venerdì 31 luglio 2009

Il Papa a Viterbo e Bagnoregio. La visita di Benedetto XVI sulle orme di San Bonaventura e San Tommaso d'Aquino

Sarà una visita pastorale sulle orme di San Bonaventura (foto) quella che il Papa compirà il 6 settembre prossimo a Viterbo e Bagnoregio. Il Papa non ha mai nascosto la sua attrazione per il pensiero di Sant’Agostino e della scuola agostiniana di cui il francescano San Bonaventura di Bagnoregio è il più insigne rappresentante. Nello stesso tempo ha sempre espresso il massimo apprezzamento per San Tommaso D’Aquino, domenicano, e la scuola tomista. Due Santi, vissuti nello stesso periodo, il XIII secolo, a capo di due visioni diverse ma complementari della realtà. Per Bonaventura la via alla Verità è l’illuminazione divina, “un fatto mistico”. Occorre – dice - “la grazia, non la scienza, il desiderio non l’intelletto, il sospiro della preghiera non la brama del leggere”: la vera sapienza può essere raggiunta solo da chi ama a tal punto Cristo da voler condividere con Lui la Croce: “L'amore vede più che la ragione… l'amore vede, l'amore è occhio e l'esperienza ci dà più che la riflessione. Che cosa sia questa esperienza Bonaventura lo vide in San Francesco: è l’esperienza di un cammino molto umile, molto realistico, giorno per giorno, è questo andare con Cristo, accettando la sua croce. In questa povertà e in questa umiltà, nell’umiltà che si vive anche nella ecclesialità, c'è un’esperienza di Dio che è più alta di quella che si raggiunge mediante la riflessione: in essa, tocchiamo realmente il cuore di Dio” (Udienza generale, 14 maggio 2008).
San Tommaso, da parte sua, compie una “mirabile sintesi” tra ragione e fede: “la ragione, illuminata dalla fede, trova la forza per elevarsi alla conoscenza di Dio e delle realtà spirituali”. Così il Papa, di fronte ad una società odierna in cui la ragione appare sempre più debole e sempre più incapace di ammettere “l’esistenza di qualsiasi verità”, esorta a “riscoprire in modo nuovo la razionalità umana”, ad avere una grande fiducia nella ragione. E ai cristiani chiede di saper “esprimere la ragionevolezza della loro fede” testimoniandola “in un dialogo ispirato dall’amore”: “Se guardiamo alle grandi opzioni, l’opzione cristiana è anche oggi quella più razionale e quella più umana. Per questo possiamo elaborare con fiducia una filosofia, una visione del mondo che sia basata su questa priorità della ragione, su questa fiducia che la Ragione creatrice è amore e che questo amore è Dio” (Incontro con i giovani della Diocesi di Roma e del Lazio in preparazione alla XXI Giornata Mondiale della Gioventù (6 aprile 2006)).
San Bonaventura e San Tommaso, due grandi teologi a capo di due scuole che per secoli si sono confrontate a livello filosofico e teologico. Due Santi che per vie diverse hanno dato la vita per la causa del Vangelo, per Gesù, raggiungendolo insieme in cielo lo stesso anno, il 1274.

Radio Vaticana

La voce del Papa in un cd pubblicato in occasione del Natale per finanziare i progetti di istruzione musicale per i bambini poveri

La voce di Papa Benedetto XVI sarà incisa su un album di canti religiosi, preghiere e musica del repertorio classico, che verrà pubblicato alla fine dell'anno in occasione delle feste natalizie. A darne notizia è l'etichetta discografica Geffen UK/Universal, con sede a Londra, che ha informato che il disco conterrà brani in latino, italiano, portoghese e tedesco. L'album, dal titolo provvisorio "Alma Mater" verrà pubblicato il 30 novembre con la benedizione del Pontefice. Per Joseph Ratzinger si tratta della prima partecipazione ad un progetto discografico. Il disco conterrà litanie e orazioni alla Vergine insieme ad alcuni brani di musica classica contemporanea, e la voce del Pontefice sarà accompagnata dal coro dell'Accademia Filarmonica Romana diretta da Mons. Pablo Colino. Al progetto partecipa anche l'Orchestra Filarmonica Reale britannica, che registrerà i brani del repertorio classico nei celebri studi Abbey Road di Londra. "Siamo entusiasti che Papa Benedetto XVI abbia apprezzato e dato la sua benedizione a questo progetto", ha dichiarato Colin Barlow, presidente della Geffen UK. Il ricavato della vendita dell'album servirà a finanziare i progetti di istruzione musicale per i bambini dei paesi poveri. Ulteriori dettagli sul progetto saranno resi noti a settembre, alla presentazione ufficiale del disco in Vaticano. La notizia è stata confermata dal portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, il quale ha precisato che si tratta di registrazioni messe a disposizione dagli archivi della Radio Vaticana e che il Pontefice non ha avuto alcun rapporto diretto con l'etichetta inglese. "L'iniziativa - ha spiegato padre Lombardi - è nata dalla San Paolo Multimedia, che ha chiesto alla Radio Vaticana la disponibilità di alcuni brani di voce del Santo Padre per realizzare un cd". L'emittente, sentita la segreteria di Stato, ha quindi messo a disposizione dell'etichetta otto brani tratti da discorsi e preghiere del Pontefice in diverse lingue, in tutto meno di dieci minuti di registrazioni che sono state poi "mixate" con le parti musicali.

Adnkronos, Leggo online

giovedì 30 luglio 2009

Anno Sacerdotale. Nel giugno 2010 il convegno internazionale e l'incontro dei sacerdoti di tutto il mondo con Benedetto XVI

Dal 9 all'11 giugno 2010, i sacerdoti di tutto il mondo si daranno appuntamento con Benedetto XVI in occasione del Convegno internazionale dei Sacerdoti con cui si concluderà l'Anno Sacerdotale. "Fedeltà di Cristo, Fedeltà del Sacerdote" è il tema dell'incontro, lo stesso dell'Anno Sacerdotale che prevede un programma fitto di appuntamenti tra preghiera, riflessione e condivisione, seguito dall'incontro con Papa Benedetto XVI in Vaticano. Benedetto XVI, che ha convocato l'Anno Sacerdotale in occasione del 150° anniversario del "dies natalis" di Giovanni Maria Vianney, il Santo Patrono di tutti i parroci del mondo, ha definito l'iniziativa come "il tempo per contribuire a promuovere l'impegno di rinnovamento interiore di tutti i sacerdoti per una loro più forte ed incisiva testimonianza evangelica nel mondo di oggi". Promosso dalla Congregazione per il Clero, l'evento si pone in continuità con i precedenti incontri internazionali del clero svoltisi tra il 1996 ed il 2004 a Fatima (Portogallo), Yamoussoukro (Costa d'Avorio), Guadalupe (Messico), Nazareth, Betlemme e Gerusalemme (Terra Santa), Roma (in occasione del Giubileo del 2000) ed infine Malta. Testimonianze sacerdotali, momenti di preghiera, confessioni e adorazione, musica, conferenze e una Messa presieduta dal Papa sono questi gli appuntamenti che caratterizzeranno il grande incontro dei sacerdoti di tutto il mondo. La Congregazione per il Clero ha annunciato il programma del Congresso, intitolato “Fedeltà di Cristo, fedeltà del sacerdote”, in una lettera inviata il 14 agosto. La prima giornata dell'incontro sacerdotale, il 9 di giugno, si svolgerà nella Basilica di San Paolo Fuori le Mura con una preghiera e una conferenza sul tema “Conversione e Missione”. Per l'occasione ci sarà l'esposizione del Santissimo Sacramento, la possibilità di confessarsi e la celebrazione della Messa. Il giorno seguente, i sacerdoti si riuniranno nella Basilica di San Maria Maggiore per tutta la mattinata, riflettendo sul tema “Cenacolo: invocazione dello Spirito Santo con Maria, in comunione fraterna”. La sera, gli assistenti si sposteranno nella Basilica di San Pietro per celebrare una vigilia sacerdotale, con testimonianze e momenti musicali e di adorazione. Benedetto XVI prenderà parte a questo atto e rivolgerà alcune parole ai presenti. Venerdì 11 giugno, Solennità del Sacro Cuore di Gesù, sarà incentrato sul tema “Con Pietro, in comunione ecclesiale”. In questa giornata, il Papa presiederà la Santa Messa nella Basilica di San Pietro con la quale chiuderà l'Anno Sacerdotale. All'Opera Romana Pellegrinaggi, attività del Vicariato di Roma, organo della Santa Sede alle dirette dipendenze del cardinale Vicario del Papa, è stata affidata l'organizzazione tecnico-logistica del convegno. Tutti coloro che intendono partecipare a questo appuntamento debbono effettuare la registrazione attraverso l'Opera Romana Pellegrinaggi, che ha predisposto per l'occasione una serie di proposte.

Zenit, Asca

Testo completo - il programma e le modalità di iscrizione

Da ieri Benedetto XVI nella residenza estiva di Castel Gandolfo. Il saluto: sono felice di essere con voi in questa bella città

"Sono appena tornato dalla montagna. Nonostante il mio piccolo infortunio sono stati giorni bellissimi. Ma adesso sono felice di essere a Castel Gandolfo, in questa bella città, e spero di stare con voi alcune settimane". Così il Papa all'arrivo, ieri sera, nella residenza estiva sul lago di Albano. Benedetto XVI vi è giunto verso le 19.15 in auto, proveniente dall'aeroporto di Roma-Ciampino, dopo aver trascorso sedici giorni in Valle d'Aosta. Ad accoglierlo i cardinali Bertone, segretario di Stato, Lajolo, presidente del Governatorato, Agostino Vallini, vicario generale per la diocesi di Roma, l'arcivescovo Viganò, segretario generale del Governatorato, il vescovo di Albano Semeraro, il vescovo eletto Corbellini, presidente dell'Ufficio del lavoro, il parroco e il sindaco di Castel Gandolfo, i direttori delle Ville pontificie e della Specola vaticana. Dopo averli salutati, il Papa si è affacciato dalla finestra del Palazzo pontificio per benedire i fedeli radunati sulla piazza antistante. Allo scalo di Ciampino, dove alle 18.47 era atterrato il velivolo partito un'ora prima da Torino, Benedetto XVI è stato accolto dagli arcivescovi Filoni, sostituto della Segreteria di Stato, Mamberti, segretario per i Rapporti con gli Stati, Bertello, nunzio apostolico in Italia, Pelvi, ordinario militare per l'Italia. Il governo italiano era rappresentato dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta.

