Il 2011 di Benedetto XVI. La grande luce, che riporta direttamente a quella di Cristo, si contrappone alle ombre che ruotano intorno alla sua persona

di Raffaella

Come ogni anno il blog si trova a fare un bilancio degli ultimi dodici mesi trascorsi insieme. Come è stato il 2011? E' difficile dare una risposta "secca". Ad una prima analisi superficiale, questi ultimi mesi sembrano meno duri ed impegnativi di quelli che abbiamo vissuto negli anni scorsi, in particolare nel 2010. In un certo senso è così, anche perchè credo che difficilmente gli attacchi a Papa Benedetto avrebbero potuto scendere più in basso rispetto allo scorso anno. Tuttavia non ho potuto fare a meno di notare che sono diminuite le falsità, le offese e le accuse inverosimili nei confronti di Benedetto XVI, ma si è fatto strada un pessimo atteggiamento, strisciante quanto subdolo, consistente nella mancanza di rispetto verso il Santo Padre. Dopo una prima metà dell'anno trascorsa abbastanza serenamente (diciamo fino alla Beatificazione di Giovanni Paolo II), è venuto allo luce un astio che mi ha lasciata davvero basita e che influisce su questo bilancio di fine anno. Dividerei l'analisi del 2011 in due parti. La prima parte riguarda Benedetto XVI. Anche negli ultimi mesi il nostro Papa ha saputo regalarci momenti straordinari che sarebbe riduttivo riassumere in poche righe. Tanti sono stati i viaggi, i discorsi, le omelie, le visite pastorali. Mi rifiuto di fare una classifica dei discorsi e delle omelie perchè sono l'una più bella degli altrri. Scorrendo velocemente all'indietro le immagini del 2011 mi vengono in mente quattro momenti: la veglia alla GMG di Madrid, quando il Papa si è rifiutato di abbandonare i giovani sotto il nubifragio; il discorso del Papa al Parlamento tedesco ed il colloquio con i detenuti di Rebibbia; l'incontro di Benedetto con i bimbi nel Benin. Sono queste le prime istantanee che mi vengono in mente fra la miriade di avvenimenti che hanno visto il Papa protagonista. E' impossibile elencare tutte le emozioni in un unico commento e quindi lascio a voi la possibilità di aggiungere fatti e parole a questo post. Anche nel 2011, quindi, abbiamo imparato dal Papa la pazienza, il coraggio e potuto "afferrare" un po' della sua grande cultura che egli vuole generosamente regalarci. Non dimentichiamo a questo proposito di citare il secondo volume su Gesù. Certo! Ci sono state alcune decisioni che ho fatto un po' fatica a comprendere, ma che ho accettato fidandomi della sapienza e della intuizione del Papa. La seconda parte del bilancio del 2011 riguarda invece l'atteggiamento interno ed esterno alla Chiesa Cattolica nei riguardi del Santo Padre. Dopo un periodo di relativa tranquillità, durato circa cinque mesi, ecco che si è fatto strada un certo risentimento espresso in mille occasioni. Non voglio fare di tutta l'erba un fascio e quindi premetto che ci sono tantissimi professionisti che hanno fatto e fanno in modo eccellente il proprio lavoro e che meritano tutto il nostro rispetto e la nostra stima. Non li cito per nome per paura di dimenticare qualcuno, ma voi sicuramente sapete a chi mi riferisco. Accanto a questi bravi professionisti, che hanno messo l'obiettività al primo posto, sui giornali, alla televisione, sulle agenzie di stampa e su internet, purtroppo, altri non possono godere della stessa stima. Ci sono stati episodi che mi hanno lasciata davvero di stucco (e non è un barbatrucco!). Nel 2011 sono usciti alcuni libri di "analisi" sul Pontificato di Papa Benedetto che non solo non gli rendono giustizia, ma sono per molti versi offensivi. C'è poi tutta la schiera di commentatori che riferisce di una Chiesa in crisi (citando in primis lo scandalo dei preti pedofili) dimenticando di scrivere quando si sono verificati gli abusi e chi (Ratzinger) si è sempre battuto per combatterli. Nell'ultimo anno il Papa ha avuto qualche sofferenza fisica. Perchè dobbiamo negarlo? E' da Pasqua di quest'anno che in questo blog si notano queste piccole difficoltà del Santo Padre che comunque non gli impediscono di tenere fede a TUTTI i suoi impegni con una lucidità mentale da fare invidia ad un trentenne. Per questo hanno fatto ancora più male certe "battute" sulla