lunedì 6 agosto 2012

Festa della Trasfigurazione del Signore. Il Papa: la contemplazione si attua ad occhi chiusi, grazie alla luce interiore accesa dalla Parola di Dio

Oggi la Chiesa celebra la Festa della Trasfigurazione del Signore. Un evento, ha affermato Benedetto XVI, che ci invita a seguire la luce di Dio per emergere dalle tenebre della vita. Il mistero del male avvolge l’esistenza di ogni uomo e la vita del mondo, introducendosi anche nei meandri della Chiesa perché il nemico semina la sua zizzania. La comprensione umana delle cose, osserva il Papa, si fa difficile quando la sofferenza e l’iniquità oscurano il nostro pellegrinaggio terreno: “L'esistenza umana infatti è un cammino di fede e, come tale, procede più nella penombra che in piena luce, non senza momenti di oscurità e anche di buio fitto. Finché siamo quaggiù, il nostro rapporto con Dio avviene più nell'ascolto che nella visione; e la stessa contemplazione si attua, per così dire, ad occhi chiusi, grazie alla luce interiore accesa in noi dalla Parola di Dio" (Angelus, 12 febbraio 2006).
Come Pietro, vorremmo restare tutti sul Tabor a gustare pezzetti di Paradiso in terra. Vorremmo seguire noi stessi, chiusi nel nostro egoismo, ma la strada che indica Gesù è un’altra: "Qui è il punto cruciale: la trasfigurazione è anticipo della risurrezione, ma questa presuppone la morte. Gesù manifesta agli Apostoli la sua gloria, perché abbiano la forza di affrontare lo scandalo della croce, e comprendano che occorre passare attraverso molte tribolazioni per giungere al Regno di Dio” (Angelus, 17 febbraio 2008).
“La Trasfigurazione – ricorda il Papa - è un avvenimento di preghiera: pregando Gesù si immerge in Dio … e così la luce lo invade”: ma “non esce dalla storia, non sfugge alla missione per la quale è venuto nel mondo”.
“Per un cristiano...pregare non è evadere dalla realtà e dalle responsabilità che essa comporta, ma assumerle fino in fondo, confidando nell’amore fedele e inesauribile del Signore” (Angelus, 4 marzo 2007).
Nella Trasfigurazione di Gesù compare una nube luminosa: c’è buio e c’è luce, il buio della nostra comprensione e la luce interiore del cuore aperto alla voce del Padre che invita ad ascoltare il Figlio. Ascoltarlo come ha fatto Maria: “Ascoltarlo nella sua Parola, custodita nella Sacra Scrittura. Ascoltarlo negli eventi stessi della nostra vita cercando di leggere in essi i messaggi della Provvidenza. Ascoltarlo, infine, nei fratelli, specialmente nei piccoli e nei poveri, in cui Gesù stesso domanda il nostro amore concreto. Ascoltare Cristo e ubbidire alla sua voce: è questa la via maestra, l'unica, che conduce alla pienezza della gioia e dell'amore” (Angelus, 12 febbraio 2006).

Radio Vaticana
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