Il Papa: avere la pazienza e l’umiltà di seguire ogni giorno il Signore, imparando a costruire la nostra vita, in Lui e con Lui, fonte della vera vita

A mezzogiorno di oggi, I Domenica di Quaresima, il Santo Padre Benedetto XVI si è affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare l’Angelus con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro. "In questa prima domenica di Quaresima, incontriamo Gesù che, dopo aver ricevuto il battesimo nel fiume Giordano da Giovanni il Battista subisce la tentazione nel deserto - ha ricordato il Papa -. La narrazione di san Marco è concisa, priva dei dettagli che leggiamo negli altri due Vangeli di Matteo e di Luca". Il deserto di cui si parla, ha evidenziato il Pontefice, "ha diversi significati. Può indicare lo stato di abbandono e di solitudine, il ‘luogo’ della debolezza dell’uomo dove non vi sono appoggi e sicurezze, dove la tentazione si fa più forte. Ma esso può indicare anche un luogo di rifugio e di riparo, come lo fu per il popolo di Israele scampato alla schiavitù egiziana, dove si può sperimentare in modo particolare la presenza di Dio". Gesù "nel deserto rimase quaranta giorni, tentato da Satana". Il Santo Padre ha, quindi, rammentato il commento di San Leone Magno all’episodio evangelico delle tentazioni: "Il Signore ha voluto subire l’attacco del tentatore per difenderci con il suo aiuto e per istruirci col suo esempio". Che cosa può insegnarci questo episodio? "Come leggiamo nel Libro dell’Imitazione di Cristo – ha affermato Benedetto XVI -, ‘l’uomo non è mai del tutto esente dalla tentazione finché vive… ma è con la pazienza e con la vera umiltà che diventeremo più forti di ogni nemico’, la pazienza e l’umiltà di seguire ogni giorno il Signore, imparando a costruire la nostra vita non al di fuori di Lui o come se non esistesse, ma in Lui e con Lui, perché è la fonte della vera vita. La tentazione di rimuovere Dio, di mettere ordine da soli in se stessi e nel mondo contando solo sulle proprie capacità, è sempre presente nella storia dell’uomo". Gesù proclama che "il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino", annuncia che "in Lui accade qualcosa di nuovo": "Dio – ha osservato il Papa - si rivolge all’uomo in modo inaspettato, con una vicinanza unica concreta, piena di amore; Dio si incarna ed entra nel mondo dell’uomo per prendere su di sé il peccato, per vincere il male e riportare l’uomo nel mondo di Dio". Ma questo annuncio "è accompagnato dalla richiesta di corrispondere ad un dono così grande. Gesù, infatti, aggiunge: ‘convertitevi e credete nel Vangelo’; è l’invito ad avere fede in Dio e a convertire ogni giorno la nostra vita alla sua volontà, orientando al bene ogni nostra azione e pensiero. Il tempo della Quaresima è il momento propizio per rinnovare e rendere più saldo il nostro rapporto con Dio, attraverso la preghiera quotidiana, i gesti di penitenza, le opere di carità fraterna". Di qui l’invito: "Supplichiamo con fervore Maria Santissima perché accompagni il nostro cammino quaresimale con la sua protezione e ci aiuti ad imprimere nel nostro cuore e nella nostra vita le parole di Gesù Cristo, per convertirci a Lui".

SIR

LE PAROLE DEL PAPA ALLA RECITA DELL’ANGELUS

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