lei.
Letizia Marchica

Lo ricorderò sempre, gli devo una fede più lucida e forte; ma soprattutto resterà sempre nel cuore di Dio.
Maura Battaglia

Mi manca ogni giorno di più. Spero che avverta il mio e nostro affetto e la preghiera.
Laura

I tuoi insegnamenti sono il sale della mia vita. Ti voglio bene, grazie di tutto!
‏Lucia

Ti assistiamo e stiamo con te e ci teniamo in contatto con la forza di tutte le nostre preghiere in un unico battito che ognuno di noi ha dentro. Arrivederci Papa benedetto, ti stiamo vicini!
Un abbraccio
Matteo Campana

Non ci sono parole appropriate per dirti quanto mi manchi! Continuo a versare lacrime per te! Sarò sempre al tuo fianco. Non ti lascerò mai solo!!!! Coloro che ti odiano non ti lasceranno mai in pace ma sappi che puoi contare con l'amore, la preghiera e la testimonianza di tutti noi! Un abbraccio pieno di amore all'umile lavoratore nella vigna del Signore! Prega per noi!
Gloria C. Molinari

Lieber und verehrter Papa Benedetto XVI! Ich danke Gott für Ihr Leben, ich danke ihm, dass ich durch Ihre Bücher und Schriften immer mit Ihnen verbunden bleibe, sie sind mir so viel Wert und werden mich auch im Rest meines Lebens begleiten. Danke für Ihre Hingabe an die Kirche und Ihr Beispiel des Gehorsams. Treu dem Papst, treu der Kirche, aber mein Herz jubelt, wenn ich an Sie, meinen Papst denke, mit dem ich im Glauben gewachsen bin. Herzliche Glückwünsche und Gottes Segen!
Im Gebet verbunden,
Karin

Santità, Piazza San Pietro senza di lei non è più la stessa. Mi mancano le sue parole, i suoi Angelus, le sue cerimonie. Tra qualche giorno compirà i suoi 86 anni. Le giunga i miei più sinceri e devoti auguri. Che Dio la protegga e la mantenga a lungo. Preghi per noi.
Rita Capecchi

Le tue parole hanno spinto più in là il mio spirito...mai saprò come ringraziarti. Grazie per ogni tuo gesto.
Chicca

Una cum Papa nostro Benedicto!
Gianni Morcellini
Caro Benedetto XVI, non ti dimenticheremo mai, stiamo organizzando un Gruppo di Preghiera, "Figli spirituali di Benedetto XVI", attraverso il quale non solo pregare ma anche studiare, conoscere e mettere in pratica il Suo Magistero e diffonderlo.
Grazie di tutto amato Padre, ci benedica!

Dorotea - LDCaterina63
Ti ho seguito fin da quando eri cardinale; hai servito la Chiesa con la tua sapienza ed umiltà tutta la vita. Hai obbedito in tutto a Dio. Ci hai confermati nella Fede e ci hai aperto 'finestre impensabili' nella comprensione della parola. Il Signore è molto contento di te. Ti ama e anche noi ti amiamo tanto. Uniti in Dio dalla comunione dei Santi, auguro tanta serenità.
Maura

Amatissimo Papa nostro,
ever since I met you in 1997 and you spoke to me a few words, I have never forgotten what you told me or the impact your words have had on me. In you I see what I want to become - a good and faithful worker in the vineyard of the Lord. I miss you every day but I know that you have not forgotten the Church. May your sacrifice truly serve as a purification from the filth inside her that you so eloquently told us about during the Via Crucis just before you were chosen to lead the Church. You are in my thoughts and prayers. Stammi bene.
Alessandra Dee Crespo

Alle 20.00 le Guardie svizzere chiudono il Portone del Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo e lasciano il compito di vegliare alla Gendarmeria vaticana, concluso il Pontificato di Benedetto XVI

Con puntualità tedesca, il portone delle Ville Pontificie si chiude. Le Guardie Svizzere, finora custodi del Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, lasciano il compito di vegliare sulla sicurezza di Benedetto XVI alla Gendarmeria Vaticana. Anche questa è una novità assoluta di una conclusione inedita di un Pontificato, sancita dalla cerimonia simbolica della chiusura del portone e dalla svestizione dell’abito tradizionale di quelli che sono stati per secoli, e che continueranno a essere, gli “angeli custodi” del nuovo Papa, e che torneranno a Roma questa sera in abiti, per così dire, borghesi. Il cortile antistante è gremito di gente in attesa, di fotografi e cameramen. Nella parrocchia di Castel Gandolfo, una donna s’inginocchia in preghiera. Nessuno di loro vuole lasciare solo “il suo Papa”, nel momento del congedo finale. Poco prima, era stato il Papa a ringraziarli uno per uno. Famiglie con bambini in braccio, tanti giovani. “Viva il Papa”, quasi urla la folla alla chiusura del portone. È la fine ufficiale del Pontificato di Benedetto XVI, che non governa più “la barca di Pietro”. Da ora inizia il periodo della Sede Vacante, che condurrà al conclave per l’elezione del nuovo Pontefice, e il governo della Chiesa passa nelle mani del Collegio dei cardinali. Gli amici del Papa, come li ha chiamati ancora una volta questa mattina, congedandosi da loro uno per uno, dopo avergli rivolto un ultimo discorso.

