giovedì 19 luglio 2012

Zamagni: in meno di 9 mesi la Santa Sede è riuscita a dare risposte positive, convincenti, alla maggior parte dei quesiti sollevati da Moneyval

“In meno di 9 mesi la Santa Sede è riuscita a dare risposte positive, convincenti, alla maggior parte dei quesiti che erano stati sollevati”. È il commento dell’economista Stefano Zamagni al primo Rapporto di Moneyval, che ha sostanzialmente promosso le misure adottate dal Vaticano in materia di prevenzione del riciclaggio di denaro e del finanziamento del terrorismo. “È vero - spiega Zamagni a Radio Vaticana - che nel Rapporto conclusivo s’invita il Vaticano a proseguire e a chiarire meglio i modi di governance dell’Aif, cioè dell’Autorità d’informazione finanziaria, perché si dice che l’attività di vigilanza deve essere tenuta separata dall’attività di intelligence finanziaria. Nell’attività d’ispezione, infatti, un conto è andare a ricercare gli eventuali colpevoli, altro è vigilare su quanto è stato effettuato. Questo è un consiglio che viene rivolto alla Santa Sede, del quale terrà sicuramente conto”. Quanto all’opportunità di una distinzione tra gli istituti bancari non impegnati in attività di profitto ma che hanno compiti sociali, come lo Ior e le banche di credito cooperativo in Italia, Zamagni osserva: “Su questa questione c’è molta confusione. Un conto è un ente bancario che persegue finalità lucrative e quindi si dedica all’attività di speculazione finanziaria, altro conto è un altro ente bancario”.

SIR

Rapporto Moneyval. Zamagni: risposte convincenti dal Vaticano