Vian: Benedetto XVI Pontefice di pace che vuole ravvivare la fiamma del primato di Dio, mite pastore che non indietreggia davanti ai lupi

"Trent'anni fa, il 15 febbraio 1982 - ricorda il quotidiano della Santa Sede senza fare alcun riferimento alle notizie di cronaca di questi giorni su complotti, salute del Papa e sue dimissioni - veniva resa pubblica la notizia che Giovanni Paolo II, venendo incontro al desiderio del cardinale Joseph Ratzinger, lo sollevava dal governo pastorale della diocesi di Monaco e Frisinga": così L'Osservatore Romano in un editoriale di prima pagina del direttore Giovanni Maria Vian dedicato a Benedetto XVI. "Il 25 novembre precedente, infatti, il cinquantaquattrenne porporato tedesco era stato nominato dal Papa prefetto del primo dicastero della Curia romana, la Congregazione per la Dottrina della Fede. Così, dopo avere tenuto ancora per quasi tre mesi la guida della grande arcidiocesi bavarese, in quei giorni di febbraio Ratzinger si trasferì a Roma". “Per quasi un quarto di secolo, dalla sede romana i due uomini hanno così sostenuto insieme la Chiesa”, annota Vian: “Accompagnando questa umanità e testimoniandole che Dio è vicino, come ha sempre fatto nel corso della storia chi ha saputo seguire davvero Gesù, nonostante colpe e imperfezioni umane presenti anche nella Chiesa”. Nel 2005 poi a Joseph Ratzinger “è stato chiesto ancora di più al momento della rapidissima elezione in conclave”. "Oggi, a trent'anni dall'inizio del periodo romano di questo mite pastore che non indietreggia davanti ai lupi, è nitido il profilo della maturità di un Pontificato che passerà alla storia, dissolvendo come fumo stereotipi duri a morire e contrastando comportamenti irresponsabili e indegni. Questi finiscono per intrecciarsi a clamori mediatici, inevitabili e certo non disinteressati, ma che bisogna saper cogliere come occasione di purificazione della Chiesa". "Pontefice di pace che vuole ravvivare la fiamma del primato di Dio, Benedetto XVI è perfettamente coerente con la sua storia", "segnata da uno sguardo ampio che nel trentennio romano ha sempre cercato un respiro mondiale ed è stata caratterizzata da un'opera d'innovazione e purificazione perseguita con coraggio, tenacia e pazienza, nella consapevolezza che nottetempo nel campo il nemico semina zizzania. Per questo il Papa indica senza stancarsi la necessità del rinnovamento continuo ('ecclesia semper reformanda'), ricordando che la santità della Chiesa non sarà offuscata se, nell'ascolto della verità, resta vicina all'unico Signore".

TMNews, SIR

Trent’anni dopo

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