SIR
 

L'ultimo saluto del Papa: sono semplicemente un pellegrino che inizia l’ultima tappa del suo pellegrinaggio su questa terra. Ma vorrei ancora con il mio cuore, con il mio amore, con la mia preghiera, con la mia riflessione, con tutte le mie forze interiori, lavorare per il bene comune e il bene della Chiesa e dell’umanità. E mi sento molto appoggiato dalla vostra simpatia. Andiamo avanti con il Signore per il bene della Chiesa e del mondo

Il nome di “Benedetto” scandito senza sosta, le bandierine bianche e gialle, innumerevoli. Gli striscioni, “Grazie Benedetto siamo tutti con te” scritto con una siepe, un “grazie” enorme dalle famiglie del Movimento dei Focolari. Si stima che ci fossero presenti 10mila persone nella piazza antistante il Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo. Le campane suonano a festa. Alle 17.35 il Papa si affaccia alla Loggia, salutato da un applauso corale che è un vero boato. "Grazie, cari amici, sono felice di essere con voi, circondato dalla bellezza del Creato e dalla vostra simpatia che mi fa molto bene. Grazie per la vostra amicizia, il vostro affetto!". Queste le prime parole rivolte da Benedetto XVI ai fedeli riuniti davanti il Palazzo apostolico di Castel Gandolfo. "Voi sapete che questo mio giorno è diverso da quelli precedenti: sarò Sommo Pontefice della Chiesa Cattolica, fino alle otto di sera, poi non più". "Sono semplicemente un pellegrino - ha proseguito - che inizia l’ultima tappa del suo pellegrinaggio su questa terra. Ma vorrei ancora con il mio cuore, con il mio amore, con la mia preghiera, con la mia riflessione, con tutte le mie forze interiori, lavorare per il bene comune e il bene della Chiesa e dell’umanità. E mi sento molto appoggiato dalla vostra simpatia. Andiamo avanti con il Signore per il bene della Chiesa e del mondo. Grazie, buonanotte!". Quindi, il Santo Padre ha impartito la sua benedizione apostolica ai presenti ed rientrato all'interno del Palazzo Apostolico.

SIR, Radio Vaticana

TRASFERIMENTO DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI AL PALAZZO APOSTOLICO DI CASTEL GANDOLFO E SALUTO AI FEDELI DELLA DIOCESI DI ALBANO
 

L'arrivo del Papa a Castel Gandolfo, accolto dal suono delle campane della diocesi di Albano. La piazza antistante il Palazzo Apostolico gremita di fedeli che l'hanno voluto accogliere e salutare

Il Papa è giunto alle 17.23 a Castel Gandolfo, all'eliporto delle Ville pontificie, accolto dal suono delle campane della diocesi laziale di Albano: Benedetto XVI aveva lasciato il Vaticano in elicottero alle 17.07, sempre al suono delle campane e volteggiando sopra Piazza San Pietro per salutare i tanti i fedeli qui radunati per rivolgergli l'ultimo commosso saluto di Roma e gridando il loro grazie al Papa. Grande la commozione tra la gente. L'elicottero ha sorvolato il Colosseo e San Giovanni in Laterano: bellissime le immagini trasmesse dal Centro Televisivo Vaticano. A Castel Gandolfo, il Papa è stato accolto dal card. Giuseppe Bertello, mons. Sciacca, dal vescovo di Albano mons. Semeraro, dal direttore delle Ville pontificie Petrillo, dal sindaco e dal parroco di Castel Gandolfo. Anche qui tanti i fedeli che hanno voluto accoglierlo per testimoniare affetto e gratitudine al grido di "Benedetto, Benedetto!".

Radio Vaticana

Benedetto XVI lascia il Vaticano: il congedo nel cortile di San Damaso e la partenza in elicottero per Castel Gandolfo, che sorvola Roma. Un grande applauso e le campane della città suonate a distesa lo accompagnano

Un grande e fragoroso applauso ha salutato il Papa, quando alle 16.55 ha fatto il suo ingresso nel Cortile di San Damaso, accompagnato dal card. Angelo Comastri, arciprete della Basilica Vaticana, e dal card. Agostino Vallini, vicario per la diocesi di Roma. Benedetto XVI, che si è mosso accompagnato dal bastone, ha salutato con un gesto benedicente la folla presente, prima di salutare i superiori della segreteria di Stato, a cominciare dal segretario di Stato, card. Tarcisio Bertone. Quando il Papa è salito a bordo dell’auto che lo ha portato all’eliporto, le campane hanno cominciato a suonare a distesa. Le Guardie Svizzere, con la loro tradizionale divisa gialla e blu, dominavano la scena del Cortile, quando hanno tributato al Papa il picchetto d’onore. Accanto a loro, oltre ai rappresentanti della segreteria di Stato e del personale vaticano, anche numerose religiose e religiosi. Perfino alcuni bambini erano seduti sui sampietrini. Poco più in là, in Piazza San Pietro, numerosi fedeli si sono radunati spontaneamente intorno all’obelisco, quasi a prolungare idealmente l’abbraccio al loro Papa che hanno tributato durante l’ultima Udienza generale di ieri. È decollato alle 17.07 l’elicottero che ha portato il Papa dal Vaticano a Castel Gandolfo, che per due mesi sarà la sua residenza. Appena si è chiuso il portellone dell’elicottero, bianco e blu, messo a disposizione dal 31° stormo dell’Aeronautica Militare, le immagini hanno inquadrato il Papa seduto e il segretario personale del Santo Padre, mons. Georg Gaenswein, che si chinava premurosamente verso di lui, forse per mettere a posto la veste bianca scompigliata dal vento. Tra i due, uno scambio di un sorriso. Il Papa è apparso, come sempre in questi giorni, sereno. A bordo con il Papa, oltre al suo segretario particolare, ci sono l’altro segretario del Papa, mons. Xuereb, mons. Leonardo Sapienza, oltre al professor Polisca e al cavalier Mariotti.

