'Statio Orbis' conclude il 50° Congresso Eucaristico internazionale. Ouellet: più consapevoli della chiamata di Dio alla comunione con Lui e tra noi

Il 50° Congresso Eucaristico internazionale si è concluso ieri con la "Statio Orbis", celebrata nel Croke Park Stadium della capitale irlandese. La "Statio Orbis" è stata divisa in due parti. Mentre la prima era una spettacolo con testimonianze e presentazioni, la seconda ha visto la celebrazione della Messa. Allo spettacolo che ha preceduto la Messa si sono esibiti vari gruppi e cantanti, tra cui The Priests, il noto trio di sacerdoti nordirlandesi, i Tre Tenori e il soprano lirico Celine Byrne. Alla "Statio Orbis" hanno partecipato anche 177 veterani del Congresso Eucaristico internazionale del 1932, il primo che si tenne a Dublino. Durante la presentazione di un breve documentario sull'evento di 80 anni fa, è stato cantato l'inno "Panis Angelicus", che faceva parte della liturgia del 1932. A presiedere la Santa Messa conclusiva è stato il rappresentante ufficiale del Papa al Congresso, il cardinale canadese Marc Ouellet. Hanno concelebrato il card. Seán Brady, arcivescovo di Armagh e primate di tutta l'Irlanda (Irlanda del Nord inclusa), il card. Keith O'Brien, arcivescovo di St. Andrews ed Edimburgo, in Scozia, l'arcivescovo José S. Palma, di Cebu, nelle Filippine, e l'arcivescovo Piero Marini, presidente del Pontificio Comitato dei Congressi Eucaristici. Nella sua omelia, il card. Ouellet ha espresso gratitudine per la grazia conferita al Congresso di quest'anno. “Siamo profondamente grati a Dio - ha dichiarato il legato pontificio - per la luce della sua Parola e per il dono della Santa Eucaristia, che rafforzano la nostra comunione con Cristo e tra di noi”. Ricordando le parole di San Paolo ai Corinzi ha detto: “Rallegriamoci e siamo pieni di fiducia”. “Questa fiducia – ha proseguito il porporato - nasce dalla realtà che il Signore risorto è la nostra casa e la nostra sicurezza. Sperimentiamo limitazioni e fallimenti nella Chiesa, ma il Signore ci sostiene, guarisce le nostre ferite e rafforza il nostro amore. Esultiamo con Lui e rallegriamoci!”. “Dopo questa settimana di riflessione eucaristica, celebrazione ed adorazione - ha continuato Ouellet - siamo certamente più consapevoli della chiamata di Dio alla comunione con Lui e tra di noi”. “La fede – ha concluso il cardinale - è il dono più prezioso che abbiamo ricevuto con il Battesimo. Non dobbiamo tenerla segreta ed intimorita! Lasciamola crescere come uno splendido albero condividendola dappertutto". Nel suo videomessaggio, il Santo Padre ha annunciato anche che il prossimo Congresso Eucaristico internazionale si terrà tra quattro anni, nella città filippina di Cebu. “Sono sicuro – ha proseguito Papa Ratzinger - che porterà un duraturo rinnovamento spirituale non soltanto a loro, ma ai partecipanti di tutto il mondo”. L’arcivescovo di Dublino, mons. Diarmuid Martin, ringraziando volontari e pellegrini, ha affermato che “l’interesse straordinario di questi giorni nei confronti di catechesi e gruppi di lavoro ci dice di quanta sete ci sia nella comunità cattolica di approfondire la nostra comprensione della fede” e ha aggiunto che “da domani dobbiamo cominciare con le catechesi per prolungare i frutti del Congresso in una dinamica di nuova evangelizzazione”.

Ann Schneible, Zenit - SIR

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