sabato 19 maggio 2012

Benedetto XVI solleva dalla guida della diocesi di Trapani mons. Miccichè. Mons. Plotti amministratore apostolico. Scorso giugno la visita apostolica

Papa Benedetto XVI ha sollevato oggi dalla guida della diocesi di Trapani il vescovo mons. Francesco Miccichè e ha nominato come amministratore apostolico mons. Alessandro Plotti, arcivescovo emerito di Pisa. La gestione della diocesi di Trapani era sotto indagine da parte del Vaticano dal giugno 2011, quando era iniziata una 'visita apostolica' guidata dal vescovo di Mazara del Vallo, mons. Domenico Mogavero. L'inchiesta della Procura, che aveva prima innescato il 7 giugno 2011 l'invio del "visitatore apostolico" e in queste ore la rimozione del vescovo, riguarda un presunto ammanco di denaro, oltre un milione di euro ,nella fase di incorporazione da parte della Fondazione "Auxilium" di un'altra fondazione gestita dalla Curia, la "Campanile". L'indagine è stata condotta dalla sezione di polizia giudiziaria della guardia di finanza per la Procura trapanese. Monsignor Plotti, nato a Bologna, compirà 80 anni il prossimo 8 agosto. È stato arcivescovo di Pisa dal giugno 1986 al febbraio 2008. È contenuta in una "lettera al popolo di Dio" che segue la nomina di mons- Plotti. "Come fulmine a ciel sereno in un momento in cui finalmente la verità era venuta a galla con la conferma del mio retto agire in Vaticano, mi viene comunicato che la Santa Sede ha proceduto alla mia rimozione dalla cura pastorale della Diocesi di Trapani. Nella lettera inviatami dal Nunzio Apostolico in Italia, però, non si fa menzione delle motivazioni che stanno alla base del provvedimento adottato. E’ un provvedimento estremo che non condivido e non comprendo ma al quale, per la mia fedeltà al Papa e alla Chiesa, mi rimetto e che vi chiedo di accettare in spirito di obbedienza. Non hanno avuto esito fruttuoso le mie reiterate richieste di conoscere la relazione fatta dal visitatore apostolico, mio fratello vescovo Mogavero. Pertanto, per quanto possa apparire incredibile, non mi è dato sapere i motivi che avrebbero reso necessario un atto così platealmente punitivo: motivi che secondo la legge canonica devono essere gravissimi ma che certamente sono falsi". Gli investigatori della sezione di pg della Finanza avevano spulciato tra i conti di alcune fondazioni appartenenti alla Diocesi di Trapani che nella fase della fusione avevano visto volatilizzarsi 1 milione di euro. Un ammanco che puntava contro il vescovo Francesco Miccichè già per la sola circostanza che a fare da amministratore alla fondazione era un suo cognato. Le accuse contro il vescovo, a proposito di quell’ammanco, sarebbero state fatte finire sulla stampa e poi nelle carte dei magistrati da un suo ex braccio destro Ninnì Treppiedi (un monsignore poi sospeso a divinis) indagato insieme a un'altra dozzina di persone per calunnia truffa, diffamazione e appropriazione indebita. Nel decreto di sospensione di Treppiedì, ex direttore degli uffìci amministrativi della curia dì Trapanì, e per un certo periodo a capo della chiesa dì Alcamo, si faceva riferimento a una ingente somma dì denaro, appartenuta alla chiesa di Calatafìmì-Segesta che non sarebbe stata rendicontata.

Ansa, Corriere del Mezzogiorno.it

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