L'Osservatore Romano

'Caritas in veritate'. Sergio Chiamparino: l'Enciclica un riferimento per una nuova civilizzazione dell'economia e della società

Il sindaco di Torino Sergio Chiamparino commenta oggi sulla prima pagina de L'Osservatore Romano, il quotidiano della Santa Sede, l'ultima Enciclica di Papa Benedetto XVI, "Caritas in veritate", letta come un richiamo alla necessità di ''un nuovo patto di cittadinanza sostenuto da un nuovo patto fiscale''. ''Oggi - scrive Chiamparino - si è frantumato il rapporto virtuoso fra libertà, sicurezza della persona e giustizia sociale che aveva retto il corso della seconda meta' del Novecento. La paura che domina il presente nasce da qui. Un nuovo compromesso fra individuo e società può originarsi solo se si avvicina la responsabilità del governante a quella del governato. Qui si apre un campo di pensiero e di azione in cui trova piena cittadinanza il principio di sussidiarietà, inserito in quella che chiamerei la sfida dell'orizzontalità. L'idea cioè che il governo non può più essere dato, a scala globale e locale, dalla sovraordinazione gerarchica delle istituzioni, ma solo dalla loro capacità di misurarsi alla pari, trovando di volta in volta le soluzioni più adatte ai problemi che si fronteggiano''. ''Una lunga fase di sviluppo ha posizionato e cristallizzato beni, risorse e potere in dati ambiti sociali ed economici. Troppe persone sono escluse parzialmente o totalmente da questi assetti. La sfida della crisi ci obbliga a una potente opera di ricollocazione di risorse e di potere. Le parole dell'Enciclica - conclude il sindaco di Torino - mi sembrano un riferimento e una guida importante per tutti coloro, credenti e non, disponibili a impegnarsi per una nuova civilizzazione dell'economia e della società''.

Asca

Verso la Giornata Mondiale della Gioventù 2011. Presentato il logo ufficiale della GMG di Madrid

Una croce su una corona formata idealmente dai giovani di tutto il mondo. La corona - di colore rosso, arancione e giallo - è quella della Vergine dell'Almudena, patrona dell'arcidiocesi di Madrid, che dal 16 al 21 agosto 2011 ospiterà la XXVI Giornata Mondiale della Gioventù. È così composto il logo della GMG 2011 (foto), presentato oggi dal vescovo ausiliare mons. César Augusto Franco Martinez, coordinatore generale della GMG, e da Santiago de la Cierva, direttore della Comunicazione della Giornata Mondiale. L'autore del logo è il grafico José Gil-Nogués, attivo a Madrid e Oviedo. La corona forma una M, iniziale di Maria, ma anche di Madrid. Secondo l'autore, il logo “è esso stesso una catechesi, una opportunità di evangelizzazione”. Il vescovo ausiliare ha spiegato che “la GMG ha l'appoggio totale del Governo spagnolo, della Comunità di Madrid e della municipalità della capitale, che hanno offerto la collaborazione pubblica all'evento, che attrarrà a Madrid parecchi giovani di tutto il mondo”. Si prevede una partecipazione tra il milione e mezzo e i due milioni di persone tra i 18 e i 29 anni, provenienti da quasi tutte le nazioni del mondo. De la Cierva, ha sottolineato che la base per l'organizzazione e la comunicazione saranno la pagina web e i social network, che rappresentano il miglior mezzo per raggiungere i giovani.

SIR

Il Papa a Viterbo e Bagnoregio. ll programma ufficiale della visita

La Celebrazione Eucaristica e l'Angelus, la visita al Santuario della Madonna della Quercia e, nel pomeriggio, alla Cattedrale di San Nicola, dove venererà la reliquia di San Bonaventura, e il bagno di folla prima di rientrare a Roma: è il programma della visita pastorale che il Papa compirà a Viterbo (foto) e a Bagnoregio domenica 6 settembre, pubblicato oggi dalla sala stampa vaticana. Benedetto XVI lascerà Castel Gandolfo alle 8.30 e arriverà alle 9 in elicottero nel campo sportivo di Viterbo. Dopo una breve visita alla Sala del Conclave del Palazzo dei Papi inizierà, alle 10.15, la Santa Messa in Valle Faul, che si concluderà con il consueto Angelus domenicale. Nel pomeriggio Papa Ratzinger visiterà il Santuario della Madonna della Quercia a Viterbo e si trasferirà poi in elicottero a Bagnoregio. Qui visiterà la Cattedrale di San Nicola, dove venererà la reliquia di San Bonaventura. Alle 17.45 incontrerà i fedeli nella Piazza Sant'Agostino di Bagnoregio e alle 18.30 prenderà l'elicottero che lo riporterà nella residenza estiva di Castel Gandolfo.

Le vacanze del Papa. Mons. Anfossi: grazie a tutti per il lavoro e l'armonia prima e durante le belle giornate con Benedetto XVI

Sono trascorsi solo pochi minuti da quando l’elicottero papale si è alzato in volo da Les Combes d’Introd per portare il Papa all’ae­roporto torinese di Casel­le dopo i diciassette gior­ni di vacanza e riposo nel verde della montagna ai piedi delle Alpi. Il vescovo di Aosta, Giuseppe Anfossi (nella foto con Benedetto XVI), poco pri­ma aveva portato al Pon­tefice – come da tradizio­ne – il saluto di tutta la diocesi. E, si potrebbe di­re proprio 'a caldo', il presule ha rilasciato ai tanti rappresentati dei media presenti a Les Combes u­na prima e immediata reazione, giusto al termi­ne di questa terza vacan­za valdostana di Benedet­to XVI. "Sento innanzitutto il bi­sogno di fare davvero i complimenti ai miei col­laboratori diocesani, pre­ti e laici – ha osservato il pre­sule aostano –. Il momen­to in cui questo senti­mento si è acceso forte in me – ha proseguito –, è stato al termine del Vespro di ve­nerdì sera". Le parole di Anfossi non traggano in inganno, non si tratta di trionfalismo o, peggio, di uno sguardo che va diritto mirato al ri­sultato. "In realtà – ha spiegato il vescovo – se considero meglio tutto il lavoro fat­to in queste belle giorna­te di presenza del Papa tra noi ma anche prima – ha pre­cisato – mi colpiscono l’ar­monia e il buon accordo che si è instaurato tra tut­te le istituzioni e pure tra gli altri soggetti coinvolti: dal Comune di Introd, al­la Regione fino ai Salesia­ni; dalla diocesi alle forze di Polizia, ai Carabinieri, ai servizi di sicurezza del Vaticano". E ancora, ha pro­seguito "dalla televisione vaticana alla radio dioce­sana; da tutti i giornalisti accreditati ai lettori. Pen­so anche – ha continuato – al lavoro fatto dalle nume­rose persone che non si vedono e che, così, è diffi­cile ringraziare". Il vescovo aostano, in particolare, si è soffermato molto volentieri sui Vespri celebrati nella Cattedrale. È l’avvenimento che in as­soluto ha ricevuto più e­logi e complimenti dal punto di vista della litur­gia, della preghiera e del canto. "Perché – ha chiesto a questo punto Anfossi – non pregare così più spes­so durante l’anno?"". Una domanda che suona tutt’altro che retorica. Quindi Anfossi si è conge­dato con un sorriso che vale più delle parole di ringraziamento: "Insom­ma. Complimenti e grazie a tutti!".

Fabrizio Favre, Avvenire

Il Papa a Torino. A settembre l'incontro tra Benedetto XVI e il card. Poletto sulla visita in occasione dell'Ostensione della Sindone

In autunno il card. Severino Poletto (nella foto con Benedetto XVI) incontrerà il Papa e gli sottoporrà alcune ipotesi di impegni che, oltre alla Messa sul sagrato del Duomo, potrebbero far parte della sua giornata torinese in occasione dell'Ostensione della Sindone. Sarà, insomma, in settembre che si preciseranno le coordinate della visita di cui "non esiste ancora una data stabilita", ha detto ieri pomeriggio ai giornalisti dopo il saluto a Benedetto XVI arrivato in elicottero a Caselle e decollato per Roma dopo un quarto d'ora, alle 18. "Il Papa è sereno e disteso, ha apprezzato la vacanza a Les Combes, nonostante la caduta", ha raccontato il cardinale. "E' stato impressionato dai 32 gradi che ha sentito scendendo dall'elicottero". Sull'Ostensione, Poletto ha spiegato che "non c'è ancora una data fissata. Io ho chiesto di incontrare il Santo Padre in autunno e quello sarà il momento per parlarne", ha riferito l'arcivescovo. "Allora, gli sottoporrò qualche possibile impegno che mi sta a cuore, tre al massimo, uno dei quali potrebbe aggiungersi alla Messa sul sagrato del Duomo". Di certo, in quella giornata ci sarà un pranzo in Arcivescovado. C'è poi la possibilità che il Papa decida di prolungare la sua permanenza in Piemonte, visitando un'altra diocesi, Alessandria, per esempio. "Io penso solo a Torino - ha detto il cardinale -, ma se il Papa dovesse fermarsi in Piemonte, allora dormirebbe qui". Che cosa abbia in mente l'arcivescovo per arricchire la giornata in cui Benedetto XVI sosterà in preghiera davanti alla Sindone non si può sapere. Difficile immaginare una giornata come quella che nel 1998 vissero i torinesi in piazza Vittorio, quando Giovanni Paolo II proclamò beati i piemontesi, Giovanni Maria Boccardo, Teresa Bracco e suor Teresa Grillo Michel. Non sembrano esserci cause pronte in vista, neppure quella dei marchesi di Barolo. Un evento da offrire al Papa, il card. Poletto potrebbe crearlo al Santo Volto, la chiesa-simbolo del rinnovamento della città e del suo passato di metropoli del lavoro, magari con i giovani o con le famiglie. Ma tra le ipotesi non sono certo meno affascinanti quelle di Benedetto XVI al Cottolengo o a Valdocco.

