Il Papa: la vera imitazione di Cristo è l'amore. Come nell’antichità anche oggi la sincera adesione al Vangelo può richiedere il sacrificio della vita

A mezzogiorno, il Santo Padre Benedetto XVI si è affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare l’Angelus con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro. Il Papa ha ricordato che oggi si celebra la festa di Santo Stefano, diacono e primo martire della Chiesa. “Lo storico Eusebio di Cesarea lo definisce il ‘martire perfetto’ - ha rammentato Benedetto XVI -, perché è scritto negli Atti degli Apostoli: ‘Stefano, pieno di grazia e di potenza, faceva grandi prodigi e segni tra il popolo’. San Gregorio di Nissa commenta: ‘Era un uomo onesto e pieno di Spirito Santo: con la bontà dell’animo adempiva l’incarico di nutrire i poveri e con la libertà della parola e la forza dello Spirito Santo chiudeva la bocca ai nemici della verità’”. “Uomo di preghiera ed evangelizzatore – ha proseguito il Papa -, Stefano, il cui nome significa ‘corona’, ha ricevuto da Dio il dono del martirio”. Infatti egli “pieno di Spirito Santo … vide la gloria di Dio”. Mentre veniva lapidato pregava: “Signore Gesù, accogli il mio spirito”. Poi, caduto in ginocchio, supplicava il perdono per gli accusatori: “Signore, non imputare loro questo peccato”. Per questo, ha chiarito il Pontefice, “la Chiesa orientale canta negli inni: ‘Le pietre sono diventate per te gradini e scale per la celeste ascesa … e ti sei accostato gioioso alla festosa adunanza degli angeli’”. “Dopo la generazione degli Apostoli – ha sottolineato il Santo Padre -, i martiri acquistano un posto di primo piano nella considerazione della comunità cristiana. Nei tempi di maggiore persecuzione, il loro elogio rinfranca il faticoso cammino dei fedeli e incoraggia chi è in cerca della verità a convertirsi al Signore”. Perciò “la Chiesa, per divina disposizione, venera le reliquie dei martiri e li onora con soprannomi quali ‘maestri di virtù’, ‘testimoni viventi’, ‘colonne animate’, ‘silenziosi messaggeri’”. In realtà, ha precisato Benedetto XVI, “la vera imitazione di Cristo è l’amore, che alcuni scrittori cristiani hanno definito il ‘martirio segreto’”. A tale proposito “san Clemente di Alessandria scrive: ‘Coloro che mettono in pratica i comandamenti del Signore gli rendono testimonianza in ogni azione, poiché fanno ciò che Egli vuole e fedelmente invocano il nome del Signore’”. “Come nell’antichità – ha sostenuto il Papa - anche oggi la sincera adesione al Vangelo può richiedere il sacrificio della vita e molti cristiani in varie parti del mondo sono esposti a persecuzione e talvolta al martirio. Ma, ci ricorda il Signore, ‘chi avrà perseverato sino alla fine sarà salvato’”. Poi il Pontefice ha rivolto a “Maria Santissima, Regina dei Martiri” la nostra supplica “per custodire integra la volontà di bene, soprattutto verso coloro che ci avversano. In particolare affidiamo oggi alla misericordia divina i diaconi della Chiesa, affinché, illuminati dall’esempio di Santo Stefano, collaborino, secondo la missione loro propria, all’impegno di evangelizzazione”.

SIR

LE PAROLE DEL PAPA ALLA RECITA DELL’ANGELUS

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