Scola: ognuno ha sua sensibilità ma tra i cardinali c'è una unità superiore a quella che si può immaginare, è diverso da quello che i media descrivono

"Ognuno di noi ha la sua sensibilità, non procediamo per categorie, ma tra i cardinali c'è una unità superiore a quella che si può immaginare, la situazione è diversa da quella che i media descrivono". Lo ha affermato il card. Angelo Scola (nella foto con Benedetto XVI), arcivescovo di Milano, interrogato dai giornalisti sulle tensioni nella Santa Sede delle quali parlano libri e giornali. "Tra noi cardinali - ha assicurato Scola - c'è un clima di fiducia: io ascolto i miei fratelli americani, ad esempio, sulla politica di Obama e assumo la loro posizione, ne sanno più di me che si e no vado negli States una volta l'anno per un paio di giorni a tenere una conferenza. Mi fido cioè del giudizio del presidente dei vescovi americani, card. Thimoty Dolan, e lo stesso fa il Papa". "Non posso entrare nell'intimo del Papa", ha poi aggiunto l'arcivescovo di Milano rispondendo a una domanda specifica riguardante le parole pronunciate lunedì da Benedetto XVI. "Insomma - ha concluso Scola - le sue notti oscure non le so, ma ieri il Pontefice ha detto tutti abbiamo bisogno di amicizia vera e che i cardinali sono i suoi amici. Una dichiarazione che mi sembra importante riportare".

Agi

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