Maria Teresa Martinengo, La Stampa

mercoledì 29 luglio 2009

Il Papa accetta la riduzione allo stato laicale del francescano Tomislav Vlasic, la prima e controversa guida spirituale dei 'veggenti' di Medjugorje

Esce di scena, portandosi dietro la minaccia di scomunica da parte del Papa e le accuse infamanti di eresia, manipolazione delle coscienze, misticismo sospetto e, persino sesso con una suora, il francescano Tomislav Vlasic che nel 1981 diede vita al fenomeno Medjugorje in qualità di 'padre spirituale' dei sei ragazzini che improvvisamente cominciarono a riferire di vedere ogni giorno la Madonna. Vlasic non ha aspettato di essere scomunicato ed ha giocato d'anticipo: ha dato formalmente le dimissioni nel marzo scorso, anche se la notizia è trapelata solo in questi giorni. Un brutto colpo per l'immagine di Medjugorje, paesino dimenticato sulle colline dell' Erzegovina, divenuto dagli inizi degli anni ottanta uno dei santuari mariani più frequentati del mondo, una calamita per milioni di devoti che vi si recano nonostante la Chiesa non l'abbia mai riconosciuto come sede di eventi ''soprannaturali''. Anzi il Vaticano ha guardato sempre con diffidenza a quelle apparizioni mariane così puntuali, ogni giorno alle 17.00, che continuano tuttora, almeno a sentire i racconti dei veggenti, diventati adulti e sparpagliati in tutto il mondo: più di 40 mila visioni e non ''sembrano avere fine'', come osservò, in una visita ad limina in Vaticano nel 2006, l'attuale vescovo della diocesi, quella di Mostar, mons. Ratko Peric. Le accuse mosse dalla Congregazione per la Dottrina della Fede, contro il 'padre spirituale' del grande fenomeno mistico sono gravissime: ''diffusione di dubbia dottrina, manipolazione delle coscienze, sospetto misticismo, disobbedienza verso gli ordini legittimamente costituiti e atti contro il 'sextum' (contro il Sesto comandamento di non commettere adulterio)''. A renderle ancora più fosche vi è una frase dell'ex dicastero di Joseph Ratzinger che ha il sapore di una sentenza: i peccati di cui è imputato il frate sono stati commessi ''nel contesto del fenomeno di Medjugorje''. Oggi il quotidiano di Sarajevo Dnevni Avaz ha affermato che il frate è stato espulso dal suo ordine. Da Roma, i francescani negano però che il decreto sia mai diventato esecutivo, in quanto Vlasic, di fronte alla minaccia di scomunica, ha chiesto la riduzione allo stato laicale. Con l'uscita di Vlasic, il santuario mariano chiude un altro capitolo nella sua storia, scandita dai successi e dal fascino esercitato sui credenti e dai sospetti suscitati nell'apparato della Chiesa. Già agli inizi, l'allora vescovo locale mons. Pavao Zanic accusò Vlasic e gli altri francescani di essere impostori: la Madonna, nelle sue apparizioni ai bambini, non mancava mai di criticare i comportamenti delle autorità ecclesiastiche del posto e di esaltare invece le gesta dei frati che, dal loro convento, gestivano i pellegrinaggi. Nel 1984, mentre a Medjugorje fioriva il turismo religioso, Vlasic prese carta e penna per autocelebrarsi con Giovanni Paolo II come colui che, ''attraverso la Divina Provvidenza guida i veggenti''. La Chiesa inviò in quegli anni tre commissioni in loco, che non riuscirono a trovare nessun supporto alle affermazioni sugli incontri giornalieri con la Madonna; nel 1991 i vescovi dell'allora Jugoslavia sancirono che non si poteva parlare di ''apparizioni soprannaturali o rivelazioni ''. Tutt'oggi, il santuario è ''sotto giudizio''. Nel 1985, Joseph Ratzinger, prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, proibì ogni pellegrinaggio ufficiale, diocesano o parrocchiale al sito religioso. Lasciò tuttavia la libertà ai singoli cattolici di recarsi a Medjugorje anche in compagnia di sacerdoti.

Elisa Pinna, Ansa

Concluse le vacanze del Papa in Valle d'Aosta. Prima della partenza il saluto alle autorità e alla popolazione: se Dio vorrà spero di ritornare

Benedetto XVI ha lasciato Les Combes (Aosta) in elicottero dopo un ultimo, breve saluto alla colonia ed alla popolazione dei villaggi vicini. "Buon rientro", "Santità, ritorni", le frasi pronunciate dalle persone giunte a salutarlo alle quali il pontefice ha risposto: "Lo spero se Dio vorrà. Speriamo di sì". Il Papa si era prima congedato con le autorità. Dal presidente della Regione Val d'Aosta, Augusto Rollandin, ha ricevuto in dono una statua in legno di noce raffigurante Sant'Anselmo. Dal sindaco di Introd un'altra statua ispirata a San Lorenzo, patrono di Les Combes. Il Pontefice prima di salire in elicottero, ha anche voluto salutare conoscenti e gente del paese, solo per questa occasione, nella colonia salesiana dove il Papa ha trascorso gli ultimi 17 giorni. Tra la folla anche dodici bambini della scuola dell'infanzia di Introd, accompagnati dalle loro maestre in abito tradizionale. I bambini hanno rivolto al Pontefice alcune parole di saluti in italiano, francese e patois, il dialetto valdostano. Poi gli hanno consegnato in dono una stella alpina ed un album con i disegni dei bambini.
L'aereo con a bordo Papa Benedetto XVI è atterrato alle 18.47 sulla pista dell'aeroporto militare di Ciampino. Di lì, il Pontefice è partito in auto alla volta di Castel Gandolfo.

Ansa, Asca

Le vacanze del Papa. Il bilancio di Padre Lombardi: Benedetto XVI in ottima forma, il periodo di riposo ha raggiunto il suo risultato

''Il Papa è apparso direi veramente in ottima forma: quindi nonostante il suo piccolo incidente, il periodo di vacanza qui in Valle d'Aosta ha raggiunto proprio bene il suo risultato''. Lo ha detto padre Federico Lombardi, direttore della Sala stampa della Santa Sede, ai microfoni di Radio Vaticana. Dei 17 giorni di soggiorno di Benedetto XVI in Valle d'Aosta Lombardi ha fatto ''un bilancio positivo''. ''Come tutti sappiamo - ha aggiunto - è stato un po' diverso da quello che era stato previsto, quindi non tanto di scrittura degli ulteriori capitoli del libro su Gesù, quanto piuttosto di riflessione, di lettura e di preghiera anche in conseguenza dell'incidente. Ma, come ha detto il Papa molto spiritosamente, c'è sempre qualche cosa da imparare e anche l'incidente ha avuto i suoi frutti spirituali per il Pontefice''. Riferendosi alla cerimonia di questa mattina, padre Lombardi ha poi raccontato: ''Questo è un rito, evidentemente, necessario e bello alla conclusione di ogni permanenza del Papa nelle sue residenze estive. Il Papa, lungo il vialetto, mentre arrivava dalla sua residenza, ha incontrato un gruppo di giovani salesiani, circa 35, che sono i giovani salesiani dell'Ispettoria del Piemonte, che stanno facendo un incontro formativo proprio qui, in Valle d'Aosta; il Papa li ha salutati insieme al loro ispettore, con molto calore. Poi, si è recato nel posto da cui recita l'Angelus nel giorno della domenica, e davanti a lui, nel grande prato dove stanno normalmente i fedeli, si erano schierati, in modo molto ordinato, tutti i vari Corpi che hanno svolto servizio per la sicurezza e per il buon andamento della permanenza del Papa''. Benedetto XVI, ha detto ancora Lombardi, ''ha dato un saluto molto spiritoso, molto carino, con riferimento alla custodia degli Angeli nei suoi confronti, e poi si è spostato lungo il prato e ha fatto le foto di gruppo con tutti i singoli Corpi che erano presenti: le forze di polizia, i vigili del fuoco, la protezione civile, l'esercito, i carabinieri … ecco, quindi: c'erano tanti gruppi e ognuno ha avuto la sua foto con il Papa''. ''Anche i giornalisti che erano presenti - ha concluso - hanno avuto una loro foto con il Papa e hanno potuto rivolgergli alcune domande, parlare un attimo con lui in forma molto affabile e simpatica''.

Adnkronos

Le vacanze del Papa. Benedetto ai giornalisti: quest'anno avete scritto poco, il mio infortunio è stato sufficiente. Appello per la pace in Libano

Al termine dei saluti alle forze dell'ordine e ai "custodi" del suo soggiorno montano in Valle d'Aosta, Benedetto XVI ha scambiato alcune battute con i giornalisti. "Quest'anno avete scritto poco", ha detto il Pontefice rivolgendosi a giornalisti e fotografi. "Il Signore ha fatto questo - ha detto mostrando il braccio ingessato e riferendosi all'incidente avvenuto due settimane fa - era un avvenimento sufficiente; non abbiamo avuto bisogno di altro. Tre anni fa c'è stato il Libano - ha proseguito - speriamo che la pace sia consistente, che cresca e sia finalmente trovata". Riferendosi ancora all'infortunio, il Papa ha poi affermato. "Ho sentito che vi siete preoccupati. Il Signore ci aiuterà". Ad un giornalista che gli chiedeva se avesse fatto buone vacanze, Papa Ratzinger ha poi risposto: "Certamente, con questa bellezza della natura...". Il Pontefice ha poi accettato di farsi fotografare con alcuni bambini, definendoli scherzosamente "giornalisti in erba", tra i quali la figlia di un vaticanista di Avvenire. "Leggo sempre Avvenire - ha detto il Pontefice - lo leggo ogni giorno".