SIR

L'ultimo tweet di Benedetto XVI

Il presidente Napolitano: Benedetto XVI lascia, con un gesto di straordinario significato storico e umano, il Soglio pontificio, ma non Roma. Non si allontana dall’Italia. E noi continueremo a sentirlo vicino, e ad essergli vicini con animo beneaugurate

A rinnovare a Benedetto XVI, nel momento conclusivo del suo mandato, “il saluto riconoscente e affettuoso degli italiani” è oggi, dalle colonne de L’Osservatore Romano, il capo dello Stato Giorgio Napolitano (foto), “a nome del popolo e della nazione”. “Gli anni del suo pontificato - scrive il presidente - sono stati tra i più sereni nei rapporti tra la Chiesa e lo Stato nel nostro Paese: nel segno del rispetto reciproco e della volontà di collaborazione. La dimensione sociale e pubblica - per comune riconoscimento - del fatto religioso, è stata in questi anni sempre vissuta col giusto senso del limite”. Nell’evocare la “intima commozione” del suo personale commiato da Benedetto XVI, sabato scorso, Napolitano rammenta “la sofferenza e il travaglio” del Papa “in momenti difficili e amari per la Chiesa, e la serena determinazione nell’affrontare le prove che gli si presentavano”, colti in otto anni di rapporti improntati ad “attenzione e confidenza”, come pure la “schietta comunanza di preoccupazioni e di vedute sui fatti dell’Europa e del mondo”. Benedetto XVI “lascia, con un gesto di straordinario significato storico e umano, il Soglio pontificio, ma non Roma - conclude Napolitano -. Non si allontana dall’Italia. E noi continueremo a sentirlo vicino, e ad essergli vicini con animo beneaugurate”.
 
SIR
 

Vian: la serenità gioiosa, che viene dalla fiducia in Dio e traspare così visibilmente dal suo volto, è il lascito più duraturo di questo Papa, che conclude nella pace e in modo nuovo un Pontificato indimenticabile. La storia riconoscerà nella sua grandezza

“Forse la serenità gioiosa - che viene dalla fiducia in Dio e traspare così visibilmente dal suo volto - è il lascito più duraturo di questo Papa, che conclude nella pace e in modo nuovo un Pontificato indimenticabile”. Così Gian Maria Vian, direttore de L’Osservatore Romano, nell’editoriale del numero odierno commenta gli ultimi momenti pubblici di Benedetto XVI: l’Udienza generale di ieri e, questa mattina, l’incontro con i cardinali. “Un pontificato che, per la prima volta nella storia, si conclude quietamente - osserva -, senza il dramma della morte del vescovo di Roma, senza i rivolgimenti che hanno portato alle rinunce papali del passato”. Ora, “in un ‘modo nuovo’ il Romano Pontefice resta accanto al Signore in croce, mai abbandonato nel corso di una vita lunga e straordinariamente fruttuosa. Che si apre, da oggi più di prima, allo spazio riservato alla preghiera e alla meditazione”. Incontrando questa mattina i cardinali, Benedetto XVI “è in qualche modo tornato alla sua elezione”, il 19 aprile 2005, e “del conclave di otto anni fa” ha parlato “anche in piazza San Pietro” rammentando la domanda che si agitava in quel momento nel suo cuore: “Signore, perché mi chiedi questo e che cosa mi chiedi”, cui rispose durante la messa inaugurale del pontificato dichiarando che “il suo programma era quello di ascoltare ogni giorno, insieme alla Chiesa, la volontà del Signore”. “Per otto anni - prosegue Vian - Cristo ha guidato il Pontefice, come ha ripetuto, aggiungendo di non essersi mai sentito solo ‘nel portare la gioia e il peso’ di un ruolo unico al mondo”. Un pontificato che, assicura il direttore del quotidiano della Santa Sede, “la storia riconoscerà nella sua grandezza. Una grandezza non ricercata ma che si è imposta, e non soltanto in una dimensione spirituale”. Nell’intervista a Peter Seewald, ha rammentato Vian, il Pontefice aveva dichiarato “con semplicità e senza alcuna affettazione di sentirsi un piccolo Papa, strumento nelle mani di Dio. Ma proprio per questo non solo i cattolici, né soltanto i cristiani, né unicamente i credenti, ma in gran numero donne e uomini di tutto il mondo hanno capito sempre di più di avere di fronte un Papa tra i più grandi, un grande uomo del nostro tempo”. E proprio la rinuncia, “atto grave e nuovo che alcuni non capiscono, - è la conclusione dell’editoriale -, ha mostrato a tutti il coraggio mite ma fermissimo e la serenità gioiosa di quest’uomo: mai una volta, infatti, Benedetto XVI è indietreggiato davanti ai lupi e mai si è fatto sopraffare dal turbamento di fronte a sporcizia e scandali, che ha invece contrastato con determinazione. Sostenuto da tanti collaboratori, come ha più volte ripetuto, ma soprattutto dalla preghiera che per lui saliva nella Chiesa, come per l’apostolo Pietro”.

SIR

In modo nuovo

Padre Lombardi: l'atto di obbendienza di Benedetto XVI al futuro Papa è molto bello, è anche molto originale, ci ha colpito e dice l’atteggiamento con cui egli vive e vivrà questa elezione. L'anello piscatorio non distrutto ma reso inutilizzabile

