mercoledì 2 maggio 2012

Decreto Generale del card. Bertone sul rinnovato quadro giuridico di Caritas Internationalis. Promulgati i nuovi Statuti e il Regolamento Interno

Sono 61 anni che Caritas Internationalis, con le sue 162 organizzazioni caritative, disseminate in oltre 200 Paesi e territori, fornisce aiuti alle vittime delle emergenze umanitarie, di conflitti, di disastri naturali, riuscendo allo stesso tempo a costruire ponti di dialogo in zone devastate dai conflitti politici e sociali. Oggi, a otto anni dal Chirografo “Durante l’Ultima Cena” firmato da Giovanni Paolo II, che conferiva personalità pubblica, giuridica e canonica a Caritas Internationalis, sono stati promulgati i nuovi Statuti e Regolamento Interno, frutto di una lunga collaborazione e riflessione tra Segreteria di Stato, Pontificio Consiglio Cor Unum e Caritas Internationalis, oltre ad altri organismi interessati. Gli Statuti e il Regolamento Interno sono accompagnati da un Decreto Generale, a firma del segretario di Stato card.Tarcisio Bertone, che delinea, sin dai suoi primi articoli, le competenze dei dicasteri di riferimento di Caritas Internationalis, stabilendo in primis il rafforzamento del ruolo di Cor Unum, il Pontificio Consiglio che segue l’attività istituzionale di Caritas Internationalis. Il decreto è composto di 8 articoli con relativi paragrafi e di un allegato con il testo delle “Promesse” richieste ai dirigenti ed impiegati di Caritas internationalis, quali “condizioni necessarie per la continuità del rapporto di lavoro”. Tra le disposizioni del decreto: “Qualunque testo di contenuto o orientamento dottrinale o morale, emanato da Caritas internationalis, deve sempre essere sottoposto alla preventiva approvazione del Pontificio Consiglio Cor Unum”; Cor Unum “partecipa, tramite propri rappresentanti o delegati, con diritto di parola, alle riunioni degli organi di Caritas internationalis” e “alle riunioni regionali dei suoi membri e a quelle di coordinamento di attività”; Cor Unum “nomina un assistente ecclesiastico” che “promuove l’identità cattolica di Caritas”. Al Pontificio Consiglio spetta l’approvazione della “stipula di contratti, per servizi di revisione e certificazione dei bilanci, di gestione della contabilità, di consulenza lavorativa e di gestione della retribuzione del personale, dei contributi previdenziali” e “di gestione finanziaria e patrimoniale”. Solo in caso “di grave emergenza umanitaria - si legge nell’articolo 3 del decreto -, le autorità di Caritas internationalis sono autorizzate a prendere accordi operativi immediati sul posto con le Autorità governative, con le Organizzazioni ed Enti Intergovernativi e le Organizzazioni non governative”. Il decreto stabilisce inoltre che “prima di iniziare il loro mandato, il Presidente, il Segretario Generale e il Tesoriere, pronunceranno davanti al Presidente del Pontificio Consiglio Cor Unum” le cosiddette “Promesse”, mentre “gli impiegati le pronunceranno davanti al Segretario Generale”. I dipendenti prometteranno, tra l’altro, di “conservare sempre la comunione con la Chiesa Cattolica, sia nelle parole sia nel modo di agire”; di conservare “integro”, trasmettere e illustrare “fedelmente il deposito della fede, respingendo qualsiasi dottrina ad esso contraria”; di “non chiedere né‘ accettare offerte come compenso, neppure se presentate sotto forma di donazione” e di osservare “con cristiana obbedienza ciò che i Sacri Pastori dichiarano come autentici dottori e maestri della fede o stabiliscono come guide della Chiesa”. Il decreto sarà pubblicato su L’Osservatore Romano e negli Acta Apostolicae Sedis.

Radio Vaticana, SIR

RINNOVATO QUADRO GIURIDICO DI CARITAS INTERNATIONALIS
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