Ansa

Questo pomeriggio il Papa a Castel Gandolfo. Mons. Semeraro: pronti a far sentire a Benedetto XVI la nostra gioia nell'averlo vicino fisicamente

“La comunità di Castel Gandolfo e l’intera diocesi di Albano sono pronte per fare sentire a Benedetto XVI la loro grande gioia per averlo nuovamente, anche fisicamente, vicino per il tempo delle settimane che egli trascorrerà nella residenza estiva di Castel Gandolfo”. È quanto afferma all'agenzia SIR mons. Marcello Semeraro (nella foto con Benedetto XVI), vescovo di Albano, a poche ore dall’arrivo del Papa nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo. “Per quanto la presenza dei Papi sia percepita come un evento familiare – dice mons. Semeraro – l’arrivo del Santo Padre suscita ogni volta un’emozione nuova, che deriva sia dall’affetto filiale che tutti nutriamo verso la sua persona, sia dalla percezione viva del mistero e della missione di cui egli è portatore e segno vivo”. Infatti, spiega il vescovo, il Papa “è il centro visibile dell’unità di tutta la Chiesa ed è il successore di colui – Pietro – sul quale il Signore Gesù ha voluto fondarla. Con questo duplice "occhio" di fede e di umana affezione noi continueremo a guardare al Papa”. Mons. Semeraro si sofferma anche sugli “impegni pubblici” che attendono Benedetto XVI nelle prossime settimane. “Insieme con i tanti pellegrini, che anche nel tempo estivo giungono a Castel Gandolfo – dice il vescovo – reciteremo guidati dal Santo Padre la preghiera domenicale dell’Angelus e ascolteremo le parole che paternamente egli ogni volta rivolge; soprattutto i fedeli castellani attendono impazienti la solennità dell’Assunta quando, proseguendo in una consolidata tradizione, Benedetto XVI celebrerà la Santa Messa nella parrocchia pontificia di San Tommaso da Villanova”. Questo, aggiunge mons. Semeraro, è “un evento da tutti noi desiderato anche perché ci fa sentire più di ogni altra circostanza la paternità e la benevolenza del Santo Padre verso di noi”. Al tempo stesso, “desideriamo circondare di silenzio e di rispetto il suo riposo estivo, sapendo pure che, avendo accanto il suo fratello più anziano, Benedetto XVI potrà godere dei suoi affetti più intimi”. Infatti, conclude il vescovo, “le vacanze del Papa sono giornate di distensione, ma pure di meditazione, di studio e di preghiera. Proprio questo Egli stesso ha tante volte raccomandato a quanti si dispongono a vivere le proprie giornate di ferie estive ed è questo che anche noi gli auguriamo di cuore”.

SIR

Le vacanze del Papa. Il saluto ai responsabili della sicurezza: con l'infortunio il Signore voleva insegnarmi più pazienza e umiltà

Benedetto XVI ha salutato questa mattina le forze dell'ordine e il personale locale che lo ha assistito durante la sua vacanza a Les Combes, definendoli suoi "angeli custodi". Riferendosi poi alla caduta dei giorni scorsi, ha detto che "purtroppo il mio angelo custode non ha impedito il mio infortunio, certamente per ordine superiore. Forse - ha detto - il Signore voleva insegnarmi più pazienza e più umiltà per darmi più tempo per la preghiera e per la meditazione". Il Pontefice, che lascerà questo pomeriggio Les Combes per trasferirsi a Castel Gandolfo, ha voluto salutare questa mattina forze dell'ordine, volontari della Protezione Civile e il personale che lo ha assistito in questi sedici giorni passati nella colonia salesiana, in tutto circa 500 persone che hanno ascoltato il suo saluto dalla spianata del campo sportivo, la stessa dove domenica scorsa il Papa ha recitato l'Angelus. "Cari amici - ha detto il Papa - alla fine di queste due settimane di vacanza, con tutto il cuore vi dico grazie per il vostro servizio così competente, discreto, efficiente. Siete stati come gli angeli custodi. Gli angeli sono invisibili - ha proseguito - e nello stesso tempo efficienti. Così avete fatto anche voi: eravate invisibili per me ma nel contempo efficienti. Ho vissuto qui in una pace celeste - ha aggiunto Papa Ratzinger - nessun disturbo poteva entrare. Invece potevano entrare tante cose buone, materiali e immateriali. Tante torte, formaggi, vini". "Ero circondato da un silenzio incredibile - ha sottolineato il Pontefice - dal canto degli uccelli: la musica del Creatore era comunque presente. Grazie per tutto questo. Vi auguro buone vacanze e grazie per il vostro impegno". Benedetto XVI, che aveva pronunciato il breve discorso di saluto a braccio dalla struttura in legno fatta costruire da Giovanni Paolo II, è poi sceso nel prato salutando le autorità, tra le quali il questore e il direttore generale della Asl di Aosta, i comandanti delle forze dell'ordine e il capo dell'Ispettorato vaticano, Salvatore Festa. Si è poi avvicinato ai vari gruppi di polizia, carabinieri, protezione civile, gendarmeria e ispettorato vaticano, guardia di finanza, vigili urbani, unità cinofile, forestale, alpini ed elicotteristi, fotografi e giornalisti posando con ciascun gruppo per una foto ricordo.

Ansa

Se vuoi coltivare la pace, custodisci il creato: il tema del messaggio del Papa per la Giornata Mondiale della Pace 2010

Il messaggio di Papa Benedetto XVI per la prossima Giornata Mondiale della Pace, che si celebrerà il 1° gennaio 2010, sarà dedicato al tema ''Se vuoi coltivare la pace, custodisci il creato''. ''Il tema - si legge in un comunicato del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace - intende sollecitare una presa di coscienza dello stretto legame che esiste nel nostro mondo globalizzato e interconnesso tra salvaguardia del creato e coltivazione del bene della pace. Tale stretto e intimo legame è, infatti, sempre più messo in discussione dai numerosi problemi che riguardano l'ambiente naturale dell'uomo, come l'uso delle risorse, i cambiamenti climatici, l'applicazione e l'uso della biotecnologie, la crescita demografica''. ''Se la famiglia umana non saprà far fronte a queste nuove sfide con un rinnovato senso della giustizia ed equità sociali e della solidarietà internazionale - aggiunge il comunicato - si corre il rischio di seminare violenza tra i popoli e tra le generazioni presenti e quelle future''. Il messaggio papale sottolineerà quindi ''l'urgenza'' della tutela dell'ambiente, che ''deve costituire una sfida per l'umanità intera'': ''Si tratta del dovere, comune e universale, di rispettare un bene collettivo, destinato a tutti, impedendo che si possa fare impunemente uso delle diverse categorie di esseri come si vuole''. ''E' una responsabilità - prosegue il testo - che deve maturare in base alla globalità della presente crisi ecologica e alla conseguente necessità di affrontarla globalmente, in quanto tutti gli esseri dipendono gli uni dagli altri nell'ordine universale stabilito dal Creatore''.

Asca

'Caritas in veritate'. Il 'SIR': la dottrina sociale della Chiesa si propone come risorsa per tutti, fuori dai confini confessionali

Presentando l’Enciclica "Caritas in veritate" al Senato, il card. Tarcisio Bertone ha indicato oggi “una base condivisa di lavoro e di intervento”, che “può dare prospettiva a una larga convergenza per il bene comune, nel vivo di una crisi economica e finanziaria mondiale, che reclama una riflessione in profondita’ e decisioni coerenti”. Lo afferma in una nota l'agenzia SIR, sottolineando il monito del Segretario di Stato vaticano: “non riusciremo ad impedire l’insorgere in futuro di episodi analoghi se non si aggredisce il male alla radice, vale a dire se non si interviene sulla matrice culturale che sorregge il sistema economico”. Secondo il card. Bertone - scrive il SIR - “urge una revisione dei comportamenti, ma prima di tutto delle prospettive. Ci sono infatti seri motivi di preoccupazione, come ad esempio la diffusione a livello di cultura popolare dell’ethos dell’efficienza come criterio ultimo di giudizio e di giustificazione della realtà economica, con conseguenze impensate sulla qualità del tessuto etico collettivo”. “La dottrina sociale della Chiesa - rileva la nota - ritorna, proponendosi come risorsa per tutti, fuori dai confini confessionali. Il mercato non può essere inteso come l’unica istituzione davvero necessaria per la democrazia e per la libertà”. Nella lettura del Segretario di Stato ritorna, conclude il SIR, “il valore aggiunto del radicamento di fede. Lungi dall’essere in contraddizione con la ragione, la rafforza: Dio è il garante del vero sviluppo dell’uomo, in quanto, avendolo creato a sua immagine, ne fonda altresì la trascendente dignità”.

Agi

martedì 28 luglio 2009

Saverio Petrillo a 'L'Osservatore Romano': tutto pronto nelle Ville Pontificie di Castel Gandolfo per accogliere Papa Benedetto