Padre Federico Lombardi, direttore della Sala stampa della Santa Sede, ha tenuto stamani un nuovo briefing per i giornalisti, un incontro per ripercorrere l’udienza dei cardinali con il Papa e per far comprendere alcune procedure per i prossimi giorni e per oggi, fine del pontificato. In proposito padre Lombardi ha parlato dell'ultimo tweet di Benedetto XVI: “Poi, come il Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali aveva messo a punto, rimane in stand by la possibilità, dato che l’account Pontifex potrà essere ripreso dal nuovo Papa, se lo ritiene opportuno, se lo desidera. Durante, però, la sede vacante l’account Pontifex rimane dormiente: finisce oggi pomeriggio il suo servizio”. Padre Lombardi ha poi ricordato che sono stati 144 i cardinali presenti nella Sala Clementina, ed ha evidenziato alcuni passaggi del discorso di Benedetto XVI ai porporati. Una particolarità, ha evidenziato, è stato l’atto di obbedienza che il Papa ha fatto già al suo successore: “E’ molto bello, è anche molto originale. Giustamente, quindi, ci ha colpito e dice l’atteggiamento con cui il Papa vive e vivrà questa elezione”. Non un passaggio obbligato, ha chiarito ancora padre Lombardi, ma un atto non previsto ed estremamente espressivo dell’atteggiamento del Papa. Importante anche la spiegazione sul criterio della precedenza del Collegio cardinalizio in vista dei prossimi riti che i porporati saranno chiamati a presiedere: “I cardinali vescovi sono quelli che hanno i titoli delle diocesi suburbicarie, cioè le antiche diocesi intorno a Roma. I presbiteri sono quelli che hanno titoli di chiese di Roma, in particolare di chiese parrocchiali, e che sono pastori di diocesi nel mondo, in particolare. Mentre i cardinali diaconi hanno titoli di chiese anche qui di Roma, che a volte non sono neppure chiese parrocchiali e che svolgono servizi nella Chiesa come capi di dicasteri nella Curia romana e non compiti direttamente pastorali per il governo di grandi diocesi. Quindi, c’è questo ordine dei vescovi, dei presbiteri e dei diaconi, che incide poi anche sulla precedenza all’interno del Collegio cardinalizio”. Tra i tanti messaggi che il Papa ha ricevuto, in questi giorni, anche una lettera dei sacerdoti, vescovi, religiosi e laici della Cina: “Molto bella, che ricorda con gratitudine tutte le volte in cui Papa Benedetto si è rivolto con amicizia, con attenzione, e con incoraggiamento alla Cina, anche nei momenti difficili del terremoto e così via. E’ una lettera molto bella, di gratitudine”. Sollecitato dalle domande, padre Lombardi ha nuovamente ribadito che Benedetto XVI verrà a sapere dell’elezione del nuovo Papa solo dall’annuncio del Protodiacono dalla Loggia vaticana e sull’anello piscatorio ha aggiunto che sarà reso inutilizzabile: “Per quanto mi risulta, in passato, sia il timbro, il sigillo di piombo, sia l’anello non dovevano venire distrutti in modo che non ne restasse neanche un pezzo. Basta che vengano danneggiati in modo tale che non siano più funzionali al loro servizio”. Finora, si sono accreditati presso la Sala Stampa della Santa Sede, per seguire gli eventi che hanno fatto seguito alla rinuncia del Papa e che condurranno al conclave per l’elezione del suo successore, 3.641 giornalisti, di 968 testate differenti e 24 lingue diverse. Per quanto riguarda la tipologia, i giornalisti della carta stampata sono 336, 156 i fotografi, 2.470 le televisioni, 231 le radio, 115 gli accreditati per il web. "Nel contesto di Vatileaks possono essere state autorizzate dalla magistratura vaticana inquirente alcune intercettazioni alcuni controlli, non una cosa di grandi dimensioni, due o tre utenze", ha detto Lombardi riferendosi alle indiscrezioni pubblicate da Panorama. "Certamente non c'è stata un'attività di intercettazione e di sorveglianza come quella descritta". 
 
SIR, Vatican Insider

Mons. Semeraro: prima di ritirarsi 'nel servizio della preghiera' e di restare così 'nel recinto di San Pietro', il Papa parlerà a una comunità cristiana che è stata in qualche modo la sua ‘seconda casa’. Che tu sia benedetto!

“Questa sera, prima di ritirarsi ‘nel servizio della preghiera’ e di restare così ‘nel recinto di San Pietro’, il Papa parlerà a una comunità cristiana che è stata in qualche modo la sua ‘seconda casa’. Egli, ogni anno di più, ha gradito risiedervi. ‘Qui trovo tutto: montagna, lago e vedo persino il mare e gente buona. Per questo sono felice di essere qui’, disse il 7 luglio 2011. Per non dimenticarle, Castel Gandolfo ha inciso quelle parole sulla pietra”. Così mons. Marcello Semeraro (foto), vescovo di Albano, in una nota per l'agenzia SIR in occasione dell’ultimo giorno del Pontificato di Benedetto XVI. Il Santo Padre si trasferirà questo pomeriggio nella residenza di Castel Gandolfo, partendo in elicottero dal Vaticano alle ore 17. “Con la cittadina castellana il Papa ha condiviso momenti di preghiera - come annualmente nella solennità dell’Assunta - e di festa. Anche alla Chiesa di Albano si è mostrato affezionato. Penso alle due ore d’incontro con il clero diocesano. Ripeté pure in quella circostanza: ‘La Chiesa è viva!’. Penso al rito solenne di dedicazione del nuovo altare della cattedrale di Albano, il 21 settembre 2008 - prosegue mons. Semeraro -, con l’inaugurazione della cattedra episcopale. Poi tante altre volte ancora. A questa Chiesa di Albano papa Benedetto XVI ha voluto riservare le sue davvero ‘ultime parole’. Anche per questo atto d’amore gli diciamo: ‘Che tu sia benedetto!’”.

