Scambio di missive sulla presidenza dell'Istituto Toniolo. Bertone: il Papa lo solleva dall'incarico. Tettamanzi a Benedetto XVI: parla a suo nome?

Bertone contro Tettamanzi. Non è una vicenda di questi giorni, ma lo si viene a sapere adesso grazie a Il Fatto Quotidiano, che pubblica anche uno scambio di lettere tra i due porporati. Il contendere è la presidenza dell'Istituto Toniolo, l'ente religioso che ha in mano le "chiavi" di importanti istituzioni come l'Università Cattolica e il policlinico Gemelli. Presidente dell'istituto era nel 2011 Dionigi Tettamanzi, allora arcivescovo di Milano. E il 24 marzo il segretario di stato del Vaticano, Tarcisio Bertone, inviava a Tettamanzi una lettera chiara, con alcuni passaggi piuttosto duri, per, di fatto, liquidarlo. Bertone scrive: "L'impegno di Vostra Eminenza a servizio dell'Istituto Toniolo si è protratto ben oltre il tempo originariamente previsto". Ma non solo. Il segretario di stato cita direttamente Papa Benedetto XVI come "ispiratore" della lettera: "Il Santo Padre intende procedere ad un rinnovamento, in connessione col quale Vostra Eminenza è sollevata da questo oneroso incarico". E Bertone fa di più, indica il successore in Giovanni Maria Flick: "Questa Segreteria di Stato - si legge - ha già informato il prof. Flick, ottenendone il consenso". Ma il card. Tettamanzi non fa buon viso a cattivo gioco. Prende carta e penna e due giorni dopo risponde, inviando la lettera direttamente a Benedetto XVI. L'allora arcivescovo di Milano contesta che il tempo della sua presidenza era (secondo Bertone) originariamente di un biennio, "senza alcun riscontro". Ma Tettamanzi fa anche riferimento al passaggio con cui Bertone indicava il successore: "Il candidato, sul cui profilo gravano non poche perplessità, sorprendentemente è già stato avvisato della cosa dalla segreteria di stato". Tettamanzi, nella sua risposta, inviata appunto direttamente al Papa, fa capire chiaramente di non credere che tutto venga dallo scranno più alto di San Pietro: "Tutte sanzioni direttamente ricondotte all'esplicito volere di Vostra Santità. Ben conoscendo la mitezza di carattere e delicatezza di Vostra Santità, sorgono in me motivi di profonda perplessità rispetto all'ultima missiva ricevuta e a quanto viene attribuito direttamente alla Sua persona". Il Fatto Quotidiano non può chiaramente fornire anche l'eventuale risposta di Papa Ratzinger, che chiuderebbe il cerchio. Ma è facilmente intuibile che tipo di risposta sia stata, se si considera che Dionigi Tettamanzi è attualmente ancora presidente del Toniolo. Istituto, il Toniolo, intorno a cui di fatto gravitano molte lotte "politiche" all'interno della Chiesa Cattolica. Quello che si sa è che nel marzo 2011, immediatamente dopo avere ricevuto la lettera di Tettamanzi, Benedetto XVI ricevette Bertone. E poi lo sttesso Tettamanzi ad aprile. Erano mesi "caldi" per il Toniolo, nella bufera per presunti casi di mala-gestione ma anche, nel 2010, perché (secondo alcuni) è dal suo interno che sarebbe uscita la "falsa velina" che diede avvio al caso Boffo: l'ex direttore di Avvenire che fu bersaglio di una campagna stampa da parte di Vittorio Feltri. La lotta interna al Toniolo non è finita: qualche settimana fa, è entrato nel consiglio del Toniolo Angelo Scola, il nuovo arcivescovo di Milano: considerato molto vicino al Papa ma non altrettanto a Tettamanzi.

Milano Today

LA LETTERA DI TARCISIO BERTONE A DIONIGI TETTAMANZI

LA LETTERA DI DIONIGI TETTAMANZI A BENEDETTO XVI

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