Ultimi ritocchi di belletto alle Ville Pontificie (foto) di Castel Gandolfo per accogliere il Papa domani sera al rientro dalla Valle d'Aosta. Alberi e siepi potati di fresco, viali abbelliti con fioriere naturali, stucco e una mano di vernice sulle pareti per rinfrescare gli edifici, la visita di un accordatore per assicurare la perfetta efficienza del pianoforte, ''anche se - dice con rammarico Saverio Petrillo, direttore delle Ville, a L'Osservatore Romano - per un po' di tempo il Papa dovrà rinunciare a suonare a causa del suo leggero infortunio''. Una ventina di giorni ancora e l'ingessatura sarà rimossa; un po' di fisioterapia, poi gli sarà possibile tornare alle sue vecchie abitudini. Soprattutto a scrivere. La grande famiglia delle Ville Pontificie si sta preparando per accogliere Benedetto XVI nel miglior modo possibile. ''C'è effettivamente tanto entusiasmo in questi giorni. Si nota ovunque un grande movimento e anche un po' di emozione'', assicura Petrillo. I prati, spiega il quotidiano della Santa Sede, sembrano immensi tappeti verdi: neppure un filo d'erba fuori posto; dalle fontane è scomparsa ogni traccia di calcare; di foglie secche nemmeno a parlarne. Anche la fattoria sembra aver preso nuova vita. ''Abbiamo monitorato tutto l'impianto elettrico - dice il direttore - per evitare il rischio di trovarci alle prese con qualche improvviso black out. Ma tutto si fa con grande allegria e con tanta disponibilità perchè i dipendenti sono consapevoli di essere chiamati a svolgere un servizio diretto al Pontefice". Del resto è proprio questo "il momento più importante per le Ville, l'arrivo del Papa. Anche l'ordinaria amministrazione la affrontiamo con un rinnovato impegno. Tutti danno il massimo e nulla viene trascurato in un clima di grande collaborazione''. Un'atmosfera che travalica le mura del Palazzo Pontificio e contagia le contrade dell'antico borgo dei Castelli romani che lo circonda. ''La municipalità di Castel Gandolfo - conferma Petrillo - si unisce con entusiasmo al nostro lavoro e anche per il Comune l'arrivo del Papa si trasforma in occasione per qualche lavoretto di ordinaria o straordinaria manutenzione. Si è appena conclusa la potatura dei pini che fanno da corona al Palazzo e già ci si prepara per offrire una degna accoglienza anche agli ospiti di Benedetto XVI, a quanti cioè giungono a Castel Gandolfo per incontrarlo. A cominciare proprio da sabato prossimo per l'arrivo degli atleti che stanno gareggiando in questi giorni a Roma per il campionato mondiale delle varie discipline del nuoto. Insomma, già si vive quel clima di collaborazione tra Ville e Comune che sempre si ripete in occasioni simili e vede entrambi impegnati affinchè tutto si svolga nella giusta cornice''. ''Non c'è dubbio - dice Petrillo - che tutto quanto di significativo avviene in questo periodo abbia come punto di riferimento il Papa. Faccio un esempio: a giorni ci sarà la sagra delle pesche, una manifestazione tradizionale molto popolare qui a Castel Gandolfo. Come sempre la scelta del luogo dove svolgere la festa è caduta sulla piazza antistante il Palazzo. Banchi di frutta addobbati a festa saranno disposti tutt'intorno in modo da attirare più gente possibile e portarla sino all'uscio della casa del Papa. Per lui è stato preparato il più bel cesto di pesche e saranno proprio i coltivatori diretti a consegnarglielo personalmente''. Per la comunità ecclesiale l'appuntamento è quello tradizionale di mezz'agosto, la solennità dell'Assunta da celebrare insieme nella chiesa parrocchiale di San Tommaso da Villanova. ''Un appuntamento fisso - spiega ancora Petrillo L'Osservatore Romano - al quale i castellani partecipano sempre con molta devozione''. Quanti non trovano posto nella chiesa parrocchiale, attendono il Papa sul piazzale per salutarlo e testimoniargli tutto il loro affetto. Benedetto XVI a Castel Gandolfo si tratterrà sino ai primi giorni di ottobre, ''anche se - ricorda il direttore - lascerà le Ville per compiere le due visite pastorali programmate per il mese di settembre, a Viterbo e nella Repubblica Ceca''. Per il resto, come sempre, trascorrerà le sue giornate nella meditazione, nella preghiera e nello studio. ''Solitamente - spiega in proposito Petrillo al quotidiano vaticano - il periodo di permanenza estiva di Benedetto XVI nelle Ville è caratterizzato da due fasi. Un primo momento che dovrebbe essere di riposo, vissuto tra momenti di preghiera, di relax e passeggiate. Quindi una seconda fase di ripresa del lavoro, di incontri ufficiali, di udienze. In realtà il Papa non trascorre mai periodi di riposo lunghi. Lo abbiamo visto anche in questi giorni in Valle d'Aosta e lo sappiamo per nostra esperienza diretta''. Infatti ''oltre all'appuntamento di sabato con gli sportivi, c'è già in agenda il concerto di domenica prossima, 2 agosto, alle 18, nel cortile del Palazzo. Poi mercoledì 5 l'Udienza generale, sempre qui nel cortile. Per i prossimi mercoledì poi si vedrà se proseguire qui gli incontri per l'Udienza generale o a Roma. Per non dimenticare l'appuntamento domenicale con i fedeli per la preghiera dell'Angelus. E poi chissà...''. Anche quest'anno a far compagnia al Papa ci sarà il fratello, mons. Georg. ''E' una presenza, quella di mons. Georg, alla quale Benedetto XVI tiene moltissimo - dice Petrillo -. Ma è anche una presenza molto gradita, se ci è possibile dirlo, anche a tutti noi. E' una persona squisita, delicata e piena di attenzione per tutti. Anche i castellani gli sono affezionati. Non a caso lo scorso anno gli è stata conferita la cittadinanza onoraria di Castel Gandolfo''. Trascorrono insieme gran parte della giornata, riandando certamente ai ricordi della loro infanzia. Domenica scorsa a Les Combes il Papa ha proposto la riflessione sui nonni, depositari di tanti valori della vita. Qualcuno ha avanzato l'ipotesi che, in quel momento, Benedetto XVI avesse nel cuore e nella mente il ricordo di nonna Maria Tauber-Peitner, ''una donna piuttosto robusta - la ricordò un giorno proprio mons. Georg Ratzinger - una persona forte, cui gli angoli della bocca curvati verso il basso conferivano un cipiglio un po' severo'', capace tuttavia di raccontare storie meravigliose.

Adnkronos

La casa di Joseph Ratzinger a Ratisbona diventa una mini centrale di energia solare. Il ricavato della vendita per i giovani svantaggiati

Un'abitazione dove Papa Benedetto XVI visse quando era professore all'Università di Ratisbona sarà trasformato in una mini-centrale per la produzione di energia solare. Lo riferisce l'agenzia tedesca Dpa citando "organizzatori" dell'iniziativa e definendo l'abitazione "la casa privata di Papa benedetto XVI". L'edificio si trova a Pentling, un piccolo comune della Baviera, la regione tedesca dove è nato Papa Ratzinger, e al momento vi viene installato un impianto fotovoltaico di circa 54 metri quadrati che in futuro produrrà più o meno 5.800 kilowattora l'anno. Il ricavato della vendita dell'energia solare andrà ad un'associazione che sostiene la formazione professionale di giovani svantaggiati. Il Papa aveva visitato la sua vecchia casa, disabitata, nel viaggio compiuto in Baviera nel 2006.

L'Unione Sarda.it

Le vacanze del Papa. La permanenza di Benedetto XVI a Les Combes serena e sicura. Domani il congedo e i ringraziamenti

E' stata una permanenza "serena e sicura" quella del Papa a Les Combes, in Valle d'Aosta: lo sottolinea il portavoce di Benedetto XVI, padre Federico Lombardi, alla vigilia del ritorno a Roma, mettendo in evidenza "l'ottimo clima di collaborazione fra le istituzioni e il personale della Valle e il personale vaticano e salesiano" di un periodo di villeggiatura segnato anche da un ricovero del Papa per una frattura del polso. "Ieri ha avuto luogo l'abituale passeggiata pomeridiana del Santo Padre presso il piccolo chalet allestito per lui nei boschi sovrastanti la sua residenza", afferma Lombardi. "Ieri sera ha avuto luogo presso la colonia salesiana la tradizionale cena conclusiva con la partecipazione del vescovo, del parroco di Introd, delle autorità civili e militari e dei medici dell'ospedale di Aosta che hanno assistito il Santo Padre. Molto cordiali i reciproci ringraziamenti per l'ottimo clima di collaborazione fra le istituzioni e il personale della Valle e il personale vaticano e salesiano che si sono impegnati al massimo per garantire la permanenza serena e sicura del Santo Padre nel periodo delle sue vacanze. Hanno parlato nell'ordine il dott. Domenico Giani, ispettore capo della gendarmeria vaticana, il presidente della regione Augusto Rollandin, il presidente del consiglio regionale Albert Cerise e il sindaco di Introd Osvaldo Naudin. Il segretario del Santo Padre mons. Georg Gaenswein ha portato il saluto del Papa il quale si riserva di presentare i suoi ringraziamenti di persona domani a tutti coloro che hanno collaborato per la sua serena permanenza. Ha concluso il vescovo di Aosta mons. Giuseppe Anfossi". "Il comune di Introd - ricorda poi il direttore della sala stampa vaticana - ha deliberato nei giorni scorsi di offrire al Santo Padre la cittadinanza onoraria. Alla deliberazione dovrà seguire la risposta ufficiale di accettazione da parte del Santo Padre e nei prossimi mesi si può prevedere che una delegazione si rechi a Roma per il conferimento ufficiale. Domani come si è già detto avranno luogo i saluti conclusivi da parte del Santo Padre alle ore 12 nel prato antistante la colonia salesiana. Il Papa saluterà un gruppo di giovani salesiani e le forze di polizia, militari, protezione civile, vigili del fuoco, ispettorato di pubblica sicurezza presso il vaticano, gendarmeria vaticana e servizi sanitari vaticani. Nel pomeriggio alle 16.30 riceverà il saluto del vescovo, le autorità della regione e del comune di Introd. Recandosi verso l'elicottero - conclude Lombardi - saluterà anche i bambini e le persone residenti nella frazione di Les Combes".

Apcom

'Caritas in veritate'. Padre Lombardi: l'umanità ha la missione e i mezzi per far progredire la giustizia e l'amore anche in campo economico

I mezzi di comunicazione, che hanno offerto e continuano a offrire una straordinaria copertura dell'Enciclica, hanno visto nella "Caritas in veritate" "un messaggio di speranza", spiega il portavoce vaticano. Padre Federico Lombardi, direttore della Sala Stampa della Santa Sede, ha sintetizzato il modo in cui la stampa ha accolto la terza Enciclica di questo pontificato e il nuovo panorama che presenta nell'editoriale di "Octava Dies", il settimanale informativo del Centro Televisivo Vaticano. "L'Enciclica 'Caritas in veritate' ha avuto e continua ad avere una larga eco nel mondo, con numerosi commenti in molte lingue diverse", constata il portavoce. "La profondità dell'approccio antropologico e teologico, la molteplicità e l'attualità dei temi trattati danno effettivamente occasione a un'ampia gamma di approfondimenti, generalmente assai positivi", aggiunge. "I commentatori colgono che - nonostante la crisi che attraversiamo - l'Enciclica offre un messaggio di speranza: l'umanità ha la missione e i mezzi per trasformare il mondo e far progredire la giustizia e l'amore nelle relazioni umane, anche nel campo sociale ed economico". "Ma se lo sviluppo dev'essere al servizio dell'uomo e di tutti gli uomini non si può sfuggire alla domanda più profonda: chi è quest'uomo da servire?", si chiede padre Lombardi. "Qui - ed è una delle originalità dell'Enciclica - l'orizzonte si allarga a temi che non erano toccati in precedenti Encicliche sociali: la difesa della vita, la visione della sessualità e della famiglia", risponde. "Su questi temi il Papa va ancora una volta coraggiosamente controcorrente rispetto a tendenze culturali oggi molto diffuse se non dominanti". "Ma anche queste parti dell'Enciclica sono essenziali: vanno lette e prese sul serio come parti di un discorso unitario". "La Chiesa - conclude padre Lombardi - offre con lealtà a tutti la sua visione dell'uomo, perché è convinta che sia il modo migliore per servire il bene dell'uomo".

