venerdì 28 dicembre 2012

Il 2012 di Benedetto XVI. Un anno vissuto intensamente e coraggiosamente: due viaggi internazionali e quattro visite in Italia, fede, famiglia, pace tra i temi maggiormente presenti nel suo Magistero. Un forte impegno per la trasparenza in Vaticano

Un anno vissuto intensamente e coraggiosamente. Nel 2012, Benedetto XVI ha compiuto due viaggi internazionali, a Messico e Cuba e in Libano, e quattro visite in Italia, tra cui ai terremotati dell’Emilia Romagna. Ha preso parte al VII Incontro Mondiale delle Famiglie, ha aperto l’Anno della fede, presieduto il Sinodo per la Nuova Evangelizzazione. Il Papa è inoltre approdato su Twitter ed ha pubblicato il suo ultimo volume sulla figura di Gesù di Nazaret. Fede, famiglia, pace tra i temi maggiormente presenti nel suo Magistero in questo anno che ha visto anche un forte impegno per la trasparenza in Vaticano. Pastore mite e fermo. E coraggioso. Nel 2012, un anno particolarmente intenso anche sul piano personale, Benedetto XVI affronta con decisione le sfide per la vita della Chiesa, 'ad intra e ad extra'. A partire dai suoi viaggi internazionali che ridanno speranza alle popolazioni incontrate. A marzo, il Papa torna nel Continente latinoamericano, visitando il Messico e Cuba. In terra messicana, denuncia la violenza, la corruzione e il narcotraffico con toni vibranti che ricordano l’appello di Giovanni Paolo II contro la mafia, ad Agrigento. In terra cubana, invece, il Papa chiede coraggio alle autorità dell’Avana e alla comunità internazionale: “Cuba ed il mondo - avverte - hanno bisogno di cambiamenti, ma questi ci saranno” solo se ognuno si interroga sulla verità e “si decide a intraprendere il cammino dell'amore, seminando riconciliazione e fraternità”. E proprio nel segno della riconciliazione, avviene lo storico viaggio apostolico in Libano, a settembre. In una regione dilaniata dalla violenza, con la Siria sconvolta dalla guerra civile alle porte, il Papa si fa pellegrino di pace. Toccante l’incontro di Benedetto XVI a Beirut con i giovani siriani, cristiani e musulmani, ai quali dedica parole di coraggio e speranza:“E’ necessario - è la sua esortazione - che l’intero Medio Oriente, guardando voi, comprenda che i musulmani e i cristiani, l’Islam e il Cristianesimo, possono vivere insieme senza odio, nel rispetto del credo di ciascuno, per costruire insieme una società libera e umana”.
La visita in Libano abbraccia idealmente tutta la regione. Motivo del viaggio è, infatti, la consegna dell’Esortazione apostolica “Ecclesia in Medio Oriente”, frutto del Sinodo dei vescovi mediorientali tenutosi, in Vaticano, nell’ottobre del 2010. Quest’anno, invece, è la volta del Sinodo sulla Nuova Evangelizzazione. Un tema che sta particolarmente a cuore a Benedetto XVI che, per affrontare questa sfida, ha creato anche un dicastero 'ad hoc'. Il Papa ribadisce, con forza, che la Chiesa “esiste per evangelizzare” e che tutti i battezzati sono chiamati all’impegno dell’evangelizzazione: “Tutti gli uomini hanno il diritto di conoscere Gesù Cristo e il suo Vangelo; e a ciò corrisponde il dovere dei cristiani, di tutti i cristiani – sacerdoti, religiosi e laici –, di annunciare la Buona Notizia" (28 ottobre, Messa per la conclusione del Sinodo dei vescovi).
Legato al tema della Nuova Evangelizzazione è l’Anno della fede, indetto da Benedetto XVI nel 50° del Concilio Vaticano II e nel 20° della promulgazione del Catechismo della Chiesa Cattolica. Un Anno che il Papa affida a Maria, in una visita al Santuario di Loreto sulle orme di Giovanni XXIII. “Se oggi la Chiesa propone un nuovo Anno della fede e la nuova evangelizzazione - afferma il Papa - non è per onorare una ricorrenza, ma perché ce n’è bisogno, ancor più che 50 anni fa!”. E sottolinea che la Chiesa è chiamata a far indietreggiare il processo di “desertificazione spirituale”: “Ecco allora come possiamo raffigurare questo Anno della fede: un pellegrinaggio nei deserti del mondo contemporaneo, in cui portare con sé solo ciò che è essenziale: non bastone, né sacca, né pane, né denaro, non due tuniche – come dice il Signore agli Apostoli inviandoli in missione, ma il Vangelo e la fede della Chiesa, di cui i documenti del Concilio Ecumenico Vaticano II sono luminosa espressione” (11 ottobre, Messa per l'apertura dell'Anno della fede).
