“Si tratta di una bella notizia”. Così padre Innocenzo Gargano, priore del monastero di San Gregorio al Celio, grande esperto di ebraismo nonché ispiratore dei Colloqui ebraico-cristiani di Camaldoli, commenta in un’intervista all'agenzia SIR alcuni passaggi del libro “Gesù di Nazaret - Dall'ingresso in Gerusalemme fino alla risurrezione” di Papa Benedetto XVI, relativi al ruolo degli ebrei nella morte di Gesù. “Dal punto di vista della ricerca – osserva padre Gargano -, la problematicità è ormai un dato acquisito. Il fatto che però anche il Papa metta davanti al mondo la problematicità di questo processo è molto importante. Che poi il Papa condivida determinate soluzioni è altrettanto importante. Mi chiederei piuttosto se l’opinione pubblica sia stata davvero raggiunta da queste conclusioni degli addetti ai lavori. Questo purtroppo rimane un interrogativo aperto. E questo mi fa dire che è estremamente positivo che il Papa abbia assunto le tesi dei grandi ricercatori su questo problema e abbia aperto ad una interpretazione che si spera, diventi anche mentalità comune”. Padre Gargano si sofferma ovviamente sui passaggi del testo relativi all’identità storica degli accusatori di Gesù e alla famosa auto-invettiva “il suo sangue ricada su di noi e sui nostri figli”. “Su questa auto-maledizione – commenta Gargano - purtroppo si è costruita tutta la persecuzione degli ebrei” per cui “aver rovesciato tutto, aver trasformato quell’affermazione da invettiva a profezia, è molto importante. Se passa questo messaggio e passa con l’autorevolezza di un Papa che si chiama Joseph Ratzinger e diventa opinione pubblica, finalmente riusciremo come cristiani a leggere il Vangelo a partire dalla elezione di Israele e non più dalla sua sostituzione”. Sui risvolti che il testo può avere nella comunità ebraica, Gargano risponde: “Il testo del Papa si rivolge soprattutto al mondo cristiano. E non dobbiamo dimenticare che se i cattolici dopo il Concilio Vaticano II, e il mondo protestante dal XIX al XX secolo, hanno fatto questo tipo di itinerario, non altrettanto lo hanno fatto le altre chiese cristiane. Non è così semplice: l’interpretazione di auto-maledizione si è talmente solidificata all’interno delle tradizioni cristiane che veramente per cambiare questo cuore di pietra in cuore di carne dei cristiani, ci vuole tempo e lavoro di scalpello”.SIR