Ex leader del ramo femminile di Regnum Christi con altre compagne rompe con il movimento e fonda una nuova comunità con il parere favorevole del Papa

"Noi vescovi speriamo che emergano nuovi carismi tra i Legionari di Cristo". Una frase profetica pronunciata nell' agosto 2011 da un chierico spagnolo, di fronte a un gruppo di sacerdoti legati alla congregazione fondata da Marcial Maciel Degollado. Parole che si sono concretizzate negli ultimi giorni: non grazie a quei religiosi, ma per l’iniziativa di Malén Oriol, ex leader del ramo femminile del movimento Regnum Christi. Lei e altre compagne hanno appena fondato una nuova comunità, creando così la prima frattura nella Legione. Il 22 febbraio scorso, l’arcivescovo di Santiago di Chile, Ricardo Ezzati Andrello, ha creato una nuova associazione pubblica di fedeli con personalità canonica. Il suo nome: “Totus Tuus”, (significa “tutto tuo”) e rimanda chiaramente al pontificato di Giovanni Paolo II. Questo nuovo gruppo di vita consacrata femminile è stato riconosciuto con decreto ecclesiastico 67/2012. La sua fondazione si è conclusa con un semplice atto nella cappella privata dell’arcivescovo cileno al quale hanno partecipato, inoltre, l’ex pastore di Santiago e cardinale Francisco Javier Errázuriz e il sacerdote José Antonio Varas. Erano presenti le donne fondatrici, provenienti da otto paesi diversi di Europa e America. Tutte ex consacrate del “Regno”. Non è stata una cerimonia qualsiasi. Lì si è sigillata la prima divisione istituzionale nell’opera cominciata da Maciel. A breve potrebbero arrivarne altre. Un fenomeno prevedibile, se si prende in considerazione la profonda crisi che hanno dovuto affrontare negli ultimi anni i Legionari di Cristo e i membri consacrati del Regnum Christi, dopo il riconoscimento della Santa Sede della vita immorale e lontana da ogni sentimento religioso del suo fondatore. Molte delle nubili consacrate nel “Regno” non sono riuscite a superare lo shock emotivo derivante dagli atti di colui che chiamavano “nostro padre”. Malén Oriol è stata una delle più deluse. Figlia di una nobile famiglia spagnola, ha lavorato per anni insieme a Maciel, Non solo lo ha conosciuto personalmente, ma lo ha anche accompagnato, con un gruppo scelto di persone, durante gli ultimi giorni della sua vita. Fino al 15 febbraio scorso, è stata l’assistente del direttore generale per le consacrate, il massimo incarico al quale può accedere una donna legata alla Legione. Lei aveva presentato le dimissioni nello scorso ottobre. Che cosa è successo in questi quattro mesi? Il vertice attuale dei Legionari, dal quale dipende ancora organicamente il Regnum Christi, ha cercato con tutti i mezzi possibili di convincerla a non andarsene. Lo ha anche confermato il delegato pontificio che si occupa della riforma di entrambe le istituzioni, il card. Velasio De Paolis, in una lettera pubblica. Nonostante il processo di rinnovamento interno voluto da Benedetto XVI per assicurare la sopravvivenza di queste due associazioni, la donna ha deciso di andarsene. E non è stata l’unica: almeno 156 delle sue compagne hanno fatto lo stesso negli ultimi tre anni, ma possono essere di più. Secondo le cifre ufficiali, all’inizio di 2009, il numero di consacrate era di 956, mentre alla fine di 2011 era di 800. Di queste, non si sa quante faranno parte di “Totus Tuus”. L’arcidiocesi di Santiago del Cile non ha specificato il numero di fedeli che apparterranno a questa nuova associazione, anche se, al di fuori dell’ufficialità, si parla di una cifra intorno a trenta. Non si conosce nemmeno il nome della superiora. E’ certo, invece, che il card. Errázuriz avrà l’incarico di accompagnare spiritualmente la nuova comunità durante il suo primo anno di vita. L’iniziativa, questo è un altro elemento sicuro, può contare comunque sul sostegno di Benedetto XVI che ha comunicato il suo "parere favorevole" tramite la Segreteria di Stato del Vaticano. Non è poco se se si pensa che il Regnum Christi è impegnato in questo momento in una riforma autorizzata dal Papa stesso. Nel Palazzo Apostolico c’è coscienza delle difficoltà e delle resistenze al cambiamento, messe in atto anche da una “cupola” che, in maniera sottile, cerca di boicottare il percorso di rinnovamento. Tutto ciò unito all’impressione di un Velasio De Paolis troppo lento nel prendere decisioni che taglino la radice della vecchia struttura (quella che ha permesso gli abusi del fondatore) hanno prodotto altre sbandate tra i sacerdoti legionari. Secondo i dati ufficiali più recenti, 42 presbiteri sono usciti dalla congregazione negli ultimi due anni. Ma, secondo le stime non ufficiali, la cifra potrebbe essere superiore (intorno ai 100).Tra questi, quattro fratelli di Marlén Oriol: Juan Pedro, Santiago, Ignacio e Alfonso. Tutti sacerdoti e tutti hanno lasciato la Legione. Santiago e Alfonso sono stati presenti nel ritiro di alcuni giorni che un gruppo di sacerdoti (alcuni ancora membri della congregazione) hanno organizzato ad agosto a Córdoba (Spagna). In questa riunione hanno pregato, condiviso le loro frustrazioni e hanno concordato sulla necessità di fondare una nuova struttura che possa riunire gli ex Legionari. Non si sono messi d’accordo sui dettagli, anche se alcuni sono sicuri del fatto che la "formula sacerdotale" potrebbe essere adatta. Altri, invece, non erano convinti e hanno preferito aspettare. Ad ogni modo, sembra prevedibile che emergano nuovi carismi nella Legione di Cristo, colpita da una tempesta ben lontana dall’essersi placata.

Andrés Beltramo Álvarez, Vatican Insider

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