Zenit

'Caritas in veritate'. Il card. Bertone in Senato: senza fraternità la società non ha futuro. Favorire un mercato finanziario pluralista

La verità e la carità “ci indicano le esigenze della legge naturale che Benedetto XVI pone come criterio fondamentale della riflessione di ordine morale sull’attuale realtà socio-economica”. Lo ha detto il card. Tarcisio Bertone (nella foto con Benedetto XVI), segretario di Stato vaticano, presentando oggi la “Caritas in veritate” in Senato. “La proposta dell’Enciclica – ha spiegato il cardinale - non è né di carattere ideologico né solo riservata a chi condivide la fede nella rivelazione divina, ma si fonda su realtà antropologiche fondamentali”. In particolare, la terza enciclica del Papa contiene “un invito a superare l’ormai obsoleta dicotomia tra la sfera dell’economico e quella del sociale”, andando oltre la convinzione che “non si è pienamente imprenditori se non si persegue la massimizzazione del profitto”. Di qui la necessità di “superare la concezione pratica in base alla quale i valori della dottrina sociale della Chiesa dovrebbero trovare spazio unicamente nelle opere di natura sociale, mentre agli esperti di efficienza spetterebbe il compito di guidare l’economia”. “L’imprenditore che si lascia guidare da un’efficienza fine a se stessa – ha ammonito il segretario di Stato vaticano - rischia di scadere nell’efficientismo, che è una delle cause oggi più frequenti di distruzione della ricchezza, come la crisi economico-finanziaria in atto tristemente conferma”. “La società non è capace di futuro se si dissolve il principio di fraternità”. E’ questo uno dei pensieri-cardine della “Caritas in veritate” secondo il card. Bertone. Per il porporato, “una società orientata al bene comune non può accontentarsi della solidarietà, ma ha bisogno di una solidarietà che rispecchi la fraternità dato che, mentre la società fraterna è anche solidale, il contrario non è necessariamente vero”. L’Enciclica del Papa ha il merito di favorire il ritorno nel dibattito culturale contemporaneo della “prospettiva del bene comune, vera e propria cifra dell’etica cattolica in ambito socio-economico”, che comporta “la diffusione della cultura e della prassi della reciprocità” e la necessità di ”restituire il principio del dono alla sfera pubblica”. Il messaggio che la “Caritas in veritate” ci lascia, per il card. Bertone, è quello di “pensare la gratuità, e dunque la fraternità, come cifra della condizione umana e quindi di vedere nell’esercizio del dono il presupposto indispensabile affinché Stato e mercato possano funzionare avendo di mira il bene comune”. “Senza pratiche estese di dono – ha ammonito il cardinale - si potrà anche avere un mercato efficiente ed uno Stato autorevole, e perfino giusto, ma di certo le persone non saranno aiutate a realizzare la gioia di vivere”. Nella “Caritas in veritate”, secondo il porporato, la “causa delle cause della crisi” viene individuata in quella ”matrice culturale che si è andata consolidando negli ultimi decenni sull’onda, da un lato, del processo di globalizzazione e, dall’altro, dall’avvento della terza rivoluzione industriale, quella delle tecnologie info-telematiche”. “Senza nulla togliere agli indispensabili interventi in chiave regolatoria e alle necessarie nuove forme di controllo, non riusciremo ad impedire l’insorgere in futuro di episodi analoghi se non si aggredisce il male alla radice”, cioè “se non si interviene sulla matrice culturale che sorregge il sistema economico”. Alle autorità di governo, secondo il card. Bertone, questa crisi lancia un duplice messaggio: in primo luogo, che la critica sacrosanta allo “Stato interventista” in nessun modo può valere a disconoscere il ruolo centrale dello “Stato regolatore”. In secondo luogo, che “le autorità pubbliche collocate ai diversi livelli di governo devono consentire, anzi favorire, la nascita e il rafforzamento di un mercato finanziario pluralista, un mercato cioè in cui possano operare in condizioni di oggettiva parità soggetti diversi per quanto concerne il fine specifico che essi attribuiscono alla loro attività”. A questo proposito, il cardinale ha menzionato le banche del territorio, le banche di credito cooperativo, le banche etiche, i vari fondi etici, e ha osservato: “Se negli ultimi decenni le autorità finanziarie – è l’analisi del porporato - avessero tolto i tanti vincoli che gravano sui soggetti della finanza alternativa, la crisi odierna non avrebbe avuto la potenza devastatrice che stiamo conoscendo”. Di qui l’importanza e la portata della “Caritas in veritate”, in cui Benedetto sostiene che “fare impresa è possibile anche quando si perseguono fini di utilità sociale e si è mossi all’azione da motivazioni di tipo pro-sociale”. La concezione che ha Benedetto XVI del mercato, secondo il card. Bertone, “si potrebbe definire alternativa, sia rispetto a quella che vede il mercato come luogo dello sfruttamento e della sopraffazione del forte sul debole, sia a quella che, in linea con il pensiero anarco-liberista, lo vede come luogo in grado di dare soluzione a tutti i problemi della società”. La prospettiva, in altre parole, è quella di “un umanesimo a più dimensioni, nel quale il mercato non è combattuto o “controllato”, ma è visto come momento importante della sfera pubblica – sfera che è assai più vasta di ciò che è statale – che, se concepito e vissuto come luogo aperto anche ai principi di reciprocità e del dono, può costruire una sana convivenza civile”.

SIR

lunedì 27 luglio 2009

Padre Lombardi ricostruisce la caduta del Papa: è incespicato di notte nella gamba del letto. Non ha chiesto aiuto a nessuno fino alla mattina

Il Papa è "caduto di notte" nella sua stanza. A parlare è padre Federico Lombardi, direttore della sala stampa della Santa Sede, ricostruendo - a SKY Tg24 - l'incidente avvenuto venerdì 17 luglio a Les Combes di Introd, in Valle d'Aosta, che gli ha provocato una frattura al polso destro. "Il Papa si è alzato di notte in una stanza buia - afferma padre Lombardi - che tra l'altro è diversa da quella in cui vive normalmente a Roma. Si è mosso in questa stanza cercando l'interruttore, incespicando in una gamba del letto. Quindi cade e si fa male. Fino alla mattina - prosegue il portavoce vaticano - il Papa non ha chiamato nessuno, non ha chiesto aiuto e non c'è stato un intervento specifico. Poi la mattina successiva si è visto che c'era un gonfiore al polso, il dolore continuava, anche se il Papa ha voluto comunque celebrare la Messa. Poi però - conclude padre Lombardi - si è chiamato il medico e si è visto opportuno intervenire. Il resto lo conosciamo".

Apcom

Le vacanze del Papa. Benedetto XVI sarà cittadino onorario di Introd. A dicembre la consegna ufficiale a Roma

Papa Benedetto XVI sarà cittadino onorario di Introd. Il Consiglio comunale, la scorsa settimana, ha deliberato all'unanimità di attribuire la cittadinanza onoraria a Papa Joseph Ratzinger, giunto quest'anno in Val d'Aosta per la terza volta. Ad annunciare la notizia è il sindaco di Introd, Osvaldo Naudin. "La consegna verrà effettuata in autunno - spiega il primo cittadino di Introd, che ha accolto per 13 volte un Papa - probabilmente nel mese di dicembre, quando una nostra delegazione sarà a Roma". E per il prossimo anno Papa Ratzinger potrebbe tornare a Introd? "Non si sa ancora niente - risponde il sindaco - probabilmente si potrà sapere qualcosa in più in autunno".

Apcom

Le vacanze del Papa. Il portavoce vaticano: saranno tranquille le ultime giornate a Les Combes. Mercoledì i saluti e la partenza

Si prospettano di tutto riposo gli ultimi giorni di Benedetto XVI a Les Combes (Aosta), almeno fino a mercoledì, giorno della partenza, che il Pontefice dedicherà ai saluti. Lo ha riferito il portavoce vaticano padre Federico Lombardi, precisando che la partenza del Pontefice è prevista per mercoledì alle 17. Il Papa andrà in elicottero fino all'aeroporto di Torino-Caselle, e quindi in aereo a Roma Ciampino. Da lì si recherà direttamente a Castel Gandolfo, dove è atteso prima di cena. Ieri sera Papa Ratzinger, dopo l'Angelus - ha riferito padre Lombardi - ha fatto la sua solita passeggiata serale, "concludendo serenamente una domenica caratterizzata dal festoso incontro con i fedeli per l'Angelus e dal pranzo con alcuni ospiti", tra i quali l'arcivescovo di Torino, card. Severino Poletto, e il vescovo di Aosta, mons. Giuseppe Anfossi. "Le giornate di oggi e domani - ha concluso Lombardi - si prevedono tranquille, senza impegni particolari, il Papa si dedica alla preghiera, allo studio e alla lettura". Mercoledì, prima di partire, saluterà al mattino le forze dell'ordine, i vigili del fuoco, il personale della protezione civile e "tutti coloro che hanno prestato il loro servizio per la serena permanenza del Santo Padre a Les Combes". Nel pomeriggio, subito prima della partenza dell'elicottero, rivolgerà un saluto alle autorità.
Questa sera la cena finale con festa alla Colonia salesiana a Les Combes di Introd, in Val d'Aosta, ma quest'anno - per la prima volta - senza il Papa. Benedetto XVI, infatti, a causa della frattura che gli blocca il polso destro, ha rinunciato al momento conviviale che ha radunato le persone che hanno organizzato la visita, e all'entourage papale. Per Papa Benedetto, però, è stata portata una torta alla pesca, un semifreddo che gli verrà donata in ricordo di questi giorni trascorsi in Val d'Aosta.

Ansa, Apcom

domenica 26 luglio 2009

Benedetto XVI pranza a Les Combes con il card. Poletto. E assicura la sua presenza a Torino nel 2010 per l'Ostensione della Sindone

L'arcivescovo di Torino, card. Severino Poletto (nella foto con Benedetto XVI), ha pranzato oggi con il Papa a Les Combes, e ha rinnovato a Benedetto XVI l'invito a recarsi a Torino in occasione dell'Ostensione della Sindone, nel 2010. Il Pontefice, secondo quanto appreso, avrebbe assicurato la sua presenza, senza tuttavia fissare una data. La visita del Papa a Torino, promessa fin dal 2 giugno 2008 durante l'udienza ai pellegrini dell'arcidiocesi torinese, era già stata decisa nel febbraio scorso, e approvata dal Comitato organizzatore. Benedetto XVI dovrebbe celebrare la Santa Messa nello stesso spazio in cui Giovanni Paolo II presiedette la Celebrazione Eucaristica durante la sua prima visita a Torino, il 13 aprile 1980. Anche in quell'occasione il Papa venerò la Sindone, ma l'Ostensione ebbe carattere privato.

Ansa

L'Angelus a Les Combes. Il Papa: i sacerdoti strumenti di salvezza. I nonni depositari e testimoni dei valori fondamentali. Grazie per questi giorni!