SIR
CASTEL GANDOLFO - La sua ''seconda casa''. Il rapporto speciale di Benedetto XVI con questa terra alla cui ''gente buona'' rivolgerà le sue ''ultime parole''

Castel Gandolfo si prepara ad accogliere Benedetto XVI

Benedetto XVI saluta uno per uno i 144 cardinali presenti nella Sala Clementina. L'emozione di alcuni porporati, la cordialità nelle parole e nei gesti del Papa

Al termine del breve discorso di commiato del Papa, i 144 cardinali presenti oggi nella Sala Clementina, sono sfilati uno ad uno davanti a Benedetto XVI-Joseph Ratzinger. Non ha tradito particolari predilezioni, l'anziano Pontefice dimissionario, mentre rispondeva alle frasi di saluto e gratitudine che i porporati gli bisbigliavano. Solo con il card. Stanislaw Dziwisz è stato lui a parlare per primo, forse per sollevare lo storico segretario di Giovanni Paolo II dall'imbarazzo di qualche frase "dal sen fuggita", e poi prontamente smentita, sullo "scendere dalla Croce" di un Papa che rinuncia. A strappare più di un sorriso a Papa Benedetto è stato invece il filippino Luis Antonio Tagle, quello che piangeva al Concistoro del 24 novembre scorso, nel ricevere la berretta, e che il Papa dovette consolare. Il card. Tagle ha sussurrato a lungo all'orecchio del Pontefice dimissionario, strappandogli poi una bella risata. A farlo sorridere con un'espressione di gratitudine è riuscito anche il cardinale austriaco Christopher Schoenborn, il suo allievo nella teologia e sostenitore nella lotta alla pedofilia. Sorridente però il Papa lo è stato con tutti, rispondendo con garbo e attenzione a ciascuno, Scola ad esempio è stato a colloquio qualche istante di più degli altri. Al presidente della CEI, Angelo Bagnasco, che lo salutava, il Pontefice ha risposto battendogli affettuosanente un braccio. I capi dicastero Sandri e Piacenza sono stati trattenuti meno, anche se nei pochi secondi hanno parlato in fretta, come se dovessero dire qualcosa d'importante al Papa. Quasi attoniti due papabili più accreditati d'Oltreoceano, il brasiliano Odilo Scherer e lo statunitense Sean O'Malley, campione con Schoenborn della lotta alla pedofilia e molto amato in America Latina per il grande lavoro fatto negli Usa in aiuto dei latinos. Il più emozionato di tutti però era certamente Marc Ouellet, il religioso sulpiziano canadese chiamato due anni fa a guidare la Congregazione dei vescovi. Molto ratzingeriano anche nei modi, ha salutato con garbo e senza dir nulla è andato via quasi subito.

Vatican Insider 

Il Papa: abbiamo cercato di servire Cristo e la sua Chiesa con amore profondo e totale, che è l’anima del nostro ministero. Abbiamo donato speranza, che ci viene da Cristo, che solo può illuminare il cammino. Al futuro Papa già oggi prometto la mia incondizionata reverenza ed obbedienza

Nel suo discorso, Benedetto XVI "con grande gioia" ha rivolto a ciascuno dei porporati il suo "più cordiale saluto". Ha ringraziato il card. Angelo Sodano per le sue parole di saluto. Poi, prendendo come spunto l’esperienza dei discepoli di Emmaus, ha detto che anche per lui "è stata una gioia camminare" con i cardinali in questi anni, "nella luce della presenza del Signore Risorto". E come ha detto ieri, davanti alle migliaia di fedeli che riempivano Piazza San Pietro, la vicinanza dei porporati, il loro consiglio, gli sono stati "di grande aiuto" nel suo ministero. "In questo otto anni - ha osservato - abbiamo vissuto con fede momenti bellissimi di luce radiosa nel cammino della Chiesa, assieme a momenti in cui qualche nube si è addensata nel cielo. Abbiamo cercato di servire Cristo e la sua Chiesa con amore profondo e totale, che è l’anima del nostro ministero. Abbiamo donato speranza, quella che ci viene da Cristo e che solo può illuminare il cammino. Insieme possiamo ringraziare il Signore che ci ha fatto crescere nella comunione; insieme pregarLo di aiutarvi a crescere ancora in questa unità profonda, cosicché il Collegio dei cardinali sia come un’orchestra, dove le diversità, espressione della Chiesa universale, concorrano sempre alla superiore e concorde armonia". "Vorrei lasciarvi un pensiero semplice, che mi sta molto a cuore - ha poi aggiunto - : un pensiero sulla Chiesa, sul suo mistero, che costituisce per tutti noi - possiamo dire - la ragione e la passione della vita". In questo si è ispirato ad una espressione di Romano Guardini, scritta proprio nell’anno in cui i Padri del Concilio Vaticano II approvavano la Costituzione "Lumen Gentium", "nel suo ultimo libro con una dedica personale anche per me. Perciò - ha confessato - le parole di questo libro mi sono particolarmente care". Dice Guardini: “La Chiesa non è una istituzione escogitata e costruita a tavolino, ma una realtà vivente. Essa vive lungo il corso del tempo, in divenire, come ogni essere vivente, trasformandosi. Eppure nella sua natura rimane sempre la stessa. Il suo cuore è Cristo”.
E ha ricordato l'esperienza di ieri in Piazza San Pietro: "vedere che la Chiesa è un corpo vivo, animato dallo Spirito Santo Santo e vive realmente dalla forza di Dio. Essa è nel mondo, ma non è del mondo: è di Dio, di Cristo, dello Spirito. Lo abbiamo visto ieri". Per questo, ha aggiunto, è vera ed eloquente anche l’altra famosa espressione di Guardini: “La Chiesa si risveglia nelle anime”. "La Chiesa vive, cresce e si risveglia nelle anime, che - come la Vergine Maria - accolgono la Parola di Dio e la concepiscono per opera dello Spirito Santo. Offrono a Dio la propria carne e proprio nella loro povertà e umiltà diventano capaci di generare Cristo oggi nel mondo. Attraverso la Chiesa il Mistero dell’Incarnazione rimane presente per sempre. Cristo continua a camminare attraverso i tempi e tutti i luoghi". "Rimaniamo uniti, cari fratelli, in questo mistero! - ha esclamato il Papa - Nella preghiera, specialmente nell’Eucaristia quotidiana e così serviamo la Chiesa e l’intera umanità. Questa è la nostra gioia che nessuno ci può togliere". "Prima di salutarvi personalmente - ha concluso Benedetto XVI - desidero dirvi che continuerò ad esservi vicino con la preghiera, specialmente nei prossimi giorni, affinché siate pienamente docili all’azione dello Spirito Santo nell’elezione del nuovo Papa. Che il Signore vi mostri quello che è voluto da Lui. Tra di voi, tra il Collegio Cardinalizio, c’è anche il futuro Papa, al quale già oggi prometto la mia incondizionata reverenza ed obbedienza. Per tutto questo con affetto e riconoscenza, vi imparto di cuore la Benedizione Apostolica".

