Non ci sono preoccupazioni vaticane per l'arcivescovo di Manila nonostante il collegamento alla scuola di Bologna e alla sua storia del Vaticano II

Nonostante le voci contrarie, fonti autorevoli affermano che non ci sono preoccupazioni da parte del Vaticano sul nuovo arcivescovo di Manila, nelle Filippine, per un articolo scritto più di un decennio fa come contributo ad una controversa storia del Concilio Vaticano II. L'articolo non faceva parte della documentazione ufficiale presa in esame prima della sua nomina. Luis Antonio Tagle (foto), 54 anni, considerato una delle personalità più insigni in campo teologico tra i vescovi asiatici, è diventato il 32° arcivescovo di Manila lo scorso 12 dicembre, dopo essere stato nominato a quella sede da papa Benedetto XVI il 13 ottobre. Anche se Tagle è stato salutato come una stella nascente dell'Asia e anche un possibile candidato al soglio papale, a metà novembre un articolo del giornalista italiano Sandro Magister aveva sostenuto che alcuni in Vaticano avrebbero potuto avere ripensamenti, dal momento che Tagle era associato alla storia del Concilio Vaticano II a cura degli studiosi italiani Giuseppe Alberigo e Alberto Melloni, esponenti di una corrente progressista del cattolicesimo italiano conosciuta come la "scuola di Bologna". La storia di Alberigo e Melloni era stata accusata, in alcuni ambienti, di promuovere una lettura distorta del Vaticano II come una "rottura" con le epoche precedenti della storia della Chiesa, quasi in contrapposizione all’"ermeneutica della riforma", che sottolinea la continuità con la Chiesa prima del Vaticano II, prospettata da Benedetto XVI. Tagle, che ha conseguito il suo dottorato presso l'Università Cattolica d'America con Joseph Komonchak, editore americano della storia del Concilio di Alberigo e Melloni, aveva collaborato alla redazione del progetto, mentre era docente in seminario. Nel 1999, Tagle ha contribuito con un saggio al quarto volume della storia sul Vaticano II, quello sulla cosiddetta "settimana nera", che si è svolta al termine della terza sessione del Concilio nel 1964, quando numerosi interventi di Papa Paolo VI avevano causato un certo allarme tra le forze riformiste. Magister ha scritto che i cardinali e i vescovi che avevano approvato la sua promozione a Manila, avevano appreso solo successivamente del suo legame con la scuola di Bologna, "solo dopo la pubblicazione della nomina", perché il suo saggio sulla "settimana nera" non faceva parte della documentazione ufficiale, cioè quella fornita ufficialmente in Vaticano per i candidati all’episcopato. Alcuni commentatori hanno suggerito persino che la rivelazione potrebbe indurre Benedetto ad togliere Tagle dalla lista dei nuovi cardinali del prossimo Concistoro, già previsto per il mese di febbraio. Ma una fonte vicina al cardinale canadese, Marc Ouellet, prefetto della Congregazione per i vescovi, ha riferito questa settimana a National Catholic Reporter che Tagle avrebbe il "pieno sostegno" di Ouellet, anche dopo che si è venuti a conoscenza del saggio del 1999. Un sostegno autorevole, visto che Ouellet è un pupillo di Benedetto XVI. Diversi osservatori hanno riferito che le tensioni sulla scuola bolognese sono perlopiù considerate dal Vaticano come tutte interne al contesto italiano, cui Tagle, essendo asiatico, è del tutto estraneo. In particolare, un esponente del Vaticano ha riferito di aver letto il saggio del 1999, dopo che i media ne hanno parlato, ma ha sottolineato di non aver trovato niente da obiettare. Ha aggiunto di essere stato invece colpito dalla difesa di Paolo VI da parte di Tagle. Tagle ha scritto che Paolo VI aveva seguito la strategia di "ascoltare tutte le opinioni, soprattutto quelle opposte" e che era disposto a "sacrificare la sua popolarità personale per salvare il Concilio e il suo futuro". Questo prelato vaticano ha anche detto che è difficile sostenere la tesi che Tagle si opponga alla lettura del Concilio promossa da Benedetto XVI, dal momento che una delle fonti citate da Tagle sono stati proprio gli scritti di Joseph Ratzinger. Un altro esponente vaticano ha sottolineato che Tagle è stato fatto vescovo di Imus solo nel 2001, e ciò che più conta nell'analisi del Vaticano ciò che ha fatto da allora in poi. Un fatto importante, dice questo funzionario, è che Tagle ha contribuito in modo significativo al costituirsi dell'opposizione cattolica al disegno governativo di legge sanitaria, che promuove il controllo delle nascite e l’educazione sessuale nelle scuole. L'anno scorso, Tagle ha utilizzato il suo programma televisivo settimanale, "The Word Exposed" (La Parola proclamata), per mettere in risalto che la proposta di programmi di educazione sessuale promuoverebbe una visione puramente "biologica" della sessualità, in contrapposizione ad una visione che comprenda altresì il punto di vista dell’etica. Durante la Messa del 12 dicembre, Tagle ha detto di desiderare che l’umiltà e la “sequela dell’amore” siano i punti di riferimento del suo ministero in qualità di pastore e guida dei 2,8 milioni di cattolici di Manila. La popolazione totale di 75 milioni di cattolici rende le Filippine il terzo più grande paese cattolico del mondo, dopo Brasile e Messico. "Il solo fatto di assumere la carica di arcivescovo di Manila non garantisce che io sarò in grado di far conoscere il Signore. Se non faccio attenzione, potrei anche diventare cieco io stesso nei confronti del Signore e del prossimo", ha detto Tagle. “Voglio piuttosto essere un discepolo umile e ricolmo dell'amore di Gesù così da riconoscere la venuta di colui il cui amore ci spinge alla missione. Perché è l’amore che rende autentico un pastore, non la sua posizione in sé".

John L Allen jr, National Catholic Reporter - Fine Settimana

Commenti