venerdì 27 aprile 2012

Il Papa chiama il suo grande elettore Herranz per cacciare le talpe vaticane: con semplicità e grande cuore incarna un Pontificato non di transizione

Sarà pure mite Benedetto XVI ma di certo non fugge davanti ai lupi. E se è pur vero che è un Papa animalista, con i felini in pole position nel suo cuore, non ama essere pugnalato da talpe e corvi. Ed ecco spiegato il motivo della sua scelta: affidare a tre cardinali ultraottantenni (Júlian Herranz, Jozef Tomko e Salvatore De Giorgi) il compito di stanare i corvi del Vaticano. A guidare questa inedita commissione cardinalizia è Herranz (foto), colui che per ventidue anni è stato il segretario del fondatore dell’Opus Dei, San Josemaria Escrivà. Il porporato spagnolo, insigne giurista, nel conclave del 2005 è stato tra i grandi elettori di Joseph Ratzinger sulla Cattedra di Pietro. Discreto e riservato, Herranz ha lavorato minuziosamente per consolidare attorno al cardinale bavarese la maggioranza necessaria per la fumata bianca, esponendo con grande chiarezza e altrettanta fermezza le ragioni di questa scelta. "Perché - si domanda Herranz nel suo libro "Nei dintorni di Gerico" - confluirono così rapidamente sul nome di Ratzinger più di due terzi dei voti necessari? Si è parlato e scritto giustamente - risponde il cardinale - di una quadruplice legittimità: il prestigio intellettuale del grande teologo; la legittimità istituzionale del prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, e decano del Sacro Collegio; la legittimità romana in quanto membro della Curia da tanti anni; e la legittimità wojtyliana dell’uomo di fiducia di Giovanni Paolo II. Oserei aggiungere - prosegue Herranz - un’ulteriore ragione: la legittimità spirituale di un sacerdote di profonda vita interiore (è un contemplativo) e, nel contempo, di vibrante spirito apostolico, il quale, come Giovanni Paolo II, è sempre disposto a portare la dottrina e l’amore di Cristo a tutti gli areopaghi del mondo. Un uomo capace di incarnare non un Pontificato di transizione, bensì di continuità dinamica con il grande Pontificato di Giovanni Paolo II: mistico apostolo di Cristo". Il cardinale ricorda, poi, gli attimi successivi all’Elezione del Pontefice: "Ripenso a quanto è accaduto nella Cappella Sistina: i nostri applausi quando alla quarta votazione (la prima del pomeriggio) è stato eletto Papa il card. Ratzinger; la sua risposta affermativa alla domanda 'Accetti l’elezione canonica a Sommo Pontefice?'; la scelta del nome Benedetto, patrono d’Europa, che ha messo nella sua Regola il principio 'Nulla venga mai anteposto a Cristo'; la vestizione con gli abiti pontifici già pronti nella sacrestia alla destra della Cappella Sistina; l’atto di obbedienza al nuovo Papa da parte di ciascuno di noi (mentre gli baciavo sorridendo la mano l’ho assicurato della mia cordiale unità e disponibilità, e ho osato aggiungere: 'In cielo saranno particolarmente contenti San Josemaria Escrivà e Giovanni Paolo II')". Ricorda ancora Herranz: "La serenità di carattere e il sorriso di Ratzinger, mai perduti in quei giorni così tesi, la semplicità con cui ha vissuto nella residenza Santa Marta l’atmosfera fraterna che lo spingeva - ne sono testimone - a servire ai commensali l’acqua durante il pranzo, o a cedere il passo in ascensore, mi fanno pensare che la bella personalità dell’eletto saprà accattivarsi, con la sua semplicità e il suo grande cuore, la simpatia e l’affetto delle genti".

Francesco Grana, Orticalab
Il blog La Vigna del Signore non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001