Radio Vaticana

INCONTRO CON I CARDINALI PRESENTI A ROMA PER IL SALUTO DI CONGEDO - il testo integrale del discorso del Papa
 

Incontro di congedo di Benedetto XVI con il Collegio cardinalizio. Card. Sodano: amato e venerato Successore di Pietro, siamo noi che dobbiamo ringraziare Lei per l'esempio che ci ha dato in questi otto anni di Pontificato. Sappia che ardeva il nostro cuore quando camminavamo con Lei, Vergelt’s Gott!

Oggi, ultimo giorno del Suo Pontificato, nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico Vaticano il Santo Padre Benedetto XVI ha incontrato i cardinali presenti a Roma, per il saluto di congedo. “Siamo noi che dobbiamo ringraziare Lei per l’esempio che ci ha dato in questi otto anni di Pontificato”. Con queste parole il card. Angelo Sodano, decano del Collegio cardinalizio, ha salutato il Papa. “Con grande trepidazione i Padri cardinali presenti a Roma si stringono oggi intorno a Lei - ha esordito il card. Sodano, inaugurando così l’incontro con i cardinali presenti a Roma nella Sala Clementina - per manifestarLe ancora una volta il loro profondo affetto e per esprimerLe la loro viva gratitudine per la Sua testimonianza di abnegato servizio apostolico, per il bene della Chiesa di Cristo e dell’umanità intera”. Poi il porporato ha ricordato le “commoventi parole” pronunciate da Benedetto XVI sabato scorso, al termine degli esercizi Spirituali in Vaticano, quando rivolto ai suoi principali collaboratori aveva detto: “Miei amici, vorrei ringraziare tutti voi non solo per questa settimana, ma per questi otto anni, durante i quali avete portato con me, con grande competenza, affetto, amore e fede, il peso del ministero petrino”. “Amato e venerato Successore di Pietro, siamo noi che dobbiamo ringraziare Lei per l’esempio che ci ha dato in questi otto anni di Pontificato”, la risposta del card. Sodano, a nome dei suoi confratelli.
“Il 19 aprile del 2005 - ha proseguito il cardinale rivolgendosi al Papa - Ella veniva ad inserirsi nella lunga catena di Successori dell’Apostolo Pietro ed oggi, 28 febbraio del 2013, Ella si accinge a lasciarci, in attesa che il timone della barca di Pietro passi ad altre mani”. “Si continuerà così quella successione apostolica, che il Signore ha promesso alla sua Santa Chiesa”, fino a quando “terminerà la storia della Chiesa, insieme alla storia del mondo, con l’avvento di cieli nuovi e terra nuova”, ha detto il cardinale decano citando l’Apocalisse. “Padre Santo, con profondo amore noi abbiamo cercato di accompagnarLa nel Suo cammino - ha assicurato il card. Sodano - rivivendo l’esperienza dei discepoli di Emmaus, i quali, dopo aver camminato con Gesù per un buon tratto di strada, si dissero l’un l’altro: ‘Non era forse ardente il nostro cuore, quando ci parlava lungo il cammino?’”, come si legge nel Vangelo di Luca. “Sì, Padre Santo, sappia che ardeva anche il nostro cuore quando camminavamo con Lei in questi ultimi otto anni”, ha concluso il card. Sodano: “Oggi vogliamo ancora una volta esprimerLe tutta la nostra gratitudine. In coro Le ripetiamo un’espressione tipica della Sua cara terra natale: ‘'Vergelt’s Gott', che Dio La ricompensi!”.

SIR

INDIRIZZO DI OMAGGIO DEL CARD. ANGELO SODANO

Le ultime nomine di Benedetto XVI: l'arcivescovo di Glasgow Tartaglia amministratore apostolico della diocesi di Edimburgo, mons. Dinh Duc Dao ausiliare nella diocesi vietnamia di Xuan Loc e mons. Jofrè vescovo della diocesi argentina di Villa Maria

