Il Papa in Libano. Vian: moltissimi coloro che hanno visto in quest’uomo di Dio gentile e reso trasparente dagli anni il vero volto della Chiesa

Essere uno “spazio di armonia che sia testimonianza dell’esistenza di Dio e della comunione tra gli uomini, qualunque sia la loro sensibilità politica, comunitaria e religiosa”. Così Gian Maria Vian, direttore de L’Osservatore Romano, in un editoriale pubblicato oggi sul “compito esemplare” affidato dal Papa al Libano, “in una regione martoriata da troppo tempo da violenze e da guerre, fino alla tragedia siriana, più volte tornata nelle parole e nei gesti del Papa”. Con il suo 24° viaggio apostolico, Benedetto XVI “lascia molto, e non soltanto al Libano”. A iniziare dall’“impegnativo documento” "Ecclesia in Medio Oriente", testo tradotto anche in arabo e consegnato personalmente dal Papa “anche ai maggiori esponenti delle altre confessioni cristiane e dell’islam”, dai quali “è stato ascoltato con interesse e rispetto”. Di questi giorni libanesi, per il direttore de L’Osservatore Romano resta però soprattutto un fatto: “Moltissimi sono stati coloro che hanno visto in quest’uomo di Dio gentile e reso trasparente dagli anni — in un viaggio che ha voluto e mantenuto con un coraggio impressionante — il vero volto della Chiesa. Volto che Benedetto XVI ha saputo mostrare a tutti, spiegandolo poi in un commento improvvisato davanti ai patriarchi cattolici dopo l’incontro con i giovani. Dicendo che l’identità cristiana si riassume nel cuore aperto di Gesù”.

SIR

Il vero volto della Chiesa

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