martedì 6 settembre 2011

11 settembre 2001. La Chiesa negli Stati Uniti commemora il 10° anniversario. A Monaco di Baviera i leaders religiosi in collegamento con New York

Sono trascorsi dieci anni da quando gli Stati Uniti hanno vissuto uno dei momenti più difficili e traumatici della loro storia con gli attentati dell'11 settembre 2001. La Conferenza Episcopale americana ha creato sul proprio sito internet una sezione appositamente dedicata con indicazioni liturgiche e suggerimenti pratici per le celebrazioni dell’anniversario. Tre, secondo i presuli statunitensi, le parole chiave da tenere presenti: perdono, pace, riconciliazione. La sezione web, intitolata “9/11. La Chiesa Cattolica ricorda” apre con una riflessione: “911. Per anni, questi numeri hanno significato semplicemente una chiamata al Pronto Intervento. Ora, essi ci ricordano anche l’11 settembre 2001, la data del peggior attacco terroristico agli Stati Uniti d’America ed uno dei giorni più tristi per la nazione americana”. In particolare, i vescovi danno alcune indicazioni per le omelie che verranno pronunciate quel giorno, suggerendone il tema principale: “la sfida del perdono”. “Bisogna consegnare al Signore la nostra rabbia ed il nostro desiderio di vendetta – scrivono i vescovi – perché è compito di Dio, non nostro, punire coloro che hanno commesso del male. Non dobbiamo essere vendicativi, ma dobbiamo perdonare”. In ogni caso, prosegue la Conferenza Episcopale, “perdonare un altro non significa assolverlo dalle sue responsabilità”, perché “la misericordia non esclude la giustizia o la necessità di conversione, ma apre un cammino di carità che le incoraggia e le promuove entrambe”. “Finché noi crediamo nel potere e nella misericordia di Dio – si legge nel sito Internet – avremo sempre la speranza”. I vescovi ricordano anche che “siamo tutti peccatori, tutti abbiamo commesso del male. Eppure, Dio ci perdona e quindi anche noi dobbiamo perdonare gli altri”, poiché “Dio non ci perdona in quanto ce lo meritiamo, ma perché “è misericordioso”. “Il perdono – osservano i presuli - libera colui che lo mette in pratica dal fardello corrosivo della rabbia e dell’odio”. Perdonando, “diventiamo capaci di vivere con la pace e con l’amore invece che con l’odio, che tutto distrugge”. La Chiesa statunitense mette in guardia: “Gesù non ci spinge semplicemente ad essere passivi di fronte al male. Dobbiamo ancora lavorare per proteggere gli innocenti e per fermare i responsabili dei crimini contro l’umanità. Ma allo stesso tempo, siamo chiamati a perdonare, perché il perdono richiede di affrontare le situazioni in modo positivo e amorevole, non con la paura o con l’odio”. “Perdonare non significa non agire”, sottolinea nuovamente la Chiesa statunitense, indicando, poi, i numerosi i passi che gli americani possono compiere con il sostegno della fede: pregare per porre fine alle violenze, digiunare per la pace e la giustizia, imparare meglio la dottrina cattolica sulla guerra e sulla pace, praticare il dialogo interreligioso, dare testimonianza di valori cristiani come il rispetto della vita e la tutela della dignità umana, porsi al servizio dei più bisognosi, essere solidale con chi soffre e sperare sempre nella grazia di Dio. I vescovi, infine, offrono alcuni suggerimenti pratici su come celebrare le Messe dell’11 settembre, che quest’anno cade di domenica. I sacerdoti potranno scegliere una Messa per la pace e la giustizia, con paramenti bianchi, o una Messa del tempo di guerra, con paramenti viola, o una Messa in suffragio dei defunti. Suggerite anche alcune intenzioni di preghiera in particolare per le famiglie che hanno perso i propri cari durante gli attentati, per le vittime della violenza, per i leader delle Nazioni, per quanti servono la comunità nella polizia, come pompieri o prestando sicurezza ai cittadini, e soprattutto per la pace. Nella pagina web dedicata all'anniversario una serie di riflessioni, messaggi di sacerdoti che hanno assistito le famiglie delle vittime, risorse liturgiche per le parrocchie, dichiarazioni dei vescovi e celebrazioni diocesane, messe a disposizione attraverso internet. Tra le riflessioni, spicca il messaggio pastorale “Vivendo con fede e speranza dopo l'11 settembre”, che i vescovi degli Stati Uniti hanno rivolto ai fedeli del Paese alcuni giorni dopo gli attentati. Secondo quanto riferisce l’agenzia americana Cna, a New York , nella Cattedrale di San Patrick, il 10 settembre è prevista una Messa commemorativa che raccoglierà oltre 2500 persone. A presiedere le funzioni, con tanto di canti gregoriani, ci sarà l’arcivescovo Francis Chullikatt, osservatore vaticano presso le Nazioni Unite. Jan Schmidt, uno degli organizzatori, ha dichiarato: “Per noi è un grande onore. Chullikatt è un leader della Chiesa cattolica, un uomo dotato di intelligenza e umorismo. La sua presenza dimostra la vicinanza del Vaticano al dolore della comunità cattolica”. L’11 settembre a Baltimora, nel Santuario nazionale dell’Assunzione della Beata Vergine, i Vespri solenni per i caduti delle Twin Towers saranno guidati dal vescovo locale mons. Edwin F. O’Brien. Ancora, domenica alle 14.46, le 8.46 a New York, l’ora dell’attacco alle Torri Gemelle, i leader di tutte le grandi religioni mondiali si riuniranno a Monaco di Baviera in Marstallplatz, in collegamento video con Ground Zero. Si tratta dell’evento di apertura dell’Incontro Mondiale per la pace dal titolo “Bound to Live Together. Religions and Cultures in Dialogue”nella città bavarese dall’11 al 13 settembre, per iniziativa della Comunità di Sant’Egidio e dell’arcidiocesi di München-Freising. Alla cerimonia sarà presente il Presidente della Repubblica Federale Tedesca Christian Wulff.

Vatican Insider, Zenit

September 11