Con un messaggio commosso e addolorato ai fedeli di St. Andrews e Edimburgo che “hanno perso il loro cardinale in circostanze difficilissime”, l’arcivescovo di Glasgow Philip Tartaglia ha accettato da Papa Benedetto XVI l’incarico di amministratore apostolico della arcidiocesi che era fino a qualche giorno fa responsabilità del card. Keith O’Brien. L’arcivescovo Tartaglia si occuperà delle 27 parrocchie della capitale scozzese fino a quando verrà nominato un nuovo arcivescovo e sarà assistito dal vescovo ausiliario Stephen Robson per la gestione giornaliera dell’arcidiocesi. “In queste ore dolorose e difficili per l’arcidiocesi anch’io mi sento addolorato e preoccupato. Con la Grazia di Dio farò del mio meglio fino alla nomina di un nuovo arcivescovo. Vi chiedo le vostre preghiere”, ha detto nel suo messaggio l’arcivescovo Tartaglia. “Voi fedeli dell’arcidiocesi - ha aggiunto - dovete affrontare l’impatto di questi tristi eventi mentre vivete i vostri impegni quotidiani in comunità e al lavoro. Dovete fare i conti con articoli e notizie disturbanti provenienti dai media e dovete rispondere alle domande, alle critiche, ai commenti poco gentili e agli scherzi. Voglio che sappiate che il vescovo Robson, i sacerdoti della arcidiocesi e io stesso condividiamo fino in fondo queste vostre sfortunate circostanze e vi ringraziamo per la vostra fedeltà e l’amore della Chiesa. In questo momento più che mai dobbiamo tenere i nostri occhi fissi su Gesù Cristo che solo è il nostro Salvatore, il nostro Buon Pastore e il Consolatore”. Il direttore dell’ufficio stampa della Conferenza Episcopale scozzese ha smentito la notizia secondo la quale mons. Tartaglia è coinvolto nelle investigazioni del Vaticano circa le accuse contro il card. O’Brien ed aggiunge che il porporato come arcivescovo emerito di Edimburgo non “ha alcun ruolo di governo nella diocesi”. Oggi l’arcivescovo Tartaglia celebrerà una Messa nella Cattedrale St. Mary di Edimburgo.
Papa Benedetto XVI ha nominato vescovo ausiliare della diocesi di Xuan Loc (in Vietnam) mons. Joseph Dinh Duc Dao, finora rettore del seminario maggiore della stessa diocesi, assegnandogli la sede titolare vescovile di Gadiaufala. Inoltre il Pontefice ha accettato la rinuncia al governo pastorale della diocesi di Villa Maria (in Argentina), presentata da mons. José Angel Rivai e ha nominato vescovo, in quella stessa diocesi, don Samuel Jofré, del clero dell'arcidiocesi di Cordoba, finora parroco del Santo Cristo in Cordoba.

SIR, Vatican Insider

RINUNCE E NOMINE

Lettera di mons. Becciu a mons. Nichols: il Papa ricorda con gratitudine l’accoglienza a lui riservata nel suo storico viaggio nel Regno Unito, continua a rendere grazie a Dio per le numerose grazie ricevute durante quei quattro giorni e promette di pregare per voi e per le persone affidate alla vostra cura pastorale

Nelle ultimissime ore del suo Pontificato, Benedetto XVI ha scritto a mons. Vincent Nichols (foto), arcivescovo di Westminster e primate della Chiesa Cattolica di Inghilterra e Galles. In una lettera redatta dal sostituto per gli Affari generali della Segreteria di Stato, mons. Angelo Becciu, il Papa ringrazia per “il supporto” delle preghiere del popolo inglese. E ricorda “con gratitudine l’accoglienza a lui riservata nella sua storica visita al vostro Paese nel settembre 2010, e continua a rendere grazie a Dio per le numerose grazie ricevute durante quei quattro giorni. Sua Santità - si legge nella lettera - promette di pregare” per l’arcivescovo e “per le persone affidate alla vostra cura pastorale, e volentieri imparte la Benedizione Apostolica”. Il Papa risponde ad una lettera che mons. Nichols aveva inviato al Santo Padre ringraziando per “il suo ministero apostolico come Sommo Pontefice” e salutando “il suo coraggio e la sua integrità” che lo hanno condotto alle dimissioni dalla Sede di Pietro.

SIR

E' morto il card. card. Jean Honoré. Il Papa: competente ed appassionato artefice della redazione del Catechismo della Chiesa Cattolica, ha sempre avuto la preoccupazione di annunciare il Vangelo a tutto il mondo contemporaneo

Il Santo Padre Benedetto XVI ha inviato un telegramma di cordoglio all'arcivescovo Bernard-Nicolas Aubertin, di Tours (Francia), per la morte, oggi, all'età di 92 anni, del card. Jean Honoré (foto), arcivescovo emerito di Tours. Il Papa chiede al Signore di accogliere "nella sua pace e nella sua luce questo pastore fedele che ha servito la Chiesa con devozione, nell'insegnamento cattolico e nella catechesi, poi come vescovo di Évreux ed arcivescovo di Tour. Competente ed appassionato artefice della redazione del Catechismo della Chiesa Cattolica", il defunto cardinale "ha sempre avuto la preoccupazione di annunciare il Vangelo a tutto il mondo contemporaneo".

VIS notizie

mercoledì 27 febbraio 2013

Otto anni in meno di due ore. Rivivere un Pontificato già entrato nella storia nell’abbraccio di una piazza. La normalità di un congedo straordinario. 'Grazie, Padre Santo. Ad multos annos'

