Il Vaticano e l'ansia da scoop che genera scivoloni editoriali. Perché i titoli e le notizie sui rapporti tra CL e Roma servono solo a fare rumore

Il Vaticano è un prodotto da maneggiare con cura. Per chi non ha una diretta conoscenza di riti, usi e costumi delle Sacre Stanze (e dintorni) è facile incorrere in qualche scivolone. O sopravvalutare episodi che invece rientrano nell’ordinario. Marco Lillo de Il Fatto Quotidiano è un bravissimo giornalista, ma su Oltretevere stavolta non sembra averci preso. Il titolo del pezzo pubblicato sabato 5 maggio 2012 suona come il disvelamento di una trama in corso: "CL accerchia il Papa". Trattasi di un altro episodio dei famosi Vatileaks diffusi su Il Fatto Quotidiano proprio da Lillo e da Gianluigi Nuzzi su Libero e nella sua trasmissione "Gli Intoccabili"? Sì, ma stavolta siamo bel lontani dalle celebri lettere di fuoco indirizzate da mons. Carlo Maria Viganò, attuale nunzio apostolico a Washington, a Papa Benedetto XVI e al Segretario di Stato Tarcisio Bertone. Lettere che all’epoca causarono un vespaio di polemiche sulle fughe di documenti dal Vaticano a dimostrazione di come quelle stanze, considerate sino ad allora inviolabili, fossero diventate dei colabrodi. Ora, a distanza di pochi mesi, ecco altre missive. Fatti sconvolgenti? No di certo. A parte i titoli ad effetto: "CL, Cerchio Magico intorno a Papa Ratzinger". Si apprende che Papa Benedetto XVI si recherà a Rimini in occasione del prossimo Meeting agostano, in ricordo della prima, e sino ad ora unica, presenza di un Pontefice, Giovanni Paolo II, avvenuta proprio 30 anni prima, nel 1982. Sulla base di questa notizia ricavata da un carteggio tra Bertone e il segretario del Pontefice Georg Gänswein si può dire che Comunione e Liberazione domina il Vaticano? Che i legami tra Joseph Ratzinger e il Movimento fondato da don Luigi Giussani fossero stretti non è una scoperta di oggi. Le esequie del prete brianzolo furono celebrate nel Duomo di Milano proprio dal futuro Benedetto XVI poche settimane prima della sua elezione. Ed è un dato di fatto che il Meeting di Rimini con i suoi 600mila partecipanti è l’appuntamento mondiale più importante, in termini numerici, organizzato da un movimento cattolico nel mondo. Lillo legge in questo appuntamento la "consacrazione di un legame" che sempre più sta caratterizzando questo papato che, secondo una sua precedente inchiesta che fece clamore, rischia di finire nel novembre del 2012 per un complotto destinato a eliminate il Papa. E quindi ecco affacciarsi la staffetta Ratzinger-Scola. Per dimostrare la forza di CL Il Fatto Quotidiano cita una lettera scritta nel marzo 2011 dal successore di Giussani, don Julian Carron al nunzio apostolico in Italia mons. Giuseppe Bertello nella quale il sacerdote spagnolo suggerisce quale successore di Dionigi Tettamanzi alla cattedra di Sant’Ambrogio proprio Angelo Scola (nella foto con Benedetto XVI), allora patriarca a Venezia. Per Carron lo stato della Chiesa ambrosiana evidenzia "una crisi profonda della fede del popolo di Dio […] e perdura la grave crisi delle vocazioni" e la presenza dei movimenti viene tollerata considerandoli più un problema che una risorsa. Carron rimarca inoltre come sul piano civile si sia manifestata "una certa unilateralità di interventi sulla giustizia sociale, a scapito di altri temi fondamentali della Dottrina sociale" e come esista una sorta di “neocollateralismo” soprattutto da parte della Curia verso una sola parte politica. Niente di sconvolgente per chi conosce la situazione della Chiesa a Milano. Il calo delle vocazioni è una drammatica realtà, la presenza nelle parrocchie si sta sempre più riducendo, e dagli anni di guida della Diocesi da parte del card. Martini, cui è seguito Tettamanzi, i rapporti con il centrodestra, salvo rare eccezioni come quelli tra l’arcivescovo gesuita e l’allora sindaco di Milano Gabriele Albertini, non sono mai stati positivi. Non è difficile ripensare alle prese di posizioni di alcuni tra i sacerdoti più in vista ed impegnati nel sociale milanese, don Virginio Colmegna già responsabile della Caritas ambrosiana ed ora numero uno della Casa della carità e don Gino Rigoldi cappellano presso il carcere Beccaria, che non sono mai stati teneri con le amministrazioni che si sono succedute in questi anni. Peccato però che la lettera di Carron rispondeva a un invito rivolto a lui, come ad altri responsabili di movimenti e associazioni oltre che, di default, a vescovi, proprio dallo stesso Bertello per sondare, come da prassi, candidature da porre all’attenzione del Santo Padre per la nomina del successore di Tettamanzi. Nulla di nuovo, solo prassi. Secondo Lillo il potere di CL sarebbe sempre più forte in Vaticano. Ma evidentemente tra i vaticanisti qualcuno ha idee diverse. Poche settimane fa Sandro Magister, vaticanista de L’Espresso tra i più apprezzati in circolazione, evidenziava la presenza sempre più importante dentro le Mura vaticane di un altro movimento, quello dei Focolarini di Chiara Lubich che trova tra gli estimatori lo stesso card. Bertone ed altre figure di peso nella gerarchia vaticana.

Alcide Gonella, Lettera43

Il “cerchio magico” di Cl attorno al Papa. E Carron gli raccomandò Scola per Milano

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