Il Papa in Messico e a Cuba. Bermudez: si creerà una grande sintonia con Benedetto XVI, insieme per problemi e sfide che l’umanità deve affrontare

"Il card. Tarcisio Bertone, nel 2008, è stato il primo dignitario straniero ricevuto dal presidente Raul Castro dopo la sua investitura, un incontro molto importante e significativo: in quell’occasione, il nostro presidente ha formulato l’invito a Benedetto XVI a visitare Cuba in una data di sua scelta". Lo ha affermato l’ambasciatore Eduardo Delgado Bermudez (foto), in una intervista a L’Osservatore Romano, che cita anche il fatto che pochi mesi prima "l’allora presidente Fidel Castro aveva a sua volta espresso lo stesso desiderio al card. Renato Raffaele Martino, nel corso della sua visita a Cuba". Soffermandosi sui rapporti tra il Vaticano e Cuba alla vigilia del viaggio apostolico che Papa Ratzinger compirà in marzo, il diplomatico ha detto di ritenere che "la posizione di Giovanni Paolo II contro l’isolamento di Cuba abbia avuto un valore morale molto grande, come lo ha in questo momento la posizione della Santa Sede, contraria all’embargo economico contro il nostro Paese". "Credo - ha spiegato - che il nostro popolo provi un particolare sentimento di affetto per Giovanni Paolo II e sono certo che lo proverà anche per Benedetto XVI quando si realizzerà l’annunciata visita a marzo, un sentimento che si basa sulle radici cristiane del popolo cubano, sul rispetto per la Chiesa Cattolica e per il Sommo Pontefice". L’auspicio consegnato dal rappresentante del governo de L’Avana a L’Osservatore Romano in vista del viaggio a Cuba di Joseph Ratzinger è "che il Papa possa realizzare una visita apostolica capace di suscitare in lui felicità e di lasciare nel suo cuore un ricordo molto grato del nostro popolo e del Paese". "La visita del Pontefice certamente contribuirà a rafforzare la cooperazione raggiunta fino a oggi tra la Chiesa e le autorità nel nostro Paese". Anche in questa occasone, ha assicurato l’ambasciatore Delgado Bermudez, "si creerà comunque una grande sintonia con il Papa. In primo luogo perchè il Governo cubano e la Santa Sede sono entrambi interessati ai principali temi internazionali, ai problemi e alle sfide che l’umanità deve affrontare. In secondo luogo per i sentimenti di rispetto e di affetto che esistono nel nostro Paese verso il Pontefice e verso la presenza dei cattolici". "E poi - ha concluso il diplomatico - non posso non ricordare le parole del Papa Benedetto XVI rivoltemi in occasione della presentazione delle mie credenziali, quando affermò che il servizio principale della Chiesa ai cubani è l’annuncio di Gesù Cristo e il suo messaggio di amore, di perdono e di riconciliazione nella verità" perchè "un popolo che percorre questo cammino di armonia è un popolo che nutre la speranza di un futuro migliore".

Agi

A colloquio con l’ambasciatore presso la Santa Sede: da Wojtyła a Ratzinger il popolo cubano in sintonia con il Papa

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