Uno splendido sole e il bellissimo panorama delle cime del Monte Bianco innevato hanno fatto da sfondo all'Angelus che Benedetto XVI ha pronunciato a mezzogiorno a Les Combes di Introd, in Valle d'Aosta. Ultimo appuntamento pubblico del Papa prima del suo rientro mercoledì a Castel Gandolfo. Ad attenderlo, nella verde spianata che circonda lo chalet in legno e pietra che ospita il Pontefice, c'erano migliaia di fedeli che hanno assistito alla Messa presieduta dal vescovo di Aosta, mons. Giuseppe Anfossi. Bambini, famiglie intere, gruppi parrocchiali, semplici fedeli e turisti fin da questa mattina presto si sono incamminati per raggiungere Les Combes e partecipare all'Angelus. Il Papa ha ringraziato tutti per le giornate di riposo trascorse in Valle d'Aosta, "malgrado il piccolo infortunio" che l'ha colpito, provocando la frattura del polso destro. "Ci incontriamo a Les Combes presso l'accogliente casa che i salesiani mettono a disposizione del Papa - ha detto prima della recita della preghera mariana - dove vado terminando il periodo di riposo fra le belle montagne della Valle d'Aosta. Sono grato a Dio che mi ha concesso la gioia di queste giornate segnate da vera distensione - malgrado il piccolo infortunio a voi ben noto". Benedetto XVI non ha mancato di ringraziare "con affetto" tutti "coloro che si sono premurati di starmi accanto con discrezione e con grande dedizione". ''Saluto il cardinale Poletto e i Vescovi presenti - ha continuato Papa Ratzinger - in particolare il vescovo di Aosta, mons. Giuseppe Anfossi, che ringrazio per le parole che mi ha rivolto. Saluto cordialmente il Parroco di Les Combes, le Autorità civili e militari, le Forze dell'ordine, e tutti voi, cari amici, come pure coloro che sono uniti a noi mediante la radio e la televisione''. Oggi è "una splendida domenica in cui il Signore ci mostra le bellezze della Creazione"ha detto il Papa, intervenendo a braccio. Ricordando il brano evangelico odierno (Gv 6, 1-15), che narra il miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci, il Papa ha spiegato come l'Evangelista sottolinei che Cristo, prima di distribuirli, li benedisse con una preghiera di ringraziamento. "Il verbo è eucharistein, e rimanda direttamente al racconto dell'Ultima Cena, nel quale, in effetti, Giovanni non riferisce l'istituzione dell'Eucaristia, bensì la lavanda dei piedi", ha osservato. L'Eucaristia, ha aggiunto, "è qui come anticipata nel grande segno del pane della vita". "In questo Anno Sacerdotale, come non ricordare che specialmente noi sacerdoti possiamo rispecchiarci in questo testo giovanneo, immedesimandoci negli Apostoli, là dove dicono: Dove potremo trovare il pane per tutta questa gente?". "E leggendo di quell'anonimo ragazzo che ha cinque pani d'orzo e due pesci, anche a noi viene spontaneo dire: Ma che cos'è questo per una tale moltitudine? In altre parole: che sono io? Come posso, con i miei limiti, aiutare Gesù nella sua missione?".
"E la risposta la dà il Signore - ha concluso -: proprio mettendo nelle sue mani 'sante e venerabili' il poco che essi sono, i sacerdoti diventano strumenti di salvezza per tanti, per tutti!".
Il Pontefice ha ricordato che oggi si celebra la memoria dei santi Giocchino e Anna, nonni di Gesù. "Questa ricorrenza - ha detto il Papa - fa pensare al tema dell'educazione, che ha un posto tanto importante nella pastorale della Chiesa. In particolare ci invita a pregare per i nonni, che nella famiglia sono i depositari e spesso i testimoni dei valori fondamentali della vita. Il compito educativo dei nonni - ha proseguito Benedetto XVI - è sempre molto importante, e ancora di più lo diventa quando, per diverse ragioni, i genitori non sono in grado di assicurare un'adeguata presenza accanto ai figli, nell'età della crescita". Il Papa ha affidato dunque "alla protezione di Sant'Anna e di San Gioacchino tutti i nonni del mondo, indirizzando ad essi una speciale benedizione".
Al termine dell'Angelus il Papa ha rivolto un pensiero speciale a "tutti gli anziani, specialmente quelli che potrebbero trovarsi più soli e in difficolà". Benedetto XVI ha invitato i fedeli a "ritirarsi in silenzio per pregare" anche nel periodo estivo e a non "dimenticare Dio durante le vacanze". "Lui - ha detto rivolgendosi ai fedeli in lingua francese dopo l'Angelus - è sempre presente al vostro fianco e vi accompagna". Subito dopo, ha augurato ai fedeli, stavolta in lingua inglese, che le vacanze "siano un periodo di grande gioia passato insieme alle famiglie e di profondo rinnovamento spirituale". Nei saluti in italiano, Benedetto XVI ha anche salutato i "numerosi africani residenti a Torino". Saluto anche in patois, il dialetto valdostano. "Cari valdostani auguri di buone vacanze", ha detto il Papa, acclamato da lunghi applausi e coretti. "Cari valdostani- ha detto il Papa - sono proprio contento di essere qui con voi. Pregate per me e per tutta la Chiesa. A tutti auguro una buona estate", ha concluso Benedetto XVI.

Apcom, Zenit, Ansa


sabato 25 luglio 2009

Cordiale scambio di battute tra il Papa e il medico di Aosta dopo il controllo medico: grazie e speriamo che tutto proceda bene

Uno scherzoso scambio di batture con l'ortopedico che l'ha operato. Col Papa che lo ringrazia augurandosi che "tutta proceda bene". A riprenderlo è stato il Centro Televisivo Vaticano, che ha diffuso questo pomeriggio le immagini del controllo medico al quale il Papa si è sottoposto a Les Combes, per verificare il decorso della frattura al polso riportata lo scorso venerdi' 17 luglio. Rivolgendosi al dottor Mancini, Benedetto XVI dice: "Allora dottore grazie e speriamo che tutto proceda bene". "Sta andando tutto molto bene - lo rassicura l'ortopedico - adesso aspettiamo solo il risultato delle radiografie"; "Sarà soddisfacente speriamo", replica il Pontefice, che viene nuovamente rassicurato: "Sarà sicuramente soddisfacente". "Benissimo", conclude il Papa che subito dopo, rivolgendosi al dottor Sessa del Fatebenefratelli, chiede: "Il professore è venuto da Roma? Qui fa meno caldo". E Sessa: "Molto meno caldo, si sta benissimo".

Agi

Le vacanze del Papa. All'Angelus la comunità tedesca dei Walser della Valle d'Aosta. Per Benedetto XVI canti tradizionali e un quadro ricamato

E' ormai un'antica amicizia quella che lega Joseph Ratzinger alla comunità dei Walser della Valle d'Aosta, la popolazione di origine germanica migrata nel Medio Evo in diverse zone d'Italia, tra le quali quella di Gressoney. Da quando i Papi hanno cominciato a frequentare la regione non hanno mai perso una occasione di incontro, e non mancheranno neanche all'Angelus che domani Benedetto XVI reciterà al campo sportivo di Les Combes, nella colonia salesiana dove è tornato a passare le vacanze dopo tre anni. "Saremo presenti almeno in 50 - ha assicurato il sindaco di Gressoney-St Jean, Aldo Comé, che ricopre l'incarico dai tempi di Papa Wojtyla - portando con noi la nostra musica tradizionale e, come di consueto, un dono per il Santo Padre". La Cantoria della Chiesa di Gressoney-Saint Jean, di cui fanno parte anche alcuni abitanti dei vicini comuni a maggioranza Walser, si esibirà, a margine dell'Angelus, nel suo repertorio di arie tradizionali, in gran parte a sfondo religioso. Poi la comunità, che negli scorsi anni ebbe il privilegio di uno scambio di battute con il Pontefice nella sua lingua madre, gli consegnerà in regalo un quadretto con una preghiera ricamata su stoffa, in tedesco. "Una preghiera di benvenuto - spiega Comé- che ogni Walser tiene all'ingresso di casa, e che vogliamo rivolgere a Benedetto XVI, che è sempre nei nostri cuori". E' un popolo di profonda fede, quello dei walser, amanti della birra tanto da organizzare ogni anno una specie di Oktoberfest e attaccati alla terra e alla montagna. Circa 17 mila persone su tutte le Alpi, 3.500 in Italia, gli altri sparsi tra Austria e Svizzera. Nelle scuole insegnano il dialetto "titsch", parente del tedesco del sud, e la lingua tedesca. Nel 2006 regalarono a Papa Ratzinger un paio di "socche", delle pantofole tipiche di qui. "Speriamo non sia caduto con quelle", scherza il sindaco Comé, preparandosi ad incontrarlo quasi come se ritrovasse un vecchio amico.

Ansa

Le vacanze del Papa. Domani l'Angelus di Benedetto XVI da Les Combes. Presenti migliaia fedeli e vescovi valdostani e di altre regioni

Il Papa si sta preparando per l'Angelus che reciterà domani mattina a Les Combes. "La splendida giornata - afferma in una nota padre Federico Lombardi, direttore della sala stampa della Santa Sede - favorisce la preparazione per l'Angelus di domani nel prato antistante la colonia salesiana presso la residenza del Papa. Sono giunti i mezzi e vengono allestite le attrezzature per riprese audio e video. Molti gruppi - prosegue il portavoce vaticano - hanno annunciato la loro presenza, si tratta di fedeli e comunità religiose di varie località della Valle d'Aosta, di gruppi giovanili di diversi oratori, parrocchie e associazioni che trascorrono le loro vacanze nella Valle e provengono da varie regioni: Piemonte, Lombardia, Veneto, Toscana. Si prevede la partecipazione di diverse migliaia di persone". "Alle 10.30 - continua padre Lombardi - il vescovo di Aosta, mons. Giuseppe Anfossi, celebrerà la Santa Messa per i fedeli in attesa. Concelebreranno con lui mons. Arrigo Miglio vescovo di Ivrea, mons. Luciano Pacomio, vescovo di Mondovì, mons. Francesco Ravinale, vescovo di Asti, mons. Alberto Careggio vescovo di Ventimiglia-San Remo. Per l'Angelus del Papa alle 12 è atteso anche il card. Severino Poletto, arcivescovo di Torino".