Il 2012 di Benedetto XVI è anche fortemente contraddistinto dall’impegno per valorizzare la famiglia, sempre più minacciata come ricorda anche nel discorso natalizio alla Curia Romana. A inizio giugno, a Milano, si celebra il VII Incontro  Mondiale delle Famiglie. A loro, a genitori e figli, il Papa affida un compito straordinario: voi, afferma, siete “l’unica forza che può veramente trasformare il mondo”. Il grande raduno resta memorabile anche per le parole che il Papa rivolge, con amore paterno, alle coppie separate: “Mi sembra un grande compito di una parrocchia, di una comunità cattolica di fare realmente il possibile perché esse sentano di essere amate, accettate, che non sono ‘fuori’ anche se non possono ricevere l’assoluzione e l’Eucaristia; devono vedere che anche così vivono pienamente nella Chiesa” (Festa delle Testimonianze, 2 giugno 2012).
Se a Milano, la dimensione della visita è più internazionale che italiana, il Papa non manca di compiere altre visite in Italia: a Loreto, come ricordato per l’Anno della fede e il 50° del viaggio di Giovanni XXIII, ad Arezzo e San Sepolcro e, soprattutto ai terremotati dell’Emilia Romagna e della Lombardia. A Rovereto di Novi, tra i centri più colpiti, il Papa commosso assicura la vicinanza spirituale e concreta della Chiesa: “La Chiesa vi è vicina e vi sarà vicina con la sua preghiera e con l’aiuto concreto delle sue organizzazioni, in particolare della Caritas, che si impegnerà anche nella ricostruzione del tessuto comunitario delle parrocchie” (Visita a San Marino di Carpi - Modena, 26 giugno).
In questo anno, il Papa pubblica anche un Motu Proprio sul servizio della carità e uno che istituisce la Pontificia Accademia di latinità. Eleva all’onore degli altari sette nuovi Santi e proclama “Dottori della Chiesa” San Giovanni d'Avila e Santa Ildegarda di Bingen. Crea inoltre 28 cardinali, in due Concistori: uno a febbraio, l’altro a novembre. Tante le nomine importanti, tra le quali spicca quella di mons. Gerhard Ludwig Müller a nuovo prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.
E’ un anno, questo, anche di sofferenza personale per il Papa che si vede tradito in casa propria. A maggio, viene arrestato il suo aiutante di camera per la sottrazione di documenti personali diffusi poi dai mass media. E’ il culmine del cosiddetto “Vatileaks” che vedrà anche un processo e una condanna a carico di Paolo Gabriele al quale il Pontefice concederà la grazia pochi giorni prima di Natale. Nel pieno della dolorosa vicenda, il Papa confida ai fedeli i suoi sentimenti. L’amarezza è forte, ma non prevale: “Gli avvenimenti successi in questi giorni circa la Curia ed i miei collaboratori hanno recato tristezza nel mio cuore, ma non si è mai offuscata la ferma certezza che nonostante la debolezza dell’uomo, le difficoltà e le prove la Chiesa è guidata dallo Spirito Santo e il Signore mai le farà mancare il suo aiuto per sostenerla nel suo cammino” (Udienza generale, 30 maggio).
Coraggio e trasparenza il Papa chiede anche nella gestione dello Ior. Un processo che porta a dei risultati significativi. A luglio, infatti, l’autorità europea “Moneywal” giudica positivamente le misure prese in Vaticano per la prevenzione del riciclaggio di denaro. Durante l’anno, il settimo del suo Pontificato, il Papa non lesina energie per annunciare il Vangelo a più persone possibili. Lo fa nelle celebrazioni, in udienze ed incontri e ancora visitando parrocchie, carceri e istituti caritativi. Uno sforzo che il Pontefice porta anche nel “Continente digitale”. Il 12 dicembre, Benedetto XVI approda su Twitter. Il suo primo tweet, durante l’udienza generale, è un evento mondiale che viene seguito in diretta dai principali network internazionali. In meno di un mese, il suo account in 8 lingue, @Pontifex supera i due milioni di follower. Un successo è, infine, anche la pubblicazione del libro “L’infanzia di Gesù” con il quale il Papa conclude la sua trilogia su Gesù di Nazareth Un dono per tutti coloro, credenti e non, che sono in ricerca della verità.

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