Otto anni in meno di due ore. Rivivere un Pontificato già entrato nella storia nell’abbraccio di una piazza. La normalità di un congedo straordinario. Sono le 10.30, un fiume di gente arrivata da ogni parte d’Italia e dal mondo si prepara a salutare il suo Papa. Benedetto XVI fa il suo ingresso con qualche minuto di ritardo, protrae per l’occasione il consueto giro della piazza con la Papamobile tra gli applausi e i cori festosi, “Viva il Papa!”, “Benedetto”. Un’udienza speciale, quella di oggi, che si svolge sul sagrato invece che nell’Aula Paolo VI, teatro abituale delle udienze invernali. Unica eccezione - oltre alla Messa delle Ceneri celebrata per la prima volta nella basilica di San Pietro - allo snodarsi ordinario di una Quaresima che si è aperta con un Pontefice ma che culminerà in una Pasqua i cui riti saranno presieduti dal suo successore al soglio di Pietro. Quello che si respira, nella piazza dove oggi sono puntati i riflettori del mondo, è simile alla sensazione che chiunque di noi ha provato, almeno una volta, nell’accomiatarsi da una persona cara all’improvviso, vale a dire troppo presto. La si vorrebbe trattenere, ma non si può. Così, si cerca di vivere fino in fondo, di godere di ogni attimo della sua presenza. Il più possibile. Come nel Vangelo della Trasfigurazione, citato dal Papa solo tre giorni fa, dalla finestra del Palazzo Apostolico. “È bello per noi essere qui”. Le parole di Pietro a Gesù diventano le nostre. La folla è davvero immensa, la piazza non basta a contenerla. Oltre 150mila persone, la stima ufficiale, ma sino alla fine dell’appuntamento del mercoledì, via della Conciliazione si trasforma in una processione interminabile di volti. Un fiume in piena. Il primo dei quattordici applausi che scandiranno la catechesi arriva all’inizio, quando il Papa ringrazia i fedeli aggiungendo, a braccio e quasi per fermare l’applauso nato spontaneo tra la folla, “Grazie di cuore, sono veramente commosso, vedo che la Chiesa è viva”. La Chiesa è un “noi”, ci ricordava Benedetto XVI nell’omelia della Messa delle Ceneri. Ed è questo il concetto che il Papa ha scelto anche oggi per descrivere la piazza, in uno dei passaggi più applauditi della catechesi: “Qui si può toccare con mano che cosa sia Chiesa - non un’organizzazione, non un’associazione per fini religiosi e umanitari, ma un corpo vivo, una comunione di fratelli e sorelle nel Corpo di Gesù Cristo, che ci unisce tutti. Sperimentare la Chiesa in questo modo e poter quasi toccare con le mani la forza della sua verità e del suo amore, è motivo di gioia, in un tempo in cui tanti parlano del suo declino”.
“Ma vediamo come la Chiesa è viva oggi”, ha aggiunto il Papa fuori testo. “La Chiesa è viva!”. È stata una delle prime esclamazioni di Benedetto XVI. L’ha pronunciata il 24 aprile di otto anni fa, nella sua prima Messa da Papa. Mai come oggi questa piazza sembra dimostrarlo. Chi è qui, ha già scelto tra “l’io e Dio”. Glielo ha insegnato un Papa che, a leggere in profondità, non ha fatto altro che declinare da par suo - nelle sue infinite e ricche sfumature, offrendo ogni volta una “summa” della fede - un unico grande discorso: portare Dio agli uomini e gli uomini a Dio, rendere presente Cristo in questo mondo e mostrare al mondo che, con Lui o senza di Lui, cambia tutto. E ritornano ancora una volta alla mente le parole di quel 24 aprile: “Non devo presentare un programma di governo: il mio vero programma di governo è mettermi in ascolto, con tutta la Chiesa, della volontà del Signore e lasciarmi guidare da Lui, perché sia Lui a guidare la Chiesa in questa ora della storia”. Rilette oggi, queste parole suonano di sorprendente attualità, soprattutto se incrociate con le motivazioni della rinuncia al soglio di Pietro, spiegate ancora una volta oggi ai fedeli con sobria semplicità, ma con toni ancora più intimi. “Amare la Chiesa significa anche avere il coraggio di fare scelte difficili, sofferte, avendo sempre davanti il bene della Chiesa e non se stessi”. Assumere il ruolo di successore di Pietro significa non avere più una vita privata, quasi confessa il Papa, “appartiene sempre e totalmente a tutti”. Da domani sera, quindi, il Papa non ritorna al clamore del mondo, alla vita privata: “Non abbandono la croce, ma resto in modo nuovo presso il Signore Crocifisso”, spiega ancora tra gli applausi, definendo questa scelta un restare, grazie alla preghiera, nel recinto di Pietro. Un Papa è per sempre, continueremo a chiamarlo “Sua Santità”. Il Papa non è solo, non si è mai sentito solo, ripete Benedetto XVI tra gli applausi: ho voluto bene a tutti e a ciascuno, con il cuore di un padre che si allarga al mondo intero. “Sì, il Papa non è mai solo, ora lo sperimento ancora una volta in un modo così grande che tocca il cuore”.
L’applauso che ha salutato questo passaggio della catechesi è forse la testimonianza più eloquente dell’amore senza confini di un successore al soglio di Pietro per il suo popolo. Una mamma si china sul suo bambino: “Lo sai che oggi stai entrando nella storia?”. “Benedetto XVI, ci mancherai”, recita uno degli innumerevoli striscioni che colorano, insieme alle bandiere, la piazza. L’abbandono sereno, fiducioso e gioioso alla volontà del Padre è una delle cifre di questo pontificato. “Dio guida la sua Chiesa, la sorregge sempre anche e soprattutto nei momenti difficili”, il congedo del Papa dalla piazza: “Non perdiamo mai questa visione di fede, che è l’unica vera visione del cammino della Chiesa e del mondo”. Quella di oggi è l’udienza n. 348 del Pontificato, durante le quali il Papa ha incontrato più di 5 milioni di fedeli. Le udienze del mercoledì sono state uno splendido esempio di questo sapiente esercizio di ascolto che un Papa teologo, ingiustamente e riduttivamente ingabbiato in un cliché mediatico d’intellettuale rigido e distaccato, ha saputo esercitare grazie alla capacità di entrare nel cuore della gente. I grandi media, spesso, non lo hanno capito: ma per chi, in questi otto anni, ha avuto il privilegio di poter fare un’informazione pensata e non gridata, non alla ricerca dello “scoop” a tutti i costi ma rispettosa del pensiero del Santo Padre, l’appuntamento del mercoledì con Joseph Ratzinger è stato sempre una boccata d’ossigeno. La notizia c’era sempre. A dettarne il titolo, il distillato del magistero di un Papa che ha saputo sempre andare all’essenziale. “Gründlich”, si dice in tedesco con un’espressione quasi intraducibile in italiano, ma che ha a che fare con il dono di andare fino in fondo, perché alla base di ogni scelta - fatta sempre al cospetto di Dio e interrogando nel profondo la propria coscienza - c’è la roccia della fede che non delude. Altro che fuga, altro che abbandono... Il Papa come san Benedetto, ci ha mostrato “la via per una vita che, attiva o passiva, appartiene totalmente a Dio”. E la piazza, la sua gente, lo applaude ancora una volta: “Grazie, Padre Santo. Ad multos annos”.
 
M.Michela Nicolais, SIR