mercoledì 26 settembre 2012

Il Papa in Libano. Incontro interreligioso per confrontarsi sugli effetti, i frutti e le sfide lanciate dallo storico viaggio di Benedetto XVI

Si è svolto lunedì 24 settembre presso la sede patriarcale della Chiesa maronita in Libano un incontro interreligioso per permettere alle varie realtà religiose nel paese di confrontarsi sugli effetti, i frutti e le sfide lanciate dal viaggio di Benedetto XVI avvenuto dal 14 al 16 settembre 2012. L’incontro promosso dal patriarca maronita Mar Bechara Botrous El-Raï, ha visto la partecipazione dei capi delle grande comunità religiose, musulmane e cristiane presenti in Libano. Da parte musulmana hanno partecipato: il gran mufti della Repubblica libanese lo sceicco Muhammad Rachid Qabbani come rappresentante dei sunniti, il vice-presidente del Supremo Consiglio Islamico Sciita, l’imam Abd el-Amir Qabalan, come rappresentante dei sciiti, lo sceicco Naïm Hassan, capo spirituale dei drusi, e il presidente del Consiglio Islamico Alawita, lo sceicco Assad Assi. Da parte cristiana, hanno partecipato il Catholicos degli armeni ortodossi, sua beatitudine Aram I Chechechyan, il patriarca della Chiesa siro-ordotossa, sua beatitudine Mar Ignatius Youssef III Younan, il presidente della comunità evangelica in Libano e Siria il pastore Dr. Salim Sahyouny, oltre ad altri vescovi rappresentanti le varie comunità cristiane del Libano. L’attenzione principale dei partecipanti all’incontro si è rivolta alla "visita storica" del Papa in Libano. I presenti hanno convenuto sull’opportunità di tale visita che ha portato immediati frutti positivi sullo scenario libanese e ha messo in risalto la qualità della nazione libanese come nazione "sicura e aperta a tutte le culture e le religioni, e come il luogo migliore per firmare l’Esortazione Apostlica 'La Chiesa in Medio Oriente'". I partecipanti, musulmani e cristiani, hanno espresso nel comunicato finale la loro approvazione dei contenuti dell’Esortazione, considerando che l’insistenza del Santo Padre sulla necessaria convivenza tra le culture e le religioni è "un’espressione di rinnovata fiducia nella missione del Libano già ribadita dal Beato Giovanni Paolo II" nella sua visita apostolica in Libano nel 1997. Secondo i vari rappresentati religiosi del Libano, il messaggio principale che il Papa ha voluto apportare è quello di confermare il Libano come terreno di dialogo e interazione pacifica tra le varie culture che vivono "la ricchezza della diversità". Il comunicato ha confermato la volontà dei vari capi religiosi di impegnarsi a "diffondere il messaggio fraterno" del Santo Padre e di "approfondire i suoi contenuti nelle famiglie, nelle scuole e nella società" e di trasmettere il messaggio ai capi religiosi negli altri paesi arabi. In sintonia con l’appello del Papa che ha avvertito i giovani a non cedere alla tentazione di gustare "l’amaro miele dell’immigrazione", i presuli hanno esortato i libanesi a dimorare nelle loro terre e a non lasciarsi trascinare dalla "ondata d’immigrazione che impoverisce il Levante e lo priva dai suoi migliori figli e forze dinamiche e indebolisce il tessuto nazionale libanese mettendo a rischio l’identità della Repubblica". I partecipanti hanno inoltre condannato all’unanimità il controverso film diffuso su internet e che "offende l’islam e il suo profeta e messaggero Maometto" e hanno ribadito che "ogni offesa a qualsiasi religione è un sacrilegio contro tutte le religioni". Il comunicato ha condannato anche le reazioni violenti che hanno provocato la morte di vittime innocenti e che hanno dissacrato luoghi di culto cristiani ben lontani dall’essere responsabili del film. Il viaggio di Benedetto XVI in Libano è stato lungamente preparato dai cristiani del Libano. I vescovi maroniti, a pochi giorni dal viaggio, avevano auspicato che fosse "un vera e propria primavera araba" contraddistinta dalla pace e dalla convivenza pacifica e rispettosa dell’alterità. La partecipazione al viaggio è stata intensa numericamente e ha visto coinvolti vari componenti della società libanese, ivi inclusi rappresentanti delle comunità islamiche. E gli echi successivi sulla visita sono stati altamente positivi sia nella stampa laica, sia negli interventi di vari capi religiosi cattolici, ortodossi e musulmani.

Robert Cheaib, Zenit
Il blog La Vigna del Signore non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001