domenica 20 gennaio 2013

Prima della nomina del presidente dello Ior ci sarà il rinnovo della Commissione cardinalizia di Vigilanza, il collegio dei cinque porporati nominati dal Papa, in carica per un quinquennio, con lo scopo di vigilare sulla fedeltà dell’Istituto agli obblighi statutari

La nomina del nuovo presidente, che dovrà prendere il posto di Ettore Gotti Tedeschi, “silurato” ormai otto mesi fa, non è il solo passaggio cruciale in vista per il futuro dello Ior, l'Istituto per le Opere di religione. Prima ancora della scelta del presidente andrà infatti deciso il rinnovo della Commissione cardinalizia di Vigilanza, il collegio dei cinque porporati nominati dal Papa e in carica per un quinquennio con lo scopo di vigilare sulla fedeltà dell’Istituto agli obblighi statutari. La Commissione in carica, presieduta dal cardinale segretario di Stato, Tarcisio Bertone, è infatti in scadenza, essendo stata nominata il 23 febbraio 2008, ed entro la fine del mese prossimo, all’atto del rinnovo, subirà quasi sicuramente un rimpasto, col ricambio di alcuni componenti. A parte il segretario di Stato, tra gli altri quattro membri l’italiano Attilio Nicora, che resta presidente dell’Authority vaticana di informazione finanziaria, si avvicina ormai ai 76 anni di età, che compirà il 16 marzo. Più giovani gli altri tre, il brasiliano Odilo Pedro Scherer, arcivescovo di San Paolo (63 anni), il francese Jean-Louis Tauran, capo del dicastero per il Dialogo interreligioso (ne compirà 70 il 5 aprile), e l’indiano Telesphore Placidus Toppo, arcivescovo di Ranchi (73 anni). Ma a parte la componente anagrafica, ai piani alti del Palazzo Apostolico si valuterà quale riassetto dare alla Commissione, quali orientamenti seguire lungo l’accidentata strada verso la trasparenza finanziaria, non potendo peraltro non tener conto anche degli attriti e delle divisioni che si sono consumati tra i cardinali proprio in concomitanza con la “cacciata” di Gotti Tedeschi, sfiduciato il 24 maggio scorso dal Consiglio ‘laico’ di Sovrintendenza. Anche se più volte smentite dalla Santa Sede, a lungo erano circolate indiscrezioni su una spaccatura tra i porporati della Commissione, con Toppo e Scherer schierati con Bertone, e sul fronte avverso Tauran e Nicora. Tanto che si arrivò a un vero e proprio stallo nel ratificare la sfiducia a Gotti. Attriti e divisioni che evidentemente riguardano lo stesso ruolo dello Ior nel quadro delle finanze vaticane e nel processo di adeguamento ai sistemi anti-riciclaggio. Tra l’altro, è la stessa Commissione cardinalizia a nominare il board dei laici e, formalmente “su proposta” di quest’ultimo, il relativo presidente. Incombenze, queste, che potrebbero ora slittare a rimpasto effettuato. La prossima riunione del board dello Ior è attualmente fissata per il 26 febbraio, quando la Commissione dei cardinali dovrebbe essere già stata rinnovata. Si vedrà se per quella data si sarà arrivati alla scelta del nuovo presidente – al momento tutt’altro che definita – e se questo comporterà una ricomposizione anche del board. Anche qui, infatti, bisogna risolvere le contrapposizioni nate nel frattempo tra l’attuale presidente ad interim, il tedesco Ronaldo Hermann Schmitz, di provenienza Deutsche Bank, e gli altri tre componenti superstiti, l’americano Carl Anderson, capo dei Cavalieri di Colombo, lo spagnolo Manuel Soto Serrano, del Banco Santander, e l’italiano Antonio Maria Marocco, notaio torinese di cui si e’ persino fatto il nome come possibile futuro presidente. Per questo, però, occorrerà vedere quale sarà la scelta del card. Bertone, nell’ambito di una ‘short list’ che sarebbe stata già individuata.

Fausto Gasparroni, Formiche
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