pedana mobile che evidentemente il Papa è costretto ad usare. C'è stato poi un episodio che mi ha fatto comprendere come sia scarso l'affetto di molti vaticanisti nei confronti di Benedetto XVI. Si tratta della denuncia all'Aja. Ricordate? Non è il ricorso in sè che ha turbato, ma l'atteggiamento di quei giornalisti che meglio degli altri devono conoscere il lavoro del Santo Padre. Il giorno in cui uscì questa notizia in pochissimi fra i vaticanisti si sentirono in dovere di precisare che Benedetto XVI è il Papa che più di ogni altro ha fatto per combattere la piaga della pedofilia nella Chiesa. Quella giornata fu pessima perchè sembrava di essere tornati al 2010. Ci pensò, udite udite, la stampa laica e laicista a spiegare ai lettori perchè quella denuncia era assurda. Dal giorno dopo nessuno tornò più su quella panzana. Che strano! Sono molto addolorata per certi atteggiamenti. C'è una sottile mancanza di rispetto verso il Santo Padre che salta fuori ogni volta che si crea l'occasione. Ma che cosa ha fatto il Vaticano per combattere il circo di offese contro il Papa? Nulla! Ha risposto solo alla campagna di Benetton (e ci mancherebbe!). Per il resto ciascuno può dire tutto ed il contrario di tutto senza che da Oltretevere si alzi un sopracciglio! C'è una sorta di libertà di offesa e di dileggio nei confronti del Pontefice (parliamo di Benedetto XVI, ovviamente) proprio in virtù della sicurezza dell'assoluta impunità. Pensiamo al famoso discorso del premier irlandese che, nella foga di attaccare la Chiesa, se la prese anche con il Papa citando una sua frase completamente fuori contesto. La Santa Sede ha forse reagito? Ma figuriamoci! Nella risposta data al Governo irlandese, dopo settimane di vana attesa, non si è fatto alcun cenno all'offesa recata al Papa nè, ovviamente, si sono pretese delle scuse. Ci voleva così tanto per contestare il discorso irlandese? Se però qualcuno attacca un vescovo o un cardinale scatta la difesa d'ufficio. E La CEI? Idem! Da dove deriva la certezza dell'immunità? Proprio dalla miriade di episodi accaduti nel 2010 ed ai quali la Santa Sede non ha saputo o voluto reagire. E' chiaro che nel momento in cui si permette a chiunque di sparare accuse false contro il Vicario di Cristo, senza sentire il bisogno di fare precisazioni e/o, se necessario, denunciare gli episodi nelle sedi opportune, non ci si deve sorprendere se poi ciascuno si sente autorizzato a offendere o mettere in ridicolo il Papa e la Chiesa. Non è troppo tardi per mettere fine all'andazzo. Basta volerlo. Nel 2011 si è festeggiato il sessantesimo anniversario di Ordinazione di Papa Benedetto. Sarebbe stata un'eccellente occasione non per fare celebrazioni, ma per indicare ai cristiani l'esempio di vita di un grande sacerdote che ha sacrificato se stesso per la Chiesa e che in questi anni si è caricato delle colpe di tutti e per tutti. Se pensiamo che fu celebrato in pompa magna ed in Vaticano il sessantesimo anniversario di ordinazione di Maciel...Nutrite qualche speranza per l'85° compleanno del Papa? Io no! Luci ed ombre, quindi, nel 2011. La grande luce del Papa, che riporta direttamente alla Grande Luce di Cristo, si contrappone alle ombre che ruotano intorno alla persona ed al lavoro di Benedetto. Non è detto però che sia un male: senza ombra non si percepisce la straordinarietà della luce. Pensiamo ai dipinti del mio amato Caravaggio: siamo davanti ad un gioco di luci ed ombre, ma è proprio grazie a queste ultime che l'osservatore può riconoscere lo splendore delle figure illuminate dalla luce! Ecco! Per me è questa l'immagine del 2011 di Papa Benedetto: un quadro di Caravaggio! La speranza per il 2012? Preghiamo affinchè il Signore conservi la splendida lucidità mentale del Papa e gli dia la forza fisica per affrontare i tanti impegni che lo attendono. Preghiamo anche che ci si renda finalmente conto che reagire alle offese recate al Papa (a Benedetto ovviamente) è interesse primario della Chiesa e che è tempo di "crescere" e di non nascondersi sempre e comunque dietro il "farafulmine" Ratzinger. Un sogno per il 2012? Potere cancellare qualche punto del decalogo. Vabbè....i sogni son desideri!

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