Il Papa ad Arezzo e Sansepolcro. Matteo e Giada, canzone per Benedetto: i due minicantori di 12 anni intoneranno una laude di Petrarca in Cattedrale

Il Papa avrà occhi ma soprattutto orecchie solo per loro. Loro, la voce della Madonna del Conforto. Una piccola storia nella grande storia: quella di due bambini che domenica 13 maggio canteranno per il Papa. Da soli, senza accompagnamento di strumenti e nel silenzio incantato della cappella più importante della fede aretina. Si chiamano Giada Santucci e Matteo Tavini. Abitano ad Arezzo e fanno parte del coro Piccoli cantori del Convitto diretto dal maestro Angelo Mafucci. Il coro è già noto in città anche per la partecipazione a liturgie solenni nelle principali chiese cittadine, è stato si può dire, “adottato” fin dalla sua nascita, dal Calcit, includendolo spesso nei programmi delle sue più importanti manifestazioni. I due piccoli cantori hanno dodici anni di età e studiano al Convitto Nazionale di Arezzo, dove frequentano la Scuola di musica dell’Associazione Amici del Convitto ed in particolare il corso di canto tenuto proprio da Angelo Mafucci. Il loro grande momento arriverà quando le telecamere della Rai si spegneranno, quando la mondovisione sarà sfumata nei canali di tutto il mondo, quando i pellegrini riprenderanno a piedi la via dei pullman o dei treni speciali. Subito dopo la Messa insomma, in quel momento che il Papa ha voluto ritagliarsi per gustarsi la Cattedrale (foto) e insieme per mettersi in ginocchio davanti alla Madonna del Conforto, un po' come aveva fatto Giovanni Paolo II, il suo predecessore, nel 1993. Una visita semi-privata: non ci saranno fedeli, solo il vescovo, alcuni sacerdoti, le suore Carmelitane e un piccolo gruppo tra giornalisti e reporter. Visiterà l'Arca di San Donato, primo pellegrino a ripercorrere quello che un tempo era un percorso quasi obbligato per chiunque avesse un briciolo di fede, e poi la Cappella della Madonna del Conforto. In questi giorni don Alvaro Bardelli la sta facendo rimettere a lucido, tutti i grandi lumi sono stati smontati, lustrati e riappesi, un po' come si fa nelle case per l'"acqua santa". Anche nel vano che ospita l'immagine della Madonna di Provenzano ieri si lavorava di olio di gomito, per ripulire tutto. Loro faranno il resto. Giada e Matteo insieme eseguiranno con la pura voce, senza il sostegno di alcun strumento musicale, la laude alla Madonna di Francesco Petrarca “Virgine bella che del sol vestita”, musicata dal polifonista cinquecentesco Bartolomeo Tromboncino. E' la stessa laude che i bambini, su invito dell’arcivescovo Riccardo Fontana, hanno eseguito in Cattedrale a febbraio, alla vigilia della festa della Madonna del Conforto. Giada e Matteo si fanno forza insieme: in fondo sono nati entrambi nel mese di maggio dell’anno 2000, l’anno del Giubileo, a distanza di soli tre giorni l’una dall’altro, Matteo il 16 maggio e Giada il 13. Sì, proprio il 13 maggio: i dodici anni li compirà proprio davanti al Papa, per un compleanno davvero difficile da dimenticare. In un angolo il loro maestro Angelo Mafucci, conoscendolo più emozionato di loro, dall'altro l'arcivescovo Riccardo Fontana: e al centro quell'uomo vestito di bianco, l'età più o meno quella di un nonno o forse nel loro caso addirittura di un bisnonno, in ginocchio ad ascoltarli.

La Nazione

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