venerdì 13 gennaio 2012

La visita apostolica agli istituti religiosi femminili statunitensi: non solo correggere eventuali errori ma aiutare costruttivamente a migliorare

Tre anni fa l’allora card. Franc Rodé, prefetto della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata, l’aveva avviata per indagare sugli "stili di vita" delle suore degli Stati Uniti. Dopo che erano stati denunciati in Vaticano gravi problemi di disobbedienza dottrinale e disciplinare e di mancata osservanza del Magistero, il card. Rodè aveva affidato il compito di far chiarezza alla superiora generale delle Apostole del Sacro Cuore di Gesù, la statunitense Mary Clare Millea. Come prova della deriva "ultraprogresista" nei conventi Usa veniva indicato il "via libera" di gruppi di religiose alla riforma sanitaria di Obama che includeva il ricorso all’aborto. Mentre la visita apostolica procedeva tra le proteste di alcune associazioni di suore che lamentavano perdita di autonomia dei loro ordini religiosi sottosposti alla "moderna Inquisizione della Santa Sede", a Roma cambiavano i vertici della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata. Prima è arrivato come nuovo segretario del dicastero vaticano mons. Joseph William Tobin, 59 anni, originario di Detroit, già superiore generale dei Padri Redentoristi. E da subito ha tranquillizzato le religiose Usa sugli effetti della visita apostolica in corso, così depotenziandola di fatto prima della sua conclusione. Poi il card. Rodè ha ceduto il posto a João Braz de Aviz, ex arcivescovo di Brasilia. Ed ora che l’ispezione è terminata sembra emergere la volontà della Congregazione di legare con le religiose, aiutarle costruttivamente a migliorarsi e di non apparire come un censore esterno intenzionato soltanto a correggere gli errori. Nonostante questa nuova impronta data alla visita apostolica, pare che non tutto sia filato via liscio: sembra infatti che almeno un terzo dei conventi femminili statunitensi non abbia aperto le porte al Vaticano che ha iniziato la sua il 22 dicembre 2008 tramite, appunto, la Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica. L’ispezione ha fin dall’inizio suscitato critiche e sospetti nei monasteri americani, tanto più dopo che l'allora prefetto Rodé ha citato il "femminismo" tra i motivi della visitazione. Madre Millea ha recentemente presentato a mons. Tobin un rapporto generale sui dati e le osservazioni raccolte in quasi due anni di indagini e incontri che serviranno alla stesura delle conclusioni sulla visita. Insieme al rapporto generale sono stati consegnati anche i primi rapporti individuali per ognuno dei 400 istituti religiosi oggetto dello studio. I rimanenti dovrebbero arrivare entro la prossima primavera. Il contenuto del rapporto è riservato, ma Madre Millea ha comunque espresso soddisfazione per i risultati emersi dalla ricerca: "La visita apostolica ha destato un diffuso interesse e questa attenzione ha suscitato un rinnovato apprezzamento per il ruolo delle religiose nella Chiesa e nella società e ha accresciuto il dialogo e la conoscenza reciproca tra le diverse comunità negli Stati Uniti", ha dichiarato in una nota. "Vedo gioie e difficoltà quotidiane anche nella mia comunità. Ma avere potuto verificare di persona la perseverante vocazione delle religiose negli Stati Uniti, nei loro ministeri e nella loro fede e vedere i frutti del loro servizio è stato incoraggiante. Anche se ci sono problemi nella vita religiosa che richiedono attenzione, resta immutata una realtà di fedeltà, gioia e speranza", ha concluso Madre Millea.

Giacomo Galeazzi, Vatican Insider
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