mercoledì 14 luglio 2010

Mons. De Paolis ai Legionari di Cristo: sono qui perché il Papa vi ama. Il mio un compito difficile che con la grazia di Dio si può realizzare

Sono qui perché il Papa vi ama e vi sta vicino: così mons. Velasio De Paolis, delegato del Santo Padre per i Legionari di Cristo, incontrando a Roma i vertici della Congregazione, il direttore generale padre Alvaro Corcuera e i membri Consiglio generale. L’intera comunità si è poi raccolta, sabato scorso, nella cappella del Centro di Studi Superiori per la prima Messa celebrata dal delegato pontificio. “Sono parecchie settimane che io vivo in uno stato di agitazione” per “un compito difficile”, “che con la grazia del Signore si può e si deve realizzare”, ha esordito con emozione mons. De Paolis nell’omelia, dichiarandosi subito dopo “più pacificato” con se stesso e con la missione da assolvere di fronte allo “spettacolo” di tutti quei sacerdoti e studenti che riempivano la chiesa. Ha informato poi di aver consegnato alla direzione della Congregazione due lettere, quella di nomina del Papa ed una sua personale per spiegare gli aspetti salienti dell’incarico ricevuto. Benedetto XVI “manda un suo delegato – ha sottolineato – per dire che egli vi ama e che vi sta vicino”, constatando il grande “zelo” e “fervore” che animano un gran numero dei Legionari di Cristo. “E’ allora il momento – ha sollecitato il delegato pontificio – dell’avvio di un esame di coscienza”, non tanto per guardare al passato ma al presente e compiere “un’opera di ricostruzione, di ristrutturazione”. Ha ammonito quindi dal fare scelte accelerate e inconsulte nel momento dell’oscurità, annebbiati da tanti pensieri che attraversano la mente e si depositano nel cuore nei momenti critici, riscoprendo invece la presenza di Dio e riprendendo il cammino di fedeltà al Signore. “Superiamo le tenebre che alle volte possono opprimerci - ha quindi incoraggiato mons. De Paolis - superiamo le difficoltà anche nella nostra fragilità e debolezza umana, perché il mistero di Dio e più grande di ogni debolezza umana, e il mistero di Dio, quando entra nella nostra vita, ci rende capaci dell’impossibile”.

Radio Vaticana