L’abbraccio della gente di Frascati: facciam sentire al Papa il nostro calore in cambio del sostegno spirituale che lui sa donarci quotidianamente

All'inizio del Pontificato una certa "vulgata" dei mass media ripeteva che Benedetto XVI fosse un Papa "freddo", incapace di scaldare i cuori delle masse. Per polverizzare questo luogo comune bastava incolonnarsi stamattina all'alba sulla Tuscolana per arrampicarsi, tra file di pullman e automobili, fino alla rocca di Frascati. Sono molte più del previsto, infatti, le persone che hanno preferito l'incontro con il Pontefice ad una domenica al mare. Nella città che dopo Roma ha dato più Papi alla Chiesa, Joseph Ratzinger è stato accolto come un amico, ma soprattutto come una guida dalla quale si è certi di ricevere parole di verità e di conforto, tanto più necessarie in un momento di grave crisi economica per un territorio un tempo florido e ricco di attività imprenditoriali. Adesso la recessione morde anche qui e si vede ad occhio nudo. "Ci siamo organizzati per far sentire a Benedetto XVI il nostro calore in cambio del sostegno spirituale che lui sa donarci quotidianamente con la sua predicazione", spiega Mara Cancellieri, che con alcuni amici dei castelli di Roma ha allestito una sorta di "staffetta" papale per arrivare tutti insieme fino al sagrato della Cattedralededicato al primo vicario di Cristo, San Pietro. In tanti sono arrivati da fuori regione. "Siamo partiti in nottata pervenire ad ascoltare il Santo Padre - racconta Silvia Simoncini, 35 anni, presidente dello Iuter club di Osimo, in provincia di Ancona -. Personalmente ho colto l'opportunità anche perché ho numerosi parenti a Frascati, però il significato di questa trasferta è molto più profondo di un saluto a zii e cugini. E' una fase storica molto delicata per il Paese e, come associazione di giovani cattolici, abbiamo ritenuto giusto dare con la nostra presenza a Frascati un piccolo contributo stringendoci attorno al primate d'Italia, portavoce di chi non ha voce. Tra noi c'è chi ha perso il lavoro o non riesce a trovarlo. Pregare con Benedetto è un'iniezione di fiducia ed esprime la volontà di rialzarci dalle difficoltà attuali. Il Papa ci aiuta a non perderci d'animo e a ripartire dal punto in cui ci siamo fermati". La rinascita di Frascati dopo la seconda guerra mondiale appare come il simbolo tangibile della possibilità di risorgere dalle proprie macerie. Qui si trovava il comando supremo tedesco per il Mediterraneo, perciò dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, 130 quadrimotori americani la rasero al suolo. E' stata ricostruita pietra su pietra e oggi il Pontefice della "purificazione" l'ha scelta come luogo-simbolo del proprio messaggio di rigenerazione e di speranza. Davanti Villa Aldobrandini si è appostato con una grande bandiera gialla e bianca (i colori della Santa Sede) Gianluca Franco, ingegnere quarantenne con moglie e figlia al seguito. "In una fase delicata della mia vita ho beneficiato in maniera speciale dell'orientamento di Benedetto XVI - afferma -. Non trovavo più senso nella quotidianità e ho cominciato, quasi per caso, a leggere il suo 'Gesù di Nazaret' e sono rimasto catturato dalla chiarezza e pervasività della sua parola. Ormai lo sento come una persona di famiglia ed essere qui è il minimo. Eravamo anche al meeting di Milano a inizio giugno. Ogni volta che posso, partecipo alle sue catechesi ed è un modo per 'ricaricare le batterie', è come se vederlo e sentirlo direttamente rappresenti un rafforzamento della fede e un incentivo a superare debolezze e cadute. Per capire la grandezza del Magistero di Papa Ratzinger la maniera più efficace è lasciarsi invadere dalla sua predicazione".

Giacomo Galeazzi, Vatican Insider

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