Alle 20.00 le Guardie svizzere chiudono il Portone del Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo e lasciano il compito di vegliare alla Gendarmeria vaticana, concluso il Pontificato di Benedetto XVI

Con puntualità tedesca, il portone delle Ville Pontificie si chiude. Le Guardie Svizzere, finora custodi del Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, lasciano il compito di vegliare sulla sicurezza di Benedetto XVI alla Gendarmeria Vaticana. Anche questa è una novità assoluta di una conclusione inedita di un Pontificato, sancita dalla cerimonia simbolica della chiusura del portone e dalla svestizione dell’abito tradizionale di quelli che sono stati per secoli, e che continueranno a essere, gli “angeli custodi” del nuovo Papa, e che torneranno a Roma questa sera in abiti, per così dire, borghesi. Il cortile antistante è gremito di gente in attesa, di fotografi e cameramen. Nella parrocchia di Castel Gandolfo, una donna s’inginocchia in preghiera. Nessuno di loro vuole lasciare solo “il suo Papa”, nel momento del congedo finale. Poco prima, era stato il Papa a ringraziarli uno per uno. Famiglie con bambini in braccio, tanti giovani. “Viva il Papa”, quasi urla la folla alla chiusura del portone. È la fine ufficiale del Pontificato di Benedetto XVI, che non governa più “la barca di Pietro”. Da ora inizia il periodo della Sede Vacante, che condurrà al conclave per l’elezione del nuovo Pontefice, e il governo della Chiesa passa nelle mani del Collegio dei cardinali. Gli amici del Papa, come li ha chiamati ancora una volta questa mattina, congedandosi da loro uno per uno, dopo avergli rivolto un ultimo discorso.

SIR
 

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