Dopo le osservazioni degli ispettori europei la Santa Sede rivede la sua legge antiriciclaggio con un decreto a modifica del testo di fine 2010

Il Vaticano ha riscritto la sua legge antiriciclaggio risalente a fine 2010, dopo che gli ispettori europei hanno riscontrato che non rispettava a pieno gli standard per combattere il finanziamento al terrorismo e la criminalità finanziaria. La nuova legge, approvata mercoledì per decreto, ma di cui la Santa Sede non ha dato un annuncio ufficiale, prevede che il Vaticano crei una lista delle organizzazioni terroristiche basata su quella stilata dalle Nazioni Unite e che nel contempo entri in accordo con altri Paesi per condividere informazioni finanziarie. Il nuovo testo, una copia del quale è stata ottenuta da Associated Press, specifica inoltre che l'autorità finanziaria del Vaticano possa agire come regolatore e ordinare ispezioni per assicurare le procedure anti-riciclaggio, indica che i proventi delle sanzioni vadano al Papa per le opere di carità e affina la legge originale redatta in tutta fretta per soddisfare un accordo con l'Unione europea. Jeffrey Owens, che dirige la politica fiscale per l'Organizzazione per la cooperazione economica e lo sviluppo economico (Ocse) sostiene che il Vaticano stia andando nella giusta direzione. "In questi sviluppi - ha commentato Owens in una mail scritta ad Associated Press - vedo che il Vaticano ha riconosciuto che nel contesto finanziario odierno c'è un premio per la trasparenza e che, per raggiungere questo obiettivo, è necessario essere conformi agli standard internazionali, sia nel campo del riciclaggio di denaro, sia in quello dell'evasione fiscale e della corruzione. Queste ultime decisioni lo portano nella giusta direzione". La Santa Sede lavora da anni per aderire alle norme europee sul riciclaggio e il finanziamento del terrorismo, nel tentativo di liberarsi dell'immagine di un Paese ossessionato dalla segretezza e unirsi alla cosiddetta "lista bianca" di Paesi che combattono la frode fiscale. Gli sforzi del Vaticano in questa direzione sono aumentati dopo che i procuratori di Roma nel settembre 2010 hanno sequestrato 23 milioni di euro e messo i due principali banchieri del Papa sotto inchiesta per presunto riciclaggio. A dicembre 2010 il Vaticano ha rivelato la sua prima legge in merito per la creazione di un'autorità di informazione finanziaria. A novembre 2011, gli ispettori del Consiglio d'Europa hanno però fatto alcune osservazioni sul testo, sottoponendo raccomandazioni che hanno portato alla modifica della legge, varata mercoledì per decreto. Ieri, su L'Osservatore Romano, l'arcivescovo Dominique Mamberti, segretario per i Rapporti con gli Stati, ha accennato alla modifica della legge, in un articolo in cui annuncia l'adesione del Vaticano a tre trattati internazionali anti-crimine. La ratifica dei trattati e le modifiche della legge, spiega Mamberti, mostrano la determinazione della Santa Sede ad aderire agli alti standard internazionali in materia.

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