Apcom

Il primario Mancini: le radiografie al polso del Papa dimostrano che sta andando tutto bene. Nella settimana dopo ferragosto la rimozione del gesso

L'ingessatura al polso destro del Papa potrà essere rimossa indicativamente nella settimana dopo ferragosto. Lo riferisce oggi il primario ortopedico dell'Ospedale Parini di Aosta Manuel Mancini (nella foto con Benedetto XVI), che venerdì scorso ha eseguito l'intervento e che oggi ha visitato a Les Combes il Papa: "L'esito positivo della visita di controllo ci ha consentito di confermare quanto avevamo già previsto e cioé che il gesso potrà essere tolto dopo 30-35 giorni dall'intervento, in base a quanto sarà valutato dai medici che hanno preso in carico il paziente". Lo specialista aostano si è detto "soddisfatto per il positivo decorso post operatorio del Papa" e del fatto che l'ortopedico che collabora con il Vaticano "ha confermato che é stato fatto un ottimo lavoro". Le radiografie effettuate oggi "sono perfette e dimostrano che la frattura sta andando bene e che non c'é nessuna complicazione particolare", ha ancora riferito il chirurgo, confermando quanto già comunicato dal portavoce Vaticano, padre Federico Lombardi. Quello di Papa Ratzinger è dunque, secondo Mancini, "un decorso normale" tanto che oggi "indossava l'anello piscatorio nella mano destra, ciò dimostra che non è gonfia e che sta andando tutto molto bene". Una buona guarigione - secondo il primario - facilitata dal fatto che il pontefice "é un ottimo paziente che ha applicato diligentemente i consigli che gli sono stati suggeriti, primo tra tutti quello di muovere le dita".

Ansa

Padre Lombardi: la visita medica di controllo al polso di Benedetto XVI ha dato ottimi risultati. Il decorso è buono e corrisponde a quanto previsto

Ha dato "ottimi risultati" la visita medica di controllo effettuata questa mattina nello chalet di Les Combes a Benedetto XVI, presenti i medici di Aosta, il suo medico personale e gli specialisti che lo seguiranno a Roma. Lo ha riferito il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi. La visita medica - ha precisato padre Lombardi - si è svolta questa mattina in un locale appositamente allestito presso la colonia salesiana vicino alla residenza del Papa, e comportato un "controllo radiologico e clinico", a poco più di una settimana di distanza dalla frattura del polso e dal successivo intervento. "La visita di controllo è iniziata verso le 11.40 - ha detto il portavoce vaticano - è durata circa mezz'ora ed ha dato ottimi risultati. Il controllo clinico ha mostrato che il decorso è buono e corrisponde a quanto previsto". Nell'occasione è stato anche rimosso il tutore in vetro resina per permettere il controllo ed è poi stato sostituito. All'esame hanno partecipato i due medici vaticani presenti a Les Combes, il medico personale del Papa, Patrizio Polisca e il collega Franco Berti, il primario ortopedico dell'ospedale di Aosta Manuel Mancini, che aveva operato il Santo Padre, con la sua assistente Laura Mus. Erano presenti, inoltre, il radiologo dell'ospedale di Aosta, Massimiliano Natrella, e Vincenzo Sessa, primario ortopedico del Fatebenefratelli di Roma, collaboratore specialista dei Servizi Sanitari Vaticani. Sarà proprio Sessa a tenere sotto controllo il decorso della frattura al polso del Papa al suo rientro a Castel Gandolfo, dove si trasferirà alla fine del mese. "La sua presenza - ha osservato padre Lombardi - ha posto quindi le premesse per la continuità della adeguata assistenza medica al Santo Padre". Terminato il controllo, il Papa "ha salutato e ringraziato cordialmente tutta l'equipe medica per il suo servizio".

Ansa

venerdì 24 luglio 2009

Dopo la visita ad Aosta il saluto agli anziani della casa di accoglienza di Introd

Benedetto XVI è rientrato a Les Combes intorno alle 19.30 dopo la sua visita ad Aosta, fermandosi brevemente, come era stato annunciato, alla casa d'accoglienza per anziani di Introd. Giunto sotto la pioggia, il Pontefice non è sceso dall'automobile, che ha percorso però il breve tratto davanti all'istituto a passo d'uomo, consentendo al Papa di salutare le persone, una trentina, che lo attendevano davanti alla struttura insieme al sindaco di Introd, Osvaldo Naudin. Presenti anche alcuni bambini, il sindaco ha presentato uno ad uno gli ospiti della casa. Uno di loro, un anziano malato, ha voluto far dono a Benedetto XVI di un libro.

Ansa

I Vespri ad Aosta. Il Papa: il vero potere è nella misericordia e nel perdono. Senza Dio manca la bussola. Vi auguro buone vacanze senza incidenti!

Benedetto XVI ha visitato questo pomeriggio Aosta, dove ha presieduto la celebrazione dei Vespri nella Cattedrale. Il Pontefice è arrivato all'Arco di Augusto a bordo di un'automobile insieme al suo segretario Georg Gänswein e ha salutato le autorità che erano ad attenderlo. Poi è salito a bordo di una jeep con targa vaticana, la stessa usata per il giro tra la folla di domenica scorsa a Romano Canavese. Il Papa non indossava il tutore che portava in questi giorni per sostenere il braccio ingessato ed ha salutato la folla con la mano sinistra, tenendo il braccio destro appoggiato. Ad attenderlo, il presidente della Regione Valle D'Aosta Augusto Rollandin, il presidente del Consiglio regionale Albert Cerise, il sindaco di Aosta Guido Grimod e il vescovo, mons. Giuseppe Anfossi. Il Pontefice li ha salutati porgendo la mano sinistra. Poco dopo il Papa è giunto nella piazza antistante la Cattedrale di Aosta, dove ha effettuato un giro completo per salutare la folla che lo ha accolto con applausi al grido di "viva il Papa". Prima di entrare in Cattedrale, Benedetto XVI ha salutato alcuni religiosi e poi ha fatto ingresso accolto dall'applauso di circa 400 persone presenti. Il Pontefice è stato poi accompagnato all'interno della Chiesa dai canonici del Capitolo della Cattedrale e dal vescovo, fermandosi ancora un istante a benedire la folla prima di entrare.
''Se Dio manca, si prescinde da Dio e Dio è assente manca la bussola, manca l'orientamento e la strada dove andare". “Ma come farlo conoscere?”. Nelle visite ad limina, ha raccontato il Papa nell'omelia tenuta a braccio, in occasione di incontri con vescovi dell’Asia e dell’Africa si parla delle religioni tradizionali: “ci sono elementi comuni, tutti sanno che c’e Dio un solo Dio, gli dei non sono Dio”. "L'occhio che ci vede non è un occhio cattivo che ci sorveglia, ma di un amore che non ci abbandona mai", ha aggiunto. "Dio sembra assente, molto lontano, si nasconde, non conosciamo il suo volto'', ha detto Benedetto XVI, ricordando che ''l'evangelizzazione consiste nel fatto che il Dio lontano si avvicina''. ''Dobbiamo di nuovo portare Dio in questo nostro mondo, e farlo conoscere, e farlo presente'', ha affermato quindi Papa Ratzinger, spiegando come, a quel punto "Dio non è più lontano, Dio è vicino'' e da sconosciuto che era ''si fa conoscere, e mostra il suo volto, si rivela, entra nel nostro mondo, e dunque non bisogna più arrangiarsi con altri poteri perchè Lui è il potere vero, è l'Onnipotente" e ''l'Onnipotenza di Dio non è un potere arbitrario, perchè Dio è il bene, è la verità, può tutto ma non può agire contro l'amore e contro la libertà, perchè egli stesso è il bene, è l'amore è la vera libertà. Non può mai essere in costrasto con la verità, con l'amore, con la libertà. Egli è il custode della nostra libertà, dell'amore della verità". Il mondo è abituato a pensare al ''potere pericoloso'', che ''può minacciare, può distruggere'', al ''potere militare'' o al ''potere di chi dispone di grandi capitali'', ma ''il vero potere è il potere di grazia e di misericordia''. La "domanda di Stalin 'Quante divisioni ha il Papa' ancora caratterizza l'opinione dei media", ma è ''nella misericordia'' che ''si mostra il vero potere'', ha spiegato, parlando a braccio, Benedetto XVI, sottolineando che ''Dio è capace di soffrire con noi, e così dimostra il vero potere''. Dio “ha sofferto” e “nel Figlio soffre con noi” e questo è l’ultimo apice del suo potere, che è capace di soffrire con noi e così dimostra il vero potere di Dio, nelle nostre sofferenze non siamo mai lasciati soli”. “Tuttavia rimane una questione difficile, perché era necessario soffrire per salvare il mondo”.
La risposta di Benedetto XVI è che “nel mondo esiste un oceano di male, un oceano di ingiustizia, di odio, di violenza. Le tante vittime hanno diritto che sia creata giustizia, Dio non può ignorare il grido dei sofferenti che sono oppressi”. E poiché “perdonare non è ignorare, ma trasformare, Dio deve entrare e opporre all’oceano di di male uno piu grande”, un “fiume infinito” di bene, “sempre più grande di tutte le ingiustizie del mondo, un fiume di bontà, di verità, di amore”. “Cosi Dio traforma il nosto mondo” perché “ci sia un fume di bene più grande di tutto il male che può esistere”. Da qui viene un “invito a tutti noi, a uscire dall’oceano del male ed entrare nel fiume del suo amore”. E’ una domanda che interroga anche i sacerdoti. “Come sacerdoti, abbiamo la funzione di consacrare il mondo, perché diventi ostia vivente, diventi liturgia, il cosmo diventi ostia vivente”. “Pregiamo perché Dio ci aiuti ad essere sacerdoti in questo senso”, “che la nostra vita parli di Dio che sia veramente liturgia, annuncio di Dio e realmente dono di noi stessi a Dio”.
L’incontro in Cattedrale è stata anche l’occasione per uno scambio di doni: il Papa ha regalato un calice al vescovo di Aosta, ricevendo dalle mani di Mons. Anfossi i paramenti sacri. A chiudere la celebrazione dei Vespri è stato forse il canto più tradizionale della chiesa valdostana, l’inno alla Vergine Maria “O Reine Immaculée”.
''Grazie per la simpatia e per l'affetto che mi dimostrate. Vi auguro buone vacanze come io sono in vacanza, ma senza incidenti per voi...". Cosi' ha scherzato il Papa salutando la folla di fedeli che lo attendeva nella piazza davanti alla cattedrale di Aosta. Benedetto XVI è poi montato sulla vettura coperta che lo deve riportare, dopo una breve sosta alla casa di riposo di Introd, allo chalet di Les Combes.

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