giovedì 24 gennaio 2013

Il superiore generale dei Redentoristi richiama all'obbedienza padre Flannery, a cui la Congregazione per la Dottrina della Fede aveva imposto misure disciplinari per alcuni suoi scritti ambigui su questioni cattoliche fondamentali

Giunge a una svolta significativa il caso di padre Tony Flannery, il sacerdote redentorista che nei giorni aveva annunciato sui giornali e in pubblica conferenza l’intenzione di sottrarsi alle misure disciplinari disposte per lui dalla Congregazione per la Dottrina della Fede. Il canadese Michael Brehl, Superiore generale della Congregazione del Santissimo Redentore, ha diffuso una dichiarazione in cui esprime profondo rammarico rispetto alle azioni intraprese di recente dal suo confratello Flannery. Nel suo breve intervento, l’attuale Superiore dell’Ordine religioso fondato da Sant’Alfonso Maria del Liguori ripercorre brevemente la vicenda: "A gennaio 2012 - scrive Brehl - la Congregazione per la Dottrina della Fede aveva manifestato il proprio allarme su alcuni scritti di padre Flannery che risultavano ambigui su questioni fondamentali della dottrina cattolica, come il sacerdozio, la natura della Chiesa e l'Eucaristia". Al religioso era stato chiesto di iniziare un periodo di preghiera e riflessione teologica per chiarificare le sue posizioni, astenendosi nel contempo da interviste o dichiarazioni pubbliche. Durante il periodo di preghiera e riflessione, Flannery avrebbe dovuto auto-sospendersi temporaneamente dall’esercizio del ministero sacerdotale e anche dalla dirigenza della Association of Catholic Priests in Ireland, il gruppo di pressione sacerdotale aggregatosi spontaneamente sull’onda dello scandalo pedofilia che ha travolto la Chiesa in Irlanda. Nel suo intervento, padre Brehl invita ancora caldamente il suo confratello a "rinnovare i suoi sforzi per trovare una soluzione concordata" rispetto alle preoccupazioni espresse dal dicastero vaticano. Rivolto in particolare ai redentoristi della Provincia irlandese, li invita a pregare e a operare insieme con lui "nello spirito di Sant'Alfonso, per mantenere e rafforzare la comunione con la Chiesa universale". L’intervento del Superiore generale segue altri pronunciamenti, provenienti soprattutto dai suoi confratelli irlandesi, che sembravano esprimere un certo grado di solidale comprensione nei confronti di padre Flannery.

Gianni Valente, Vatican Insider 
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